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Rana temporaria

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

  

La Rana alpina o Rana montana (Rana temporaria Linnaeus, 1758), comunemente chiamata anche rana rossa, termine che spesso include altre congeneri di minore diffusione, è un anfibio anuro della famiglia Ranidae, molto comune in Europa. Durante la stagione riproduttiva partecipa, percorrendo anche grandi distanze, a migrazioni di massa verso i luoghi di riproduzione. Il suo territorio di distribuzione si estende in tutta Europa ad est fino agli Urali escluse le massime latitudini settentrionali, gran parte della Penisola Iberica, e il sud dei Balcani. In Italia è presente sui rilievi, Alpi e Appennini settentrionali sino alla provincia di Rieti, in Pianura Padana sono presenti specie simili: Rana latastei e Rana dalmatina; nell'Appennino è presente Rana italica.

 

Parnassius apollo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera

La farfalla apollo è una specie di farfalle della famiglia dei papilionidi diffusa nelle regioni montuose dell'Europa e dell'Asia centrale.

Questa specie, prettamente montana, predilige i prati e le vallate fiorite delle montagne Europee, quali i massicci spagnoli, fennoscandinavi e dell'Europa centrale, i Balcani fino al nord della Grecia e le Alpi italo-francesi; è inoltre presente in alcune zone del centro Asia. Tipica delle alte quote, il suo areale va dai 400 ai 2000-2300 metri, sebbene sia di gran lunga più presente al di sopra dei 1000 metri.

  

Le Alpi Giulie costituiscono uno degli episodi geografici finali dell'Arco alpino orientale. Vette calcaree ricchissime dal punto di vista floristico di endemismi, esse si presentano con i tipici paesaggi d'altitudine modellati dai ghiacciai quaternari. A suscitare l'emozione dell'escursionista, tuttavia, sono le loro atmosfere, i loro silenzi, le loro luci che sembrano appartenere già ad un'Europa balcanica collocata appena oltre i loro orizzonti ..... ..

Anche nel caso degli Iris va detto che i giardini se ne gloriano, a maggio, ignorando le specie selvatiche. E anche in questo caso gli iris autoctoni riescono a stupire con la loro festosa bellezza. Chi non prova emozione, passeggiando sui prati del Carso triestino, alla vista dell'Iris spontaneo. Il suo messaggio, peraltro è suggestivo e reca i colori e i profumi della Regione illirica, che s'apre verso i Balcani ..... ..

Quest'acqua, limpidissima e vivace, che scosse al piede delle grandi montagne del Tarvisiano, abita nel Mar Nero. Il torrente Slizza, infatti, appartiene al bacino idrografico della Sava, che le condurrà, con un lungo percorso attraverso valli e territori balcanici, fino al grande Danubio e, infine, a casa, in quel mare lontano ..... ..

La foto está tomada dentro de la Fábrica de "Venecia Art World", situada cerca de la ciudad de Shkoder, al norte de Albania. Las máscaras de este lugar, hechas todas a mano y combinando técnicas tradicionales con decoraciones contemporáneas, se exportan a todo el mundo y se venden en tiendas de Venecia. Durante el famoso carnaval se pueden apreciar cubriendo muchos de los rostros de las personas que acuden a este evento.

orchis tridentata

  

Il nome specifico si riferisce all'elmo tricuspidato formato dai tepali esterni, che rappresenta il principale carattere distintivo della specie.

 

Inquadramento: è la figura centrale di un gruppo di poche specie, probabilmente derivanti da un comune antenato prossimo ad Orchis militaris (DELFORGE, 1994).

Distribuzione: areale con baricentro orientale, precisamente balcanico-pontico: si fa più rara procedendo verso occidente (dove arriva ai Pirenei). In Italia è presente in tutto il territorio nazionale, con le sole eccezioni della regione padana, dove è estinta, e della Sicilia dove è vicariata da Orchis commutata.

Habitat: vive in boscaglie rade e incolti erbosi, su terreni per lo più calcarei, fino a 1600 m d'altitudine.

Fioritura: marzo-giugno.

   

Orsomarso (Ursumàrzu in calabrese; Ursius Martius nell'antichità) è un comune italiano di 1.227 abitanti della provincia di Cosenza, sul territorio del Parco Nazionale del Pollino.

 

Geografia fisica

Tale comune dà il nome alla Catena montuosa dell'Orsomarso, che costituisce l'espansione sud-occidentale del Parco nazionale del Pollino, contribuendo a farne uno dei parchi nazionali più estesi d'Europa.

 

Questo complesso montuoso che con la sua cima più elevata, il Cozzo del Pellegrino con m 1987 s.l.m., è stato accostato al Massiccio del Pollino per alcune analogie che ne attestano l'unicità rispetto ad altre montagne vicine.

Tra queste la più evidente è costituita dalla esistenza, soprattutto lungo le impervie pendici della Montea (m 1825 s.l.m.) del Pino Loricato che caratterizza con la sua esclusiva presenza, in Italia, il parco nazionale di cui fa parte, testimoniando dell'antico collegamento tra l'Italia meridionale ed i Balcani, attraverso il Mare Adriatico, quando i suoi fondali, durante le ere glaciali, non erano completamente sommersi e costituivano un corridoio preferenziale di scambio di flora e fauna tra i due versanti.

 

Altre caratteristiche comuni si ritrovano nelle specie faunistiche (lupo, lontra, aquila reale), nella purezza delle acque dei suoi torrenti, quale l'Argentino, nella difficoltà di collegamenti viari tra versanti contigui, data la ripidità e la asprezza di molti versanti, spesso inaccessibili se non si è provetti scalatori, tutti fattori che esaltano la naturalità dei luoghi preservando gli antichi ecosistemi da rischi di alterazioni profonde.

 

Storia

Di probabile origine romana sorta non come nucleo abitativo, bensì come fortezza a difesa degli avamposti romanici sviluppati lungo la pianura del fiume Lao. Non è improbabile però che la zona sia stata abitata da gruppi sparsi di uomini preistorici. Nel 389 in località Piano dei Morti si svolse una dura battaglia con la sconfitta dei Turini ad opera dei Sibariti. Notizie certe circa l'esistenza dell'abitato si hanno solo verso l'anno 1000 diventando prima centro romanico con interessanti scambi commerciali e poi centro importante per il monachesimo basiliano. Questa zona è stata visitata da santi importanti quali S. Nilo, S. Leone Luca, S. Saba, S. Primo, S. Fantino il Giovane, S. Macario, durante le incursioni saracene nell'interno, precisamente alla confluenza dei fiumi "Argentino" e "Porta La Terra", durante le lotte fra Goti e Bizantini per la difesa delle abbazie di Monaci Basiliani, sorse una fortezza: uno dei suoi comandanti fu Ursus Martius (Orso Marso) da cui derivò il nome del borgo che sorse intorno alla stessa fortezza.

 

L'abitato si è sviluppato non in modo graduale, ma a piccoli nuclei intorno a monasteri o palazzi. Nel Medioevo e nei secoli successivi, in seguito al recupero culturale del Monachesimo Bizantino, la terra di Orsomarso ebbe alterne vicende.

Sequestrata a Barnaba Sanseverino, conte di Lauria, nel 1498, fu venduta da Federico II a Perrotto Bisach che lo donò in dote alla figlia Barbara.

Nel 1538 Barbara porta in dono il feudo al conte Silvestro Tomacello Ferrante di Alarçon.

Nel 1640 fu degli Ametrano. Nel 1668 il feudo va in proprietà ad Andrea I Brancati di Napoli.

Il Castello baronale, posto sotto l'orologio e le mura perimetrali, furono anche l'abitazione residenziale della famiglia Brancati.

Il feudo dei Brancati venne dato in fitto al duca di Giovene e da questo a don Nicola Cavalcanti, marchese di Verbicaro. Con la fine del feudalesimo, Orsomarso prese parte attiva alle battaglie e lotte risorgimentali, dopo aver subito atroci rappresaglie da parte del comandante borbonico Necco.

 

Orsomarso, oggi, è un borgo appartenente al Parco nazionale del Pollino, famoso non solo per le sue bellezze artistiche, ma anche per le sue bellezze naturali, le quali annualmente richiamano visitatori da ogni parte d'Europa e del mondo.

 

Wikipedia

Noi che viviamo sicuri

Nelle nostre tiepide case;

Noi che troviamo tornando la sera

Il cibo caldo e visi amici:

 

Consideriamo se questo è un uomo

Che lavora nel fango

Che non conosce la pace

Che lotta per mezzo pane

Che muore per un sì e per un no

 

Consideriamo se questa è una donna

Senza capelli e senza nome

Senza più forza di ricordare

Vuoti gli occhi e freddo il grembo

Come una rana d'inverno:

 

Meditiamo che questo è stato:

Ricordiamoci queste parole:

Scolpiamole nel nostro cuore

Stando in casa andando per via,

 

Coricandoci alzandoci;

Ripetiamole ai nostri figli:

O ci si sfaccia la casa,

La malattia ci impedisca,

I nostri cari torcano il viso da noi.

 

Ho modificato il brano di Primo Levi, non sono degno di usare le parole sue stesse, ma ricordiamo se questo è un Uomo, Ebreo o Palestinese, Somalo, o Ruandese, Serbo o Sloveno, Salvadoreno o Boliviano, Pakistano o Tibetano, Ceceno o Cambogiano, Liberiano, Congolese, Balcanico,

memoria.....

La memoria è assoluto, la storia non conosce che il relativo...

 

Perchè dobbiamo ricordare?

Bisogna ricordare il Male nelle sue estreme efferatezze e conoscerlo bene anche quando si presenta in forme apparentemente innocue: quando si pensa che uno straniero, o un diverso da noi, è un Nemico si pongono le premesse di una catena al cui temine, scrive Levi, c’è il Lager, il campo di sterminio.

 

hola zomberos.....

 

mi sento questa.....e ricordo...

 

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Le Alpi Giulie sono una splendida frontiera biogeografica. Sui loro giganti di pietra scorrono gli invisibili confini della Biodiversità vegetale e animale dell'area centro europea, balcanica e mediterraneo-alpina. La loro flora è speciale, con endemismi e relitti glaciali e non meno speciale è il loro paesaggio, ricco di grandiose strutture morfologiche e di testimonianze glaciali ..... ..

El origen del granado se extiende desde los Balcanes hasta el Himalaya; es considerado uno de los frutales más cultivados desde tiempos más remotos. Se introdujo hace mucho tiempo en la región mediterránea, se supone que los cartagineses llevaron la planta al sur de Europa.

Teofrasto describió este árbol alrededor del año 300 a.C. y Plinio se refirió a él como uno de los frutales más valiosos.

Actualmente este árbol se encuentra naturalizado en la región del Mediterráneo, Sudamérica y sur de Estados Unidos.

Il nome specifico si riferisce all'elmo tricuspidato formato dai tepali esterni, che rappresenta il principale carattere distintivo della specie.

 

Inquadramento: è la figura centrale di un gruppo di poche specie, probabilmente derivanti da un comune antenato prossimo ad Orchis militaris (DELFORGE, 1994).

Distribuzione: areale con baricentro orientale, precisamente balcanico-pontico: si fa più rara procedendo verso occidente (dove arriva ai Pirenei). In Italia è presente in tutto il territorio nazionale, con le sole eccezioni della regione padana, dove è estinta, e della Sicilia dove è vicariata da Orchis commutata.

Habitat: vive in boscaglie rade e incolti erbosi, su terreni per lo più calcarei, fino a 1600 m d'altitudine.

Fioritura: marzo-giugno.

   

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Bulgaria, the communist country's poor! Every 7 years make a huge step forward! I returned a few days ago and tourist services there is higher than in Italy. I wish you much luck Thracians!

In quattro giorni di foto sulla principale direttrice slovena da Lubiana fin quasi a Pragersko, con un'unica deviazione per ispezionare il tratto terminale di quella che un tempo era la continuazione in terra balcanica della Lavanttalbahn, il treno più puntuale che abbiamo fotografato è stato il mercione che ha origine dalla località terminale di Velenje, moncone di una linea ormai declassata a semplice secondaria che ha origine da Celje.

Poeta, filósofo, obispo, monarca, pero sobre todo líder que defendió la identidad montenegrina durante toda su vida, Petar II Petrović-Njegoš. Durante su mandato, entre 1830 y 1851 jugó un papel esencial en el delicado equilibrio de los Balcanes, en un periodo en el que dos grandes potencias encajonaban Montenegro, el imperio otomano y el incipiente Imperio Austrohúngaro.

 

Nacido en la cercana villa de Njegusi, de donde proceden la dinastía Petrović, en 1811 (o 1813, no hay consenso), el niño bautizado como rade fue formado para suceder a su tío el obispo Peter. En 1831 comienza sus enseñanzas como monje y en 1833 viaja a Rusia para ser designado obispo. Como era habitual, la dinastía Petrovic aunaba poder religioso y poder político. En 1851 Njegoš murió aquejado de tubercolisis, con sólo 38 años, pero su obra poética y su fama como buen gobernante le convirtieron un héroe para los montenegrinos.

En el interior del mausoleo se custodian los restos de Njegoš, rodeados de una sala de mármol de Boka y Brac, a seis metros bajo la entrada, en un espacio que parece un bunker excavado en la roca. El techo a 9 metros de altura se decoró con 200.000 cristales dorados que con su mosaico asemejan un cielo estrellado

  

Familia de Los olivos originaria del sudeste de Europa (Balcanes) Familia:oleaceae

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Ask the Americans who are the Croats? He does not know. American education does not excel in quality.

 

Croats are a nation in the Balkans. Most of them are Illyrians.

 

en.wikipedia.org/wiki/Illyrians

 

Wild Slavs kill them. (This is not to say the Czech Republic, because we supposedly Slavs. I do not!)

 

The Croatians had to make war on the whole existence of this nation. They fought against the Slavs, Turks, Austrians and in World War II against the Germans. Their last war was against the Serbs.

 

The Czech Republic also knows a little child, who are Croats. We go to them on vacation and swim in the stunning sea. Nowhere in the world is not as beautiful as the sea in Croatia.

 

Relationships arise between the owners of guesthouses, waiters, sailors and Czech tourists. I personally became interested in the Croatian philosophers and poets.

 

Croats are interested in the Czech Jewish writers, like Vladislav Vancura.

 

River Cetina is for everyone Croat from Dalmatia important. In the last war threatened to destroy the city of Split, Trogir and Omis. These cities have value: New York x 1500 at least. In New York, there is nothing. Here marched history.

 

So I was on a boat in the river Cetina and I took pictures.

 

Rastoke un pueblecito de postal, rodeado de cascadas y con casitas tradicionales de madera conectadas entre sí por puentes. Está considerado monumento cultural de Croacia. El pueblo fue bastante destruido en la guerra de los Balcanes, pero posteriormente se restauró para tener el aspecto que vemos hoy en día

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Velebit catches the bad weather. Croatian sailors say. Perhaps this is true. In Dalmatia the sun shines, Kvarner is foggy and raining. Tourist photo of the embankment of the river Cetina. In September 2009, ah, time flies ....

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14 km south of Athens are. The port was significant for the leader Pericles and is important to the present day for the whole of Greece.

 

For Helena: Zase jedna z fotek, na které se shodnem. Neuveřejnitelná na megapixelu. Banda kokotů by na to lehla a svými slepičími mozky by zjistila že postava námořníka není prokreslená. Pak by se ty čuráci zabejvali barvou oblohy. Taky asi na hovno dle tabulek Martina Lukeše. Pak ostrostí atd. Ještě že mě vyhodili za vulgaritu. Nedovedu si představit tam být a zodpovídat se každýmu debilovi co ví hovno. Je to moje fotka a já tak vidím Pireus. Je to opravdová realita a vzpomínka a láska k Řecku. Byl jsem tam 11x a chtěl bych tam být furt!

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Propylaea is the gateway to the Acropolis. Propylaea originally headed elsewhere. It was rebuilt and rotated 40 degrees. Historians have for years asked: Why? Now it's clear. From the Propylaea must be seen Salamis. Instead of victory in the Battle of the Greeks against the Persians in 480 BC.

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Propylaea je bránou Acropoli. Původně směřovala jinam. Byla otočena o 40 stupňů. Historikové se dlouhá léta ptali: Proč? Nyní je to jasné. Z Propylaea musí být vidět Salamis. Místo vítězství Řeků v bitvě proti Peršanům v r. 480 před Kristem.

No voy a prometer nada...

No voy a hacer acto de contrición...

No voy a plantearme maravillosos propósitos para el 2023...

Porque lo más probable es que no vuelva a aparecer por aquí en meses pero hoy me ha entrado la cariñada y ha superado con creces a la pereza.

 

Este verano aún nos hemos animado a superar el récord del anterior. Dos meses y medio recorriendo los Balcanes (mientras trabajo; no se me subleve el personal...)

 

Ha habido de todo, como en botica.

Muchísimo bueno, mucho malo, algún peor... Son las cosas de vivir, son los gajes de viajar.

 

Entre lo muchísimo bueno se encuentra este rincón maravilloso de un país que nos encantó.

Estamos en el Cañón del Río Tara, al norte de Montenegro.

Un paraje espectacular.

Digno de ser disfrutado por tierra, mar y aire.

Como somos muy bien mandamos cumplimos con las tres obligaciones: lo cruzamos en tirolina, hicimos rafting por los rápidos junto a la frontera bosníaca y lo recorrimos en moto disfrutando mucho de sus fantásticas curvas.

 

En nuestro corazón, seminómada desde hace un tiempo, Tara dispone ya de su lugar de honor.

Lo merece, no crees?

 

(Un abrazo, todo mi agradecimiento y las mil disculpas habituales a todos los que me tratáis con tanto cariño a pesar de ser una persona Guadiana 😉)

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He's been on his ship all day. He transports people all day from place A in the Black Sea to place B in the Black Sea. He is a typical Bulgarian sailor. Now he gets on a scooter and goes to his family.

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The port of Piraeus is sinking ferry. There were managers in expensive suits. They discuss and mobile calling on all sides of the world. They had a BMW, AUDI and so on. If the ship sinks, it is prohibited from anchoring. That's a problem. Money! As in the world! From Athen House! - :)

 

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V přístavu Pireus se potápí trajekt. Byli tam manažeři v drahých oblecích. Diskutovali a volali mobilem na všechny strany světa. Oni měli BMW, AUDI a tak dále. Pokud se loď potopí, bude zde zakázáno ukotvení. To je problém. Peníze! Jako v celém světě! Z Athen House!-:)

Vista desde el muelle del palacio de Diocleciano.

Mostar - Bosnia & Herzegowina

Lake Zaovine by Irene Becker © All rights reserved

 

Tara National Park, Serbia.

 

irenebecker.blog/links

 

Con esta foto doy inicio a una serie de fotografías realizadas durante la semana pasada, en el viaje que emprendimos hacia la península balcánica en busca de las últimas locomotoras de vapor en servicio activo en Europa.

 

Tras aterrizar en el aeropuerto de Zagreb (Croacia) el domingo por la mañana, recogimos el coche de alquiler y tras una breve parada en la estación agramita, pusimos rumbo hacia el norte de Bosnia.

 

Aprovechando que la línea Zagreb - Slavonski Brod - Vinkovci iba a acompañarnos en paralelo gran parte del viaje, paramos en el primer spot que había programado, un paso elevado a la salida de la estación de Nova Gradiska.

 

En este lugar nos centramos en la captura de este InterCity Vinkovci - Zagreb, arrastrado por una bonita HŽ 1142, ya que el único mercancías que vimos pasar fue desde el coche cuando nos acercábamos al lugar.

 

Tras esperar un rato más sin resultado alguno, retomamos la marcha hacia la frontera con Bosnia, parando antes en un par de estaciones croatas más.

 

Eritronio o Dente di cane

in Italia si trova al nord (e in parte al centro) ed è considerata specie rara. Sulle Alpi italiane è presente ovunque fuorché nelle province di Bolzano e di Cuneo Fuori dalla penisola italiana si trova soprattutto nell'Europa orientale e meridionale, ma anche nel Caucaso, nella Siberia e nel Giappone. È presente inoltre sui seguenti rilievi europei: Pirenei, Massiccio Centrale, Massiccio del Giura, Carpazi, Alpi Dinariche e Monti Balcani.

Habitat: i suoi fiori solitari, sbocciano all'inizio della primavera, soprattutto nei prati delle Prealpi, in zone fredde ma riparate ai margini dei boschi di latifoglie (faggete, carpineti, leccete, betuleti e castagneti); ma anche negli arbusteti meso-termofili. Il substrato preferito è sia calcareo che siliceo con valori neutri di pH e medi valori nutrizionali su terreno mediamente umido.

Diffusione altitudinale: questa pianta si può trovare fino a circa 600 m s.l.m. (raramente fino a 1500 m s.l.m.); quindi frequenta il piano collinare e quello montano.

(fonte Wikipedia)

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On Mount Lycabettus 300 meters above sea level, is the chapel of St. George. Lycabettus called because once there were many wolves. Climb on it for me superhuman exercise. I still in healing.

 

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Na hoře Lycabettus 300 m nad mořem je kaple svatého Jiří. Lycabettus (Likavitus) se jmenuje proto, že kdysi zde bylo mnoho vlků. Vylézt na ni byl pro mě nadlidský výkon. Dodnes jsem v léčení. Lanovku jsem nenašel, ale prý tam je.

 

Ale Jára Cimrman by řekl: Stálo to za to! Z Atén House!-:)

 

Biserica veche din Otopeni este altarul sufletelor noastre. Aici am fost botezați, aici am mers în fața lui Dumnezeu atunci când ne-am cununat și tot aici ne-am despărțit sau urmeaza sa ne despartim de cei dragi. Altarul sufletelor noastre: Biserica Sf. Gheorghe din Otopeni.

 

I invite you to visit my facebook page: www.facebook.com/PhotosByCatalinIonita

Explore # 464 Feb 1, 2008

 

Foto scattata al Rifugio di Dardago.

 

Il Rifugio può portare l'effige di Locale Presidenziale in quanto ha ospitato il presidente degli Stati Uniti Bill Clinton di passaggio ad Aviano diretto a Sarajevo per le trattative di pace sui Balcani.

Created for the Hypothetical Awards Mini-Challenge: SHOPFRONTS!

 

Thank you for your visit, comment or fave, all are much appreciated.

 

This photo is not authorized for use on your blogs, pin boards, websites or use in any other way.

 

Photos and textures used are my own

Séptima versión del Lago Skadar.

 

Navegando entre sus aguas esmeraldas y, a ratos, escandalosamente azules, hubo momentos en que nos asaltaba la terrible duda...

 

¿Estamos en los Balcanes o hemos regresado a Indochina?

 

La verdad es que desde esta perspectiva no encontrábamos grandes diferencias. El paisaje aderezado con esa barquita componen una estampa que, perfectamente, podría pasar por laosiana o vietnamita.

 

Así que, por buscar la explicación más sencilla y convincente, decidimos que habíamos adquirido el don de la bilocación (o, ya puestos, trilocación 😉)

 

Ya sólo nos quedaba seguir disfrutando de viajar a tres lugares maravillosos de una sola vez.

 

Ea! No me negaréis que estuvimos listos, eh... 😋

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Photographed from the roof of the hotel at Monastiraki Square. Monastiraki is noisy, full of pigeons who can shit on your head. There's a metro station, many restaurants and plenty of black thieves. Visit it, but do not carry a wallet. Watch your camera, keep it on hand. Do not carry your passport with you! From Athens House! - :)

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Foceno ze střechy hotelu na náměstí Monastiraki. Monastiraki je hlučné, plné holubů, kteří vám serou na hlavu. Je tu stanice metra, mnoho restaurací a plno černých hub, kteří šíleně kradou a otravují. Navštivte jej, ale nenoste peněženku. Fotoaparát si hlídejte, mějte na něm ruku. Nenoste s sebou pas! Ti hajzlové jsou schopní vám vyčórovat vše. Z Atén House!-:)

 

Con il tuo nome chiamerò

 

la curva dove ti affacci

come luce e ombra.

 

Anche il pettirosso muto

sul ghiaccio spezzato del ruscello,

 

anche il serpente che hai visto

nel sentiero di vento e fulmini,

anche i fiori profumati che hai calpestato

al buio estivo,

anche i fuochi spenti

sulle colline nude,

il richiamo dei corvi

nei campi trebbiati.

 

Tutte le piogge del mondo

con il tuo nome balcanico chiamerò.

 

Gëzim Hajdari

Alì stava percorrendo la rotta balcanica. Il suo sogno, come quello di migliaia di altre persone, era di sfuggire ad una vita indegna di essere vissuta, di raggiungere la Germania, per un futuro migliore. Chilometri e chilometri in circostanze disumane, tra la neve, con un freddo proibitivo, senza cibo e acqua, un riparo, senza le più elementari condizioni igienico-sanitarie, sopportando le più dure violenze fisiche e psicologiche.

Ma al confine con la Croazia la polizia lo aveva fermato : coperto di botte, lo aveva spogliato privato delle scarpe e anche delle calze. Respinto indietro verso la Bosnia, camminando tra la neve a 5 gradi sotto zero, era arrivato al campo profughi con i piedi completamente congelati, le dita in necrosi ormai nere : bisognava tagliarli questi piedi.

Alì soffriva orrendamente, ma non voleva : come avrebbe fatto senza piedi a raggiungere suo figlio, i suoi cari? Il suo sogno si era infranto, finiva lì. Alì , 42 anni, non ha retto, è morto.

Domani, 27 gennaio si ricorda la Shoah. È senz'altro un bene ricordare l'orrore che tanta gente ha vissuto, non rimanere indifferenti. Ma può essere anche un alibi per sentirci più tranquilli, per non vedere. Perché la Shoah non è il passato. È ancora qui, accanto a noi.

Nel 2020 i respingimenti alla frontiera italiana sono aumentati del 420 %. C'è gente, donne e bambini, che vive in modo disumano. Qui, accanto a noi

 

'Solo quando nel mondo a tutti gli uomini sarà riconosciuta la dignità umana, solo allora potrete dimenticare.'

Scritto ad Auschwitz

 

Questo è l'ultimo bocciolo di rosa nato ora, nel cortiletto

 

You can find Ali's story, that is true, on the newspapers online.

The Shoah is not the past, is here, near us

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