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Shall we compare our hearts to a garden -

with beautiful blooms, straggling weeds,

swooping birds and sunshine, rain -

and most importantly, seeds.

~Grey Livingston

Explore, 4/15/2008

Quando ho visto per la prima volta al mercato di Porta Portese una incudine identica a questa, dal diciottesimo canto dell'Iliade si è materializzata la figura di Efesto nel momento in cui riceve la visita di Teti, la regina del mare, venuta a pregarlo di forgiare nuove armi per suo figlio Achille, armi andate distrutte insieme alla vita dell'amato Patroclo che le indossava al momento dello scontro fatale con Ettore.

Rivolgendosi alla sposa Charis il divino fabbro racconta:

“Augusta e potente è la dea che è entrata nella mia casa: lei mi salvò, dolorante, quando caddi scagliato lontano dalla mia abominevole madre che voleva nascondermi perché ero zoppo; avrei sofferto dolori tremendi se non mi avessero accolto nel mare profondo Teti ed Eurinome, la figlia di Oceano che scorre in cerchio. […] Ed ecco che oggi Teti viene nella mia casa; è mio dovere pagare alla dea dai bei capelli il prezzo della mia vita; ma tu ora falle degna accoglienza, mentre io ripongo i mantici e tutti gli arnesi”.

Pronunciando queste parole Efesto si “levò dall'incudine, mostruoso essere ansante e zoppicante, che muoveva a fatica le gambe sottili. […] e uscì zoppicando; sorreggevano il loro signore due ancelle d'oro, che sembravano vive; avevano intelletto e ragione e voce e forza e abilità nel lavoro per dono degli dei immortali; si affannavano ora a sorreggere il loro signore.”

Questa potente immagine del dio zoppo e dolorante, sorretto da due automi d'oro che egli stesso ha forgiato, è stata una rivelazione, per me, da adulta, quando ho finalmente letto con altro sguardo i due poemi omerici.

E così l'incudine è diventato il luogo dove ritrovare tutti quei bambini scaraventati metaforicamente giù dall'Olimpo, bambini che continuano a cadere nell'etere: doloranti, muti, claudicanti, bambini/adulti che non riescono a trovare il loro posto nel mondo.

Sentirsi inadeguati, incapaci, non all'altezza del compito (di qualsiasi compito) è frutto di un fallimento educativo e di mancanza d'amore. Solo quando, da adulti, riusciremo a riconnetterci a queste mancanze primordiali – si tratta, come ben racconta Omero di ferite primarie inflitte quando non si ha ancora la percezione di essere nel mondo – solo allora, forse, potremo cominciare a lavorare su quelle ferite e alla fine di questo penoso processo potremo anche avvicinarci e comprendere lo stato di bambini feriti di cui a loro volta i nostri genitori sono stati portatori.

Questo episodio dell'Iliade ci invita a riflettere che dal dolore possono nascere opere d'arte e coscienza del proprio destino; il fabbro divino è consapevole della crudeltà di sua madre Era – la chiama “la mia abominevole madre” – però egli sa di aver trovato salvezza in Teti e in Eurinome ed è profondamente grato alle due dee; anche se continuerà a rimanere storpio e dolorante tutta la vita (non si sfugge a questo strazio che nessuno potrà risarcire), chiuso nella fucina saprà riscattare il suo dolore attraverso la creatività; dal martellamento incessante sull'incudine nasceranno opere splendide come, tra le tante, lo straordinario scudo di Achille dove egli rappresenterà costellazioni, città, lavori dei campi, giovani rilucenti d'oro e di bellezza...

La descrizione dello scudo di Achille forgiato da Efesto si prolunga per quattro pagine (versi 478-608 del canto diciottesimo) ed è un'assoluta “impresa” fotografica! Leggendo e rileggendo questi versi (tradotti in prosa da Maria Grazia Ciani, ediz. Marsilio) siamo trasportati, pieni di stupore e ammirazione, non solo nell'ottavo sec. a.C. - l'età di Omero - ma nel 1250 a.C. quando si presume sia avvenuta storicamente la guerra di Troia. Leggendo sembra di assistere veramente alla danza dei giovani e delle fanciulle, rievocazione della famosa danza delle gru che si ballò quando Teseo sconfisse il Minotauro:

 

“...E ancora incise un luogo di danze lo Zoppo famoso, simile a quello che un tempo, nella grande città di Cnosso, Dedalo costruì per Arianna dai bei capelli. Qui giovani e fanciulle bellissime danzano tenendosi per mano; le fanciulle hanno vesti di lino sottile, i giovani tuniche ben lavorate e luccicanti d'olio; esse portano belle corone, essi hanno corte spade d'oro con baltei d'argento; e corrono, ora agilmente in cerchio – come quando un vasaio, seduto, prova a mano un tornio per vedere se corre – ora gli uni verso gli altri, in fila. Una gran folla circonda festosa la danza leggiadra: e due acrobati volteggiano in mezzo, dando inizio alla festa.

Fece infine, lungo il bordo estremo dello scudo possente, la grande forza del fiume Oceano”.

 

Il fiume Oceano che circonda tutta la terra secondo la concezione degli antichi, e in riva al quale Efesto stesso bambino era stato allattato dalle madri putative Teti ed Eurinome.

Efesto nell'Iliade è sposo di Carite o Charis, personificazione della grazia, nell'Odissea sarà sposo di Afrodite, anch'essa piena di grazia e di bellezza, le dee sono rappresentate in questa foto dalla rosa che è un attributo di entrambe.

Dunque l'opera d'arte, sembra dire Omero, è un connubio di forza, di sudore, di dolore, di bellezza e di grazia; l'unione del fabbro divino con le due dee sta a testimoniarlo.

 

Infine:

“Quando ebbe fatto, una per una, le armi, lo Zoppo glorioso le prese e le depose davanti alla madre di Achille. E come un falco essa balzò dall'Olimpo coperto di neve portando le armi luminose di Efesto”.

"All'interno della cattedrale, nel transetto destro si trova il grande organo a trasmissione meccanica costruito nel 1874 da Giacomo Vegezzi-Bossi e ampliato da Carlo Vegezzi-Bossi fra il 1901 e il 1902. Lo strumento, collocato sopra una cantoria lignea dorata, ne sostituisce un altro del 1741, costruito dal torinese Giuseppe Calandra e restaurato l'ultima volta nel 1780. L'organo attuale è frutto anche di un importante restauro eseguito nel 1972 dall'organaro Emilio Piccinelli, durante il quale, fra le altre cose, sono state eliminate le trasmissioni pneumatiche del 1901-1902 ed è stata completata l'estensione della pedaliera. L'organo conta 2 tastiere, 56 registri per un totale di 3498 canne, 4 mantici e 5 somieri."

da: it.wikipedia.org/wiki/Duomo_di_Torino

Had a wander along Woy Woy waterfront this week (followed by a delicious hot & cold seafood platter $30, washed down with a pint of Guinness only $10! I'm sure you needed to know that).

 

I liked the casual way the locals just leave their tinnys laying on the shore, speaks to a relaxed & layback lifestyle.

 

Just some oar-dinary boats having a hull of a good time. I thought it would be row-mantic to be floating about in one, asking that special someone "canoe be mine"? Though there is a chance they may respond "water you saying"? I wish I could say I'm sorry for these terrible puns but I'm knot. Hope that doesn't sound too stern.

 

Have a great weekend everyone. Heading off for a week's holiday to somewhere new, Blueys Beach. Stay safe and happy :) Thanks for the visit & any comments, much appreciated!

 

Fun fact #1

Spike Milligan, of The Goon Show and a major influence on Monty Python, had a fond connection to the Central Coast. His mother lived in Woy Woy, and the Spike Milligan Bridge now crosses Brisbane Water. Woy Woy is said to come from an Aboriginal word meaning “deep water,” which led Spike to ask which woy meant “deep” and which meant “water.” He later described the town as Australia’s above-ground cemetery, noting that most of its residents were still alive at the time.

 

Fun fact #2

When we moved to the Central Coast in the early 1980s, we lived in Umina, Wy Woy's neighbouring suburb. Both Umina and Woy Woy were considered fairly unremarkable back then. They are now highly sought-after beachside suburbs. Might have to move back ;)

South of Moni Thari, Rhodes, Greece.

 

Found by my friend, Gábor Vári.

 

This dark form occurs in the Mediterranean, and it is found specifically on Rhodes, according to this paper:

 

www.researchgate.net/publication/228849710_The_genus_Eofe...

 

L'idée de créer un musée dédié au chat est né suite à la donation par la Comtesse Francesca di Montereale Mantica d'une grande collection d'images d'époque.

 

Le musée ne se limite pas à l'intérêt pour le chat, mais il vise, à travers l'intérêt universel pour cet animal, à sensibiliser les gens pour un plus grand respect de la nature, les animaux et l'environnement de plus en plus menacés par 'homme.

 

Le prix d'entrée au musée est modique, les bénéfices sont reversés pour nourrir et soigner les chats errants.

 

Site du musée :

catsmuseum.org/index.php?option=com_content&view=arti...

for "Macro Mondays" theme is "Plastic" !!

Biggie Cheese

she call me mr. boombastic

say me fantastic

touch me on me back

she says i’m mr. ro, ro

mantic, say me fantastic

touch me on the back

she says i’m mr. rooo

smooth, just like the silk

soft and cuddly hug me up like a quilt

i’m a lyrical lover

no take me for no filth

with my s-xual physique, yah you know me well built

oh me oh my, oh well well

i’ll get straight to the point

like an arrow arrow dart

come lay down in my jacuzzi and get some bubble bath

only sound you will hear is the beating of my heart

and we will hm hm and have some sweet pillow talk ..........

Well, "they" say that praying mantises are good luck, and we've have a whole herd of mantises in the past two months. I'm willing to trying anything at this point. And of all days to have rain start up again and with relatively cold temeperatives to boot. Oh well, wish me luck. Here's to my lucky praying mantis who's only been dead for three years if you considerthe the life span of a mantic at none months. Whatever size monitor you have, this is life size!

 

Later, people.

She call me Mr. Boombastic say me fantastic, touch me in me back

she say I'm Mr. Ro...mantic

p:s : NOT IN 7MAAM =@

 

Taken by madry =p

not edited ..

 

Thank you for viewing and any faves or Comments, Your Interest in my Photos is greatly appreciated

 

FAUGNACCO. LA CHIESA DI SAN QUIRINO

Faugnacco

 

La "villa de Fauniaco" è citata fin dal 1229; vi aveva interessi e possedimenti anche la famiglia Mels. Molti documenti testimoniano una vivace vita campagnola, con frequenti passaggi di proprietà e di feudi: ad es. nel secolo XV° si registrò una permuta tra i Nicolussio e i Del Torso e fra i Nicolussio e il Capitolo di Aquileia di due pezzi di terra nella località chiamata "Anuedis" (da "alnus": ontano); i Deciani nel 1506

permutarono con i Del Torso alcune costruzioni. Nei documenti d'archivio è quasi sempre riportata l'articolazione delle case rurali che con la lussuosa dimora della famiglia Del Torso (ora Villa Totis) costituiscono un aspetto urbanistico ed abitativo variegato: un "piccolo e unico borgo", fatto in antico da alcuni rustici attorno alla casa padronale, sulla strada per Nogaredo e, in seguito, le ampie case coloniche costruite dopo il frazionamento dei terreni dei Mantica, dei Del Torso, del Capitolo di Aquileia.

 

Faugnacco - Friuli-Venezia Giulia - Italia

 

for "Macro Mondays" theme is "Plastic" !!

Biggie Cheese

she call me mr. boombastic

say me fantastic

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she says i’m mr. ro, ro

mantic, say me fantastic

touch me on the back

she says i’m mr. rooo

smooth, just like the silk

soft and cuddly hug me up like a quilt

i’m a lyrical lover

no take me for no filth

with my s-xual physique, yah you know me well built

oh me oh my, oh well well

i’ll get straight to the point

like an arrow arrow dart

come lay down in my jacuzzi and get some bubble bath

only sound you will hear is the beating of my heart

and we will hm hm and have some sweet pillow talk ..........

Marzabotto (Bo), 13.10.2018: a quarant'anni dal viaggio in treno che il celebre musicista americano fece da Bologna a Porretta nel 1978, un treno speciale di Fondazione FS, ha percorso lo stesso tragitto in Porrettana. Locomotiva TV 740.278, cinque vetture centoporte e un carro chiuso a 2 assi con mantici intercomunicanti e REC, E 626.001 in coda, allestiti con installazioni audio-video, musica elettronica, popolare, classica e rock, destinazione Porretta Slow 2018, la famosa manifestazione che si ripete ogni anno in ottobre a Porretta Terme, città della musica e delle acque.

REG 96467 in arrivo nella stazione di Marzabotto.

VAI COL TANGO !

  

Il Tango argentino è un'espressione artistica e popolare, la cui diffusione si ebbe verso la fine dell'800 soprattutto nei bassifondi e nelle case di tolleranza. Le sue origini e la sua storia si ricollegano all'utilizzo di uno strumento antico progettato dal tedesco Band, da cui il nome di "bandeon", molto simile alla fisarmonica e con la caratteristica di riprodurre le note, introducendo l'aria in una sorta di mantice. In origine il tango argentino venne usato come musica popolare a Buenos Aires ed i più famosi autori di questa musica furono Contursi, Solanas, Discepolo, Esposito, Troilo e molti altri.

Il ballo del tango è da inquadrare fra le danze di improvvisazione e, per questa ragione, non esistono particolari passi, ma sono i ballerini che li creano con la loro fantasia e la loro passionalità.

  

Immagine realizzata con lo smartphone SAMSUNG NOTE 4

View from hotel in Haeundae, Busan, South Korea on a sunny day in April

 

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Upper Row, From left to right: Agripiner,Al-miraj, Amphisbäne, Naga-Paar,

Lower Row: Pazuzu,Nisaba,Ninayo,Mantic-ora,Moloch

Left Column: Aktäon, Baubo

Right Column; Arimasper, Gargouille

Busy square in Hanoi Vietnam.

I work for a company with a romantic soul

When you visit this city you fall in love with it. Forever.

Kodak E100VS

 

(for mancers of light .. ONLY)

 

±

Stazione di Castagnole Lanze dicembre 1989, in sosta una coppia di ALn668 della serie 2400, in prima posizione l'ALn 668 2431 di costruzione Breda 1963 (queste automotrici fanno parte della piccola sottoserie di 10 automotrici con mantice di intercomunicazione interno).

Vado, 18.03.2018: tour fotografico d'agenzia per questi turisti tedeschi che hanno scelto la Porrettana e la Direttissima per il loro viaggio in Italia. Inizialmente il giro fotografico prevedeva il percorso circolare Pistoia - Pracchia - Porretta - Bologna lungo la Porrettana e il ritorno a Pistoia per la Direttissima via Vernio - Prato. Poi, la recente interruzione accidentale della Porrettana nei pressi di Riola ha costretto i turisti ad una andata e ritorno sulle Transappenniniche in questo modo: Pistoia - Porretta, Porretta - Pistoia - Prato - Monzuno e ritorno Monzuno - Prato.

Locomotiva E626.231, un carro tipo F a due assi, un bellissimo postale Fdlz a carrelli con mantici e due centoporte. Ripresa effettuata a Vado durante il viaggio di ritorno Reg. 96323 Monzuno - Prato.

Una solitaria ALn668 1400 prima serie con mantici esterni (costruzione FIAT 1959), percorre la linea Ascoli Porto d'Ascoli presso la stazione di Monsmpolo nel maggio 1996.

CANTO ALLA LUNA

 

La luna geme sui fondali del mare,

o Dio morta paura

di queste siepi terrene,

o quanti sguardi attoniti

che salgono dal buio

a ghermirti nell'anima ferita.

 

La luna grava su tutto il nostro io

e anche quando sei prossima alla fine

senti odore di luna

sempre sui cespugli martoriati

dai mantici

dalle parodie del destino.

 

Io sono nata zingara, non ho posto fisso nel mondo,

ma forse al chiaro di luna

mi fermerò il tuo momento

quanto basti per darti

un unico bacio d'amore.

 

Alda Merini

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consiglio di vedere la photo On black and large

 

mentre si ascolta Violentango - Astor Piazzolla

  

LA FESTA DELLA MADONNA DEL CARMINE

 

Nell’ambito dei festeggiamenti della Madonna del Carmine, il concerto dell’Orchestra ICO della Magna Grecia è stato dedicato al tango.

Nell’Orchestra ICO, diretta nell’occasione da Maurizio Lomartire, la presenza di Mario Stefano Pietrodarchi al bandoneòn, uno dei massimi solisti viventi di questo particolare strumento musicale fondamentale delle orchestre di tango argentine.

Il bandoneòn è simile a un fisarmonica, strumento prediletto da Astor Piazzolla, ed è conosciuto fra i “tanghero” come "fuelle" ovvero mantice o soffietto, e rappresenta l'anima delle orchestre argentine di questo genere musicale.

Durante l’esecuzione dei tanghi di Astor Piazzolla, una performance di due ballerini di tango, Alejandro Angelica e Ornella Solar.

  

08/20/2012...h. 02.00

Un locale di servizio scavato nel tufo poco prima di accedere alla spiaggia dei "maronti".

Ero ospite di una famiglia di contadini.

Lontani parenti dell' amico sulla soglia

L'acqua non oppone resistenza. L'acqua scorre. Quando immergi una mano nell'acqua senti solo una carezza. L'acqua non è un muro, non può fermarti. Va dove vuole andare e niente le si può opporre. L'acqua è paziente. L'acqua che gocciola consuma una pietra. Ricordatelo, bambina mia. Ricordati che per metà tu sei acqua. Se non puoi superare un ostacolo, giragli intorno. Come fa l'acqua.

 

(Margaret Atwood)

 

Video con musica girato sul posto

Posta superiormente alla Fontana di Nettuno, completandone la scenografia, la Fontana dell'Organo, o Organo Idraulico, deve il suo nome al prodigioso meccanismo ad acqua che appunto recava al suo interno, che faceva si che si udissero dei motivi d'organo.

Il congegno fu realizzato dal francese Claudio Vernard; il suo funzionamento si basava sulla caduta delle acque, tramite una condotta, in una cavità sotterranea a volta, dove provocavano, per compressione, un potente getto di aria che veniva forzato in una tubatura che fungeva così da mantice, e insufflava l'aria nelle canne dell'organo; un altro potente getto di acqua invece, azionava un ruotone o cilindro dentato fissato su un'armatura di ferro, i cui denti andavano ad urtare i tasti dell'organo, determinando delle bellissime melodie. Il siffatto meccanismo era motivo di grande meraviglia per gli ospiti della villa, tanto che si narra che durante la visita di Gregorio XIII del 1573, il pontefice rimase così stupefatto da quei suoni, che volle controllare di persona che nessuno stesse suonando. Più tentativi sono stati fatti per cercare di ripristinare il meccanismo, e solo l'ultima serie di lavori alla quale è stata sottoposta la fontana hanno fatto sì che la fontana dell'organo, ogni giorno, potesse risuonare nuovamente.

Full length macro (minus a bit of antennae) of a brownish colored Praying Mantis keeping the pests away from my pepper plants.

Siren (Greek mythology) from Odyssey: Homer.

The term "siren song" refers to an appeal that is hard to resist but that, if heeded, will lead to a bad conclusion. The Odyssey is one of two major ancient Greek epic poems attributed to Homer (ca. 8th or 7th century BC) and one of the oldest existing works of literature still widely read by modern audiences.

Of "siren": "They are mantic creatures like the Sphinx with whom they have much in common, knowing both the past and the future. Their song takes effect at midday, in a windless calm. The end of that song is death." (translated by Harrison)

Source: WIkipedia

"The mountain is awake, with utterance

Of flame and burning rock and thunderous sound-

Abode of the ancestral spirits who dance

In blissful fire! Tremors run through the ground

And through men's hearts. The people stand dismayed

By prophecies as mantic ghosts invade

With alien voice the soothsayers in their trance."

James McAuley

 

ツ ツ ツ

 

* Nikon 1 V1 and 1 NIKKOR VR 10-30mm f/3.5-5.6 Lens

 

My work is for sale via Getty Images and at Redbubble and 500px

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©2013- Tom Raven - Toute reproduction, même partielle INTERDITE

fisarmonica Excelsior 960C - 120 bassi

particolare

 

- Capaci (PA) -

  

513

 

Copyright © 2015 Federico Patti. All rights reserved.

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Siamo una barca chiusa

nella bottiglia del bettoliere

fermi nel bagnasciuga

non ci spostano da sedere

il tempo è un alambicco

che piano piano ci cola a picco

nel ghiaccio in mezzo al mare

senza un messaggio da riportare

 

15 uomini sono andati

se li è presi la morte secca

dietro il molo della Giudecca

la marina s'affoga alla spina

sul manometro del timone

brilla il calibro del cannone

la corvetta sta di vedetta

che non si stappi quel collo in fretta

 

sottocoperta la ciurma canta

sopracoperta la ciurma crepa

savoiardi nella congrega

inzuppati dentro la strega

sulla poppa sta il commodoro

sulla rotta rolla la botte

il pappagallo sta sulla spalla

e la bottiglia ci tiene a galla

 

ma un giorno sotto sale

una sorpresa venne dal mare

dal fondo di uno scoglio

nero di seppia come il petrolio

un lampo brillò a squame

nell'abisso di verderame

un eco scosse la chiglia

della ciurma nella bottiglia

 

si butta il palombaro

con la sua tuta da calamaro

calato per il paranco

chiuso nel piombo dello

scafandro

va a spasso sul fondale

soffia nel mantice col pedale

appeso per il boccaglio

suona l'armonica a

quell'abbaglio

 

canzone a manovella

 

canzone a manovella

per la coda della mia bella

serenata marinata

per la notte che se n'è

andata

serenata di capodoglio

per il mio cuore chiuso

sott'olio

 

nel vapore del mattino

s'è dipinto un arcobaleno

sull'ottone della panchina

la sardina s'asciuga il seno

per il canto che lí rovina

per la grazia che li avvicina

tutt'intorno si fan la scrima

con le foche da brillantina

 

beccheggia bagnarola

solo la rotta ormai ci consola

a spasso in mezzo al mare

senza un messaggio da riportare

stregati sotto vetro

niente più ci riporta indietro

solo gli occhi di una sirena

con la coda di una balena

 

canzone a manovella

 

canzone a manovella...

per la coda della mia bella

serenata marinata

per la notte che se n'è andata

serenata di capodoglio

per il mio cuore chiuso sott'olio

a spasso in mezzo al mare

senza un messaggio da riportare

solo per gli occhi di una sirena

con la coda di una balena

  

Vinicio Capossela . Canzone A Manovella

Organo a canne

 

Nel transetto sinistro, sopra un'alta cantoria, si trova l'organo monumentale, iniziato da Domenico Palmieri, a cui è subentrato, nel 1587, Vincenzo Fulgenzi, che lo portò a termine nell'anno successivo. Le decorazioni lignee intagliate della cassa e della cantoria furono affidate a Ippolito Scalza. Lo strumento, originariamente a due tastiere e pedaliera, fu notevolmente ampliato nel 1911 dall'organaro Carlo Vegezzi Bossi che, fra le altre cose, costruì la cassa espressiva e dotò l'organo della trasmissione pneumatica. Un altro importante ampliamento fu quello di Libero Rino Pinchi, dell'anno 1974, che aggiunse una nuova tastiera (il Positivo, con le canne direttamente sopra la cantoria senza cassa), rinnovò la trasmissione mutandola in elettrica e costruì una nuova consolle mobile al piano della navata, generalmente posta alla sinistra del presbiterio. A partire dal 2013, a causa di gravi malfunzionamenti che lo rendevano non più utilizzabile da anni, l'Opera del Duomo ha intrapreso un nuovo restauro, portato a termine in circa tre anni e mezzo da Alessandro Giacobazzi (Modena); in questa occasione peraltro, è stata trasferita all'interno della cassa, al posto dei mantici, l'aggiunta di Pinchi del 1974, che posta direttamente sulla balaustra non dava un buon effetto estetico. In sede di tale intervento è stata spostata la manticeria in un apposito vano ricavato dietro la cassa e di conseguenza è stato completamente rifatto tutto l'impianto del vento che fin dal 1913 presentava grosse lacune.

 

Lo strumento, a trasmissione elettronica, è dotato di tre tastiere di 61 note ciascuna, e pedaliera concavo-radiale di 32 note. Possiede 72 registri, per 5644 canne.

Ecco la vita, la mia storia, il nome,

il sangue che mi scorre dentro al buio,

la carne, i nervi, il legno delle ossa,

i muscoli, i polmoni, il cuore, il sesso,

 

gli occhi, la lingua, i fori, mani e piedi,

i denti, il senno, l’umile composto

che mi sospinge, i poveri detriti,

eccola qui la vita, te la mostro

 

con il respiro a mantice, che oggi

testarda ancora mi si muove addosso.

 

Dal mio libro " Stanze dell' età di mezzo" Campanotto Editore - Udine , 2002.

( Lettura pubblica di questo testo a Radiouno 'Zapping', marzo 2003.

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