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Gonnesa (Carbonia-Iglesias).

 

Nel territorio di Gonnesa, a circa trecento metri dall’abitato di Nuraxi Figus, all’interno di una pineta ad alto fusto, impiantata alcuni decenni orsono, si trova la costruzione megalitica in oggetto appartenente al quadro culturale del protomedio primo (età del Bronzo) databile ai secoli 16° e 15° a.C. Si tratta di un monumento già studiato dal Prof. A. Taramelli agli inizi del secolo scorso: “massiccio e di pianta irregolare, in cui le dimensioni delle mura prevalgono sugli spazi interni a segnare una imperfetta padronanza delle tecniche costruttive proprie dei nuraghi a Tholos di epoca successiva”. Seguendo la classificazione tradizionale, la costruzione megalitica di Is Bangius può essere ascritta al tipo di monumenti della fase arcaica come i nuraghi a corridoio o pseudonuraghi. Da questi elementi si può facilmente dedurre l’importanza del nuraghe Is Bangius per gli studiosi – costruzioni simili si trovano in territorio di Scanu Montiferru (Nuraghe di Mesu e Rios), di Sorgono e Busachi. Nella sua struttura, Is Bangius si ricollega a quei monumenti in cui il processo di ampliamento spaziale intermurario è già perfezionato, così da comporre piccoli vani interni alla base dello stesso edificio megalitico. Si tratta, quindi, di un monumento ormai avanzato di elaborazione edilizia, in direzione del comporsi del vano circolare a falsa cupola, elemento distintivo dei monumenti classici a tholos.

fonte - Monumenti Aperti

 

www.monumentiaperti.com/scheda.php?idm=817&idc=137

www.comprensivogonnesa.it/territorio/nuraghe.htm

www.suscruxoxu.it/index.php?option=com_content&view=a...

Busachi (Oristano) febbraio 2010

353 Sagra di Sant' Efisio, Cagliari.

Giovane e bellissima ragazza che indossa il costume di Busachi, quello sguardo mi è rimasto impresso in modo indelebile.

Gonnesa (Carbonia-Iglesias).

 

Nel territorio di Gonnesa, a circa trecento metri dall’abitato di Nuraxi Figus, all’interno di una pineta ad alto fusto, impiantata alcuni decenni orsono, si trova la costruzione megalitica in oggetto appartenente al quadro culturale del protomedio primo (età del Bronzo) databile ai secoli 16° e 15° a.C. Si tratta di un monumento già studiato dal Prof. A. Taramelli agli inizi del secolo scorso: “massiccio e di pianta irregolare, in cui le dimensioni delle mura prevalgono sugli spazi interni a segnare una imperfetta padronanza delle tecniche costruttive proprie dei nuraghi a Tholos di epoca successiva”. Seguendo la classificazione tradizionale, la costruzione megalitica di Is Bangius può essere ascritta al tipo di monumenti della fase arcaica come i nuraghi a corridoio o pseudonuraghi. Da questi elementi si può facilmente dedurre l’importanza del nuraghe Is Bangius per gli studiosi – costruzioni simili si trovano in territorio di Scanu Montiferru (Nuraghe di Mesu e Rios), di Sorgono e Busachi. Nella sua struttura, Is Bangius si ricollega a quei monumenti in cui il processo di ampliamento spaziale intermurario è già perfezionato, così da comporre piccoli vani interni alla base dello stesso edificio megalitico. Si tratta, quindi, di un monumento ormai avanzato di elaborazione edilizia, in direzione del comporsi del vano circolare a falsa cupola, elemento distintivo dei monumenti classici a tholos.

fonte - Monumenti Aperti

 

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Gonnesa (Carbonia-Iglesias).

 

Nel territorio di Gonnesa, a circa trecento metri dall’abitato di Nuraxi Figus, all’interno di una pineta ad alto fusto, impiantata alcuni decenni orsono, si trova la costruzione megalitica in oggetto appartenente al quadro culturale del protomedio primo (età del Bronzo) databile ai secoli 16° e 15° a.C. Si tratta di un monumento già studiato dal Prof. A. Taramelli agli inizi del secolo scorso: “massiccio e di pianta irregolare, in cui le dimensioni delle mura prevalgono sugli spazi interni a segnare una imperfetta padronanza delle tecniche costruttive proprie dei nuraghi a Tholos di epoca successiva”. Seguendo la classificazione tradizionale, la costruzione megalitica di Is Bangius può essere ascritta al tipo di monumenti della fase arcaica come i nuraghi a corridoio o pseudonuraghi. Da questi elementi si può facilmente dedurre l’importanza del nuraghe Is Bangius per gli studiosi – costruzioni simili si trovano in territorio di Scanu Montiferru (Nuraghe di Mesu e Rios), di Sorgono e Busachi. Nella sua struttura, Is Bangius si ricollega a quei monumenti in cui il processo di ampliamento spaziale intermurario è già perfezionato, così da comporre piccoli vani interni alla base dello stesso edificio megalitico. Si tratta, quindi, di un monumento ormai avanzato di elaborazione edilizia, in direzione del comporsi del vano circolare a falsa cupola, elemento distintivo dei monumenti classici a tholos.

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Busachi (Sardegna) febbraio 2010 Chiesa campestre di Santa Susanna

Gonnesa (Carbonia-Iglesias).

 

Nel territorio di Gonnesa, a circa trecento metri dall’abitato di Nuraxi Figus, all’interno di una pineta ad alto fusto, impiantata alcuni decenni orsono, si trova la costruzione megalitica in oggetto appartenente al quadro culturale del protomedio primo (età del Bronzo) databile ai secoli 16° e 15° a.C. Si tratta di un monumento già studiato dal Prof. A. Taramelli agli inizi del secolo scorso: “massiccio e di pianta irregolare, in cui le dimensioni delle mura prevalgono sugli spazi interni a segnare una imperfetta padronanza delle tecniche costruttive proprie dei nuraghi a Tholos di epoca successiva”. Seguendo la classificazione tradizionale, la costruzione megalitica di Is Bangius può essere ascritta al tipo di monumenti della fase arcaica come i nuraghi a corridoio o pseudonuraghi. Da questi elementi si può facilmente dedurre l’importanza del nuraghe Is Bangius per gli studiosi – costruzioni simili si trovano in territorio di Scanu Montiferru (Nuraghe di Mesu e Rios), di Sorgono e Busachi. Nella sua struttura, Is Bangius si ricollega a quei monumenti in cui il processo di ampliamento spaziale intermurario è già perfezionato, così da comporre piccoli vani interni alla base dello stesso edificio megalitico. Si tratta, quindi, di un monumento ormai avanzato di elaborazione edilizia, in direzione del comporsi del vano circolare a falsa cupola, elemento distintivo dei monumenti classici a tholos.

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«C'est dans une ambiance pacifique et humoristique que plus de 300 professeurs, étudiants et citoyens se sont réunis samedi après-midi devant l'«Îlot Voyageur» de la rue Berri, à Montréal, afin de manifester leur appui aux étudiants en grève.

 

Le rassemblement était orchestré par le collectif d'enseignants Profs contre la hausse des frais de scolarité qui voulait dénoncer la mauvaise gestion financière des universités en rappelant à la mémoire du public le fiasco monumental qu'a été le projet de l'«Îlot Voyageur».

Le collectif avait convoqué journalistes et sympathisants pour une – fausse – inauguration de l'édifice non achevé de l'«Îlot Voyageur».

 

«C'est une action ironique aujourd'hui. On trouve que ça été une gestion complètement dérisoire et puis on répond par le même ton à cela», a indiqué Anne-Marie Bélanger, porte-parole du collectif et enseignante au cégep de Joliette.

«On pense que si la gestion était faite différemment dans le financement des universités, il y aurait possibilité d'éviter cette hausse des frais de scolarité», a-t-elle poursuivi.

 

Une manifestation festive

 

Vers 12 h 30, plus de 300 personnes se sont rassemblées à la place Émilie-Gamelin où une chorale d'étudiants animait la foule. «Charest à genou! Le peuple manifeste!» chantonnait la chorale, sur l'air de la célèbre chanson «Minuit Chrétien».

«C'est une autre sorte de moyen de pression par l'art», a soutenu Alexandrine, une étudiante de l'Université de Montréal qui a décidé de se joindre au mouvement.

Parmi la foule, plusieurs enseignants, mais aussi de simples citoyens étaient venus démontrer leur appui envers les étudiants.

 

«C'est surtout pour les générations à venir, c'est un choix de société qu'on doit faire. Est-ce qu'on veut que l'accès aux études supérieures soit accessible à tous», a exprimé Cindy Brodeur.

 

Les manifestants ont ensuite entrepris une marche afin de se rendre devant l'édifice de l'«Îlot Voyageur» sur la rue Berri, où un orchestre les attendait. Une série de discours ont ensuite été proclamés.

 

«Ces jeunes-là, il faut leur donner tout ce dont ils ont besoin, c'est-à-dire l'espoir», a déclaré le peintre et sculpteur Armand Vaillancourt, qui souhaitait revendiquer l'accès aux études. «Qu'est-ce qu'ils vont faire ceux qui n'ont pas d'argent? Ne pas y aller? S'endetter?» a-t-il scandé.

 

L'économiste retraité de l'UQAM Louis Gill a profité de l'occasion pour retracer l'historique du scandale de l'«Îlot Voyageur» et donner son appui aux manifestants. «Je vous souhaite le meilleur succès possible. Vive la résistance, vive le carré rouge, vive la grève!» a-t-il conclu.

 

La cérémonie s'est terminée par la traditionnelle coupe du ruban. La manifestation, pacifique, a duré environ une heure. La rue Berri a temporairement été fermée entre le boulevard de Maisonneuve et la rue Ontario.

 

Scandale de l'Îlot

 

Le projet de l'«Îlot Voyageur», annoncé en 2005, est né d'une entente entre l'UQAM et la firme Busac. Le projet immobilier, qui n'a jamais vu le jour, devait notamment abriter des résidences pour étudiants, des salles de classe et un stationnement souterrain.

 

Au fil des ans, le gouvernement a englouti plusieurs centaines de millions de dollars dans l'«Îlot Voyageur», un fiasco financier qui passera à l'histoire. En décembre dernier, Québec a annoncé la création du Campus de santé publique Norman-Bethune sur le site.»

 

Journal de Montréal, 17 mars 2012.

www.journaldemontreal.com/2012/03/17/ils-inaugurent-lilot...

 

Gonnesa (Carbonia-Iglesias).

 

Nel territorio di Gonnesa, a circa trecento metri dall’abitato di Nuraxi Figus, all’interno di una pineta ad alto fusto, impiantata alcuni decenni orsono, si trova la costruzione megalitica in oggetto appartenente al quadro culturale del protomedio primo (età del Bronzo) databile ai secoli 16° e 15° a.C. Si tratta di un monumento già studiato dal Prof. A. Taramelli agli inizi del secolo scorso: “massiccio e di pianta irregolare, in cui le dimensioni delle mura prevalgono sugli spazi interni a segnare una imperfetta padronanza delle tecniche costruttive proprie dei nuraghi a Tholos di epoca successiva”. Seguendo la classificazione tradizionale, la costruzione megalitica di Is Bangius può essere ascritta al tipo di monumenti della fase arcaica come i nuraghi a corridoio o pseudonuraghi. Da questi elementi si può facilmente dedurre l’importanza del nuraghe Is Bangius per gli studiosi – costruzioni simili si trovano in territorio di Scanu Montiferru (Nuraghe di Mesu e Rios), di Sorgono e Busachi. Nella sua struttura, Is Bangius si ricollega a quei monumenti in cui il processo di ampliamento spaziale intermurario è già perfezionato, così da comporre piccoli vani interni alla base dello stesso edificio megalitico. Si tratta, quindi, di un monumento ormai avanzato di elaborazione edilizia, in direzione del comporsi del vano circolare a falsa cupola, elemento distintivo dei monumenti classici a tholos.

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Busachi, dove le donne vestono ancora l'abbigliamento tradizionale quotidianamente.

«C'est dans une ambiance pacifique et humoristique que plus de 300 professeurs, étudiants et citoyens se sont réunis samedi après-midi devant l'«Îlot Voyageur» de la rue Berri, à Montréal, afin de manifester leur appui aux étudiants en grève.

 

Le rassemblement était orchestré par le collectif d'enseignants Profs contre la hausse des frais de scolarité qui voulait dénoncer la mauvaise gestion financière des universités en rappelant à la mémoire du public le fiasco monumental qu'a été le projet de l'«Îlot Voyageur».

Le collectif avait convoqué journalistes et sympathisants pour une – fausse – inauguration de l'édifice non achevé de l'«Îlot Voyageur».

 

«C'est une action ironique aujourd'hui. On trouve que ça été une gestion complètement dérisoire et puis on répond par le même ton à cela», a indiqué Anne-Marie Bélanger, porte-parole du collectif et enseignante au cégep de Joliette.

«On pense que si la gestion était faite différemment dans le financement des universités, il y aurait possibilité d'éviter cette hausse des frais de scolarité», a-t-elle poursuivi.

 

Une manifestation festive

 

Vers 12 h 30, plus de 300 personnes se sont rassemblées à la place Émilie-Gamelin où une chorale d'étudiants animait la foule. «Charest à genou! Le peuple manifeste!» chantonnait la chorale, sur l'air de la célèbre chanson «Minuit Chrétien».

«C'est une autre sorte de moyen de pression par l'art», a soutenu Alexandrine, une étudiante de l'Université de Montréal qui a décidé de se joindre au mouvement.

Parmi la foule, plusieurs enseignants, mais aussi de simples citoyens étaient venus démontrer leur appui envers les étudiants.

 

«C'est surtout pour les générations à venir, c'est un choix de société qu'on doit faire. Est-ce qu'on veut que l'accès aux études supérieures soit accessible à tous», a exprimé Cindy Brodeur.

 

Les manifestants ont ensuite entrepris une marche afin de se rendre devant l'édifice de l'«Îlot Voyageur» sur la rue Berri, où un orchestre les attendait. Une série de discours ont ensuite été proclamés.

 

«Ces jeunes-là, il faut leur donner tout ce dont ils ont besoin, c'est-à-dire l'espoir», a déclaré le peintre et sculpteur Armand Vaillancourt, qui souhaitait revendiquer l'accès aux études. «Qu'est-ce qu'ils vont faire ceux qui n'ont pas d'argent? Ne pas y aller? S'endetter?» a-t-il scandé.

 

L'économiste retraité de l'UQAM Louis Gill a profité de l'occasion pour retracer l'historique du scandale de l'«Îlot Voyageur» et donner son appui aux manifestants. «Je vous souhaite le meilleur succès possible. Vive la résistance, vive le carré rouge, vive la grève!» a-t-il conclu.

 

La cérémonie s'est terminée par la traditionnelle coupe du ruban. La manifestation, pacifique, a duré environ une heure. La rue Berri a temporairement été fermée entre le boulevard de Maisonneuve et la rue Ontario.

 

Scandale de l'Îlot

 

Le projet de l'«Îlot Voyageur», annoncé en 2005, est né d'une entente entre l'UQAM et la firme Busac. Le projet immobilier, qui n'a jamais vu le jour, devait notamment abriter des résidences pour étudiants, des salles de classe et un stationnement souterrain.

 

Au fil des ans, le gouvernement a englouti plusieurs centaines de millions de dollars dans l'«Îlot Voyageur», un fiasco financier qui passera à l'histoire. En décembre dernier, Québec a annoncé la création du Campus de santé publique Norman-Bethune sur le site.»

 

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Gonnesa (Carbonia-Iglesias).

 

Nel territorio di Gonnesa, a circa trecento metri dall’abitato di Nuraxi Figus, all’interno di una pineta ad alto fusto, impiantata alcuni decenni orsono, si trova la costruzione megalitica in oggetto appartenente al quadro culturale del protomedio primo (età del Bronzo) databile ai secoli 16° e 15° a.C. Si tratta di un monumento già studiato dal Prof. A. Taramelli agli inizi del secolo scorso: “massiccio e di pianta irregolare, in cui le dimensioni delle mura prevalgono sugli spazi interni a segnare una imperfetta padronanza delle tecniche costruttive proprie dei nuraghi a Tholos di epoca successiva”. Seguendo la classificazione tradizionale, la costruzione megalitica di Is Bangius può essere ascritta al tipo di monumenti della fase arcaica come i nuraghi a corridoio o pseudonuraghi. Da questi elementi si può facilmente dedurre l’importanza del nuraghe Is Bangius per gli studiosi – costruzioni simili si trovano in territorio di Scanu Montiferru (Nuraghe di Mesu e Rios), di Sorgono e Busachi. Nella sua struttura, Is Bangius si ricollega a quei monumenti in cui il processo di ampliamento spaziale intermurario è già perfezionato, così da comporre piccoli vani interni alla base dello stesso edificio megalitico. Si tratta, quindi, di un monumento ormai avanzato di elaborazione edilizia, in direzione del comporsi del vano circolare a falsa cupola, elemento distintivo dei monumenti classici a tholos.

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Busachi (Oristano)

Gonnesa (Carbonia-Iglesias).

 

Nel territorio di Gonnesa, a circa trecento metri dall’abitato di Nuraxi Figus, all’interno di una pineta ad alto fusto, impiantata alcuni decenni orsono, si trova la costruzione megalitica in oggetto appartenente al quadro culturale del protomedio primo (età del Bronzo) databile ai secoli 16° e 15° a.C. Si tratta di un monumento già studiato dal Prof. A. Taramelli agli inizi del secolo scorso: “massiccio e di pianta irregolare, in cui le dimensioni delle mura prevalgono sugli spazi interni a segnare una imperfetta padronanza delle tecniche costruttive proprie dei nuraghi a Tholos di epoca successiva”. Seguendo la classificazione tradizionale, la costruzione megalitica di Is Bangius può essere ascritta al tipo di monumenti della fase arcaica come i nuraghi a corridoio o pseudonuraghi. Da questi elementi si può facilmente dedurre l’importanza del nuraghe Is Bangius per gli studiosi – costruzioni simili si trovano in territorio di Scanu Montiferru (Nuraghe di Mesu e Rios), di Sorgono e Busachi. Nella sua struttura, Is Bangius si ricollega a quei monumenti in cui il processo di ampliamento spaziale intermurario è già perfezionato, così da comporre piccoli vani interni alla base dello stesso edificio megalitico. Si tratta, quindi, di un monumento ormai avanzato di elaborazione edilizia, in direzione del comporsi del vano circolare a falsa cupola, elemento distintivo dei monumenti classici a tholos.

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«C'est dans une ambiance pacifique et humoristique que plus de 300 professeurs, étudiants et citoyens se sont réunis samedi après-midi devant l'«Îlot Voyageur» de la rue Berri, à Montréal, afin de manifester leur appui aux étudiants en grève.

 

Le rassemblement était orchestré par le collectif d'enseignants Profs contre la hausse des frais de scolarité qui voulait dénoncer la mauvaise gestion financière des universités en rappelant à la mémoire du public le fiasco monumental qu'a été le projet de l'«Îlot Voyageur».

Le collectif avait convoqué journalistes et sympathisants pour une – fausse – inauguration de l'édifice non achevé de l'«Îlot Voyageur».

 

«C'est une action ironique aujourd'hui. On trouve que ça été une gestion complètement dérisoire et puis on répond par le même ton à cela», a indiqué Anne-Marie Bélanger, porte-parole du collectif et enseignante au cégep de Joliette.

«On pense que si la gestion était faite différemment dans le financement des universités, il y aurait possibilité d'éviter cette hausse des frais de scolarité», a-t-elle poursuivi.

 

Une manifestation festive

 

Vers 12 h 30, plus de 300 personnes se sont rassemblées à la place Émilie-Gamelin où une chorale d'étudiants animait la foule. «Charest à genou! Le peuple manifeste!» chantonnait la chorale, sur l'air de la célèbre chanson «Minuit Chrétien».

«C'est une autre sorte de moyen de pression par l'art», a soutenu Alexandrine, une étudiante de l'Université de Montréal qui a décidé de se joindre au mouvement.

Parmi la foule, plusieurs enseignants, mais aussi de simples citoyens étaient venus démontrer leur appui envers les étudiants.

 

«C'est surtout pour les générations à venir, c'est un choix de société qu'on doit faire. Est-ce qu'on veut que l'accès aux études supérieures soit accessible à tous», a exprimé Cindy Brodeur.

 

Les manifestants ont ensuite entrepris une marche afin de se rendre devant l'édifice de l'«Îlot Voyageur» sur la rue Berri, où un orchestre les attendait. Une série de discours ont ensuite été proclamés.

 

«Ces jeunes-là, il faut leur donner tout ce dont ils ont besoin, c'est-à-dire l'espoir», a déclaré le peintre et sculpteur Armand Vaillancourt, qui souhaitait revendiquer l'accès aux études. «Qu'est-ce qu'ils vont faire ceux qui n'ont pas d'argent? Ne pas y aller? S'endetter?» a-t-il scandé.

 

L'économiste retraité de l'UQAM Louis Gill a profité de l'occasion pour retracer l'historique du scandale de l'«Îlot Voyageur» et donner son appui aux manifestants. «Je vous souhaite le meilleur succès possible. Vive la résistance, vive le carré rouge, vive la grève!» a-t-il conclu.

 

La cérémonie s'est terminée par la traditionnelle coupe du ruban. La manifestation, pacifique, a duré environ une heure. La rue Berri a temporairement été fermée entre le boulevard de Maisonneuve et la rue Ontario.

 

Scandale de l'Îlot

 

Le projet de l'«Îlot Voyageur», annoncé en 2005, est né d'une entente entre l'UQAM et la firme Busac. Le projet immobilier, qui n'a jamais vu le jour, devait notamment abriter des résidences pour étudiants, des salles de classe et un stationnement souterrain.

 

Au fil des ans, le gouvernement a englouti plusieurs centaines de millions de dollars dans l'«Îlot Voyageur», un fiasco financier qui passera à l'histoire. En décembre dernier, Québec a annoncé la création du Campus de santé publique Norman-Bethune sur le site.»

 

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Busachi - Sagra de Su Succu

Gonnesa (Carbonia-Iglesias).

 

Nel territorio di Gonnesa, a circa trecento metri dall’abitato di Nuraxi Figus, all’interno di una pineta ad alto fusto, impiantata alcuni decenni orsono, si trova la costruzione megalitica in oggetto appartenente al quadro culturale del protomedio primo (età del Bronzo) databile ai secoli 16° e 15° a.C. Si tratta di un monumento già studiato dal Prof. A. Taramelli agli inizi del secolo scorso: “massiccio e di pianta irregolare, in cui le dimensioni delle mura prevalgono sugli spazi interni a segnare una imperfetta padronanza delle tecniche costruttive proprie dei nuraghi a Tholos di epoca successiva”. Seguendo la classificazione tradizionale, la costruzione megalitica di Is Bangius può essere ascritta al tipo di monumenti della fase arcaica come i nuraghi a corridoio o pseudonuraghi. Da questi elementi si può facilmente dedurre l’importanza del nuraghe Is Bangius per gli studiosi – costruzioni simili si trovano in territorio di Scanu Montiferru (Nuraghe di Mesu e Rios), di Sorgono e Busachi. Nella sua struttura, Is Bangius si ricollega a quei monumenti in cui il processo di ampliamento spaziale intermurario è già perfezionato, così da comporre piccoli vani interni alla base dello stesso edificio megalitico. Si tratta, quindi, di un monumento ormai avanzato di elaborazione edilizia, in direzione del comporsi del vano circolare a falsa cupola, elemento distintivo dei monumenti classici a tholos.

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«C'est dans une ambiance pacifique et humoristique que plus de 300 professeurs, étudiants et citoyens se sont réunis samedi après-midi devant l'«Îlot Voyageur» de la rue Berri, à Montréal, afin de manifester leur appui aux étudiants en grève.

 

Le rassemblement était orchestré par le collectif d'enseignants Profs contre la hausse des frais de scolarité qui voulait dénoncer la mauvaise gestion financière des universités en rappelant à la mémoire du public le fiasco monumental qu'a été le projet de l'«Îlot Voyageur».

Le collectif avait convoqué journalistes et sympathisants pour une – fausse – inauguration de l'édifice non achevé de l'«Îlot Voyageur».

 

«C'est une action ironique aujourd'hui. On trouve que ça été une gestion complètement dérisoire et puis on répond par le même ton à cela», a indiqué Anne-Marie Bélanger, porte-parole du collectif et enseignante au cégep de Joliette.

«On pense que si la gestion était faite différemment dans le financement des universités, il y aurait possibilité d'éviter cette hausse des frais de scolarité», a-t-elle poursuivi.

 

Une manifestation festive

 

Vers 12 h 30, plus de 300 personnes se sont rassemblées à la place Émilie-Gamelin où une chorale d'étudiants animait la foule. «Charest à genou! Le peuple manifeste!» chantonnait la chorale, sur l'air de la célèbre chanson «Minuit Chrétien».

«C'est une autre sorte de moyen de pression par l'art», a soutenu Alexandrine, une étudiante de l'Université de Montréal qui a décidé de se joindre au mouvement.

Parmi la foule, plusieurs enseignants, mais aussi de simples citoyens étaient venus démontrer leur appui envers les étudiants.

 

«C'est surtout pour les générations à venir, c'est un choix de société qu'on doit faire. Est-ce qu'on veut que l'accès aux études supérieures soit accessible à tous», a exprimé Cindy Brodeur.

 

Les manifestants ont ensuite entrepris une marche afin de se rendre devant l'édifice de l'«Îlot Voyageur» sur la rue Berri, où un orchestre les attendait. Une série de discours ont ensuite été proclamés.

 

«Ces jeunes-là, il faut leur donner tout ce dont ils ont besoin, c'est-à-dire l'espoir», a déclaré le peintre et sculpteur Armand Vaillancourt, qui souhaitait revendiquer l'accès aux études. «Qu'est-ce qu'ils vont faire ceux qui n'ont pas d'argent? Ne pas y aller? S'endetter?» a-t-il scandé.

 

L'économiste retraité de l'UQAM Louis Gill a profité de l'occasion pour retracer l'historique du scandale de l'«Îlot Voyageur» et donner son appui aux manifestants. «Je vous souhaite le meilleur succès possible. Vive la résistance, vive le carré rouge, vive la grève!» a-t-il conclu.

 

La cérémonie s'est terminée par la traditionnelle coupe du ruban. La manifestation, pacifique, a duré environ une heure. La rue Berri a temporairement été fermée entre le boulevard de Maisonneuve et la rue Ontario.

 

Scandale de l'Îlot

 

Le projet de l'«Îlot Voyageur», annoncé en 2005, est né d'une entente entre l'UQAM et la firme Busac. Le projet immobilier, qui n'a jamais vu le jour, devait notamment abriter des résidences pour étudiants, des salles de classe et un stationnement souterrain.

 

Au fil des ans, le gouvernement a englouti plusieurs centaines de millions de dollars dans l'«Îlot Voyageur», un fiasco financier qui passera à l'histoire. En décembre dernier, Québec a annoncé la création du Campus de santé publique Norman-Bethune sur le site.»

 

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Gonnesa (Carbonia-Iglesias).

 

Nel territorio di Gonnesa, a circa trecento metri dall’abitato di Nuraxi Figus, all’interno di una pineta ad alto fusto, impiantata alcuni decenni orsono, si trova la costruzione megalitica in oggetto appartenente al quadro culturale del protomedio primo (età del Bronzo) databile ai secoli 16° e 15° a.C. Si tratta di un monumento già studiato dal Prof. A. Taramelli agli inizi del secolo scorso: “massiccio e di pianta irregolare, in cui le dimensioni delle mura prevalgono sugli spazi interni a segnare una imperfetta padronanza delle tecniche costruttive proprie dei nuraghi a Tholos di epoca successiva”. Seguendo la classificazione tradizionale, la costruzione megalitica di Is Bangius può essere ascritta al tipo di monumenti della fase arcaica come i nuraghi a corridoio o pseudonuraghi. Da questi elementi si può facilmente dedurre l’importanza del nuraghe Is Bangius per gli studiosi – costruzioni simili si trovano in territorio di Scanu Montiferru (Nuraghe di Mesu e Rios), di Sorgono e Busachi. Nella sua struttura, Is Bangius si ricollega a quei monumenti in cui il processo di ampliamento spaziale intermurario è già perfezionato, così da comporre piccoli vani interni alla base dello stesso edificio megalitico. Si tratta, quindi, di un monumento ormai avanzato di elaborazione edilizia, in direzione del comporsi del vano circolare a falsa cupola, elemento distintivo dei monumenti classici a tholos.

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Busachi - Sagra de Su Succu

Gonnesa (Carbonia-Iglesias).

 

Nel territorio di Gonnesa, a circa trecento metri dall’abitato di Nuraxi Figus, all’interno di una pineta ad alto fusto, impiantata alcuni decenni orsono, si trova la costruzione megalitica in oggetto appartenente al quadro culturale del protomedio primo (età del Bronzo) databile ai secoli 16° e 15° a.C. Si tratta di un monumento già studiato dal Prof. A. Taramelli agli inizi del secolo scorso: “massiccio e di pianta irregolare, in cui le dimensioni delle mura prevalgono sugli spazi interni a segnare una imperfetta padronanza delle tecniche costruttive proprie dei nuraghi a Tholos di epoca successiva”. Seguendo la classificazione tradizionale, la costruzione megalitica di Is Bangius può essere ascritta al tipo di monumenti della fase arcaica come i nuraghi a corridoio o pseudonuraghi. Da questi elementi si può facilmente dedurre l’importanza del nuraghe Is Bangius per gli studiosi – costruzioni simili si trovano in territorio di Scanu Montiferru (Nuraghe di Mesu e Rios), di Sorgono e Busachi. Nella sua struttura, Is Bangius si ricollega a quei monumenti in cui il processo di ampliamento spaziale intermurario è già perfezionato, così da comporre piccoli vani interni alla base dello stesso edificio megalitico. Si tratta, quindi, di un monumento ormai avanzato di elaborazione edilizia, in direzione del comporsi del vano circolare a falsa cupola, elemento distintivo dei monumenti classici a tholos.

fonte - Monumenti Aperti

 

www.monumentiaperti.com/scheda.php?idm=817&idc=137

www.comprensivogonnesa.it/territorio/nuraghe.htm

www.suscruxoxu.it/index.php?option=com_content&view=a...

My model of a Focke Wulf Fw 190A-5 (Special) of Major Hermann Graf (212 victories), Kommandeur of Jagd Erganzungruppe Ost based at Busac, Southern France, late 1943 on high altitude bomber interception duties. The A-5 has a specially modified two stage supercharger necessitating altered air intakes. Graf spent most of the war in the east where he scored all but 10 of his victories. The aircraft is in RLM71/75/76 camouflage i.e.undersurfaces RLM76 Light Grey Blue, upper surfaces RLM71 Dark Green and RLM75 Grey Violet. However, the effectiveness of the camouflage is somewhat compromised by the very colourful personal additions.

Gonnesa (Carbonia-Iglesias).

 

Nel territorio di Gonnesa, a circa trecento metri dall’abitato di Nuraxi Figus, all’interno di una pineta ad alto fusto, impiantata alcuni decenni orsono, si trova la costruzione megalitica in oggetto appartenente al quadro culturale del protomedio primo (età del Bronzo) databile ai secoli 16° e 15° a.C. Si tratta di un monumento già studiato dal Prof. A. Taramelli agli inizi del secolo scorso: “massiccio e di pianta irregolare, in cui le dimensioni delle mura prevalgono sugli spazi interni a segnare una imperfetta padronanza delle tecniche costruttive proprie dei nuraghi a Tholos di epoca successiva”. Seguendo la classificazione tradizionale, la costruzione megalitica di Is Bangius può essere ascritta al tipo di monumenti della fase arcaica come i nuraghi a corridoio o pseudonuraghi. Da questi elementi si può facilmente dedurre l’importanza del nuraghe Is Bangius per gli studiosi – costruzioni simili si trovano in territorio di Scanu Montiferru (Nuraghe di Mesu e Rios), di Sorgono e Busachi. Nella sua struttura, Is Bangius si ricollega a quei monumenti in cui il processo di ampliamento spaziale intermurario è già perfezionato, così da comporre piccoli vani interni alla base dello stesso edificio megalitico. Si tratta, quindi, di un monumento ormai avanzato di elaborazione edilizia, in direzione del comporsi del vano circolare a falsa cupola, elemento distintivo dei monumenti classici a tholos.

fonte - Monumenti Aperti

 

www.monumentiaperti.com/scheda.php?idm=817&idc=137

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Busachi - Sagra de Su Succu

Una de las terrazas del Palacio-Hotel de Busaco, en Portugal - Octubre 2002

 

One terrace of Buçaco Palace-Hotel, in Portugal - October 2002

Busachi - Sagra de Su Succu

Busachi - Sagra de Su Succu

Gonnesa (Carbonia-Iglesias).

 

Nel territorio di Gonnesa, a circa trecento metri dall’abitato di Nuraxi Figus, all’interno di una pineta ad alto fusto, impiantata alcuni decenni orsono, si trova la costruzione megalitica in oggetto appartenente al quadro culturale del protomedio primo (età del Bronzo) databile ai secoli 16° e 15° a.C. Si tratta di un monumento già studiato dal Prof. A. Taramelli agli inizi del secolo scorso: “massiccio e di pianta irregolare, in cui le dimensioni delle mura prevalgono sugli spazi interni a segnare una imperfetta padronanza delle tecniche costruttive proprie dei nuraghi a Tholos di epoca successiva”. Seguendo la classificazione tradizionale, la costruzione megalitica di Is Bangius può essere ascritta al tipo di monumenti della fase arcaica come i nuraghi a corridoio o pseudonuraghi. Da questi elementi si può facilmente dedurre l’importanza del nuraghe Is Bangius per gli studiosi – costruzioni simili si trovano in territorio di Scanu Montiferru (Nuraghe di Mesu e Rios), di Sorgono e Busachi. Nella sua struttura, Is Bangius si ricollega a quei monumenti in cui il processo di ampliamento spaziale intermurario è già perfezionato, così da comporre piccoli vani interni alla base dello stesso edificio megalitico. Si tratta, quindi, di un monumento ormai avanzato di elaborazione edilizia, in direzione del comporsi del vano circolare a falsa cupola, elemento distintivo dei monumenti classici a tholos.

fonte - Monumenti Aperti

 

www.monumentiaperti.com/scheda.php?idm=817&idc=137

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«C'est dans une ambiance pacifique et humoristique que plus de 300 professeurs, étudiants et citoyens se sont réunis samedi après-midi devant l'«Îlot Voyageur» de la rue Berri, à Montréal, afin de manifester leur appui aux étudiants en grève.

 

Le rassemblement était orchestré par le collectif d'enseignants Profs contre la hausse des frais de scolarité qui voulait dénoncer la mauvaise gestion financière des universités en rappelant à la mémoire du public le fiasco monumental qu'a été le projet de l'«Îlot Voyageur».

Le collectif avait convoqué journalistes et sympathisants pour une – fausse – inauguration de l'édifice non achevé de l'«Îlot Voyageur».

 

«C'est une action ironique aujourd'hui. On trouve que ça été une gestion complètement dérisoire et puis on répond par le même ton à cela», a indiqué Anne-Marie Bélanger, porte-parole du collectif et enseignante au cégep de Joliette.

«On pense que si la gestion était faite différemment dans le financement des universités, il y aurait possibilité d'éviter cette hausse des frais de scolarité», a-t-elle poursuivi.

 

Une manifestation festive

 

Vers 12 h 30, plus de 300 personnes se sont rassemblées à la place Émilie-Gamelin où une chorale d'étudiants animait la foule. «Charest à genou! Le peuple manifeste!» chantonnait la chorale, sur l'air de la célèbre chanson «Minuit Chrétien».

«C'est une autre sorte de moyen de pression par l'art», a soutenu Alexandrine, une étudiante de l'Université de Montréal qui a décidé de se joindre au mouvement.

Parmi la foule, plusieurs enseignants, mais aussi de simples citoyens étaient venus démontrer leur appui envers les étudiants.

 

«C'est surtout pour les générations à venir, c'est un choix de société qu'on doit faire. Est-ce qu'on veut que l'accès aux études supérieures soit accessible à tous», a exprimé Cindy Brodeur.

 

Les manifestants ont ensuite entrepris une marche afin de se rendre devant l'édifice de l'«Îlot Voyageur» sur la rue Berri, où un orchestre les attendait. Une série de discours ont ensuite été proclamés.

 

«Ces jeunes-là, il faut leur donner tout ce dont ils ont besoin, c'est-à-dire l'espoir», a déclaré le peintre et sculpteur Armand Vaillancourt, qui souhaitait revendiquer l'accès aux études. «Qu'est-ce qu'ils vont faire ceux qui n'ont pas d'argent? Ne pas y aller? S'endetter?» a-t-il scandé.

 

L'économiste retraité de l'UQAM Louis Gill a profité de l'occasion pour retracer l'historique du scandale de l'«Îlot Voyageur» et donner son appui aux manifestants. «Je vous souhaite le meilleur succès possible. Vive la résistance, vive le carré rouge, vive la grève!» a-t-il conclu.

 

La cérémonie s'est terminée par la traditionnelle coupe du ruban. La manifestation, pacifique, a duré environ une heure. La rue Berri a temporairement été fermée entre le boulevard de Maisonneuve et la rue Ontario.

 

Scandale de l'Îlot

 

Le projet de l'«Îlot Voyageur», annoncé en 2005, est né d'une entente entre l'UQAM et la firme Busac. Le projet immobilier, qui n'a jamais vu le jour, devait notamment abriter des résidences pour étudiants, des salles de classe et un stationnement souterrain.

 

Au fil des ans, le gouvernement a englouti plusieurs centaines de millions de dollars dans l'«Îlot Voyageur», un fiasco financier qui passera à l'histoire. En décembre dernier, Québec a annoncé la création du Campus de santé publique Norman-Bethune sur le site.»

 

Journal de Montréal, 17 mars 2012.

www.journaldemontreal.com/2012/03/17/ils-inaugurent-lilot...

 

«C'est dans une ambiance pacifique et humoristique que plus de 300 professeurs, étudiants et citoyens se sont réunis samedi après-midi devant l'«Îlot Voyageur» de la rue Berri, à Montréal, afin de manifester leur appui aux étudiants en grève.

 

Le rassemblement était orchestré par le collectif d'enseignants Profs contre la hausse des frais de scolarité qui voulait dénoncer la mauvaise gestion financière des universités en rappelant à la mémoire du public le fiasco monumental qu'a été le projet de l'«Îlot Voyageur».

Le collectif avait convoqué journalistes et sympathisants pour une – fausse – inauguration de l'édifice non achevé de l'«Îlot Voyageur».

 

«C'est une action ironique aujourd'hui. On trouve que ça été une gestion complètement dérisoire et puis on répond par le même ton à cela», a indiqué Anne-Marie Bélanger, porte-parole du collectif et enseignante au cégep de Joliette.

«On pense que si la gestion était faite différemment dans le financement des universités, il y aurait possibilité d'éviter cette hausse des frais de scolarité», a-t-elle poursuivi.

 

Une manifestation festive

 

Vers 12 h 30, plus de 300 personnes se sont rassemblées à la place Émilie-Gamelin où une chorale d'étudiants animait la foule. «Charest à genou! Le peuple manifeste!» chantonnait la chorale, sur l'air de la célèbre chanson «Minuit Chrétien».

«C'est une autre sorte de moyen de pression par l'art», a soutenu Alexandrine, une étudiante de l'Université de Montréal qui a décidé de se joindre au mouvement.

Parmi la foule, plusieurs enseignants, mais aussi de simples citoyens étaient venus démontrer leur appui envers les étudiants.

 

«C'est surtout pour les générations à venir, c'est un choix de société qu'on doit faire. Est-ce qu'on veut que l'accès aux études supérieures soit accessible à tous», a exprimé Cindy Brodeur.

 

Les manifestants ont ensuite entrepris une marche afin de se rendre devant l'édifice de l'«Îlot Voyageur» sur la rue Berri, où un orchestre les attendait. Une série de discours ont ensuite été proclamés.

 

«Ces jeunes-là, il faut leur donner tout ce dont ils ont besoin, c'est-à-dire l'espoir», a déclaré le peintre et sculpteur Armand Vaillancourt, qui souhaitait revendiquer l'accès aux études. «Qu'est-ce qu'ils vont faire ceux qui n'ont pas d'argent? Ne pas y aller? S'endetter?» a-t-il scandé.

 

L'économiste retraité de l'UQAM Louis Gill a profité de l'occasion pour retracer l'historique du scandale de l'«Îlot Voyageur» et donner son appui aux manifestants. «Je vous souhaite le meilleur succès possible. Vive la résistance, vive le carré rouge, vive la grève!» a-t-il conclu.

 

La cérémonie s'est terminée par la traditionnelle coupe du ruban. La manifestation, pacifique, a duré environ une heure. La rue Berri a temporairement été fermée entre le boulevard de Maisonneuve et la rue Ontario.

 

Scandale de l'Îlot

 

Le projet de l'«Îlot Voyageur», annoncé en 2005, est né d'une entente entre l'UQAM et la firme Busac. Le projet immobilier, qui n'a jamais vu le jour, devait notamment abriter des résidences pour étudiants, des salles de classe et un stationnement souterrain.

 

Au fil des ans, le gouvernement a englouti plusieurs centaines de millions de dollars dans l'«Îlot Voyageur», un fiasco financier qui passera à l'histoire. En décembre dernier, Québec a annoncé la création du Campus de santé publique Norman-Bethune sur le site.»

 

Journal de Montréal, 17 mars 2012.

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«C'est dans une ambiance pacifique et humoristique que plus de 300 professeurs, étudiants et citoyens se sont réunis samedi après-midi devant l'«Îlot Voyageur» de la rue Berri, à Montréal, afin de manifester leur appui aux étudiants en grève.

 

Le rassemblement était orchestré par le collectif d'enseignants Profs contre la hausse des frais de scolarité qui voulait dénoncer la mauvaise gestion financière des universités en rappelant à la mémoire du public le fiasco monumental qu'a été le projet de l'«Îlot Voyageur».

Le collectif avait convoqué journalistes et sympathisants pour une – fausse – inauguration de l'édifice non achevé de l'«Îlot Voyageur».

 

«C'est une action ironique aujourd'hui. On trouve que ça été une gestion complètement dérisoire et puis on répond par le même ton à cela», a indiqué Anne-Marie Bélanger, porte-parole du collectif et enseignante au cégep de Joliette.

«On pense que si la gestion était faite différemment dans le financement des universités, il y aurait possibilité d'éviter cette hausse des frais de scolarité», a-t-elle poursuivi.

 

Une manifestation festive

 

Vers 12 h 30, plus de 300 personnes se sont rassemblées à la place Émilie-Gamelin où une chorale d'étudiants animait la foule. «Charest à genou! Le peuple manifeste!» chantonnait la chorale, sur l'air de la célèbre chanson «Minuit Chrétien».

«C'est une autre sorte de moyen de pression par l'art», a soutenu Alexandrine, une étudiante de l'Université de Montréal qui a décidé de se joindre au mouvement.

Parmi la foule, plusieurs enseignants, mais aussi de simples citoyens étaient venus démontrer leur appui envers les étudiants.

 

«C'est surtout pour les générations à venir, c'est un choix de société qu'on doit faire. Est-ce qu'on veut que l'accès aux études supérieures soit accessible à tous», a exprimé Cindy Brodeur.

 

Les manifestants ont ensuite entrepris une marche afin de se rendre devant l'édifice de l'«Îlot Voyageur» sur la rue Berri, où un orchestre les attendait. Une série de discours ont ensuite été proclamés.

 

«Ces jeunes-là, il faut leur donner tout ce dont ils ont besoin, c'est-à-dire l'espoir», a déclaré le peintre et sculpteur Armand Vaillancourt, qui souhaitait revendiquer l'accès aux études. «Qu'est-ce qu'ils vont faire ceux qui n'ont pas d'argent? Ne pas y aller? S'endetter?» a-t-il scandé.

 

L'économiste retraité de l'UQAM Louis Gill a profité de l'occasion pour retracer l'historique du scandale de l'«Îlot Voyageur» et donner son appui aux manifestants. «Je vous souhaite le meilleur succès possible. Vive la résistance, vive le carré rouge, vive la grève!» a-t-il conclu.

 

La cérémonie s'est terminée par la traditionnelle coupe du ruban. La manifestation, pacifique, a duré environ une heure. La rue Berri a temporairement été fermée entre le boulevard de Maisonneuve et la rue Ontario.

 

Scandale de l'Îlot

 

Le projet de l'«Îlot Voyageur», annoncé en 2005, est né d'une entente entre l'UQAM et la firme Busac. Le projet immobilier, qui n'a jamais vu le jour, devait notamment abriter des résidences pour étudiants, des salles de classe et un stationnement souterrain.

 

Au fil des ans, le gouvernement a englouti plusieurs centaines de millions de dollars dans l'«Îlot Voyageur», un fiasco financier qui passera à l'histoire. En décembre dernier, Québec a annoncé la création du Campus de santé publique Norman-Bethune sur le site.»

 

Journal de Montréal, 17 mars 2012.

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«C'est dans une ambiance pacifique et humoristique que plus de 300 professeurs, étudiants et citoyens se sont réunis samedi après-midi devant l'«Îlot Voyageur» de la rue Berri, à Montréal, afin de manifester leur appui aux étudiants en grève.

 

Le rassemblement était orchestré par le collectif d'enseignants Profs contre la hausse des frais de scolarité qui voulait dénoncer la mauvaise gestion financière des universités en rappelant à la mémoire du public le fiasco monumental qu'a été le projet de l'«Îlot Voyageur».

Le collectif avait convoqué journalistes et sympathisants pour une – fausse – inauguration de l'édifice non achevé de l'«Îlot Voyageur».

 

«C'est une action ironique aujourd'hui. On trouve que ça été une gestion complètement dérisoire et puis on répond par le même ton à cela», a indiqué Anne-Marie Bélanger, porte-parole du collectif et enseignante au cégep de Joliette.

«On pense que si la gestion était faite différemment dans le financement des universités, il y aurait possibilité d'éviter cette hausse des frais de scolarité», a-t-elle poursuivi.

 

Une manifestation festive

 

Vers 12 h 30, plus de 300 personnes se sont rassemblées à la place Émilie-Gamelin où une chorale d'étudiants animait la foule. «Charest à genou! Le peuple manifeste!» chantonnait la chorale, sur l'air de la célèbre chanson «Minuit Chrétien».

«C'est une autre sorte de moyen de pression par l'art», a soutenu Alexandrine, une étudiante de l'Université de Montréal qui a décidé de se joindre au mouvement.

Parmi la foule, plusieurs enseignants, mais aussi de simples citoyens étaient venus démontrer leur appui envers les étudiants.

 

«C'est surtout pour les générations à venir, c'est un choix de société qu'on doit faire. Est-ce qu'on veut que l'accès aux études supérieures soit accessible à tous», a exprimé Cindy Brodeur.

 

Les manifestants ont ensuite entrepris une marche afin de se rendre devant l'édifice de l'«Îlot Voyageur» sur la rue Berri, où un orchestre les attendait. Une série de discours ont ensuite été proclamés.

 

«Ces jeunes-là, il faut leur donner tout ce dont ils ont besoin, c'est-à-dire l'espoir», a déclaré le peintre et sculpteur Armand Vaillancourt, qui souhaitait revendiquer l'accès aux études. «Qu'est-ce qu'ils vont faire ceux qui n'ont pas d'argent? Ne pas y aller? S'endetter?» a-t-il scandé.

 

L'économiste retraité de l'UQAM Louis Gill a profité de l'occasion pour retracer l'historique du scandale de l'«Îlot Voyageur» et donner son appui aux manifestants. «Je vous souhaite le meilleur succès possible. Vive la résistance, vive le carré rouge, vive la grève!» a-t-il conclu.

 

La cérémonie s'est terminée par la traditionnelle coupe du ruban. La manifestation, pacifique, a duré environ une heure. La rue Berri a temporairement été fermée entre le boulevard de Maisonneuve et la rue Ontario.

 

Scandale de l'Îlot

 

Le projet de l'«Îlot Voyageur», annoncé en 2005, est né d'une entente entre l'UQAM et la firme Busac. Le projet immobilier, qui n'a jamais vu le jour, devait notamment abriter des résidences pour étudiants, des salles de classe et un stationnement souterrain.

 

Au fil des ans, le gouvernement a englouti plusieurs centaines de millions de dollars dans l'«Îlot Voyageur», un fiasco financier qui passera à l'histoire. En décembre dernier, Québec a annoncé la création du Campus de santé publique Norman-Bethune sur le site.»

 

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Le tipiche pieghe e i pregiati ricami.

Centro storico di Busachi (Oristano)

Busachi - Sagra de Su Succu

My model of a Focke Wulf Fw 190A-5 (Special) of Major Hermann Graf (212 victories), Kommandeur of Jagd Erganzungruppe Ost based at Busac, Southern France, late 1943 on high altitude bomber interception duties. The A-5 has a specially modified two stage supercharger necessitating altered air intakes. Graf spent most of the war in the east where he scored all but 10 of his victories. The aircraft is in RLM71/75/76 camouflage i.e.undersurfaces RLM76 Light Grey Blue, upper surfaces RLM71 Dark Green and RLM75 Grey Violet. However, the effectiveness of the camouflage is somewhat compromised by the very colourful personal additions.

Busachi - Sagra de Su Succu

«C'est dans une ambiance pacifique et humoristique que plus de 300 professeurs, étudiants et citoyens se sont réunis samedi après-midi devant l'«Îlot Voyageur» de la rue Berri, à Montréal, afin de manifester leur appui aux étudiants en grève.

 

Le rassemblement était orchestré par le collectif d'enseignants Profs contre la hausse des frais de scolarité qui voulait dénoncer la mauvaise gestion financière des universités en rappelant à la mémoire du public le fiasco monumental qu'a été le projet de l'«Îlot Voyageur».

Le collectif avait convoqué journalistes et sympathisants pour une – fausse – inauguration de l'édifice non achevé de l'«Îlot Voyageur».

 

«C'est une action ironique aujourd'hui. On trouve que ça été une gestion complètement dérisoire et puis on répond par le même ton à cela», a indiqué Anne-Marie Bélanger, porte-parole du collectif et enseignante au cégep de Joliette.

«On pense que si la gestion était faite différemment dans le financement des universités, il y aurait possibilité d'éviter cette hausse des frais de scolarité», a-t-elle poursuivi.

 

Une manifestation festive

 

Vers 12 h 30, plus de 300 personnes se sont rassemblées à la place Émilie-Gamelin où une chorale d'étudiants animait la foule. «Charest à genou! Le peuple manifeste!» chantonnait la chorale, sur l'air de la célèbre chanson «Minuit Chrétien».

«C'est une autre sorte de moyen de pression par l'art», a soutenu Alexandrine, une étudiante de l'Université de Montréal qui a décidé de se joindre au mouvement.

Parmi la foule, plusieurs enseignants, mais aussi de simples citoyens étaient venus démontrer leur appui envers les étudiants.

 

«C'est surtout pour les générations à venir, c'est un choix de société qu'on doit faire. Est-ce qu'on veut que l'accès aux études supérieures soit accessible à tous», a exprimé Cindy Brodeur.

 

Les manifestants ont ensuite entrepris une marche afin de se rendre devant l'édifice de l'«Îlot Voyageur» sur la rue Berri, où un orchestre les attendait. Une série de discours ont ensuite été proclamés.

 

«Ces jeunes-là, il faut leur donner tout ce dont ils ont besoin, c'est-à-dire l'espoir», a déclaré le peintre et sculpteur Armand Vaillancourt, qui souhaitait revendiquer l'accès aux études. «Qu'est-ce qu'ils vont faire ceux qui n'ont pas d'argent? Ne pas y aller? S'endetter?» a-t-il scandé.

 

L'économiste retraité de l'UQAM Louis Gill a profité de l'occasion pour retracer l'historique du scandale de l'«Îlot Voyageur» et donner son appui aux manifestants. «Je vous souhaite le meilleur succès possible. Vive la résistance, vive le carré rouge, vive la grève!» a-t-il conclu.

 

La cérémonie s'est terminée par la traditionnelle coupe du ruban. La manifestation, pacifique, a duré environ une heure. La rue Berri a temporairement été fermée entre le boulevard de Maisonneuve et la rue Ontario.

 

Scandale de l'Îlot

 

Le projet de l'«Îlot Voyageur», annoncé en 2005, est né d'une entente entre l'UQAM et la firme Busac. Le projet immobilier, qui n'a jamais vu le jour, devait notamment abriter des résidences pour étudiants, des salles de classe et un stationnement souterrain.

 

Au fil des ans, le gouvernement a englouti plusieurs centaines de millions de dollars dans l'«Îlot Voyageur», un fiasco financier qui passera à l'histoire. En décembre dernier, Québec a annoncé la création du Campus de santé publique Norman-Bethune sur le site.»

 

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Busachi - Sagra de Su Succu

Gruppo Folk "Bella Mia" - Busachi

 

30 anni del Gruppo folk "Santa Margherita" di Siliqua

Chiostro interno dell'antico monastero detto "Collegiu", a Busachi, risalente al 1571, costruito in stile sardo-catalano per opera del Marchese Torresani e affidato ai Gesuiti, prima, e ai Francescani poi, restando centro di spiritualità e di cultura per alcuni secoli.

Tengo dos ojos

los que ven el universo

los que lloran por tu ausencia

y te busacan sin parar

«C'est dans une ambiance pacifique et humoristique que plus de 300 professeurs, étudiants et citoyens se sont réunis samedi après-midi devant l'«Îlot Voyageur» de la rue Berri, à Montréal, afin de manifester leur appui aux étudiants en grève.

 

Le rassemblement était orchestré par le collectif d'enseignants Profs contre la hausse des frais de scolarité qui voulait dénoncer la mauvaise gestion financière des universités en rappelant à la mémoire du public le fiasco monumental qu'a été le projet de l'«Îlot Voyageur».

Le collectif avait convoqué journalistes et sympathisants pour une – fausse – inauguration de l'édifice non achevé de l'«Îlot Voyageur».

 

«C'est une action ironique aujourd'hui. On trouve que ça été une gestion complètement dérisoire et puis on répond par le même ton à cela», a indiqué Anne-Marie Bélanger, porte-parole du collectif et enseignante au cégep de Joliette.

«On pense que si la gestion était faite différemment dans le financement des universités, il y aurait possibilité d'éviter cette hausse des frais de scolarité», a-t-elle poursuivi.

 

Une manifestation festive

 

Vers 12 h 30, plus de 300 personnes se sont rassemblées à la place Émilie-Gamelin où une chorale d'étudiants animait la foule. «Charest à genou! Le peuple manifeste!» chantonnait la chorale, sur l'air de la célèbre chanson «Minuit Chrétien».

«C'est une autre sorte de moyen de pression par l'art», a soutenu Alexandrine, une étudiante de l'Université de Montréal qui a décidé de se joindre au mouvement.

Parmi la foule, plusieurs enseignants, mais aussi de simples citoyens étaient venus démontrer leur appui envers les étudiants.

 

«C'est surtout pour les générations à venir, c'est un choix de société qu'on doit faire. Est-ce qu'on veut que l'accès aux études supérieures soit accessible à tous», a exprimé Cindy Brodeur.

 

Les manifestants ont ensuite entrepris une marche afin de se rendre devant l'édifice de l'«Îlot Voyageur» sur la rue Berri, où un orchestre les attendait. Une série de discours ont ensuite été proclamés.

 

«Ces jeunes-là, il faut leur donner tout ce dont ils ont besoin, c'est-à-dire l'espoir», a déclaré le peintre et sculpteur Armand Vaillancourt, qui souhaitait revendiquer l'accès aux études. «Qu'est-ce qu'ils vont faire ceux qui n'ont pas d'argent? Ne pas y aller? S'endetter?» a-t-il scandé.

 

L'économiste retraité de l'UQAM Louis Gill a profité de l'occasion pour retracer l'historique du scandale de l'«Îlot Voyageur» et donner son appui aux manifestants. «Je vous souhaite le meilleur succès possible. Vive la résistance, vive le carré rouge, vive la grève!» a-t-il conclu.

 

La cérémonie s'est terminée par la traditionnelle coupe du ruban. La manifestation, pacifique, a duré environ une heure. La rue Berri a temporairement été fermée entre le boulevard de Maisonneuve et la rue Ontario.

 

Scandale de l'Îlot

 

Le projet de l'«Îlot Voyageur», annoncé en 2005, est né d'une entente entre l'UQAM et la firme Busac. Le projet immobilier, qui n'a jamais vu le jour, devait notamment abriter des résidences pour étudiants, des salles de classe et un stationnement souterrain.

 

Au fil des ans, le gouvernement a englouti plusieurs centaines de millions de dollars dans l'«Îlot Voyageur», un fiasco financier qui passera à l'histoire. En décembre dernier, Québec a annoncé la création du Campus de santé publique Norman-Bethune sur le site.»

 

Journal de Montréal, 17 mars 2012.

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