View allAll Photos Tagged Untitled
Found an old 120 film (30+ years old - Kodak branded) under a bathtub, while cleaning up my parents-in-law's house ...
Riding around the French countryside on a borrowed bike with the wee Panasonic I came across this amazing bit of road repair kit!
Now I'm in Shanghai and I'll upload "Untitled SHANGHAI" several times again. I know Shanghai very well and I know nothing at all about it at the same time. Therefore, my photos of Shanghai are totally untitled. I think nothing and just feel Shanghai through my eyes. My eyes always are surprised at Shanghai.
Canon IXUS 900Ti
Balda Baldixette converted to take 35mm film. Redscaled AGFA Vista Plus 200iso.
Bencini Koroll-24 S. FujiColor Superia X-TRA 400iso.
Layout rendered on computer in the style of Piet Mondrian Art.
Untitled as I couldn’t think of a title. Untitled as it doesn’t need a title. Untitled as a refusal to title. #untitled
Caro Diario,
mentre finivo di passare allo scanner l'ultimo rullino di foto della Norvegia (forse il più bello), ho visto questa foto e bang.
È quasi una settimana che sono tornato e che prometto di sedermi, fare ordine, raccontare con calma, vitareale™ permettendo.
Rivedendo questa foto mi sono ricordato dell'ultimo giro a piedi fatto ad Oslo (Oesschlo) prima di partire.
Succede che io, specie in posti nuovi, quando ormai mi sento al sicuro (ed ho buona certezza di non essere messo sotto da un tram per via delle cuffie) passi il tempo a camminare sentendo musica.
Era ormai sera, e pensavo a quel punto di tornare all'ostello, quando sull'iPod inizia a suonare questa, che se ci penso ho i brividi ancora.
Popplagið, o comunque vogliate chiamarla, è una canzone che sentita al momento giusto è una vita intera, sa di inizio, apoteosi o fine. Nel mio caso sapeva di titoli di coda, con un tempismo casuale e perfetto.
Così ho fatto durare il percorso fino all'ostello quanto la canzone, e spento tutto da lì in poi, perché quello era un punto fermo, Oslo sarebbe finita lì, almeno per questa volta.
Mi rendo conto ora che probabilmente il motivo per cui stento a trovare parole è che questa settimana spettacolare quanto inattesa è stata prima di tutto un viaggio interiore, perciò non riesco, non ancora, a separare quello che ho visto e toccato da quello che ho sentito, sentito dentro, come se ogni passo, e quasi ogni foto siano state parole e punteggiatura di un discorso tra me e me, appunti presi a cavallo tra un anno difficile ed un altro in cui vorrei solo fare meglio, semplicemente.
Mi piace pensare che aver iniziato rivedendo la mia vita da lontano non sia servito a mettere distanza tra me e le cose, quanto a prendere la rincorsa per uno slancio nuovo.
La Norvegia è bella, bellissima, credetemi, ed io ho fatto in modo di imparare bene come si dice arrivederci, perché ci tornerò, ci tornerò eccome.
(se poi capitate dalle mie parti, offro tè e racconti personalizzati, con tutta calma.)