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Early morning in Wittlich Valley often very beautiful lighting effects at the time of sunrise, as fog or mist filters the light of the rising sun (may,24, 2012, 5:30 am).
morgens gibt es in der Wittlicher Senke oft besonders schöne Lichtstimmungen um die Zeit des Sonnenaufgangs, weil Nebel oder Dunst das Licht der aufgehenden Sonne filtert (24.05.2012, 5:30 Uhr).
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Il campo di orzo è una distesa infinita di spighe ingiallite. La stagione della mietitura è ormai giunta e loro, le spighe, verranno falciate a decine di migliaia, a milioni, senza lasciare alcuna traccia di sè, se non il seme. Nella moltitudine, tuttavia, c'è sempre qualche spiga che si distingue, che emerge, che primeggia, magari catturando la luce del sole con le lunghe ariste. Lei lascierà una traccia del suo passaggio: su un file fotografico ..... ..
L’orzo comune (o orzo coltivato, o semplicemente orzo, per antonomasia; nome scientifico Hordeum vulgare L., 1753) è la specie economicamente più importante tra quelle coltivate del genere Hordeum, quella da cui si ricava l'orzo alimentare da cui dipende una considerevole parte dell'alimentazione mondiale.È stata una delle prime otto culture rese coltivabili.
Macro Mondays Weekly Challenge
Theme: "Knolling"
Knolling is the process of arranging different objects so that they are at 90 degree angles from each other, then photographing them from above.
Your visit, faves and kind words are much appreciated!
Thank you! 😊 HAPPY Macro Mondays!
detta anche luna piena dell'orzo o della frutta, quella del 2 settembre 2020, la più vicina all'equinozio d'autunno, proprio non vuol farsi vedere e si nasconde dietro alle nubi
The corn moon is paying hide and seek
Spighe di forasacco (Hordeum murinum)
Grazie Studiodobs !
Sorry, to me is very difficult to visit people that always only leave a fav without commenting...
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Macro Mondays theme Pasta.
This is Orzo which is a type of pasta resembling grains of rice (also known as risoni) and is perfect in salads and soups.
HMM...
Berliner Weiße, ist ein obergäriges Weißbier aus Weizen- und Gerstenmalz. „Berlinische Weitzenbier“ wurde urkundlich 1680 (nach anderer Quelle 1642) erstmals erwähnt.[3] Nach 1700 entwickelte es sich zum Lieblingsgetränk der Berliner Information Wikipedia
Berliner Weiße, is a top-fermented white beer made from wheat and barley malt. "Berlinische Weitzenbier" was mentioned for the first time in 1680 (according to another source in 1642). [3] After 1700 it developed into the favorite beverage of the Berlin information Wikipedia
Berliner Weisse est une bière de blé de haute fermentation du blé et malt d'orge. « Bière Berlinische Weitz » a été documentée en 1680 (selon d'autres sources de 1642) pour la première fois. [3] Après 1700, il est devenu la boisson préférée de l'information Berlin Wikipedia
Berliner Weisse es una cerveza de trigo de alta fermentación a partir de trigo y malta de cebada. "Cerveza Berlinische Weitz" se documentó por primera vez en 1680 (según otras fuentes en 1642) por primera vez. [3] Después de 1700 se convirtió en la bebida favorita de la Información Berlin Wikipedia
Berliner Weisse é uma cerveja de trigo de alta fermentação de trigo e malte de cevada. "Berlinische Weitz cerveja" foi documentada pela primeira vez em 1680 (de acordo com outras fontes, em 1642) para a primeira vez. [3] Depois de 1700 tornou-se a bebida favorita de Berlim Informação Wikipedia a
Berliner Weisse è una birra ad alta fermentazione grano dal grano e malto d'orzo. "Birra Berlinische Weitz" la prima volta nel 1680 (secondo altre fonti nel 1642) per la prima volta. [3] Dopo il 1700 divenne la bevanda preferita della Berlino Informazioni Wikipedia
de.wikipedia.org/wiki/Berliner_Wei%C3%9Fbier
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Dear Flickr friends, I wish you a sunny weekend.
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Estimados amigos Flickr, les deseo un fin de semana soleado.
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Strassoldo è una frazione del comune di Cervignano del Friuli, provincia di Udine. Costituisce un suggestivo esempio di antico borgo medievale, estremamente ben conservato e di raro fascino
...a nord dell'attuale Edificio sorgeva in mezzo ad un fitto Bosco un piccolo Mulino ad acqua alimentato dalla Roggia Cistigna ed adibito principalmente alla Pilatura dell'Orzo .
Esso veniva appellato come " Mulino Gandini " e successivamente il popolino lo chiamo' più semplicemente " Mulino del Bosco " o " Mulino Bruciato " !
Quando la Struttura termino' di operare intorno alla meta' dell'Ottocento , il nome di Mulino del Bosco passo' al presente Manufatto in attività e che era quello del Castello di Strassoldo ( o Mulino del Torat ) .
Tutt'ora il Mulino e' privato
La Colias crocea, più familiarmente Limoncella, volteggia nell'aria velocissima; non sono mai riuscita a fermarla in volo, solo brevi istantanee mosse, dove il marrone scuro di cui sono frangiate le ali superiori pare quasi un miraggio, qualcosa che puoi afferrare soltanto con l'immaginazione. Aggraziata, sfuggente, imprevedibile negli spostamenti. Chi le ha insegnato a volare?
La farfalla nasce senza nutrice, senza aiuti, eppure lei sa cosa deve fare; nel suo microscopico cervello una sapienza innata trasmessa dall'uovo madre le indica tutto ciò che è necessario per vivere, sopravvivere, riprodursi; riuscirà a trovare il suo compagno semplicemente danzando nell'aria, o sarà il compagno che la cercherà di fiore in fiore, suggendo nettare, attirato da colori, profumi, dall'aria leggera, da quell'impalpabile effluvio che lei emette per attirarlo, dal tepore del sole che permette tutto questo nascere, vivere, moltiplicarsi.
Seguendone il volo leggerissimo riesco a fotografarla, ad ali chiuse, nell'attimo in cui si poggia sull'invitante fiore della vedovella dei campi: somiglia a una fanciulla ottocentesca in abito da ballo, in attesa che qualcuno dal bordo della pista si avvicini e le chieda di danzare.
Anche Psiche è in attesa, mentre la dea osserva indispettita l'anforetta di cristallo piena di acqua della sorgente: questa strega malefica deve essere una gran maga per aver portato a termine l'impossibile incarico, rimugina tra sé, piena di livore; osa competere con lei e per di più ha sedotto suo figlio! la pagherà! vedrà questa esecrabile mortale di che cosa è capace lei “madre antica della natura, origine prima degli elementi, lei la Venere che nutre tutto l'universo”, dovrà pentirsene una volta per tutte, questa infima schiava, di aver osato sfidarla portando in giro la sua “illecita bellezza!” le affiderà un compito che nessun umano sarebbe in grado di portare a termine; quindi porge un vasetto alla fanciulla ordinandole di recarsi immediatamente negli Inferi: dovrà chiedere a Proserpina che lo riempia con un po' della sua bellezza, poiché lei l'ha consumata dedicandosi al figlio ammalato.
Psiche ascolta atterrita, è ormai chiaro: le prove finora affrontate erano per spingerla sempre più nel baratro, la dea la vuole morta; senza esitare si dirige verso una torre altissima decisa a salire e a gettarsi nel vuoto, sarà il modo più veloce per raggiungere gli inferi, il destino ormai è segnato, non rivedrà più il sole, né il suo amato Cupido.
D'un tratto, però, la torre le parla, spronandola a reagire e a riflettere sulla decisione presa d'impulso: “Se la tua anima sarà separata dal corpo, te ne andrai diritta nel profondo Tartaro dal quale non potrai più tornare”.
Quindi, continua la torre, è importante che ascolti le istruzioni che le darà: dopo averle spiegato come trovare l'ingresso degli inferi, dovrà varcarne le porte munita di due focacce d'orzo, una per mano, e con due monete nella bocca. Dopo aver percorso un cunicolo lunghissimo, stretto e buio, un uomo con un carico di legna su un asino malandato le chiederà aiuto, lei dovrà proseguire senza dargli ascolto. Poco dopo, giunta al fiume dei morti, lo Stige, darà una moneta a Caronte, il traghettatore, per essere trasportata sull'altra riva. Nell'attraversamento vedrà un vecchio sfinito e mezzo morto galleggiare nell'acqua che le chiederà di farlo salire in barca, ma anche qui non le è consentito di impietosirsi. Superato il fiume alcune tessitrici le chiederanno di dare loro una mano. Deve dire di no anche ad esse. Le richieste d'aiuto dei tre diversi personaggi, spiega la torre, sono trappole di Venere volte a farle cadere di mano una delle focacce necessarie per sfamare Cerbero, l'enorme cane di guardia nel nero atrio di Proserpina, se dovesse farne cadere solo una non potrebbe più tornare indietro.
Psiche si avvia per eseguire il gravoso compito richiestole dalla dea, rincuorata, però, dalle istruzioni ricevute.
Apuleio avrebbe potuto inserire un vecchio saggio per dare consigli a Psiche, invece ha preferito usare la metafora della torre, credo, per stimolare la fantasia e la creatività del lettore, del resto siamo nell'ambito dei cosiddetti “misteri”, i riti volti a trasformare l'individuo per condurlo a una dimensione superiore di conoscenza; nulla doveva trapelare all'esterno di quanto accadeva, la segretezza fu custodita gelosamente dagli adepti; oggi si sa della loro esistenza, ma i dettagli sono andati per la maggior parte perduti.
Le formiche, l'aquila, la canna, elementi del regno naturale. La torre, al contrario, è costruzione umana, dall'alto dei suoi spalti lo sguardo può spaziare lontano; essa rappresenta l'abilità ideativa e costruttiva, solidità, riparo dal pericolo, autodifesa; essendo, inoltre, dotata di parola, è come se attraverso di lei parlassero gli infiniti uomini che nel corso del tempo hanno tramandato l'esperienza della vita.
Psiche, dopo le istruzioni della torre, affronterà il pericoloso percorso in solitudine, non ci saranno animali generosi che faranno il lavoro per lei. Dovrà munirsi di coraggio e determinazione, e, soprattutto, dovrà imparare a dire di no. Per tre volte dovrà resistere all'impulso di aiutare chi è in difficoltà.
Per imparare a dire di no occorre chiara consapevolezza di ciò che si è, sguardo lucido su chi ci chiede qualcosa, resistere alla tentazione di dire di sì per compassione, senso del dovere, o per qualsiasi altro motivo che però non corrisponde ai nostri desideri più profondi.
Quando sono riuscita a decodificare il messaggio di questi tre no, ho compreso tante cose che per lunghi anni erano rimaste indecifrate.
Sebbene non vi sia rimedio agli errori compiuti, non è mai tardi per capire e per riappacificarsi col proprio destino.
Grazie, Apuleio.
Cosmos bipinnatus
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