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Come fanno i ragazzi più vispi quando si comanda loro qualche cosa, anche i Napoletani finiscono con l'assolvere il loro compito, ma ne traggono sempre argomento per scherzarvi sopra. Tutta la classe popolana è di spirito vivacissimo ed è dotata di un intuito rapido ed esatto: il suo linguaggio deve essere figurato , le sue trovate acute e mordaci. Non per nulla l'antica Atella sorgeva nei dintorni di Napoli; e come il suo prediletto Pulcinella continua ancora i giuochi atellani, così il basso popolo si appassiona anche adesso ai suoi lazzi.
Ora che tutte queste spiagge e i promontori e i seni e i golfi, isole e penisole, rocce e coste sabbiose, colline verdeggianti, dolci pascoli, campagne feconde, giardini di delizie, alberi rari, viti rampicanti, montagne perdute fra le nubi e pianure sempre ridenti, e scogli e secche, e questo mare, che tutto circonda con tanta varietà e in tanti modi diversi - ora, dico, che tutto questo è presente nel mio spirito, ora soltanto l'Odissea è per me una parola viva.
Quando io vorrei esprimermi a parole, appaiono soltanto immagini davanti ai miei occhi: il bellissimo paesaggio il mare libero, le isole scintillanti, la montagna ruggente: mi manca la capacità di descrivere tutto ciò. Napoli è un Paradiso, tutti ci vivono in una specie di inebriata dimenticanza di sé; [..] ed é per me una strana esperienza quella di trovarmi con gente che non pensa ad altro che godere.
Johann Wolfgang von Goethe
Solo oggi ho scoperto che esiste questo museo e Io l'ho scoperto per puro caso ...!!!
Nel 1981 a Gricignano d’Aversa (NA) è stata scoperta una necropoli che ha permesso la ricostruzione dell’occupazione nell’area a nord di Atella nel III-IV secolo d.C. Sono state trovate anfore, alcune provenienti dall’Africa, altre dalla Spagna. Inoltre, sono state portate alla luce un gruppo di sepolture dai corredi modesti, mentre in località Borgo S. Lorenzo, vasi appartenenti ad un’unica tomba dal corredo molto ricco. Nel 1926-27, durante i lavori per la realizzazione della ferrovia “Direttissima” Roma - Napoli, nel tratto Aversa – Vico di Pantano (Villa Literno), sono affiorati dalla sottosuolo, a più riprese, nuclei sparsi di sepolture e inoltre, sempre in quegli anni, è stata scoperta una tomba databile alla fine del V sec. a.C., che si contraddistingue dalle altre per la ricchezza del corredo e per la presenza di ceramica attica. Nel 1966, in località Starza, in una tomba risalente al I sec. a.C. sono stati trovati tre unguentari in terracotta e un’urna cineraria in alabastro contenuta in una custodia di piombo. Altre due tombe sono state scoperte successivamente sul versante orientale caratterizzate dall’eccezionalità del corredo, con fibule ed anelli in bronzo e numerosi vaghi di collana in pasta vitrea; inoltre, sono stati trovati due specchi in argento e uno strigile in ferro.
The Myth.
In the standard tradition of the myth Thetis is said to have hidden his son Achilles away on Skyros, an island to the east of Euboea, because she knew that he was fated to meet a premature death if he took part in the Trojan war. He was left under the care of its ruler, Lykomedes, and lived among the maidens of the court in female disguise. When rumors about his hiding-place eventually seeped out, Odysseus travelled to Skyros to investigate, either on his own or with Diomedes. To trick the young hero into betraying himself, Odysseus presented some fine clothing and trinkets to the women and girls of the court, mixing a few weapons among them, and Achilles duly revealed his true sex by reaching out for the weapons.
While Achilles was hiding among the maidens of the palace, he embarked on a love affair with Deidameia, a daughter of the king, causing her to become pregnant with a son, Neoptolemos (also known as Pyrrhos), who would become a great warrior like his father and fight at Troy in the last stages of the war.
The Sargophagus.
In the left section a door delimits the space of the palace or, more specifically, the women’s quarters. The three male figures pictured here are Odysseus, Diomedes, and an elderly figure wearing a cap, possibly Phoinix, Achilles’ teacher.
Odysseus, a bearded man wearing a cap, pileus, has been transformed into an impressive figure moving diagonally, depicted in three-quarters. With an open stride, he is rushing towards Achilles, clearly in order to lead him to the Achaian side.
In the central scene, Achilles grabs one of the weapons smuggled in by Odysseus, raising a shield. The hero is thus unmasked. Deidameia, who is standing and moving forcefully beside Achilles, grabs the right arm of the hero with the right hand in an effort to keep him near her. This is the main difference compared to the original iconography and composition concerning her figure reported in others sarcophagi. Τhis motif obviously succeeds in depicting a tightly knit pair about to be abruptly separated. The change described is hardly of minor importance. This is probably a new "corrected" version rather than a wholly new creation of a different workshop, as the same structure of the composition and the same types for seven of the ten figures are basically repeated.
It seems likely that the artist wished to emphasize the relationship between man and woman in life as well as possibly in death. Even if the inscription on the upper part of the field, with the name Metilia Torquata assiduously carved, came from a later use of the sarcophagus, which is not necessarily the case, it refers to a woman that was possibly burried in it. The woman or the purchaser, who would have been a relative, wanted, for the purposes of consolation, to draw a parallel between her and her beloved husband and the mythical couple of Deidameia and Achilleus.
At the same time, Metilia’s musical education is paralleled with that of Achilleus who, together with Lykomedes’ daughters, is engrossed in music on the scenes on the right small side of the chest.
Source: Theodosia Stefanidou-Tiveriou, “Myths and Mythical Heroes on Attic Sarcophagi”
Marble sarcophagus
Height 118 cm.; Length 260 cm.
Mid 2nd century AD - Antonine period
From Atella, Potenza
Naples, National Archaeological Museum – Inv. no. 124325
Monticchio è una frazione appartenente ai comuni di Rionero in Vulture ed Atella, in provincia di Potenza. Situata alle pendici del Monte Vulture, uno dei più antichi vulcani dell'appennino meridionale, conserva un variopinto patrimonio ambientale, che rende Monticchio una meta di visitatori soprattutto nel periodo estivo. Dal 1971 è stata istituita la riserva regionale Lago piccolo di Monticchio, che rappresenta l'habitat naturale di una rara specie endemica di farfalla notturna, la Brahmaea europaea.
"Buonasera, scusate, posso farvi una foto?"
Si mettono a ridere, si danno di gomito e il primo a sinistra con il cappello mi dice "Ma noi siamo vecchi, fotografa i giovani!!"
"Si', ma se non vi dispiace, vorrei fotografarvi comunque"
Mi ha ricordato questi e mi sono sentita subito a casa :-))
San Fele è un comune di 3.072 abitanti della provincia di Potenza. È situato nella parte nord-occidentale della Basilicata, tra il Monte Castello e il Monte Torretta e fa parte della Comunità Montana del Vulture. Storicamente proviene dal feudo corrispondente alla Valle di Vitalba, insieme a Rionero in Vulture, Monticchio (Rionero in Vulture), Sant’Andrea, Montemarcone, Castel Lagopesole, Montesirico, Rapone. Il suo nome in origine è riportato come Santo Felice, che per contrazione è mutato prima in Santo Fele ed infine al nome d'oggi. È un comune prettamente rurale. È noto per la nascita di San Giustino de Jacobis e per la presenza di uno dei più antichi e misteriosi santuari della Basilicata: Santa Maria di Pierno.
San Fele è molto conosciuta anche per le sue cascate.
Il Torrente Bradano sgorga dall’Appennino Lucano in località matise di San Fele in Provincia di Potenza, confluisce nella fiumara di Atella e poi nel fiume Ofanto-Mare Adriatico. Attraversando il territorio del comune di San Fele il torrente è costretto ad effettuare dei particolari salti di quota,dando origini alle numerose e caratteristiche Cascate di San Fele. le Cascate prendono il nome da “U uattenniere”, la trasposizione dialettale di ” Gualchiera”, macchina utilizzata in antichi opifici, costruiti a ridosso delle cascate proprio per sfruttare la forza dell’acqua che cadendo su pale di legno mettevano in movimento dei magli ( martelli) che battevano la lana tessuta. Con questa lavorazione si rendeva il panno di lana più resistente, pronta per le successive lavorazioni. La potenza dell’acqua veniva impiegata anche per il funzionamento di antichi mulini,i cui resti ancora oggi presenti,testimoniano l’ingegno e la devozione al lavoro dei Sanfelesi. Grazie all’impegno e al lavoro dei volontari dell’Associazione,costituita per valorizzare e promuovere il territorio di san Fele,oggi possiamo ammirare gran parte delle Cascate di San Fele, riportate al loro antico ed affascinante splendore. L’Associazione è sempre impegnata in lavori di ripristino e pulizia dell’area attraversata dal torrente Bradano ed a breve si prevede di poter fruire ed ammirare altre meraviglie di cascate. Attualmente sono stati individuati e resi fruibili percorsi naturalistici,tutti riportati nella mappa delle brochure stampate, con diverse difficoltà di percorrenza,da quelli brevi e semplici a quelli più lunghi e impegnativi,studiati per permettere a tutti i visitatori di apprezzare al meglio la straordinaria unicità e bellezza del paesaggio che fa da cornice alle cascate di San Fele.
They told us proudly that the aquisition of this sarcophagus was so recent, that it wasn't in any guide book yet. The wikipedia pages on Melfi castle and the museum also don't mention it yet. The website of the Atella municipality still gives directions to some place inside the village.
I looked it up, and the sarcophagus was presented in Melfi in March 2022. Archaeologists.
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Il Castello nasce nel 1100 come torre di guardia della Baronia normanna. Nel 1300 fu ristrutturato dal Card. Enrico Capece Minutolo e successivamente ancora dalla Nobildonna A. Higgins, sposata con il Duca Vincenzo Capece Minutolo, duca di Miranda. Fu poi dimora della marchesa di Bugnano Clotilde Capece Minutolo, sino ad arrivare ai duchi del Balzo. Il nome del Castello di Casapozzano deriva da una caratteristica del luogo: il territorio, all'epoca, era ricco di pozzi. Il suggestivo scenario dell'antico borgo di Casapozzano, il maestoso palazzo nobiliare, circondato dal fossato e dall'imponente cinta muraria, i caratteristici comignoli di tradizione irlandese. L’origine del toponimo pare debba collegarsi alla cospicua presenza in quell’area di pozzi d’acqua, il che si spiega con l’esistenza di un’importante falda acquifera posta a pochi metri di profondità dal suolo. Da qui la prassi della popolazione atellana di attingere l’acqua da quei pozzi, ritenuti per di più le uniche fonti di acqua pura esistenti in quel territorio. L’antico maniero ebbe il suo momento di splendore sotto i Capece Minutolo, signori di Casapozzano nel 1378. A questo periodo risale un primo intervento di ampliamento e di restauro eseguito per volontà del Cardinale Enrico Capece Minutolo, Arcivescovo di Napoli. Nel 1450 i feudi di Casapozzano e Bugnano appartennero alla famiglia Bozzetti per poi passare nel 1495 al patrizio napoletano Francesco Seripando. Nel 1626 era signore di Casapozzano Giovanbattista Seripando, alla sua morte il feudo passò in eredità alla moglie Lucrezia Capece Minutolo. I Capece Minutolo mostrarono grande interesse per l’antico castello: verso la fine del ‘700, infatti, fu nuovamente ampliato ed abbellito con stemmi, cornici e singolari ciminiere (i comignoli erano elementi architettonici tipici dell’architettura inglese). L’attuale configurazione dell’edificio si deve dunque agli interventi Settecenteschi e Tardo-Ottocenteschi voluti principalmente da Alicia Higgins, Nobildonna irlandese e moglie di Vincenzo Capece Minutolo. Fu la stessa Marchesa che nel 1848 in seguito a delle controversie con l’amministrazione governativa (a quel tempo Casapozzano era sotto la giurisdizione di Succivo) riuscì con un plebiscito popolare, ad ottenere il disgiungimento da Succivo ed il passaggio alla giurisdizione di Orta di Atella. Ancora oggi l’antico borgo di Casapozzano mantiene intatta quell’atmosfera che solo i luoghi con una notevole stratificazione storica sanno conservare
La locuzione "Terra dei fuochi" individua una vasta area situata nell'Italia meridionale, tra le province di Napoli e di Caserta, caratterizzata dalla presenza di roghi di rifiuti, donde l'appellativo. Essa venne utilizzata per la prima volta nel 2003 nel Rapporto Ecomafie 2003 curato da Legambiente. Successivamente venne utilizzata da Roberto Saviano nel libro Gomorra, come titolo dell'XI ed ultimo capitolo.
L'area territoriale è compresa all'incirca tra i comuni di Qualiano, Giugliano in Campania, Orta di Atella, Caivano, Acerra, Nola, Marcianise, Succivo, Frattaminore, Frattamaggiore, Mondragone, Castelvolturno e Melito di Napoli.
Si caratterizza per lo sversamento illegale di rifiuti, anche tossici, da parte della Camorra e, in particolare, dal clan dei Casalesi. In molti casi, i cumuli di rifiuti, illegalmente riversati nelle campagne, o ai margini delle strade, vengono incendiati dando luogo a roghi i cui fumi diffondono nell'atmosfera e nelle terre circostanti sostanze tossiche, tra cui diossina.
Da molti decenni, nelle campagne campane si sono verificati sversamenti di rifiuti industriali e di rifiuti tossici e nucleari. In particolare, nelle zone di Succivo, Caivano, Acerra e Giugliano in Campania si sono verificati roghi di rifiuti industriali, responsabili di un alto tasso di tumori che hanno colpito soprattutto giovani donne, al seno e alla tiroide, e bambini.
Nel 2011, secondo un rapporto dell'ARPA della Campania, un'area di 3 milioni di metri quadri, compresa tra i Regi Lagni, Lo Uttaro, Masseria del Pozzo-Schiavi (nel Giuglianese) ed il quartiere di Pianura della città di Napoli, risulterebbe molto compromessa per l'elevata e massiccia presenza di rifiuti tossici.[
When you're young, you think your dad is Superman. Then you grow up, and you realize he's just a regular guy who wears a cape. -Dave Atell
A Father is neither an anchor to hold us back nor a sail to take us there, but a guiding light whose love shows us the way.
Caros amigos Flickeristas é com prazer que venho deixar aqui uma novidade.
Fui entrevistado pelo 5 minutinhos do blog do Atelliê:Fotografia Criativa, portanto gostaria que vocês acessem, leiam e comentem sobre a entrevista.
Esse blog é de uma amiga minha do Flickr, que muitos dos meus contatos deve conhecer, a Larissa Lali.
Ensaio para o catálogo da marca "Cool Club"
by Léo Rossatti
Dear friends Flickr members is with pleasure that I leave here a novelty.
I was interviewed by 5 minutinhos the blog atelliefotografia.com.br/
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