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Scorcio sul lago di Lugano

From the tilting window of our hotel

 

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All rights reserved - copyright © Stefano Scarselli

 

Gli occhi sono lo specchio dell'anima, dicono gli umani riferendosi agli occhi dei loro simili. Sarà certo così, ma mi chiedo: per gli animali varrà la stessa cosa? Credo di no; nel senso che in luogo dell'anima gli animali hanno l'istinto e che le emozioni le esprimono con il comportamento. Gli occhi, i loro occhi, sono allora soltanto strumenti per rendere proficuo il rapporto con l'ambiente e con i loro simili. Eppure, negli occhi degli animali si cela un fascino segreto ..... ..

“Cielo e mare sono come due specchi che di giorno si riflettono, di notte si ascoltano.”

Romano Battaglia

 

Panorama dal Passo Fedaia (Trentino-Alto Adige)

Lungo il fiume, ormai prossimo alla foce, la sera scorre tranquilla. E' una sera d'autunno e la luce si smorza tra riflessi speculari che la corrente scompone appena. Un marangone minore, sul suo posatoio, si asciuga il piumaggio dopo le immersioni della pesca. La giornata sta terminando anche per lui, che inconsapevolmente dona un profilo di vita alla vecchia palifivata morta ..... ..

Pettegola e salicornia - Maremma toscana

 

All rights reserved - copyright © Giancarlo Gabbrielli

 

Nei precedenti Still life ho dovuto ricorrere a toni scuri e a una maschera su fondo nero un po' inquietante. In realtà sulla parete bianca, nel corridoio dove è il suo posto, appare indifesa e dolcissima. Ma per parlare delle oscure trame dei sentimenti ho dovuto trasformarmi di nuovo in Persefone e scendere agli Inferi. Non è il mio ruolo preferito, di solito scelgo di essere Kore: stare in superficie, godere dei fiori, dell'aria tiepida, del sole, giocare... ma come per lei ogni tanto un Ade sbuca all'improvviso dalle profondità e viene a chiedermi attenzione.

La psicoanalisi, rivoluzione copernicana del Novecento, negli Inferi così ben descritti dalla mitologia greca ha visto la sede simbolica dell'inconscio, tutto quel magma che ci scorre dentro e di cui non sappiamo niente, magma caotico che si esprime nei sintomi a volte dannandoci e facendoci male fino a morirne, come succede a Narciso. Ade è venuto su all'improvviso non per rapirmi, ormai ha capito che solo volontariamente scenderò di nuovo con lui nel suo regno, è venuto per portarmi la storia di Narciso. È venuto per sollecitare la mia attenzione, per sottopormi un quesito. Un po' come la Sfinge che, all'ingresso della città di Tebe, interroga Edipo. Ora il mio argomentare potrà sembrare leggermente delirante, in realtà non ho mai visto Ade né ho mai parlato con lui, né tantomeno credo nella sua esistenza, ma queste figure mi servono per parlare in forma simbolica delle passioni umane; non sono una psicologa, tantomeno una psicoanalista, però sono appassionata indagatrice di sentimenti, e le figure mitologiche così ben delineate dagli antichi, nel carattere e nelle azioni si prestano benissimo a essere recuperate; possiamo dialogare con loro come se fossero amici, o meglio, antenati ancestrali.

Quei fiori che ho visto sul bordo del ruscello hanno fatto scattare una serie di associazioni (la Kore che mentre coglie il narciso vede sbucare Ade dagli Inferi) perciò mi è venuto spontaneo introdurre il racconto dello sfortunato giovane della Beozia. La mitologia contiene un tesoro di sapienza psicologica e su Narciso ha molto da dirci, solo che lo abbiamo potuto scoprire solo a partire dal secolo scorso. E qui il discorso potrebbe dilagare come un fiume in piena, perciò mi attengo a regole di sinteticità. Narciso introduce il grande tema dello specchio e del rispecchiamento. Come ci formiamo la nostra identità? Cosa accade nei primi anni di vita, soprattutto quando ancora non possediamo il linguaggio per poter capire e raccontare ciò che ci accade? E se per esempio nostra madre non ci accetta e non ci guarda con amore? Inizia da un mancato rispecchiamento il narcisismo patologico. L'individuo si rinchiude dentro una corazza e cerca di trovare in se stesso, per non soccombere, la fonte di piacere.

Ovidio racconta che la madre di Narciso, la ninfa Liriope, preoccupata per il suo destino, chiese a Tiresia che futuro avrebbe avuto suo figlio; l'indovino rispose che Narciso avrebbe raggiunto la vecchiaia “se non avesse conosciuto se stesso”.

Liriope era stata violentata dal fiume Cefiso che l'aveva avvolta nelle sue acque turbinose e da questo stupro era nato il bellissimo Narciso. Ovidio non ci racconta la gravidanza e il parto di Liriope, forse è lecito chiedersi se Liriope avesse in qualche modo avvertito che non aveva dato il necessario rispecchiamento a suo figlio, perciò aveva consultato il famoso indovino.

Sebbene il narcisismo venga considerato oggi una patologia che può avere diversi gradi di gravità, molti studiosi affermano che è anche uno stadio necessario dello sviluppo umano per raggiungere quella che viene chiamata “individuazione”.

Rimane il mistero della risposta di Tiresia. Ma forse è un paradosso come i koan zen, si afferma una cosa illogica ma in verità con questo non senso si vuole stimolare l'ascoltatore a un pensiero “diverso”, non convenzionale, un pensiero che possa far scattare la molla di una ricerca, il desiderio di scoprire le vie segrete dei labirinti, la necessità di individuare il minotauro che si agita e scalpita nel nostro cuore.

Il minuscolo laghetto dell'Alpe Casalavera 1600 m riflette la piramide del Moncucco 1899 m che dista ormai meno d'un ora di cammino.

Il gruppo Latemar ritratto sul lago Carezza in uno scenario fantastico di colori e luci.

 

The group portrait on the Latemar Carezza lake in the fantastic scenery of colors and lights.

laghetto Obersivie presso la bocchetta di Rimella m.1930 (val Mastallone - Piemonte)

...dietro lo specchio...

Explore 28/4/09 # 22

Nubi minacciose, livide, riflesse in uno dei laghi del giro ad anello dei laghi di Sant'Anna di Vinadio, forse il Lago di S. Anna 2200 m

 

Un pensiero alle persone, non si sa ancora quante ( per ora 11 morti, 9 feriti, 13 dispersi ) , che hanno perso la vita nell'ultimo sussulto di un gigante in agonia, il Ghiacciaio della Marmolada. Molti rimarranno nella loro bara di ghiaccio, per l'impossibilità di recuperare i loro corpi.

Famiglie nello strazio, quando una domenica di gioia si è trasformata in incubo.

Rimane la speranza che le vittime non abbiano almeno sofferto. Sono morte probabilmente in un momento di felicità, nel luogo da loro più amato.

Ieri la presenza di Autorità dello Stato. Ipocrita, del tutto inutile, irresponsabile, perché si sa : tutto continuerà come prima, peggio di prima, con l'apertura di Centrali a carbone, combustibili fossili.

Buttarsi bombe sempre più potenti, far parte dei ' grandi ' della Terra, quello sì che è importante.

 

The dark mirror

 

A thought to the victims of the Marmolada Glacier

il Tartaro-Canalbianco-Po di Levante ad Adria (Rovigo)

Rischiara l'acqua

al rischiarar del cielo

ed un infinito abbraccio

lega l'una all'altro

ove non si distingue

chi sia raggio

e chi riflesso

ma d'un tutt'uno immenso!

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