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Questo virus ci ha tolto la cosa più antica degli esseri umani: l'onorare i defunti, accompagnarli al loro funerale, stringersi ai parenti.
Qui se vanno tutti i giorni.
Le storie raccontate sono minime, noi le potremmo portare a potenze maggiori.
Qui è cosa di proporzione enorme.
Nessuno potrà dire di non aver conosciuto qualcuno che se ne è andato.
Medici, donne uomini, lavoratori, giovani, anziani...
La fine del mondo.
La ricerca, la vita, la morte, la morte fa parte della vita.
Così se ne vanno anche colleghi, amici, persone.
C'è il silenzio assordante delle fabbriche chiuse, dei bambini che non giocano più, dei negozi chiusi, dei parchi dove non ci si incontra, degli stadi senza nessuno, delle vite vuote degli affetti dei figli, delle strade senza auto da settimane.
Ci sono posti che non vedo da tempo, eppure sono vicini, Milano, il duomo, una chiesa, un ristorante, alcune persone, un mondo...
La luna invece è sempre lì, in un profondissimo silenzio.
Gio
Dal commento di un'amica :
Correre con il vento tra i capelli, rincorrendo i nostri sogni, verso quel punto di luce laggiù in fondo che brilla tra le trine delle nuvole.
Correre fino a sfinirsi ma riempirsi di forza e di aria pulita che scorre nel nostro sangue ricordandoci che c'è sempre un buon motivo per andare avanti.
[...]
Tutte le spiegazioni, anche le più straordinarie, anche le più sensazionali, sono solo parole.
La verità è una terra senza pensieri e sentieri : L'oltre.
Gio
[...]
Faccio foto in momenti diversi.
Forse spiegherò il "perché".
Non riesco a misurare il vuoto.
Il pensiero è la conseguenza della coscienza.
Lo scrissi tempo fa.
"Quanto mi piace l'ora del crepuscolo!
Intendo come luce, non per altro.
Dietro la ricerca della luce per me, ci sono alcune ragioni che non riguardano il dire delle cose ad altri.
Vi è una neutralità tale da creare una ricerca a me stesso dentro l'anima.
E' il momento della meditazione più profonda.
La liberazione della mente."
L'esaltazione in una dimensione differente per me.
E' la luce pura che crea colore, non importa il luogo, già visto; rivisto ...
Non importa il dove, il quando, il silenzio o il rumore:
i ritmi dei cambiamenti della luce sono appena percettibili , distanti, vicini,si potrebbe chiamare l'oltre.
Il trasporto.
La cosa più grande, fuori dalle parole, le parole non sono importanti, neppure le più belle in un momento così.
Gio
Perché scrivevo in flickr me lo chiedono in molti, perché ho iniziato a postare foto e sono qui, me lo hanno chiesto anche oggi, e ci sono diversi motivi.
Quando sono entrato nel duemiladieci, è stato per seguire i miei famigliari.
E praticamente non avevo l’attrezzatura adatta per un sito di fotografia, avevo solo nozioni di carattere artistico teorico, ma la fotografia era una delle cose con cui avrei voluto esprimermi, in quanto, la ritenevo immediata e più semplice dato il momento.
La scoperta del digitale, è stato un modo di conoscere un mondo nuovo, il fatto di volere agganciare il racconto, non era visto in modo adeguato a questo sito, ma io ho voluto insistere.
Chi mi segue sa che scrivo.
A volte so essere anche molto noioso. Ma qui è bello perché, prendete il mouse, o con un semplice tocco, cambiate pagina.
Chi vuole resta.
Da bambino mi affascinava sentire leggere gli altri ad alta voce. Fino a che non iniziai a mia volta a leggere.
Si leggeva anche a voce alta, e ascoltavo molto anche persone che amavano la letteratura come me.
Ascoltavo e ascoltando mi affezionavo alla voce. Capivo le inflessioni, imparavo la punteggiatura , mi piacevano anche le pause lunghe, i toni.
Pochi raccontano ancora, richiede voglia, tempo.
Forse anni fa, era il rapportarsi con gli altri, ma c’è bisogno dei racconti anche ora.
Anche per semplice compagnia, è nata la voglia di raccontare anche per me.
L’idea è stata quella di volere dar voce a immagini fotografate.
Una voce naturale, che serve ad entrare in una fotografia.
Ci sono persone che raccontano, e persone che scrivono e che si riascoltano dopo che hanno raccontato.
Se qualcuno impara ad ascoltarsi, riesce anche ad ascoltare gli altri, di un testo capisce lo spirito, riesce ad interpretarsi ed interpretare.
La retorica teatrale, con la letteratura non funziona.
Chi legge un romanzo con voce grossa, impostata, rettificata e programmata, corretta da sintonizzatori; chi legge bene dà il senso al periodo, alla frase e al testo.
Le virgole sono pause, i punti pause e svolte.
Quello che rende è l’emozione è la voce che esprime, e rende il testo interessante.
Perché, anche la voce rispecchia ciò che abbiamo dentro.
La descrizione della mia voce è possibile in virtù del mondo in cui voi leggete.
Se provate un minimo d’emozione, vi viene da sentire ciò che scrivo, vi scoprite a leggere ad alta voce.
Non gridando, io tengo la voce bassa, qualche volta mi viene detto da chi ascolta di alzare un po’ il volume.
Mi interrompo subito, se qualcuno prende la parola, ascolto. Il tono è importante.
Adagio riprendo gli argomenti. Immaginate un modo tranquillo, c’è chi dice rilassante.
Col tempo è diventata più roca, dicono altri che sia interessante, rilassante.
Mi chiedono di dove io sia, la mia nazionalità, molto spesso.
Pensano che abbia origini straniere, ma sono italiano doc, pur conoscendo le lingue straniere.
Forse per un andamento particolare, un cadenzato ritmo.
Vi parlo della mia voce, è strano , perché qui non ci si sente; ma le orecchie non sono necessarie per leggere.
Più che altro penso a chi mi dice che non mi conosce, non sa come sia la mia voce, e penso a qualcuno in particolare.
Conoscendo le costruzioni dei racconti ho tentato di dare la giusta inflessione alla mia scrittura, in modo da non farvi mancare il narrato e la voce, ho cercato di entrare in voi, non dalle vostre orecchie, ma dagli occhi, e cerco di farlo a piccoli passi tranquillamente, dando prima una visione, attraverso la foto che io propongo.
Non sono visioni difficoltose, ho imparato col tempo a fotografare, non in modo eccellente.
Qualche volta, io stesso lo riconosco, però sono qui.
Saprete benissimo quale sia ora il mezzo più veloce, quello che regala l’ubiquità, sapete che non sbaglio a scrivere qui . Qui mi raggiungete tutti, sempre che voi vogliate sentirmi.
Grazie
Gio
" Per la maggior parte dei gabbiani, volare non conta,
conta mangiare. A quel gabbiano lì, invece, non importava
tanto procurarsi il cibo, quanto volare. "
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Relax