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Sono appena scesa dal treno. L’autobus mi è filato via sotto il naso. Orario estivo, inoltre ridotto. Aspetterò sotto il sole, sono in giro da ore, mi sento già colla. C’è il movimento di sempre, auto che si fermano, scaricano qualcuno, ripartono. Alla fermata gente in piedi. Sulla sinistra due ragazzi africani in jeans a brandelli che parlano fitto spostando il peso da una gamba all’altra, con ritmo, quasi con brio. Dall’altra parte una ragazza dal viso tirato, lo sguardo fisso nel vuoto; anche lei a tratti porta un piede in avanti, poi di lato. Allora quei capelli biondi e sottili impercettibilmente ondeggiano. Quel taglio… scommetto che viene dall’Est. Un bimbo senza passeggino, forse quattro anni, sta appiccicato alla casupola in plexiglas, tocca e bacia la parete; la mamma, pesante, con fatica prova a staccarlo… Certo, è sporca, sennò che gusto c’è. Ora alle spalle una voce, una signora delle nostre, ma non è quel dialetto volgare, piuttosto una cantilena, che si avvicina. Parla da sola mentre cammina su e giù. Ecco, si piazza davanti a me, occhio vivace, vestita di chiaro. Bella giornata oggi! Ieri invece un gran temporale, eh? Quanto caldo, quest’anno! (Lancio uno sguardo furtivo verso la strada, là in fondo, magari l’autobus arriva) Io prendo il 14 ogni giorno, a casa non mi aspetta nessuno. Ho tre figli. Il più grande lo vedo poco, la moglie non vuole. (Sarà la mia faccia che incoraggia?) Ha perso il lavoro, e venduto la casa che gli avevamo comprato. Lei è sposata? Peccato. Figli? Meglio così, sono solo delusioni. Ma a casa ha qualcuno, vero?! (Non molla… eppure si soffoca. Che ora è ? Occhiata al cellulare). Mi chiamo Pina, e Lei? Mio marito era bravo, un santo. L’altro lavora in ufficio. Il piccolo, mah, non ho capito, suona con un gruppo; quando passa è per chiedere soldi. (Avevo anche messo gli occhiali scuri. Credendo di non essere notata)
Dove abita, cara? Ah, prende il 5. Anch’io ci salgo a volte, fa un bel giro. Da dove arriva,adesso? Che lavoro? Brava! (Perché rispondo? Né riesco a inventare storie strane, così, per vedere la reazione) Quanti anni ha? Indovino io: cinquanta, portati bene. (mannaggia a te!) Non si preoccupi, è giovane!
(Eccolo, ecco il 5. Saluto la donna degli autobus) Arrivederci, bella, è stato un piacere, dirò una preghiera per Lei. (Questa poi… no, dai)
I spotted this cute young lady while waiting for a bus on a rainy day this week. And there were two more welly-wearing ladies on the bus! Heaven...
For Lease sign. Bus stop. City living. Urban.
When using this image please provide photo credit (link) to:
per these terms: parkvanness.com/flickr-images-by-park-van-ness/
20081029-4490
Laatste en vooral eenzame brieven-bus-halte van Den Haag/Kijkduin.
Speciaal voor de gasten van bungalowpark Kijkduinpark. Als dat niet toeristvriendelijk is weet ik het ook niet meer.
♪とっとろっトトロ~
さつき・めい・トトロみんな実物大?
ある方から「ねこバス」をなぜ撮らなかったかとご指摘あり。確かに左下端っこに何か写ってる。でもこれ信号待ちでたった1枚写したものですよ。発見してシャッターを切るまでに2~3秒くらいの間ですから。ある方とは無論飼主さまのことです。
A build of a rural Bus Stop complete with Bathroom, drinks vending machine, seating area, power pole, rain-water downspouts and bike racks (around the back). And it has the missing Seagull that should have been in the Parisian Restaurant!
...can supposedly be studied here in Dublin, where more than 40% of the population is under the age of 30.
"Famous for its easy going charm and cultural heritage, Dublin is also the capital of The Craic (pronounce 'crack'), the art of life. Famous Dublin sons such as writers Oscar Wilde, James Joyce and Jonathan Swift had it, playwright Samuel Beckett had it, and so have more contemporary cultural ambassadors such as U2. The city is steeped in rich history, starting with the Vikings laying its first streets. Through the centuries, The Craic and an unruly artistic streak have helped shape Dublin into what it is now: A vibrant capital that moves at an easy going pace."
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