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Monterosso di notte visto dal molo (Cinque Terre - Liguria).

Nikon D50 - 35mm (exp. 30 sec.)

Il segreto del bosco è stato svelato...,

esplode e si sviluppa nel forte e vitale tratto delle opere di Lucia Pedri.

 

Ormai il bosco è distante, lontano, forse dimenticato, ci osserva con timore e incredulità, mentre noi uomini del presente, indaffarati nella nostra vita caotica, attraversiamo il tempo che ci è dato distratti e assenti, come se tutto ci fosse dovuto, nell'ipocrisia del nostro vivere quotidiano.

 

Vi è mai capitato di camminare nel bosco?

Seguire un sentiero, che lentamente si perde nel folto, fino a ritrovarsi immersi in una splendida e sacra cattedrale di legno e natura; Ascoltare l'irreale silenzio e d'un tratto sorprendersi dal fragoroso eco dei nostri passi, schiocchi risonanti lungo tutte le armoniche superfici...

Probabilmente, si! e forse avrete provato quella calda e inconsueta sensazione di essere soli.

Si, soli! ma non abbandonati, piuttosto accolti e liberi, al centro dell'universo, in un posto imprecisato ma vivi e con la percezione di dominare la forza che vi circonda.

Bella e illusoria sensazione, menti e inganni le nostre ignare percezioni, perché in realtà, il bosco ha un segreto; pochi ormai lo conoscono e ancor meno ne parlano, però dal fitto delle fronde, dietro al secco legno di un castagno, sotto a piccoli sassi e nascosti dal mantello dalle foglie cadute; mille piccoli occhi ci scrutano. Il bosco e vivo!! Il bosco e costituito di infinite linfe vitali.

Io non lo conosco e forse non lo conoscerò mai, perché le sue regole non sono le mie e i suoi codici sono oscuri e indecifrabili ai miei sensi, poiché in fondo io non gli appartengo... Però seguendo la lucida grafite, lungo le linee armoniose che la passione spinge sul ruvido foglio, intravedo l'essenza. Il disegno mi guida e lentamente comunico a comprendere dinamiche fino ad ora sconosciute, le forme si snodano plasmandosi per tutta l'estensione, ora si fermano, poi girano e in fine si avvolgono compenetrandosi l'una con l'altra in un amplesso di delicati colori. La china severa delimita le superfici e genera movimenti ed ombre; ecco, così compaiono sinuose figure femminili, sono le fate e le ninfe custodi del bosco e delle sue meraviglie, unite in un profondo e folle abbraccio alle forme della natura.

Piano piano, escono dalle loro tane i furbi animaletti fantastici, che vivono di sogno e realtà nei gufi, nei gechi e nelle salamandre e ancora i gatti, le rane e le chioccioline, che strisciano sulla carta, tracciando e seguendo le bianche scie della matita, vibrante con il suo denso pigmento che sovrasta i colori e si propaga in sottili linee di luce.

Le forme, i colori, le linee si inseguono ancora, scivolando via contro il netto margine delle dolci pennellate e affogando per poi perdersi, nelle nuove, ma antiche macchie della carta, testimoni del tempo e del suo scorrere, capaci di ordinare lo spazio con la casualità del loro propagarsi.

Mentre le fate e le ninfe, non soggette alle nostre regole, giocano disinibite con la natura, perché di essa fanno parte e lei le accoglie e le protegge, celandole ai nostri occhi sprezzanti.

Adesso ho visto questa bellezza e ringrazio la ninfa che con sembianze leggere, sfugge alle regole e ci sussurra queste immagini fantastiche, perché Lucia è l'anima del bosco... e il bosco vive in lei e nella sua arte.

 

.Siro Tolomei

 

Esposizione personale di Pittura “Quisquilie, bisbigli ed altre meraviglie”di Lucia Pedri

Castiglione di Garfagnana - Palazzo comunale - 13/14 Ottobre 2012

 

Lucia Pedri pagina web:

www.luciapedri.it/

alcuni gioielli contenuti nel Quaderno di Patrizia n. 5,00, realizzati con la tecnica del pizzo margarete.

Il Castello Arabo-Normanno di Taormina (detto anche Castello di Monte Tauro) sorge in posizione elevata e domina l'omonima cittadina. Questa sua posizione lo connota certamente, assieme al Teatro Antico, come una delle due acropoli che fin dai tempi remoti costituivano punti strategici di controllo delle vie di passaggio da Catania a Messina (fino al 1830 infatti, con la costruzione della strada litoranea, la direttrice nord-sud passava obbligatoriamente per il territorio di Taormina).

Canon 30d

tokina 11-16 f2.8

ok sono molto curioso di questa.

come vedrete è molto simile alla foto 6.

la differenza è data dal gabbiano, ma soprattutto dalla luce.

la 6 è stata scattata im un giorno grigio, mentre questa era una bellissima mattinata,per cui i fari sono ben illuminati ma senza riflessi.

 

Isola d'Elba, Italy

September 2025

 

Fujifilm X-E4

Voigtländer Nokton 35mm f1.2 X

 

Superia X-tra 400 recipe

Tiziano Borelli.....conceria,medina di Fes

Собор Санто-Спирито (итал. Duomo di Santo Spirito — собор Святого Духа) — кафедральный собор Равенны (Италия). Рядом с собором расположен баптистерий православных конца V века.

 

Первый кафедральный собор был построен в начале V века равеннским епископом Урсом (т.н. Урсианова базилика) и был посвящён Воскресению Христову. От первоначальной постройки сохранились лишь незначительные фрагменты, хранящиеся в экспозиции Архиепископского музея Равенны. К 1733 году постройка стала ветхой и её полностью разобрали, сохранив лишь цилиндрическую кампанилу X века. Строительство нового собора было поручено архитектору из Римини Джан-Франческо Буонамичи. В 1749 году состоялось торжественное освящение собора во имя Святого Духа.

 

Фасад собора украшен трёхарочным портиком, в который вмонтированы четыре колонны от изначальной постройки. К фасаду обращена статуя Девы Марии, установленная на высоком столбе в 1830 году по указанию папы Климента VIII. Собор имеет три нефа, длина центрального - 60 метров. Внутри собора расположены многочисленные памятники раннехристианского искусства (саркофаги V века, амвон епископа Агнеллуса, украшенный многочисленными декоративными панно и др.).

 

Капелла Санта Мария дель Судоре

 

В правом нефе расположена барочная капелла Санта Мария дель Судоре в которой находится почитаемый в Равенне образ Девы Марии. В капелле находятся два раннехристианских саркофага:

один использован для погребения монсеньора Ринальдо да Конкорреджо, епископа Равенны времён Данте. Саркофаг украшен изображением Христа с Евангелием в руке сидящего на троне из под которого вытекают четыре библейских реки, по сторонам от него стоят апостолы Пётр и Павел, обрамлённые пальмами;

саркофаг V века в который в 1658 году поместили мощи святого Барбатиана, советника и духовника Галлы Плацидии, местночтимого святого Равенны.

 

Duomo di Ravenna

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Basilica Ursiana

 

Paese Italia

Regione Emilia-Romagna

LocalitàRavenna

ReligioneCristiana Cattolica di Rito Romano

DiocesiArcidiocesi di Ravenna-Cervia

Anno consacrazioneignoto

Stile architettonicoBarocco

Inizio costruzionefine del IV secolo

Completamento1734

Sito webBasilica Ursiana

  

Il Duomo di Ravenna oggi in uso è un edificio costruito nel XVIII secolo dall'architetto riminese Gianfrancesco Buonamici seguendo la planimetria della primitiva cattedrale.

 

Questa fu costruita sul finire del IV secolo o nei primissimi anni del secolo successivo, per volontà del vescovo Orso, che secondo alcuni svolse il suo mandato attorno al 390. Era un edificio di ragguardevoli dimensioni, a cinque navate, ricco di marmi policromi.

 

La primitiva cattedrale era dedicata alla Santa Resurrezione. Dal nome del vescovo fondatore Orso (Ursus), fu convenzionalmente chiamata Basilica Ursiana.

 

L'edificio fu ampiamente ristrutturato nel X secolo (di quell'impianto restano ancora visibili la cripta e il campanile). Quest'ultimo ospita quattro campane accordate in Re minore.

L'antica cattedrale ursiana [modifica]

 

Non sappiamo molto della cattedrale fatta edificare dal vescovo Orso, eccetto che presentava già la tipica abside semicircolare all'interno e poligonale all'esterno (di influsso egeo) e i due ambienti laterali all'abside che torneranno spesso nelle chiese ravennati, il pastophorion e il diaconicon.

 

Certamente l'abside e l'arco absidale furono coinvolti da un programma di ridecorazione a mosaico nel 1112, come appare da un'iscrizione sull'abside stessa riportata nell'unica fonte che ci permette di conoscerne sommariamente la struttura, un disegno del Buonamici. Sull'estradosso dell'arco era rappresentato il Cristo risorto con la Croce sulla spalla e gli Apostoli acclamanti; nei pennacchi due episodi della vita di Sant'Apollinare, l'invio del futuro vescovo a Ravenna da parte di San Pietro (a sinistra) e l'arrivo di Apollinare a alle porte di Ravenna (a destra); sotto queste scene erano collocati rispettivamente due immagini di Abele e Caino sacrificanti e nel registro successivo due palme.

 

Il catino absidale accoglieva invece, sempre a mosaico, un'Anastasis, a fianco della quale erano una scena con le Marie al Sepolcro e, a destra, l'arrivo di Giovanni e Pietro al Sepolcro. Nel semiarco absidale erano collocati fra le finestre pannelli musivi con S. Ursicino, la Vergine orante, il Battista e S. Barbaziano. Nel registro sottostante, il protovescovo Apollinare in atteggiamento orante, affiancato da una teoria di vescovi ravennati.

 

Di questi mosaici, perduti, restano solo alcuni frammenti conservati nel Museo arcivescovile: la Vergine orante (pressoché intera), e i volti di S. Ursicino, S. Giovanni e S. Barbaziano, più un frammento che faceva parte probabilmente della scena degli Apostoli al Sepolcro. I loro caratteri stilistici (visi modellati, bocche piccole, una certa ieraticità, panneggi lineari, capelli scriminati con grafismi accentuati) mostrano una vicinanza ai mosaici con gli Apostoli nella cappella sinistra della Cattedrale di San Giusto a Trieste o con i protettori di Venezia raffigurati nell'abside della Basilica di San Marco a Venezia, quindi attribuibili a maestranze veneziane ben addestrate al linguaggio bizantino dell'ultimo quarto dell'XI secolo. Tuttavia è evidente il processo di "occidentalizzazione" dell'impianto iconografico, con la sola presenza di un soggetto tipicamente bizantino come l'Anastasis e dei due offerenti (Caino e Abele), e l'inserimento invece di scene legate alla vita di Sant'Apollinare e delle figure fra le finestre, senza tener conto dell'uso latino delle iscrizioni, che mostra un completo disinteresse nell'area ravennate per la lingua greca. A distanza di oltre cinque secoli dall'ultimo grande monumento musivo ravennate, la basilica di Sant'Apollinare in Classe, Ravenna ribadisce l'orgoglio della propria specificità attraverso un'appropriazione del linguaggio bizantino e l'asseverazione di temi legati al trionfo della propria diocesi.

Pizzo di Piancoi, at the end of the Val Chironico | Pizzo di Piancoi, au fond du Val Chironico

Teggiano- Vallo di Diano

Собор Санто-Спирито (итал. Duomo di Santo Spirito — собор Святого Духа) — кафедральный собор Равенны (Италия). Рядом с собором расположен баптистерий православных конца V века.

 

Первый кафедральный собор был построен в начале V века равеннским епископом Урсом (т.н. Урсианова базилика) и был посвящён Воскресению Христову. От первоначальной постройки сохранились лишь незначительные фрагменты, хранящиеся в экспозиции Архиепископского музея Равенны. К 1733 году постройка стала ветхой и её полностью разобрали, сохранив лишь цилиндрическую кампанилу X века. Строительство нового собора было поручено архитектору из Римини Джан-Франческо Буонамичи. В 1749 году состоялось торжественное освящение собора во имя Святого Духа.

 

Фасад собора украшен трёхарочным портиком, в который вмонтированы четыре колонны от изначальной постройки. К фасаду обращена статуя Девы Марии, установленная на высоком столбе в 1830 году по указанию папы Климента VIII. Собор имеет три нефа, длина центрального - 60 метров. Внутри собора расположены многочисленные памятники раннехристианского искусства (саркофаги V века, амвон епископа Агнеллуса, украшенный многочисленными декоративными панно и др.).

 

Капелла Санта Мария дель Судоре

 

В правом нефе расположена барочная капелла Санта Мария дель Судоре в которой находится почитаемый в Равенне образ Девы Марии. В капелле находятся два раннехристианских саркофага:

один использован для погребения монсеньора Ринальдо да Конкорреджо, епископа Равенны времён Данте. Саркофаг украшен изображением Христа с Евангелием в руке сидящего на троне из под которого вытекают четыре библейских реки, по сторонам от него стоят апостолы Пётр и Павел, обрамлённые пальмами;

саркофаг V века в который в 1658 году поместили мощи святого Барбатиана, советника и духовника Галлы Плацидии, местночтимого святого Равенны.

 

Duomo di Ravenna

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Basilica Ursiana

 

Paese Italia

Regione Emilia-Romagna

LocalitàRavenna

ReligioneCristiana Cattolica di Rito Romano

DiocesiArcidiocesi di Ravenna-Cervia

Anno consacrazioneignoto

Stile architettonicoBarocco

Inizio costruzionefine del IV secolo

Completamento1734

Sito webBasilica Ursiana

  

Il Duomo di Ravenna oggi in uso è un edificio costruito nel XVIII secolo dall'architetto riminese Gianfrancesco Buonamici seguendo la planimetria della primitiva cattedrale.

 

Questa fu costruita sul finire del IV secolo o nei primissimi anni del secolo successivo, per volontà del vescovo Orso, che secondo alcuni svolse il suo mandato attorno al 390. Era un edificio di ragguardevoli dimensioni, a cinque navate, ricco di marmi policromi.

 

La primitiva cattedrale era dedicata alla Santa Resurrezione. Dal nome del vescovo fondatore Orso (Ursus), fu convenzionalmente chiamata Basilica Ursiana.

 

L'edificio fu ampiamente ristrutturato nel X secolo (di quell'impianto restano ancora visibili la cripta e il campanile). Quest'ultimo ospita quattro campane accordate in Re minore.

L'antica cattedrale ursiana [modifica]

 

Non sappiamo molto della cattedrale fatta edificare dal vescovo Orso, eccetto che presentava già la tipica abside semicircolare all'interno e poligonale all'esterno (di influsso egeo) e i due ambienti laterali all'abside che torneranno spesso nelle chiese ravennati, il pastophorion e il diaconicon.

 

Certamente l'abside e l'arco absidale furono coinvolti da un programma di ridecorazione a mosaico nel 1112, come appare da un'iscrizione sull'abside stessa riportata nell'unica fonte che ci permette di conoscerne sommariamente la struttura, un disegno del Buonamici. Sull'estradosso dell'arco era rappresentato il Cristo risorto con la Croce sulla spalla e gli Apostoli acclamanti; nei pennacchi due episodi della vita di Sant'Apollinare, l'invio del futuro vescovo a Ravenna da parte di San Pietro (a sinistra) e l'arrivo di Apollinare a alle porte di Ravenna (a destra); sotto queste scene erano collocati rispettivamente due immagini di Abele e Caino sacrificanti e nel registro successivo due palme.

 

Il catino absidale accoglieva invece, sempre a mosaico, un'Anastasis, a fianco della quale erano una scena con le Marie al Sepolcro e, a destra, l'arrivo di Giovanni e Pietro al Sepolcro. Nel semiarco absidale erano collocati fra le finestre pannelli musivi con S. Ursicino, la Vergine orante, il Battista e S. Barbaziano. Nel registro sottostante, il protovescovo Apollinare in atteggiamento orante, affiancato da una teoria di vescovi ravennati.

 

Di questi mosaici, perduti, restano solo alcuni frammenti conservati nel Museo arcivescovile: la Vergine orante (pressoché intera), e i volti di S. Ursicino, S. Giovanni e S. Barbaziano, più un frammento che faceva parte probabilmente della scena degli Apostoli al Sepolcro. I loro caratteri stilistici (visi modellati, bocche piccole, una certa ieraticità, panneggi lineari, capelli scriminati con grafismi accentuati) mostrano una vicinanza ai mosaici con gli Apostoli nella cappella sinistra della Cattedrale di San Giusto a Trieste o con i protettori di Venezia raffigurati nell'abside della Basilica di San Marco a Venezia, quindi attribuibili a maestranze veneziane ben addestrate al linguaggio bizantino dell'ultimo quarto dell'XI secolo. Tuttavia è evidente il processo di "occidentalizzazione" dell'impianto iconografico, con la sola presenza di un soggetto tipicamente bizantino come l'Anastasis e dei due offerenti (Caino e Abele), e l'inserimento invece di scene legate alla vita di Sant'Apollinare e delle figure fra le finestre, senza tener conto dell'uso latino delle iscrizioni, che mostra un completo disinteresse nell'area ravennate per la lingua greca. A distanza di oltre cinque secoli dall'ultimo grande monumento musivo ravennate, la basilica di Sant'Apollinare in Classe, Ravenna ribadisce l'orgoglio della propria specificità attraverso un'appropriazione del linguaggio bizantino e l'asseverazione di temi legati al trionfo della propria diocesi.

Qualcuno di voi forse ricorderà questa foto che ho scattato due anni fa.

Quest'anno il Palio di Feltre si svolgerà nei giorni 6- 7 e 8 agosto e ad esso è collegato un concorso fotografico. questo è il link al sito del Palio:

www.paliodifeltre.it e qui potrete trovare anche le informazioni relative al concorso

www.paliodifeltre.it/public/files/press_2010/regolamento_...

Vi aspetto!

Dilys rides the trail

  

Today members of the We're here group are visiting the Horseback trail riders group

Le vele di Scampia sono abitazioni costruite nell'omonimo quartiere della città di Napoli tra il 1962 e il 1975.

L'idea del progetto prevedeva grandi unità abitative dove centinaia di famiglie avrebbero dovuto integrarsi e creare una comunità, grandi vie di scorrimento e aree verdi tra le varie vele; una vera e propria città modello, ma varie cause hanno portato a quello che oggi viene definito un ghetto, in primis il terremoto del 1980, che portò molte famiglie, rimaste senzatetto, ad occupare più o meno abusivamente gli alloggi delle vele:[8] questo fece sì che varie furono le culture che si intrecciarono e come talvolta succede, a prevalere furono illegalità, abusivismo, prevaricazione in varie forme.

 

Immagine notturna del Castello di Torrechiara illuminato di Notte.

Al di là dell'innocenza

e al di là della pietà,

al di là delle emozioni

e al di là della realtà.

Al di là dei lunghi inverni

e del povero che chiama la tua povertà.

Nasceranno bambini vestiti di cielo,

suonatori di flauto.

Al di là delle bottiglie

che ti portano lontano,

al di là della pazienza

che ti fa morire piano.

Al di là dei pomeriggi

in cui fabbrichi il tuo mondo che ti tradirà.

Nasceranno bambini vestiti di cielo,

suonatori di flauto.

 

Francesco De Gregori

Largo di Torre Argentina is a square in Rome, Italy, that hosts four Republican Roman temples, and the remains of Pompey's Theatre. It is located in the ancient Campus Martius.

 

The name of the square comes from the Torre Argentina, which takes its name from the city of Strasbourg, whose original name was Argentoratum. In 1503, in fact, the Papal Master of Ceremonies Johannes Burckardt from Strasbourg built in via del Sudario a palace (now at number 44), called Casa del Burcardo, to which the tower is annexed.

 

The other tower in the square is not the one giving the name to the place, but the Medieval Torre del Papitto ("Little Pope's Tower"), attributed by tradition to Antipope Anacletus II Pierleoni, allegedly not a tall person.

 

After Italian unification, it was decided to reconstruct part of Rome (1909), demolishing the zone of Torre Argentina. During the works (1927), however, the colossal head and arms of a marble statue were discovered. The archeological investigation brought to light the presence of a holy area, dating to the Republican era, with four temples and part of Pompey's Theater.

 

Julius Caesar was killed in the Curia of the Theatre of Pompey, and the spot he was believed to be assassinated is in the square.

coreografia di Julie Ann Anzilotti con il I Anno Danzatore

Chiesa di Santa Maria Ausiliatrice, Marina di Pisa

it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santa_Maria_Ausiliatrice_(Pisa)

Le splendide e scenografiche Grotte di Frasassi sono delle grotte carsiche sotterranee che si trovano all'interno del Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi nel Comune di Genga (AN).

 

Per le foto: comunicazione.turismo@regione.marche.it

2013 Mackinac Bridge Labor Day Run

mùa này đi tắm biển thì hết xảy..hehe..

Le vele di Scampia sono abitazioni costruite nell'omonimo quartiere della città di Napoli tra il 1962 e il 1975.

L'idea del progetto prevedeva grandi unità abitative dove centinaia di famiglie avrebbero dovuto integrarsi e creare una comunità, grandi vie di scorrimento e aree verdi tra le varie vele; una vera e propria città modello, ma varie cause hanno portato a quello che oggi viene definito un ghetto, in primis il terremoto del 1980, che portò molte famiglie, rimaste senzatetto, ad occupare più o meno abusivamente gli alloggi delle vele:[8] questo fece sì che varie furono le culture che si intrecciarono e come talvolta succede, a prevalere furono illegalità, abusivismo, prevaricazione in varie forme.

 

.La Reggia di Caserta, o Palazzo Reale di Caserta, è una dimora storica appartenuta alla famiglia reale della dinastia Borbone di Napoli, proclamata Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

 

Situata nel comune di Caserta, è circondata da un vasto parco nel quale si individuano due settori: il giardino all'italiana ed il giardino all'inglese.

 

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