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A former lace factory (from 1865) now converted into apartments. It's conversion, first into offices, was a bit of a disaster; when the internal structures were demolished, the facade was insufficiently supported and much it collapsed. What is seen today, is an accurate rebuild that the local planning authority insisted on. The curved section at the front is a new addition. Talbot Street, Nottingham (2018).

Meet Lambert - the love of my life, my best friend, the reason all of my macros are covered in hair. I'm sorry I ventured into posting pictures of my cat territory. I think I got it out of my system. I can't promise it won't happen again.

:NiFty: Lambert shape for Lel EvoX AVALON. MP

Skin: amara beauty Melody

KUNGLERS Ally earrings @ Cosmopolitan

IKON Beloved Eyes - Eternal @ FaMESHed

Hair: S-CLUB KATY

🎧 

Détail du monument à Maisonneuve, une œuvre de Louis-Philippe Hébert.

Raphaël-Lambert Closse (1618-1662) fut major de la garnison et ieutenant du gouverneur. Soldat de métier, il est représenté embusqué et prêt à intervenir, il a le regard tendu et retient sa chienne Pilotte, en l’entourant de son bras.

artpublic.ville.montreal.qc.ca/oeuvre/monument-a-paul-de-...

 

Lambert Covered Bridge in Ste-Sophie, Quebec, built in 1948

Western Cape Province

M317 rolls west across the Lamberts Creek Trestle near Meadowbrook, WV.

acrylic on paperl Cornwal450 g/m²

cm 12x20.5

Grr, I hate how i did this, but at least he looks gorgeous. :] the lyrics are from his song "strut". hope you guys like it! * if you haven't heard the song yet, listen to it here : www.youtube.com/watch?v=drV8WEzIyWE :]

 

"I want to start a revolution, a type of personal solution, we all have got our own pollution, it's all about the execution."

 

+up next, Anne Hathaway. :]

Lambert Covered Bridge in Ste-Sophie, Quebec, built in 1948

Roughly 300km up the West Coast from Cape Town, Lamberts Bay is a small and not exactly attractive fishing town, but a draw for tourists nonetheless. We found it the perfect spot - quiet, isolated, nothing happening - for a quiet break and some R&R at the end of my last contract in SA, before we returned to Canada.

 

Taken over a ten-year period, between 2012 and 2022, this series of photographs is from a project on South African country villages and towns. Many of the images are of small Karoo towns, and many of these in turn are of the Dutch Reformed Churches whose steeples are visible for miles around in the vast, semi-desert region that lies, metaphorically and geographically, at South Africa’s centre.

 

There is something about these Karoo towns, in particular, that has always spoken to me - the stillness of the empty streets in the heat of the day, the white, shuttered cottages, the big skies overhead. And always, at the edge of town, or sprawling out into the arid land, the coloured settlement or African location. In South Africa, as elsewhere, as Faulkner wrote, ‘The past is never dead. It’s not even past.’

#lambertsbay

#lambertsbaai

#weskus

#weskusbeskus

#westcoast

#coastline

#shoreline

#wavesandrocks #waves

#atlanticcoast

#southafrica

  

#travel

 

#thisissouthafrica

  

#localislekker

  

#getawaymagazine

  

#gomagsa

  

#bbctravel

 

#blackandwhitearchitecture

  

#bnwarchitecture

  

#blackandwhitephotography

  

#bnwphotography

  

#bnwmood

  

#bnwphoto

  

#bnwmagazine

 

@getawaymagazine

 

@raw_bnw_

 

@gomagsa

 

@bwphotomag

 

@bnwmagpicks

Allen Lambert Galleria, Toronto, Ontario

Lambert Covered Bridge in Ste-Sophie, Quebec, built in 1948

Leica M6

Kodak Portra 400

Summilux 35 pre-ASPH

View On Black

 

**if you live anywhere near Austin, you NEED to get yourself to Lamberts**

www.lambertsaustin.com/

 

Fancy BBQ in a restored building on Austin's resurgent 2nd street corridor.

 

This is a color-in I did of adam I personally think this one is my best one I did but that is just my opinion.

Lambert's alternate headsculpt.

Stonington, Connecticut

L’architetto Paolo Portoghesi ha presentato al pubblico un’opera pittorica donata al Comune di Montefalco da Luigi Frappi, uno degli ultimi paesaggisti di valore viventi. Pochi se ne sono accorti, sebbene l’evento si collocasse in seno alla Settimana Enologica e coincidesse con un incontro di studio sul paesaggio, puntualmente disertato da imprenditori edili, architetti, geometri e amministratori locali, ma non da Lamberto Bottini, diligente assessore all’Ambiente e allo Sviluppo Sostenibile della Regione Umbria. Il degrado del territorio è un problema che coinvolge drammaticamente l’intero Paese. Per quanto riguarda la nostra regione mi hanno lasciato perplesso le benevole parole di Berlusconi pronunciate tra le selve di Melezzole, anche se queste hanno avuto il merito di promuovere attraverso i media la natura dell'Umbria, in particolare quella delle sue zone ancora incontaminate. In verità la situazione più a valle, dove briga la lobby del mattone, non è incoraggiante. Il territorio è qualcosa di diverso dalla semplice addizione di tutte le componenti visibili, ed esige un’accurata sottigliezza interpretativa per rivelare la sua vera dimensione. A Montefalco, Portoghesi ha riflettuto a lungo intorno alla necessità di comprendere le ragioni del paesaggio, prendendo spunto da un’antinomia dei valori mutuata dall’opera di Heidegger, secondo il quale l’epoca del Pensiero Meditante ha lasciato il posto a quella del Pensiero Calcolante. L’uomo del nostro tempo fugge davanti al Pensiero Meditante, che richiede uno sforzo particolare e come tale non può considerarsi immediato, né in grado di confrontarsi adeguatamente con le urgenze che la nostra epoca presenta. Così l’umanità, in balìa del Pensiero Calcolante, si mostra impreparata a comprendere il radicale mutamento del mondo che avviene sotto i nostri occhi. Uno dei criteri per misurare l’evoluzione raggiunta dalla civiltà è rappresentato, appunto, dall’indagine sulla qualità dell’architettura e sulle scelte urbanistiche adottate, che devono confrontarsi con il rispetto del paesaggio culturale; la sua manomissione si risolve, infatti, in una perdita d’identità e di memoria. La pittura di Frappi – e in particolare l’opera donata a Montefalco - riflette l’identità simbolica e culturale della regione. L’artista, nel proporci la sua Umbria, denuncia lo stravolgimento e il degrado di vedute millenarie ormai prive di sensibilità estetica e fisionomica, sempre meno capaci di far scattare la scintilla dell’attrazione e dunque dell’amore e del rispetto, ma anche della domanda turistica: la sola, in definitiva, ad aumentare il reddito delle popolazioni locali in modo diffuso e durevole. Chi si affaccia oggi dalla Ringhiera dell’Umbria fatica a individuare Trevi, Spello, Assisi, Bevagna, Campello e Cannara. La città di Foligno si è trasformata in un abitato incoerente, con la sua periferia caotica e accerchiante, senza identità alcuna. Nessuno pretende certo di tornare ai tempi in cui la Valle Umbra era quella affrescata dal Gozzoli nel celebre dipinto in cui Francesco parla agli uccelli; ma vale la pena chiedersi cosa rimarrà di questi luoghi tra venti o trent’anni, se non saremo in grado di darci strumenti normativi capaci di preservarci dall’arido dispotismo del Pensiero Calcolante – sempre a breve termine - e dalle operazioni di contabilità della distruzione. La sensazione che si avverte è quella di un generale spaesamento: di una perdita di luogo. Gli umbri - cui non è toccata in sorte la linea piatta del mare, né il profilo dissolto della Padania - non possono rinunciare ai capisaldi, ben piantati nello spazio simbolico delle loro valli. Hanno bisogno di ancorarsi a punti costantemente stabiliti, che gli appartengono dalla nascita, anzi, dal concepimento. Tutto questo sta scritto nell’opera geofilosofica di Frappi, rivelatrice del tormento creativo dell’artista, e insieme del disagio dell’uomo, che si sforza di riconoscere l’orientamento estetico dello spazio in cui vive e di coglierne l’espressività simbolica. Come Berlusconi, Frappi preferisce vedere le cose a modo suo: ignora volutamente la crisi dell’agricoltura tipica, l’aumento del traffico, la devastazione del verde, gli insediamenti sparsi. Evidentemente l’artista, che vive secondo una tentazione del bello, nutre antipatia per una certa umanità: quella che mal si concilia con lo spirito delle proprie opere, con la sua sensibilità al paesaggio. E così, a modo suo, Frappi compie una ridefinizione critica dell’identità culturale. Ma Berlusconi non è Frappi, e l’Umbria non è Arcore. Al Presidente del Consiglio, mancato ragazzo della Via Gluck, non sarà sfuggito, dal rifugio di Melezzole, che l’ubriacatura edilizia scardina – in Umbria forse più che altrove - il senso dei luoghi. Non sarà neanche sfuggito che il territorio è tempo lungo, sedimento, decantazione incompatibile con il mutamento repentino, senso comunitario, avvedutezza, pietas, adesione al genius loci; mentre le operazioni immobiliari - apprezzate dalla destra, ma non disdegnate a sinistra - stanno imponendo accelerazioni acriticamente asservite a un solo scopo: svuotare i paesi e a spargere abitati su quelle stesse valli che Frappi si ostina a dipingere e che il Pensiero Calcolante si compiace di distruggere, assecondando una nuova ondata di speculazione diffusa. Com’è possibile che si continui a costruire mentre nelle città italiane ci sono un numero smisurato di appartamenti vuoti? In questi giorni, cinque giovani creativi di Milano, hanno lanciato l'idea della spiaggia virtuale: una terapia antistress, con la prospettiva di realizzare centri nelle più grandi metropoli italiane ed europee, capaci di ricreare uno scenario virtuale a trecentosessanta gradi di pannelli che mostrano immagini continue di luoghi marini sempre diversi, attorno ad un'isola di sabbia vera, attrezzata con vasche di acqua salata dove potersi immergere accarezzati da brezze virtuali, rapiti da odori salmastri e rassicurati dal grido dei gabbiani. Siamo arrivati ai tentativi virtuali per sconfiggere lo stress, illudendoci di aver trascorso una settimana alle Maldive o a Skiatos. E pensare che l’’Umbria non avrebbe bisogno di tali scenari polisensoriali che mutano a ogni seduta, se solo ponesse maggiore alla difesa dei suoi paesaggi naturali. Che il presidente Berlusconi abbia voluto intendere questo con la sua gratificante esternazione ?

Giovanni Picuti

 

Corriere dell'Umbria

4.10.2008

 

abcabc@cline.it

     

Lambert Covered Bridge in Ste-Sophie, Quebec, built in 1948

NS 4462 brings loaded coal train NS Y98 eastbound into Lamberts Point in Norfolk, Virginia.

Fuerte Lambert Coquimbo

The roof of the Allen Lambert Galleria by Santiago Calatrava at BCE Place in Toronto, Canada.

A dead tree with a view of Dorset beyond. The slope up to the ancient hill fort at NT Lambert's Castle in Dorset.

Le pont Lemieux à Ste-Sophie d'Halifax. C'est un des 87 ponts couverts encore debout au Québec. Il fut une époque où le Québec recensait jusqu'à 1,000 ponts couverts sur son territoire.

Plus d'information sur le Pont Lambert sur le site des Ponts couverts du Québec:

www.pontscouverts.com/Pontscouverts1/Lambert.html

 

Covered bridge "Lambert" in Ste-Sophie d'Halifax. Québec, Canada.

  

Version noir et blanc:

www.ipernity.com/doc/rpdaoust/38375830

Malet Lambert has a long and proud history, dating back to 1932. Once a grammar school, it became a community comprehensive school in 1968 and it continues to be true to the word ‘comprehensive’ more than 56 years later.....Seen from across the Lake at Hulls East Park ..

I couldn’t resist this stylish work by George Lambert (1873-1930). The gladioli and pipe is a nice touch. Born in St Petersburg, Russia, Lambert came to Australian with his mother in 1887. He studied art with Julian Ashton in Sydney, and then in 1900 went to further his development in Paris. From there he exhibited at the Royal Academy of Arts in London from 1904-1911. He is best remembered today as one of Australia’s greatest war artists. But he was more than that, and has also been called Australia’s first “celebrity artist”. www.ngv.vic.gov.au/multimedia/george-w-lambert-the-artist/

 

This 1922 self-portrait was withdrawn from the Archibald Prize exhibition two weeks after opening as Lambert had been deemed ineligible owning to the fact he was registered at a London address. Lambert was quite adamant the Archibald committee were not going to deem his work ineligible and at the same time gain from the celebrity it had already created in the show. Fortunately he was to win the award in 1927. www.artgallery.nsw.gov.au/artboards/archie-100/wielding-t...

 

Another irresistible feature of this shot for me was the conjunction of the two heads of the viewers. The man in the cap neatly fitting into the frame behind him after seemingly emerging from the head of the woman.

Downtown in Austin, TX - from nomadicpursuits.com/

Une ballade en forme de pèlerinage ce matin-là.

Ce vieil arbre "l'arbre Lambert" a souvent vu le passage de ma grand-mère qui vendait des journaux accompagnée de ma mère enfant. C'était le lieu où elles faisaient une pose car le trajet à pied était bien long au moins 12 kms.

Ma maman me parlait souvent de ce lieu et je n'y suis jamais allé. La mémoire de ma mère décline de plus en plus et sur les bribes de ce qui lui reste de la mémoire du passé, le nom de l'arbre, le nom du chemin qui n'est d'ailleurs pas le vrai nom bref après bien des recherches j'ai retrouvé cet arbre. C'est en pensant à elle et avec beaucoup d'émotion que je me suis rendu sur ce lieu isolé ce matin-là.

Quand j'ai eu traité cette photo je l'ai montré à la mère qui, à ma grande surprise, l'a reconnu tout de suite.

Cette photo est traitée comme ça parce que je voulais qu'elle colle à cette petite histoire d'il y a au moins 85 ans.

PS4 screenshot of the Alien Isolation Last Survivor DLC finding Lambert's corpse.

Woods and earthworks at NT Lambert's Castle, an Iron Age hillfort near the Devon border in Dorset

 

Mamiya C220 Pro with Sekor 80mm f2.8 and Ilford HP5 Plus, f16 at 1/8 sec. Scanned with Epson Perfection V800.

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