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Over the coming months, thousands of gleaming letters of the alphabet will be constructed, imaginatively designed and equipped with LEDs and receivers. And all these constructors are invited to bring their letters to Linz’s riverside Donaupark on the evening of September 1, when these works of art will get connected up to the voestalpine Klangwolke and become part of a gigantic spectacle. After all: it’s the interplay with thousands of other letters that enables each individual character to unfold its full potential—to become components of words, and, in turn, sentences in which information morphs into communication.
credit: Emiko Ogawa
MARVEL'S AGENTS OF S.H.I.E.L.D. - "0-8-4" - Coulson and his S.H.I.E.L.D. agents travel to Peru to investigate an object of unknown origin, codenamed 0-8-4. But when he runs into Comandante Camilla Reyes, more than just sparks fly at 30,000 feet, on "Marvel's Agents of S.H.I.E.L.D.," TUESDAY, OCTOBER 1 (8:00-9:00 p.m., ET) on the ABC Television Network. (ABC/Richard Foreman).ELIZABETH HENSTRIDGE, CHLOE BENNET
Over the coming months, thousands of gleaming letters of the alphabet will be constructed, imaginatively designed and equipped with LEDs and receivers. And all these constructors are invited to bring their letters to Linz’s riverside Donaupark on the evening of September 1, when these works of art will get connected up to the voestalpine Klangwolke and become part of a gigantic spectacle. After all: it’s the interplay with thousands of other letters that enables each individual character to unfold its full potential—to become components of words, and, in turn, sentences in which information morphs into communication.
credit: Emiko Ogawa
Le fasi di lavorazione di Abc
Per conoscere le varie fasi di lavorazione, parliamo con il rappresentante dell’azienda Lamberto Scalabrin.
Come nasce l’idea delle lettere?
«Dal disegno progettuale di Sandro Santantonio di Milano: ha pensato alla texture alfabetica a rilievo, con il carattere Helvetica, di cui nel 2007 è caduto il cinquantenario».
Su che materiale?
«All’inizio si era pensato solo il decoro, ma non al materiale. Con la vetreria con cui collaboriamo abbiamo ottenuto un prodotto finale, lontano dall’idea iniziale, ma migliore. Le lettere sarebbero state incise a rilievo sul diffusore in vetro, con un gioco di opaco-lucido inaspettato».
Qual è la prima tappa nel processo di lavorazione?
«Avviene in vetreria: gli artigiani soffiano il vetro negli stampi, ad altissime temperature. Dopo 3-4 ore si porta il vetro a temperatura ambiente. Si aspetta tanto tempo proprio per evitare sbalzi forti che possano danneggiare il vetro. Successivamente il vetro viene tagliato con linee parallele, sulle quali poi disporre le lettere in silicone, tagliate precedentemente a mano. Infine tramite la sabbiatura viene eliminato il vetro superfluo (la parte non protetta dal silicone), per ottenere le lettere in rilievo e l’effetto opaco-lucido, visibile soprattutto nella versione bianca».
Quali sono gli inconvenienti della lavorazione a mano?
«Le aziende di illuminazione devono confrontarsi con la lavorazione artigiana. Con i pro e i contro che ne derivano. I pezzi ottenuti sono unici e diversi tra loro, ma i prezzi sono abbastanza alti. In più non si può produrre serialmente in grandi quantitativi».
Quanti pezzi si realizzano al giorno?
«Di Abc, nella versione 50 centimetri di diametri, massimo 20-30. Degli altri anche una cinquantina».
I prodotti vengono venduti da montare?
«Sì, i pezzi che escono dalle vetrerie, poi vengono controllati in azienda, a Bassano del Grappa, e poi assemblati».
Quindi la vetreria non si trova all’interno dell’azienda?
«No, ma sono dei fornitori esterni, ex-muranesi o provenienti da altri Paesi d’Europa».
Esternalizzare la produzione, cosa comporta?
«Non siamo vincolati dalla produzione veneziana, ancorata al classico. In azienda però avviene l’assemblaggio e il controllo. Per esempio, nella versione a sospensione di Abc, le lampade vengono appese e bilanciate, affinché siano tutte uguali. E delle versioni colorate, come quella nera, si verifica la densità del vetro, quest ultimo che determina il colore, visibile a occhio nudo quando si monta la lampadina»
ABC
Il nome parla da sé: Abc è un lampada caratterizzata dalla texture alfabetica a rilievo, con il carattere Helvetica, che da decoro diventa la parte strutturante. L’idea, del designer milanese Sandro Santantonio, è stata accolta nell’azienda Prandina, realizzando così una una famiglia di lampade (da terra, da tavolo e da sospensione), in tre diversi diametri del diffusore (36, 45 e 54 centimetri) e in tre colori: bianco, trasparente e opaco, e nero. Un omaggio dunque all’anniversario dell’Helvetica, carattere creato da Max Miedinger nel 1957, che nel 2007 ha compiuto cinquanta anni di vicende e fortune alterne, legate fin dal nome alle sorti della tradizione grafica svizzera. Molto popolare negli anni Sessanta e Settanta, questa font bastoni – cioè senza grazie – è stata la base di numerosi marchi (come Nestlé, 3M, Lufthansa, Microsoft). In molti hanno deciso di festeggiarne l’anniversario, tra cui il Museum of Modern Art di New York con una mostra e l’azienda bassanese (appunto Prandina, con sede a Bassano del Grappa), con la lampada Abc. Sul diffusore a trapezio, svasato verso l’alto, in vetro soffiato, corrono su linee perfettamente parallele sequenze di glifi dal kerning ridotto, distribuiti cioè con una spaziatura inferiore a quella che sulla pagina garantirebbe una buona leggibilità. La leggera sovrapposizione crea una catena infinita di lettere minuscole che non producono frasi di senso compiuto: si staccano però per lucentezza dal fondo sabbiato del diffusore, lasciando trasparire la luce e proiettando l’intero alfabeto nello spazio intorno a sé. Una lampada realizzata a mano, secondo un procedimento lento e complesso: in vetreria gli artigiani soffiano il vetro, girandolo continuamente al fuoco, per ottenere una superficie omogenea. Il vetro viene fatto raffreddare, per due o tre ore, per non subire sbalzi termici forti. Successivamente viene tagliato con linee parallele sulle quali vengono applicate le lettere in silicone. Infine, grazie alla sabbiatura, vengono tolti i residui del vetro (le parti non protette dal silicone). Così emergono le lettere in rilievo, lucide rispetto alla base opaca. Un effetto ricercato, che si nota di più nella versione bianca. Infine ogni parte viene controllata in azienda, dove vengono bilanciate le lampade a sospensione e controllati i diffusori colorati e neri, per ottenere modelli pressappoco identici tra loro. Anche se la caratteristica del vetro lavorato a mano è appunto l’impossibilità di realizzare un prodotto identico all’altro. L’imperfezione di un prodotto, a volte, diventa il suo valore aggiunto.
Oi Meninas.
Não conhecia essa marca, comprei mais por causa da embalagem. Meu marido que escolheu a cor, não sei onde estava com a cabeça quando concordei, O Milão é um rosa bem clarinho, quase nude, no vidrinho parecia mais interessante, nas unhas não achei nada de mais. Em relação a qualidade, gostei do pincel, cobre bem, fiquei com ele 3 dias e não teve nenhuma lasquinha. Eu comprei uma outra cor, quando usar vou poder ter uma avaliação melhor.
Monobloco Mercedes Benz O 362 da Auto Viação ABC, findada em novembro de 1956 pela família Setti Braga. Os Setti já atuavam nos transportes da região desde 1920- Foto Mário dos Santos Custódio / Pesquisa: Adamo Bazani
Famous! ABV2 Melbourne broadcast my image as the "weather photo" on the ABC News tonight!
Unlike yesterday, I managed to get a screen cap this time.
You can see my original photo here or watch the segment on YouTube!
Originally opened on 15th February 1932 as The Ambassador Cinema. Designed by Mr. G.E. McLeavy it was furnished with 1,937 seats.
In 1949 it became a Gaumont Cinema but after nearly 20 years the Classic Cinema chain took over in December 1968.
The theatre was split into 3 screens in 1973, with another change taking place in December 1985 and Cannon Cinemas taking over. Yet another change saw MGM Cinemas installed in 1993.
The final switch came in 1996 when it became the ABC Hendon, only to close the following year in 1997.
As can be seen by the current picture, it is now a Gym & Fitness Centre.