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Per rimanere in tema di animali alloctoni eccone uno splendido esemplare. E' una nutria (o castorino) introdotto nell'ambiente da poco oculati allevatori quando il mercato delle pellicce non tirava più, per evitare il costo del loro abbattimento hanno semplicemente aperto le gabbie, con il placet di certi animalisti.

“Muchos de los que lucharon por estar en el candelero, acabaron colgados de una farola.” — Stanisław Jerzy Lec

  

Fuente: citas.in/temas/farola/

Il padiglione dell’Azerbaijan per Expo 2015 a Milano, firmato dallo studio italiano "Simmetrico".

L’edificio ha seguito criteri di ottimizzazione della qualità bio-architettonica, utilizzando tecnologie e materiali a basso consumo, completamente riciclabili”. Tra esse, spicca il louver, “pelle” di lamelle lignee ondulate che hanno la funzione di proteggere il microclima della struttura abbattendone il consumo energetico. Sempre in tema di sostenibilità, va segnalata la scelta di materiali riutilizzabili nel tempo a fine EXPO. La struttura si estendeva su tre piani per oltre mille metri quadrati complessivi. Le pareti lignee ondulate che abbracciano la struttura sferica richiamano il vento tipico del territorio azero e dei flussi culturali che lo attraversano.

www.flickr.com/photos/lucylucypa/29002216852/in/dateposted/

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tanto per restare in tema con la pioggia che da giorni al lago ci tiene compagnia....

felice settimana a voi tutti !!!

Per stare in tema di cuccioli...

  

Madonna gente, in aula studio c'è un tipo con occhi spiritati che sbuffa e "scatta".... pauraaaaaaaaaa. Il peso neuronale della cultura...

E' stato un piacere stare con voi

 

www.deezer.com/track/559017

In tema di funghi selvatici, è facile capire chi è esperto e chi non lo è: l’esperto è quello che è ancora vivo.

(Donal Henahan)

...e in tema di locomotive isolate ecco un'invio di Fuorimuro che trasferisce la sua 191.002 da Genova Marittima allo Smistamento di Alessandria, classificato come LIS 74050, da dove in seguito ripartirà per qualche scalo del Nord Italia transitare nei pressi di Rocca Grimalda, lungo la linea Ovada - Alessandria in un pomeriggio di metà Maggio dal meteo altamente instabile

Visto che da queste parti si è in tema di Giro d'Italia.

Nel minitour sotto casa di Sabato scorso mi sono imbattuto anche in tre E494 di MIR due delle quali purtroppo messe male in tema di graffiti... quella messa bene l'ho presa per prima, si tratta della 020 intenta a trainare il TC 64296 Voltri FM - Rivalta S. mentre transita nei pressi della stazioncina di Castelferro sulla Ovada - Alessandria

rimanendo in tema rapaci (locali) questa bellissima femmina di gheppio sta controllando il suo territorio pronta a scattare al minimo rumore o movimento percepito a terra

“Conosci te stesso”. Questa famosa scritta si trovava sul frontale del tempio del Dio Apollo a Delfi. Per secoli, il motto "conosci te stesso" ha influenzato i più importanti pensatori della cultura occidentale.

E, come amava ripetere Anaïs Nin, "Andare sulla luna, non è poi così lontano. Il viaggio più lontano è quello dentro noi stessi."

Parto stamattina per Atene.. quindi siamo proprio in tema... :)

PS: Qui in foto di archivio, un particolare il tempio di Selinunte, Sicilia.

Rimanendo sempre in tema di Pendolini di ultima generazione, tornando di nuovo alla tradizione, ancora una volta uno dei complessi ETR 610/RABe 503 con la sua stessa livrea aggiornata denominata "Johann Wolfgang Von Goethe" dedicata al nuovo collegamento Milano - Francoforte, in sosta sotto le volte della bella Milano Centrale.

Ecco la D146.2022 di MIR, in tema con l'anno in corso, mentre effettua una LIS dallo scalo di Alessandria Smistamento verso Voghera dopo aver fatto giro banco ad Arquata Scrivia vista la chiusura del tratto Alessandria - Tortona. Qui è ripresa in transito in uscita da Tortona mentre si dirige verso Voghera dove prenderà in carico il Chignolo Po arrivato in elettrico e lo porterà a destinazione.

(scatto vecchio ma in tema)

Ancora una volta prendo in prestito il ritornello di una canzone per intitolare uno scatto ferroviario, diciamo, in tema....Non manca molto alla fine dell'estate anche se le ferie son già finite (sigh), ma è già finito il servizio degli Autoslaaptrein su Alessandria. Questo infatti è il viaggio di ritorno dell'ultimo treno turistico olandese con auto al seguito che tocca la provincia piemontese...si tratta dell' EXP 16131 Alessandria - 's-Hertogenbosch formato da cinque carri bisarca, sette carrozze letti e una carrozza ristorante, al traino dell' E656.289 qui nei pressi di Spinetta, dove si dividono le linee per Genova e per Piacenza/Milano....

(tanto per rimanere in tema di stranezze !)

...ora è il vestitino di Ernesto... E ha fatto tutto da solo!

(once it was a chinese lamp...now is Ernesto's dress...)

 

La foto è vecchiotta, quando era ancora un cucciolo, ma mi fa impazzire e poi è perfettamente in tema carnascialesco!

Siamo a Loreo nel giugno 2012, poco prima della stazione Il convoglio storico con la 740.293 (L'ultimo a percorrere la Rovigo-Chioggia, con in spinta la D345.1041 xmpr) si appresta a transitare spedito a fianco di un passaggio a livello.

 

Non potrei dimenticare mai questa foto per un episodio che mi capitò molto difficile da accettare. Nel mentre cercavo una corretta posizione fotografica una delle due gambe trovò un buco fra due tronchi di legno abbandonati sotto l'erba facendomi sbattere la testa contro un ceppo di legno che avevo a fianco e procurandomi un profondo taglio sopra ad un occhio. Per quanto stordito e sanguinante scattai comunque la foto e mi diressi subito all'ospedale di Adria per fortuna vicinissimo. Un'esperienza che mi ha portato a fare alcune scelte in tema di postazioni fotografiche, da quel momento mai più improvvisate.

 

Loreo (RO)

02/06/2012

Foto di Andrea De Berti

In tema natalizio ecco una stella cadente direttamente sulla piazza antistante l'arena di Verona...

E' stata una bella sorpresa :-)

dipinto ad acrilico 50x70 cm

realizzato per l'estemporanea di pittura che si è tenuta a Dualchi il 05/09/2009

in tema con la "Sagra dei fichi d'india"

:-)

Per celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia in tema "ferroviario", ho scelto un nuovissimo ATR220 FER nella livrea sociale, con i colori della nostra bandiera.

Alcuni amici mi hanno fatto notare che questi sono i colori della bandiera della regione Emilia Romagna

La regione che ha visto nascere il Tricolore

"una ricerca così indefinita, in mezzo a popoli tanto vari, in temi così diversi non dà certo molta sicurezza e neppure la sensazione di sapere precisamente a che cosa avete dato la caccia. ma è un modo eccellente, disorientante utile e divertente di passare una vita"

 

c.geertz

Mi sono preparata per ill Natale!

Notare il mascara verde abete in tema! :D

Auguri a tutti, buon Natale e buone feste!

Beh...dopo una lunga serie a Staglieno...resto in tema!!!!

Ahahahahha!!!

(Primissima foto in RAW poi JPEG e HDR)

A Montefalco ci si domanda il senso finale della scommessa fatta ormai tanti anni fa – a istinto o a capriccio – dai viticultori del territorio impegnati a far conoscere il loro prodotto costituzionalmente artigianale. Il Sagrantino nasce come vino condizionato dai luoghi, dai modi, dai limiti imposti dalla terra, dagli agricoltori che tramandano le metodologie ereditate dai padri. Metodologie, in vigna e in cantina, refrattarie alle innovazioni, basate sulle cure individuali, sulle prescrizioni familiari su come potare le viti, procedere agli innesti, ai trattamenti, sulla scelta del tempo in cui è meglio vendemmiare, pigiare diraspando o non diraspando, sul tempo in cui far fermentare, filtrare, mescolare il mosto. Oggi la musica è cambiata. Non lo immaginavano nemmeno quei pionieri che il loro vino si sarebbe così prepotentemente affermato. Perché questo successo non sfumi è importante chiedersi cosa sia mai la vitivinicoltura in Umbria. Un’opera d’arte? Un essere vivente? Una fetta di paesaggio? Una quota di mercato? Martedì scorso il sindaco Tesei e il Consorzio Produttori (150 per la precisione) hanno presentato l’annata 2011 ai giornalisti delle principali testate di settore provenienti da Giappone, Cina, Germania, Austria, Francia, Grecia, Svizzera, Danimarca, Croazia, Spagna, Regno Unito, Finlandia, Svezia, Polonia e Stati Uniti. Per dirla con il poeta, regnava un’edificante armonia per le vie del borgo, le anime a rallegrar. I produttori di Montefalco sanno fare bene la loro parte quando si tratta di ampliare lo spazio comunicativo a platee sempre più vaste. Il presidente di Assoenologi e del comitato scientifico per l’allestimento del padiglione del vino italiano ad Expo 2015, Riccardo Cotarella, nel corso di una gremita conferenza, lo ha spiegato con aria professorale (come se i produttori presenti fossero venuti a valle con la piena) che il romanticismo non porta più da nessuna parte. In verità, non si va più da nessuna parte nemmeno con l’omologazione del prodotto. I mercati sono saturi e la piattezza enologica alla lunga non paga. Il successo del Sagrantino sta soprattutto nella sua domata spigolosità, ma pur sempre di spigolosità si tratta. Le scuole di pensiero sono sempre due. L’aria, il vento, la luce, l’umidità, le pratiche agricole, l’esposizione delle vigne non è possibile razionarli fino in fondo, così come la viticultura non può essere solo quella industrializzata. O meglio, al consulente delle aziende vinicole di D’Alema e di Bruno Vespa - fiduciario del ministro per le Politiche Agricole Maurizio Martina - rispondiamo che il vino può essere razionalizzato solo in qualche misura, perché somiglia all’opera d’arte e come tale è una imprevedibile e misteriosa creatura biologicamente autonoma che continua a vivere trasformandosi senza sosta. Pretenderne la stabilità è pura utopia, oltre che sicuro danno. Certi vini, riconosciuti perfetti agli esami di carattere chimico e organolettico, il palato li rifiuta, perché il gradimento sfugge a qualsiasi analisi scientifica. Nessuna dimostrazione filologica potrà mai tradurre in formule la bellezza degli affreschi di Benozzo Gozzoli, per rimanere in tema. Tuttavia l’enologia montefalchese ha compiuto passi da gigante. Lo ha fatto più velocemente di quella orvietana, rispetto alla quale ha accumulato secoli di svantaggio. Il successo dell’annata 2011 è ascrivibile a due condizioni meteorologiche distinte, seppur ben integrate tra loro, come ha spiegato il Presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco, Amilcare Pambuffetti. La piovosità primaverile, il clima caldo e asciutto, con temperature sopra la media, dell’estate protrattesi fino alla metà di ottobre hanno favorito la perfetta maturazione delle uve, così come il giusto equilibrio dei polifenoli, garantendo al prodotto una notevole longevità, caratteristica ormai unanimemente riconosciuta al Sagrantino. Oggi le aziende locali, sulla scia dei leader del territorio, sono consapevoli della necessità di salvaguardare l’ambiente, dell’uso razionale dell’energia e della concimazione organica. Hanno gradualmente abbandonato, senza rinnegarle, le esperienze dei padri, scegliendo l’innovazione e il cambiamento al servizio di strategie imprenditoriali sempre più mirate. Per i trattamenti in vigneto hanno addirittura protocollato nuovi macchinari. Alcune di loro stanno già riducendo il consumo di fitofarmaci mediante utilizzo di sistemi software che valutano in tempo reale lo stato fitosanitario delle viti e regolano la concentrazione della miscela di prodotto da distribuire in vigneto attraverso mappe GPS. Se gli stessi principi quest’anno fossero stati adottati negli uliveti non saremmo rimasti senza olio. Montefalco non sta con le mani in mano e presto il servizio di web assistance per la gestione ottimizzata dei vigneti, affidata ai modelli previsionali, sostituirà – grazie a stazioni meteo sperimentali (in alcune aziende già attive) – gli antiquati trattamenti a calendario, con un conseguente guadagno economico e in termini di sostenibilità ambientale. “Ccà” tra le vigne di Sagrantino “nisciun'è fesso”.

giovanni.picuti@alice.it

dal Corriere dell'Umbria del 26.2.2015

  

dopo una giornata trascorsa in questi meravigliosi luoghi dell'anima, prima di un'ottima cena in tema, lo spirito e la mente si ritemprano nella visione del sole che stà tramontando mentre accarezza dolcemente le colline e gli ulivi

tutto ciò che sta nel mondo acquatico m'affascina

da quando ero bimba,

adesso mi sto costruendo il mio zoo acquamarino personale

in pannolenci, feltro e materiali di riciclo.

 

anche la chitarra è di riciclo,

nessuno la suona più da anni,

perciò è diventata lo scivolo dei miei nuovi amichetti

quando non se ne stanno appuntati sui cappotti o sulle maglie.

 

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e per restare in tema di balene

 

I love the way that you're always surprised

Oh, to find truth in all my lies

'Cos you trust me and ignore my disguise

 

(Rocks and daggers - Noah and the Whale)

  

ift.tt/1S9k0sG

L’età dell’incertezza: dal 5 all’8 maggio 2016 appunti d’autore sul nostro tempo con Lucio Caracciolo, che proprio su questo tema terrà la sua lectio, con Domenico Quirico, che a Udine presenterà in anteprima l’atteso “Esodo. Storia del nuovo Millennio”, in libreria dal 12 maggio, e con Ezio Mauro, Farhad Khosrokhavar, Stefano Allievi, Massimo Ammaniti, Igiaba Scego, Federica Angeli, Gianni Rufini, Donatella Di Cesare, Andrea Purgatori, Guido Crainz, Giampiero Dalla Zuanna, Raffaele Simone, Paola Caridi, Eva Giovannini, Philippe Van Parijs, Alessandro Leogrande, Duccio Demetrio, Vittorio Lingiardi, Loredana Lipperini, Giovanni Carrada, Pier Aldo Rovatti, Marcello Fois, Alberto Garlini, Riccardo Mazzeo, Michele Farina, Giovanni Ziccardi, Giangiacomo Nardozzi, Riccardo Staglianò, Bruno Ballardini, Chiara Volpato, Luigi Nacci, Leonardo Caffo, Giovanni La Varra, Maurizio Mori e molti altri.

 

A vicino/lontano 2016 la XII edizione del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani: mercoledì 20 aprile a Roma la proclamazione del vincitore. Nella cinquina finalista Martín Caparrós per “La fame” (Einaudi), Jonathan Crary per “24/7 Il capitalismo all’assalto del sonno” (Einaudi), Kamel Daoud per “Il caso Meursault” (Bompiani), Alessandro Leogrande per “La frontiera” (Feltrinelli), Lawrence Wright per “La prigione della fede” (Adelphi).

 

Vulnerabilità sembra essere sempre più la condizione che ci riguarda come singoli e come collettività. Vulnerabilità dunque come cifra del nostro tempo. Prenderne coscienza è utile, perché ogni consapevolezza è elemento forte sul quale si fonda una prospettiva di confronto, di incontro, di approfondimento. Da giovedì 5 a domenica 8 maggio 2016 ritorna a Udine il festival vicino/lontano, per leggere, ancora una volta, il nostro presente, grazie alle sollecitazioni della parola e del pensiero. I “dialoghi sul mondo che cambia”, in questa 12^ edizione ai nastri di partenza, trasformeranno sale e spazi cittadini in luoghi di dibattito e confronto: quasi 100 appuntamenti in quattro giorni – con alcune importanti anticipazioni – affidati a centinaia di voci: studiosi, giornalisti, scrittori, filosofi, storici, sociologi, artisti, tutti spinti dalla comune intenzione di porre e porsi domande, di coltivare l’arte del dubbio, di osservare con spirito critico per andare oltre la superficie e scandagliare il nostro “qui e ora”, ma con una prospettiva rivolta al futuro.

 

Nel cuore della rassegna, la serata-evento per la consegna del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani, in programma sabato 7 maggio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine per la regia di Gianni Cianchi. Il vincitore sarà proclamato da Angela Terzani, presidente della giuria, mercoledì 20 aprile a Roma. Tra i cinque finalisti: Martín Caparrós per “La fame” (Einaudi); Jonathan Crary per “24/7 Il capitalismo all’assalto del sonno” (Einaudi); Kamel Daoud per “Il caso Meursault” (Bompiani); Alessandro Leogrande per “La frontiera” (Feltrinelli); Lawrence Wright per “La prigione della fede” (Adelphi).

 

Molteplici i fili di riflessione che vicino/lontano intreccia nelle quattro giornate. Assodata la vulnerabilità del presente, sarà il direttore di LiMes, Lucio Caracciolo, nella serata inaugurale, giovedì 5 maggio, ad accompagnare il pubblico a immaginare il futuro: la sua lectio magistralis, dal titolo “L’Età dell’incertezza”, muove dagli accadimenti di uno scenario geopolitico mutevole e di complessa comprensione, per comporre, laddove possibile, la visione di ciò che verrà.

 

Sull’irrinunciabile tema del rapporto tra mondo islamico e Occidente interverrà il sociologo franco-iraniano Farhad Khosrokhavar, tra i massimi esperti del mondo arabo e del fondamentalismo islamico. Per comprendere il complesso fenomeno migratorio in atto, Loris De Filippi, presidente di Medici Senza Frontiere Italia, sarà con Domenico Quirico, giornalista di grande spessore umano e professionale, tra gli ospiti di un confronto volto ad analizzare ragioni, caratteristiche e prospettive del flusso che investe il Vecchio Continente. Dopo il successo de Il Grande Califfato, Domenico Quirico ritorna con un libro che affronta un altro tema cruciale del nostro tempo: è la cronaca di un viaggio con i popoli migranti che si stanno riversando in Europa, il racconto in presa diretta della Grande Migrazione che sta già mutando il mondo e la storia a venire. Di immigrazione, tra indifferenza e disinformazione, si parlerà anche con Stefano Allievi, Giampiero Dalla Zuanna e Pierluigi Di Piazza. Di come i media affrontano e raccontano l’epopea dei migranti discuteranno i giornalisti Roberta Carlini e Alessandro Leogrande, quest’ultimo tra i candidati al Premio Terzani con “La frontiera”. Alla Rotta Balcanica è dedicata la mostra fotografica di Francesco Malavolta, Giulio Piscitelli, Juan Carlos Marzi, Paolo Youssef, a cura della onlus Ospiti in Arrivo, allestita al Mercato del Pesce, con appendici nelle librerie cittadine, che ospiteranno gli scatti di Michele Biasutti e Veronica Andrea Sauchelli.

 

Il potere e le sue menzogne, i depistaggi e le verità scomode o rimosse saranno il tema del confronto inaugurale di vicino/lontano 2016: Gianni Rufini, direttore generale di Amnesty International Italia ne discuterà con il giornalista d’inchiesta Andrea Purgatori e l’inviato Valerio Pellizzari. In questa prospettiva si colloca anche la lectio sulla tortura proposta dalla filosofa Donatella Di Cesare: strumento al servizio del potere – o dei poteri? – la tortura si nutre infatti di silenzi omertosi.

Dalla legalità e dalla sua forza alle crepe che, impercettibili o manifeste, la percorrono: sul male oscuro della democrazia si confronteranno lo storico Guido Crainz, il giornalista Ezio Mauro e il linguista e saggista Raffaele Simone, insieme all’antropologo Nicola Gasbarro. Nel percorso dedicato alla legalità si inscrive anche lo storico format educativo interistituzionale ospitato da vicino/lontano, “Il piacere della legalità?”, quest’anno con la partecipazione speciale – venerdì 6 maggio – dei giornalisti Federica Angeli e Domenico Quirico, oltre che del presidente di ®Esistenza anticamorra Ciro Corona e di Pierluigi Di Piazza.

 

Dalla vulnerabilità del sistema in cui viviamo alle fragilità del singolo: del reddito di cittadinanza come utopia possibile, a sostegno dell’individuo, parlerà Philippe Van Parijs in una lectio che toccherà i temi della società giusta e del limite di sostenibilità della diseguaglianza. Di insicurezza e fragilità del sistema economico-finanziario discuteranno gli economisti Giangiacomo Nardozzi e Antonio Massarutto, mentre Riccardo Staglianò e Fabio Chiusi spiegheranno come web e robot, dopo globalizzazione e finanza, stiano impoverendo e cancellando la classe media. In tema di vulnerabilità, vicino/lontano porterà il focus anche sul filo che si sfrangia quando la nostra relazione con la vita sfocia nella depressione o nelle dipendenze. O quando diventa fragilità nella vecchiaia, che chiede accudimento e presenza anche da parte delle istituzioni. Il tema della “cura”– riletto tra filosofia e psicanalisi – trova spazio nell’incontro con Beatrice Bonato, Duccio Demetrio e Vittorio Lingiardi. Che il soggetto debba essere protagonista lo ricorda il filosofo Pier Aldo Rovatti, in una lectio sul mettersi in gioco, lo rilanciano Marcello Fois e Alberto Garlini nel dialogo sulla soggettività in rapporto alla scrittura creativa. In gioco oggi è anche il ruolo della famiglia, spesso in difficoltà di fronte alle nuove sfide educative: dallo psicanalista Massimo Ammaniti, e dal suo osservatorio privilegiato sull’età evolutiva, verrà un approfondimento sul difficile compito della genitorialità nelle nuove famiglie. Le paure degli adolescenti sono al centro dell’edizione 2016 del Concorso Scuole “Tiziano Terzani” – coordinato da Gianni Cianchi -, che come ogni anno coinvolge, con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale, tutti gli istituti della regione. E il sentimento della paura nei giovani è anche il tema di un progetto di ricerca elaborato dagli studenti del Corso di Laurea in Scienze della Formazione dell’Università di Udine, che verrà presentato tra gli eventi in anteprima del festival.

 

Parole utili per comunicare, ma anche generatrici di conflitto. Una riflessione sulla violenza verbale che corre in Rete sarà proposta da Giovanni Ziccardi e Fabio Chiusi, mentre la parola e l’immagine violenta, come elementi del marketing dell’apocalisse minacciata dall’ Isis, saranno al centro del dialogo tra Bruno Ballardini e Nicola Strizzolo. Di violenza esercitata sulle donne di ieri e di oggi parleranno Chiara Volpato, Filippo Focardi e Igiaba Scego. Quando, poi, la parola tace, è il momento del silenzio, del ritrovarsi in sé: nella viandanza, per esempio, raccontata da Luigi Nacci con una riflessione sul camminare come esercizio di sobrietà.

 

Pur con uno sguardo proiettato sul mondo, vicino/lontano mantiene salde le sue radici nel Friuli. Nella terra che ricorda i quarant’anni dalla notte in cui, alle 21.06, un rombo sordo squarciava il silenzio buio e faceva precipitare il Friuli nell’abisso di distruzione del suo terremoto. Quel drammatico evento sarà evocato in una mostra multimediale, KAOS ’76, voluta dal Comune di Udine e dalla Regione Friuli Venezia Giulia e organizzata da vicino/lontano. Il progetto espositivo troverà spazio nel Cinema Teatro Odeon, restituito momentaneamente alla città. La ricorrenza del sisma sarà anche un’occasione per mettere a confronto il cosiddetto “modello Friuli” con le diverse esperienze di ricostruzione in Italia – dal Belice all’Aquila: se ne faranno carico Giovanni La Varra, Bartolomeo Pietromarchi e Andrea Tagliapietra. Al centenario della nascita di padre David Maria Turoldo, cantore degli “ultimi”, è dedicata la serata speciale di lunedì 9 maggio con l’anteprima dello spettacolo concerto “Turoldo vivo. Parole e musica per un domani”, da un’idea di Giuseppe Tirelli per la regia di Giuliano Bonanni. In tema di memorie friulane, vicino/lontano 2016 ospiterà anche la presentazione in anteprima dei volumi “La notte che il Friuli andò giù” e “Affari friulani del sabato sera”, che raccoglie testi inediti di Elio Bartolini, entrambi pubblicati da Bottega Errante edizioni.

 

Ricchissimo il circuito di incontri nelle librerie cittadine: attualità e storia, temi da leggere e da dibattere, compongono un percorso che ribadisce il ruolo del libro e la funzione della lettura come importante momento di crescita, con una particolare attenzione per l’educazione al multilinguismo negli appuntamenti dedicati ai più piccoli, realizzati in collaborazione con l’Arlef. Ma vicino/lontano è anche parola declinata a ritmo di musica in concerti e performance, in letture animate per piccoli spettatori, in spettacoli teatrali, in mostre dove la parola si fa sintesi dell’immagine e dell’arte. Come il concerto “Vif et Rythmique” proposto tra le anteprime del festival dall’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia con uno dei più grandi clarinettisti viventi, Fabrizio Meloni, e il pianista Takahiro Yoshikawa, lo spettacolo “Ribellioni possibili” con gli allievi del terzo anno di corso della Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe e la “Suite in forma di rosa”, una produzione del Teatro Club per la drammaturgia d’ispirazione pasoliniana di Massimo Somaglino, con Mariano Bulligan, Claudia Grimaz, Nicoletta Oscuro, Massimo Somaglino e Vittorio Vella, che concluderà in San Francesco, in perfetta sintonia con il tema-chiave della manifestazione, l’edizione 2016 di vicino/lontano.

 

A cura di Paola Colombo e Franca Rigoni, il programma 2016 di vicino/lontano è stato elaborato nel laboratorio di idee del comitato scientifico, composto da Nicola Gasbarro (presidente), Stefano Allievi, Beatrice Bonato, Giancarlo Bosetti, Lucio Caracciolo, Fabio Chiusi, Giovanni Leghissa, Antonio Massarutto, Michele Morgante, Valerio Pellizzari, Pier Aldo Rovatti, Marco Tarchi, Angelo Vianello, Norma Zamparo e Rodolfo Zucco.

La manifestazione è organizzata dall’associazione culturale vicino/lontano. È promossa dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Udine e dalla Fondazione Crup, con il sostegno di Saf, Coop Alleanza 3.0, Banca Popolare di Cividale, Autostar, Amga, Ilcam e Biolab. Si realizza in collaborazione con Università degli Studi di Udine, ARPA-LaREA, Federfarma, Confartigianato Udine, ARLeF, Teatro Nuovo Giovanni da Udine e con numerosi altri enti, associazioni e istituzioni, tra cui: Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe, Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia, CEC-Centro Espressioni Cinematografiche, Tucker Film, Teatro Club Udine, Palio Teatrale Studentesco “Città di Udine-Ciro Nigris”, Società Filologica Friulana, Società Filosofica Italiana-Sezione FVG, Multiverso, LiMes, Gruppo Historia, Pagina99, Voci Fuoricampo, Ospiti in Arrivo onlus, CSS-Teatro Stabile d’Innovazione del Friuli Venezia Giulia, Bottega Errante, Associazione culturale 0432, Istituto di Genomica Applicata, Pordenonelegge, enidUDanza, Time For Africa, Associazione Alumni della Scuola Superiore dell’Università di Udine, Scuola Lacaniana di Psicoanalisi-sezione di Udine, Associazione culturale Coro “le Colone”, Comune di Sedegliano, Cooperativa Sociale Futura onlus, Galleria Massimodeluca.

Garantiscono i premi per il Concorso Scuole Tiziano Terzani le BCC Udine, Friuli Centrale, Fiumicello, Basiliano e CrediFriuli insieme a Salani Editore, Sevi e Trudi.

 

La partecipazione agli eventi in programma è aperta a tutti.

 

Info www.vicinolontano.ittwitter @vicinolontanofb ift.tt/1VYze8q

     

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L'articolo 5/8 MAGGIO – vicino/lontano 2016 dialoghi sul mondo che cambia sembra essere il primo su Info FVG - News e Comunicati Stampa dal Friuli.

Si dice che il miglior compagno del formaggio sia il vino. (anche se poi l'abbinamento non è né facile, né scontato)

Poligny, capitale del Comté, è anche terra di ottimi vini. Jaune de Jura, Vin de Paille, Poulsard, Savagnin, Melon d'Arbois (Chardonnay), Pinot Noir, e poi, in cima a tutti, Chateau Chalon.

Questa è una chiesa adibita a cantina: il Caveau des Jacobins.

Parte dei guadagni derivanti dalle vendite vengono usati per il restauro di questa chiesa del XIII° secolo.

I Jacobins in questione non hanno nulla da spartire con Robespierre, ma erano una derivazione dell'ordine dei predicatori Domenicani. Nell'adiacente convento - per restare in tema - ha sede il Liceo Alberghiero, con indirizzo enocaseario, Hyacinthe Friant.

Uno degli ultimi acquisti in tema di autobus turistici è stato proprio questo modello della carrozzeria spagnola Ayats. Due livelli con ponte superiore scoperto, tre assi e 90 posti (per lo più seduti).

La foto ne ritrae uno con la stupenda cornice della Sagrada Familia.

Per solo contest ho voluto inserire tutto quello che si poteva nel contesto del tema “Ponti e attraversamenti” i verdi prati della valle d’Aosta in località Arnad, attraversati dall’autostrada un lungo ponte che scorre sopra tutti, sulla vecchia statale che attraversa e si interseca con l’autostrada per corre poi parallela alla ferrovia, per non dimenticare il ponte metallico della ferrovia che attraversa la Dora Baltea affluente del fiume Po, in fatto di impatto ambientale non è il massimo...

Penso proprio di essere in tema e di non aver dimenticato nulla… ragazzi quanto è bello volare nel cielo… e sognare.

 

... un ricordo di Mario Mencattelli

 

Montepulciano, Cimitero di Santa Chiara 15 maggio 2015

 

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Non è una foto di carnevale, ma è un personaggio della parata a Disneyland Paris.

Però è in tema...

Bisognerebbe studiarle le cause storiche e sociali delle fortune e delle disgrazie di queste nostre città dell’Umbria. Trevi si staglia nel sole di fine Novembre. Salendo da Santa Maria in Valle si sentono i richiami dei raccoglitori tra gli ulivi, che il vento scompiglia. Si perdono tra il cobalto del cielo e le nuvole candide che, spuntate fuori come ballerine in tutù dalle quinte del Serrone, traghettano la valle per assieparsi sui Martani. Trevi si avvista già venendo da Spoleto. Il suo cono di case rivolge lo sguardo a Montefalco e si propone come l’anti Spello, in senso buono, s’intende, come buoni sono i rapporti tra il suo sindaco umanista - partorito dopo tante peripezie elettorali - e Sandro Vitali, il primo cittadino sceso da San Giovanni di Collepino, che non avrà studiato ad Oxford, ma sorprende per come amministra il marketing turistico della sua città. A noi che scriviamo ce ne cale poco delle dottrine di partito, delle posizioni dei renziani e dei mugugni dei cuperliani. Fregarsene è un privilegio che ci si può concedere con l’approssimarsi dell'età. Ce ne cale di più del futuro di questa regione. Montefalco, per esempio. Pur senza compagni di merende anche il sindaco Donatella Tesei sta facendo la sua parte. Perlomeno ha ricompattato gli smaliziati produttori di vino che la circondano, in senso buono, s'intende. Se l’immagine del Trebbiano ha subìto sul nascere una brutta batosta, quella del Sagrantino è in progressiva ripresa. Parafrasando Filiberto Lodi, compagno di italiche scorribande di Mario Soldati, potremmo dire che la formula vincente è quella per cui, anche se il vino viene da te è sempre meglio andare verso il vino, che va bevuto sul posto. Tanto per dire che il brand Montefalco tira ancora. Le città d’arte della valle umbra - ma anche Todi, Orvieto e la Valnerina – s'affidano ai loro monumenti, ma il vero valore aggiunto, oggi, è l’offerta globale dei prodotti del territorio. Il richiamo di questi distretti passa attraverso l’olio di Trevi, Giano e di Spello (nutrimento del corpo e dell’anima, mica noccioline), ma anche per le viti di Montefalco, Torgiano e Orvieto e per tutti i prodotti della Valnerina. C'è chi li chiama viaggi di assaggio. Oggi è raro trovare un turista con lo stomacuccio ristretto, prova ne sia che tutti i baedeker dispensano indicazioni sui cibi e sui vini di una determinata zona. Andate a vedere lo spazio importante riservato alla piccola Umbria nella guida dei cibi di strada di Mauro Rosati, che uscirà sabato prossimo per la Feltrinelli. La storia dell'uomo parla del cibo, dei prodotti dei territori. Spesso ci sentiamo piccoli e inadeguati davanti ad un prodotto locale. Un piatto di cui non conosciamo la preparazione può darci la misura di quanto vasta sia ancora la nostra ignoranza in tema di origini, di motivazioni sociologiche e storiche attraverso le quali questo si è formato. E’ questa l’Umbria dell’arte difficile del vino e dell’olio, frutti della terra che non si riconoscono dall’etichetta, ma da alcune inebrianti spigolosità, perché né vino né olio sono entità omogenee, intercambiabili, come non lo sono i rosoni delle nostre chiese, mai assimilabili a quelli delle chiese delle altre regioni, perché non sono una marca di aranciata o di birra, ma il prodotto di stupefacenti variabili, talvolta effimere, ineffabili, misteriose, da scoprire sul posto. Sappiano i sindaci e gli assessori del così detto ramo, che dove arriva l’omologazione culturale e colturale non cresce più l’erba, figuriamoci l’ulivo o il tartufo bianco, lo stesso che si raccoglie in questi giorni nella valle del Topino. Allora urge un fortissimo richiamo, unito ad un serrato controllo sociale su queste identità. Siparietto. Dalla finestra del Cochetto, a Trevi, che valeva un viaggio, si scopriva l’intera valle Spoletana. Era una goduria affacciarvisi intanto che cuocevano i cappelletti. Quel ristorante era conosciuto in tutta Italia. La gastromitologia contemporanea non lo contempla più. Perché, allora, non chiamare in ballo la toponomastica? Al sindaco Sperandio, appena insediato, che in fatto di tradizioni la sa più lunga di noi, la delegazione Unesco di Foligno e Valle del Clitunno ha suggerito di intitolare al cuoco umbro per antonomasia - non se la prenda Vissani - il piccolo slargo su cui si apriva l’ingresso del ristorante, allora varcato da ministri, cardinali e presidenti della Repubblica di passaggio sulla Flaminia: Ma anche da tanta gente che - in pieno boom economico - si spostava da lontano per papparsi l'Umbria, in senso buono, s'intende. Oggi che l'Umbria ce la siamo pappata noi, “Largo del Cochetto” suonerebbe benissimo. Una targa è stata apposta in questi giorni dall’Unesco, ma si potrebbe fare di più. Perché è con le opere di vita che bisogna onorare i morti e, dato che ci siamo, favorire il marketing territoriale. Beata umbritudine, umbra beatitudine.

Giovanni Picuti

giovanni.picuti@alice.it dal Corriere dell'Umbria del 21.11.2013

 

Visto che sono in tema B+W e vedendo la foto di Manuel mi è venuto in mente che avevo anch'io una del Palazzo delle Poste a Locarno. Chiaramente da un'altra angolazione e forse non del tutto simmetrica.

Continua a piovere, dicono che la ripresa è già cominciata ma quest' anno aumenterà ancora la disoccupazione ( non mi torna molto ), le Olimpiadi sono cominciate per certo, Germania e Stati Uniti hanno platealmente espresso il loro dissenso verso la politica di Putin in tema di diritti umani e contro la recente legge omofoba, l' Italia è giunta invece con il capo chino come sempre agitando la bandierina come dicono di fare ai bambini se arrivano le autorità in visita alla scuola.

Ieri allo zoo di Copenaghen hanno ucciso davanti ai bambini Marcus, un cucciolone di 18 mesi di giraffa maschio perfettamente sano e buono come il pane. Il direttore ha spiegato ai giornalisti che Marcus era geneticamente troppo comune e non avrebbe contribuito così a migliorare la propria razza. Questo discorso mi ricorda il nazismo...ma penso anche che il direttore invece sia geneticamente superiore e quindi andrebbe conservato con cura, magari in un bel vasotto di formaldeide.

Piove e questa è la soffitta, ora l' angolo pasto della Peppa Pig che sta facendo qualche piccolo progresso con noi e soprattutto con mio figlio Dario.

 

Vanaf 1958 werden er goed geïsoleerde en gestroomlijnde caravans in Temse, België gebouwd.

Dit type, aluminium / polyester zijkanten en dak van polyester werd vanaf 1960 gemaakt. Kenmerk: laag zwaartepunt door stalen chassis met lichte , gestroomlijnde opbouw.

In 1982 ging het merk failliet en maakte een doorstrart onder de naam Mirage. In 1985 werd het verkocht aan Chateau Caravans te Budel (Nederland).

 

Specs of the Comet:

Manufacturer: Constructam, Krijsbaan 247, Temse, België

Lenght: 4,30 m

Width: 2,04 m

Weight: 700 Kg

Max. weight: 1000 kg

Headroom: 1,85 m

Brakes: mechanical

Tyres: 6.40 x 13

Material: outside: alloy + polyester

Other types: Corona (3.00 m), Condor (3.10 m)

 

 

Buongiorno ragazze oggi riaprono le scuole…. Dopo le Vacanze è sempre dura ripartire…. Per questo ho voluto proporre questo Outfit da perfetta studente. Lo trovo molto simpatico e Originale che ne dite?. Indosso un pantalone color blu largo e lungo leggermente sotto le ginocchia, maglia nera anche questa non troppo attillata, ma molto morbida, arricchita da un rigonfiamento leggermente sopra al gomito molto cool!!! Al collo indosso un colletto bianco con l’applicazione di 2 stampe, che raffigurano 2 rondini, molto Originale l’ idea di Nicoletta, realizzare questo capo con la possibilità di toglierlo e metterlo sopra qualsiasi tipo di abbigliamento, è possibile indossarlo anche sopra ad un vestito, per una serata elegante, a mio parere dona raffinatezza all’ Outfit. È di tendenza di questo inverno arricchire il collo con collane come ad esempio la Cocker, stretta al collo, di moda già negli anni 90, molto glamour. Si possono abbinare perfettamente a qualsiasi occasione e con qualsiasi look. Per le scarpe ho indossato, questi sandali bassi neri con applicazione di pelo sintetico, altra tendenza di questo inverno 2016/2017, sotto ai quali ho indossato dei calzetti neri, con il freddo della stagione, è impossibile non indossarli. Vi piace il mio cappello? In passato gli uomini usavano metterli, presentarsi senza significava essere fuori dalla normalità, oggi anche le donne lo hanno adottato come accessorio. Io come ho scritto nei precedenti articoli li adoro, oggi indosso una fantastica bombetta, color rosso, perfetta per l’Outfit della giornata. Come borsa ho optato per una tracolla color blu con raffigurazioni di color nero, che ricorda molto quella scolastica per rimanere in tema, però potete abbinarci perfettamente anche uno zainetto piccolo, molto di tendenza già da quest’estate. Ringrazio Nicoletta per l’ outfit è davvero fantastico!!!! Sono curiosa di sentire le vostra considerazioni….. Buona Inizio settimana a tutti e sopratutto Buona scuola….

 

L'articolo Idea Per Un Outfit Originale e Simpatico.... sembra essere il primo su The Shades Of Martina.

Restiamo in tema musicale con uno scatto del 2007. Festa conclusiva del Musicastrada Festival, Terricciola.

gsfp #40: una semplice istantanea da vero pigro, ma la più in tema tra le mie.

Visto da Cerreto Laghi, dovrebbe essere il Monte Cavalbianco, sul crinale Tosco-Emiliano.

Oggi è San Valentino, e non potevo non pubblicare una delle novità che vi avevo promesso.

Ho scelto un colore diverso rispetto al solito rosa, rosso e compagnia bella, colori tipici della festa degli innamorati: ho selezionato una foto di nostri lavori nel colore tiffany ,che, permettetemi, è un colore da "intenditori".

Sia le rose, che le bustine appoggiate accanto all'alzatina di vetro, sono realizzate in seta pura e sono adatte sia a matrimoni, che eventi quali comunione, cresima, battesimo.

    

Che confetti mettere all'interno?

Credo ormai sappiate che abbiamo i confetti italiani migliori sul mercato (sicuramente NON abbiamo i m....x o quelli di marca "locale"...e non mi fate commentare in merito...), sia di Sulmona sia di altre parti d'Italia.

    

Io propongo di inserire (e non si accettano dissensi, altrimenti vi picchio a sangue) le perle tiffany; ma volete anche qualche gusto nuovo?

La mandorla o la nocciola riccia al miele, oppure, giusto per rimanere in tema di S.Valentino, un cuore di marzapane (è delicatissimo), o un confetto riccio con cuore di torroncino...da svenire...!

E intramontabile e sempre buonissima, la mandorla pelata e senza glutine di Avola (solo extrafino però! roba seria...).

    

Ecco, ho voluto coccolarvi perchè so che siete in tanti a leggere ciò che scrivo, e ad aspettare le novità.

Ho potuto farlo solo in modo virtuale, ma spero ugualmente che possano esservi arrivate le mie parole per iniziare dolcemente questo 14 Febbraio 2013.

Buon San Valentino!

www.ricameriamarcopolo.it

 

Un progetto durato oltre un anno, tra mille impegni e difficoltà, che però ha portato a tante soddisfazioni.

Ogni foto che vedete fa parte di un set realizzato in tema con ciascuna delle quattro stagioni e posso garantirvi che abbiamo "sentito" e "subito" le stesse durante le varie realizzazioni!

-PRIMAVERA: siamo stati colti di sorpresa da un veloce temporale che ha praticamente distrutto tutti i fiori che avevamo portato per allestire il set. Spostandoci in un'altra zona abbiamo dovuto correre per non essere aggrediti da un branco di cani randagi.. che dire, ci siamo tenuti in allenamento :P

-ESTATE: inutile dire che abbiamo scattato in una zona di mare (nel fantastico hotel Marinagri a Policoro) con temperature che sfioravano i 40°, direi azzeccate per uno come me che superati i 5° sopra lo zero inizia a soffire di colpi di calore!

-AUTUNNO: "Amore, portiamo l'ombrello, magari rende meglio l'idea della stagione!". Mai presa decisione più saggia! Eravamo quasi alla fine dello shooting quando arriva un temporale incredibile, noi due bloccati,a piedi, in mezzo alla strada sotto questo grande ombrellone giallo, la macchina era lontana e intorno tutto allagato. Risultato? Acqua fino alle ginocchia ma tante, tante risate!

-INVERNO: Il più recente, ma forse il più complicato. Abbiamo scattato sotto una nevicata abbondante, con temperature sotto lo zero di parecchi gradi, una luce difficile e la completa mancanza di possibilità di utilizzare attrezzatura esterna alla reflex. Eravamo soli, in tutti i sensi!

Credo che la fotografia sia anche questo, sacrificio e passione, dedizione e adattamento. Solo con queste "armi" si possono abbattere tutte le difficoltà di ogni caso!

I risultati poi li lascio giudicare a voi, noi due siamo completamente soddisfatti ma soprattutto felici per le esperienze fatte insieme :)

Vorrei concludere questo post con una dedica -tratta dalla celebre canzone "‘O Surdato Nnammurato"- a questa ragazza che mi sopporta da quasi 10 anni e che è sempre disposta a seguirmi ovunque:

"A cchiù bella ‘e tutt”e bbelle,

nun è maje cchiù bella ‘e te!

Oje vita, oje vita mia…

oje core ‘e chistu core…

si’ stata ‘o primmo ammore…

e ‘o primmo e ll’ùrdemo sarraje pe’ me!"

Mariangela - The Four Seasons

Donare mimose costituisce il rimedio retorico di una società maschilista che prova a scaricarsi la coscienza. Peccato che l’otto di marzo i venditori improvvisati di questi fiori raddoppino i prezzi con la stessa scaltrezza dei pusher di ombrelli, che spuntano come le lumache nei giorni di pioggia. Siamo figli di una società distratta e fin troppo liquida che ha ereditato ben poco dal disusato feticcio femminista. Del femminismo rimane solo il bombardamento politicamente corretto di quanti invocano – sebbene giustamente – le donne al governo o nei ruoli chiave delle istituzioni. Questo succede più che altro in Italia. È curioso che, a distanza di tanti anni dalla nascita dei movimenti per i diritti delle donne, nella patria di Lisistrata, la Grecia, il rivoluzionario conservatore Alexi Tsipras non si sia circondato di loro. Spesso la donna possiede, in politica come nei ruoli dirigenziali, qualità maggiori rispetto all’uomo. Lo dimostra Angela Dorothea Merkel, che dal 2005 detta legge all’Europa, dall’alto della sua carica di Cancelliere della Germania. Eppure in Italia più che per le innegabili capacità, le donne chiedono di essere valutate secondo una prestabilita quota rosa, come se si trattasse di una questione di numeri, di doverosa parità. È così che riaffiorano il malinteso e il malcontento dell’antico ragionare femminista, mentre il matrimonio gay ruba loro la scena, perché la politica rivendica sempre nuove frontiere in tema di battaglia sui diritti, specialmente ora che l’indifferenziazione sessuale è eletta a ideologia. Nel mare magnum dei diritti tutto si annacqua, diventando spunto per i social network. Tutto si fa schiamazzo indignato, che mira a una difesa dall’alto con la conseguente imposizione di una regola, quella della parità di genere nelle liste elettorali. È così che l’8 marzo diventa giornata commemorativa, museale, appunto, compravendita di mimose. L’ipocrisia e la retorica servono a ricordarci che al femminismo delle origini (inteso come sacrosanta rivendicazione dei diritti della donna, ma anche come storytelling ideologico) è subentrato un femminismo di Stato. Un femminismo dei numeri. Qualcosa di simile accadde con l’arca di Noè, ma in quel caso la parità di genere fu imposta dal ruolo naturale e inevitabile assegnato alla donna da chiunque l’abbia creata. Nel carosello delle banalità, che in fondo nascondono sempre un po’ di verità, fa tendenza affermare che le donne andrebbero onorate sempre e non un solo giorno. Lo si sente in giro, lo si legge nei social. Se l’auditorio è del genere naïf, e spesso lo è, questa verità rivelata costituisce garanzia di larga approvazione. Quanto al rametto di mimosa, fiore molto evocativo tuttavia maleodorante, può accadere che se lo regali hai la coda di paglia o nella migliore delle ipotesi ti stai nascondendo dietro uno scontato formalismo. Se non lo regali ti additano come uno sgradevole maschilista. In tema di parità sessuale siamo ancora all’età della pietra. Quello che stupisce è che tale parità si possa ottenere attraverso le leggi, e che, invece, non provenga da una rivoluzione interiore, collettiva, condivisa, delle quotidiane abitudini. Nondimeno la società ha preso finalmente atto dei diritti sacrosanti della donna. È ormai lontano lo spettro di antichi ricordi, quando le donne dovevano lottare per affermare la pari dignità tra i due sessi, dignità che oggi nessuna ragazza europea sente realmente messa in discussione. Ma il confine tra dignità e diritti è ancora incerto, mentre il rispetto, quello vero, non si acquisisce in ambito legale.

Giovanni Picuti

giovanni.picuti@alice.it

dal volume edito dal Comune di Foligno, assessorato pari opportunità in occasione della "Giornata della Donna" 2015

 

Studiare confezioni sempre diverse è un compito arduo, soprattutto quando la bomboniera ha già una sua scatola.

In questo caso bisognava dare meno evidenza alla scatola che non era in tema con il matrimonio, e che (detto tra noi...) non era proprio bellissima.

Ho utilizzato una carta bellissima, semi trasparente, che lasciava intravedere la marca della bomboniera, ma che nello stesso tempo dava un tono di raffinatezza che era in armonia con il portaconfetti che era stato scelto da Roberta per il suo matrimonio.

I confetti utilizzati? Perla bianca, perla al cioccolato fondente, mandorla con cioccolato bianco e caramello, Ricotta e Pera, e non poteva mancare la classica mandorla pelata di Avola senza glutine. Firma dei confetti??

Ovviamente Sulmona!

www.ricameriamarcopolo.it

Non ho mai avuta la curiosità di bere, né di fumare o di drogarmi...

Non perché abbia qualcosa in contrario contro chi lo fa; per la verità le compagnie che ho frequentato specie da ragazzo, sono sempre state rigogliose di avvinazzati totali o tossici di primo grado, ma anche di ragazzi come me che talvolta avevano semplicemente il desiderio di vedere il mondo un po’ più a colori o un po’ più in bianconero (dipende dai gusti... e tanto per rimanere in tema fotografico).

Non li ho mai giudicati, non mi permetterei mai.

Più spesso mi chiedevo invece come mai io non provassi lo stesso tipo di smania, finanche per sperimentare almeno una volta “cosa si prova”...

Chi è che non ha mai provato una sigaretta in vita sua?

Chi è che a cena con gli amici non si è sentito almeno una volta legittimato ad alzare un po’ il gomito?

Chi è che non si è mai chiesto cosa si provasse nel fumare una canna?

Mi sento un po’ “inadeguato” a volte... spesso per la verità, specie quando le persone che mi conoscono da poco e con le quali magari mi trovo a cena fuori, mi dicono “ma come? Bevi solo coca cola?”.

Mi sento in difficoltà perché mi sembra di essere quello “perbene” che non lo fa “per principio”, perché gli hanno insegnato che non è corretto, che “non si fa”, ma invece non è così.

È che proprio mi manca la curiosità, lo stimolo.

A parte per l’alcol che invece in qualche sporadica occasione ho provato (in minime quantità) e che proprio non mi piace come gusto...

Io che in genere nella vita sono sempre stato intrepido ed avventuriero, per sta cazzo di cosa qua non riesco a far sbocciare alcun tipo di interessamento.

E dire che di canne ne ho preparate davvero un’infinità: ero diventato sino più bravo dei “tossici francobollati” della mia classe, i quali mi si litigavano come compagno di camera quando andavamo in gita perché sostenevano che ero perfetto (non rompevo le palle se fumavano ed in più mentre loro potevano fare altre cose io gli rollavo le canne... “rollavo”… eh?).

Pare che un fulmine, quando colpisce una persona gli entri dentro attraverso le cavità del cranio (naso, occhi, bocca, orecchie), scorra poi attraverso il sangue e termini il suo transito scaricandosi a terra...

Il tutto in poco più di 400 miliardesimi di secondo: un vero fulmine!

Cuore e polmoni non reggono alla scossa e si arrestano.

Soltanto che, mentre il cuore è in grado di “ripartire” da solo, per i polmoni serve per forza un sollecito che può anche genuinamente essere una respirazione bocca a bocca...

Mica tanto difficoltoso...

Forse per “darmi una botta” di tanto in tanto, potrei provare a contattare la mia amica Margherita (pusher dei tempi della scuola) e dirle se, come io allora le prestavo la mia assistenza, non ha per caso voglia di venirmi a coadiuvare in questo scimunito esperimento.

 

Facciamo che mi vado a bere un bel bicchiere di porto e non se ne parla più va...

 

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