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Toting a Polaroid on a morel hunt is stupid -- but I did it anyway. Every so often you find yourself in a clearing.
yeah I know I'm the luckiest person on the planet. I've been shooting this amazing Impossible Project film for a secret project which you'll find out about soon!
(Polaroid px680 cool transparencies)
Il prossimo passo è il decoupage.
Poi arriverà il lavoro a maglia.
Vorrei raccontarti dello strano fenomeno che si è verificato questa mattina.
Vorrei raccontarti di come quando mi sono svegliata ho avuto una sensazione strana, ma bella, come di sorpresa.
Hai presente tipo i bambini quando aprono gli occhi la mattina del 25 dicembre? Ecco, così.
Ci ho messo un po' a riconoscerla perchè era tanto tempo che non... ma insomma poi ho ricordato, era un po' difficile da pronunciare, ci deve essere un accento da qualche parte anche se non ricordo bene dove ma comunque si scrive f-e-l-i-c-i-t-a.
Vorrei raccontarti di come ho scostato le coperte con un unico gesto veloce, impaziente (anche perchè lì sotto iniziava a fare un gran caldo!).
E vorrei raccontarti di come sono corsa alla finestra, di come poi mi sono anche fermata un attimo con la mano sulla tenda un po' timorosa di starmi sbagliando, ma anche di come poi invece ho infilato decisa la testa lì proprio tra la tenda e il vetro quasi ad appiccicarci il naso. E vorrei quindi raccontarti dello strano fenomeno, come ti dicevo appunto all'inizio, che si è verificato nel mio cortile la mattina di questo 11 dicembre. Beh, non ci crederai, non ci crederà nessuno perché non si è mai visto, ma era primavera. Era primavera l'undicididicembre a Milano. Nel mio cortile! Che tu mi dirai, come fai a dirlo avendo solo scostato la finestra? Beh, ti dico che l'ho capito subito. Vedi, io non lo so come funziona dalle tue parti ma a Milano la primavera la distingui solo dalla luce del cielo. Cioè capitano anche in inverno le giornate di sole, con il cielo limpido e terso. Si, anche a Milano. Tu dirai di no, ma io ti dico di si. Sono rare ma capitano. Però il sole e il cielo azzurro della primavera è proprio diverso, è diverso anche dal sole caldo e afoso dell'estate. Niente, forse non so spiegartelo bene ma ti assicuro che lo riconosceresti anche tu. E niente, insomma sembrava proprio primavera. Si lo so, ho appena scritto righe su righe su come ero sicura fosse primavera, però non è che io sono infallibile anzi lo sai, e così per verificare ho aperto la finestra e è entrata quest'aria frizzantina al profumo di prati tagliati e fiori (lo so che abito a Milano e non succede neanche in primavera, era per dare un po' d'enfasi all'accaduto, ora non mi togliere la poesia del momento...) che mi ha fatto provare quella sensazione bellissima di quando succede qualcosa che ti da ragione e ti fa esclamare con un gridolino "lo sapevo! ne ero certa!". (l'avere ragione delle cose belle intendo è, non di quella ragione che conferma le previsioni pessimistiche. No no, di quella in questo mio 11 dicembre non c'è mai stata traccia)
E vorrei raccontarti soprattutto di come ho respirato forte, repirato forte e sorriso, insieme, perchè ho capito che non avevo più paura. E non avevo neanche paura di non avere più paura. Si, insomma era tutto a posto lì dentro. Tutte le cose tra le viscere e le sinapsi e nella testolina erano al loro giusto posto.
E vorrei poi raccontarti soprattutto di quanto è stato bello questo undicididicembre in cui non ho avuto più paura: ci sono stati vestiti leggeri, tovaglie a scacchi da stendere sui prati, gelati da mangiare con gusto, nastri da intrecciare nei capelli e intorno alle mie mani, e baci si, di qualcuno che avrà pensato di aver trovato proprio una svitata forte che crede nella primavera l'undicididicembre a Milano, e ci sono state anche foto da scattare con colori vividi e da appendere poi alle pareti per guardarmi cambiare, cambiata, nel bello che posso dare.
Vorrei raccontartelo si, in questo undicididicembre, ma non posso farlo perchè in realtà non è successo oggi. E oggi non è neanche l'undicididicembre. Domani, forse. Eh si, me lo sono inventata ora così su due piedi un po' come fanno i bambini quando fantasticano e iniziano a straparlare di supereroi e superpoteri.
Però sono sicura che un giorno non so proprio bene quando, sarai lì lì tutto intento a sfogliare il giornale pensando a chissà cosa (forse non lo sfoglierai sulla carta, forse lo leggerai online forse sarà una delle notizie stupide della colonnina di destra di Repubblica.it, o forse sarà passato così tanto tempo che in realtà lo apprenderai da un aggeggio ultramoderno -per quel giorno lì e quindi futuristico per oggi- chissà ...) dicevo comunque, sono sicura che un giorno vedrai un articolo che parla di un'insolita primavera a dicembre verificatasi nel cortile di un palazzo a Milano. Quel giorno girerai frettolosamente la pagina non dandoci troppa importanza (o scrollerai con il mouse o con il touch non so ma sono solo dettagli di poco conto...), ma so che lo farai con un insolito sorriso.
Intanto domani mattina le tende le scosterò ugualmente, promesso.