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La zona, citata inizialmente come "Campus Sarzanni" poiché situata in prossimità della piazza di Sarzano, sarebbe stata ribattezzata con l'appellativo di Campopisano dopo la vittoria riportata dalla flotta genovese sui pisani nella battaglia della Meloria (1284); infatti, secondo la tradizione in questo luogo, all'epoca appena fuori dalle mura, sarebbero stati confinati migliaia di prigionieri pisani, la maggior parte dei quali, morti di fame e di stenti, sarebbero stati sepolti in quello stesso luogo.
Il gigante dolomitico è avvolto da veli sfilacciati di nuvole. A stento s'intravvedono cenge, nevai, ghiaioni sepolti sotto i veli dell'ultima neve. E' un regno arcano quello della montagna ancora avvinghiata dalle spire dell'inverno alpino. Un regno in cui è rischioso avventurarsi. Perché la montagna custodisce caparbiamente i suoi segreti ..... ..
L'airone cenerino cerca un posatoio sulla cima degli alberi. I rami sono esili ed egli stenta e trovare una condizione di equilibrio. si libra pertanto in volo, con leggera eleganza, quasi galleggiando nell'aria, grazie alle grandi ali. Una rappresentazione, la sua, che lascia incantati e che suscita, segretamente, un ricordo del sogno di Icaro ..... ..
Vetrine nel centro di Pavia, la gente che affolla le strade in un sabato pomeriggio di fine estate, mentre la normalità stenta ad essere “normalità”. Al di là del facile gioco di parole i popoli della Terra sembrano essere accomunati da un unico denominatore: un’emergenza pandemica che nonostante le legittime vaccinazioni e gli altissimi costi sociali di tutte le nazioni non vuole saperne di mollare la presa. Quelle vetrine e quelle persone che casualmente sono ritratte nella foto testimoniano la voglia di ricominciare a vivere che accompagna le giornate di tutti noi, mentre le normali relazioni umane, libere dalle mascherine e dai timori del contagio che meno di due anni fa sembravano scontate, oggi sono lontanissime. La libertà individuale, diritto sacrosanto costato lacrime e sangue nei secoli scorsi, oggi è utopia e basta andare in un luogo pubblico chiuso o in una scuola per capire lo spessore di questa drammatica realtà. Una foto può anche raccontare tutto questo, vestendo i “panni” di una silenziosa osservatrice durante un momento di vita cittadina.
Il virus ci ha insegnato che ogni luogo può essere periferia o centro del mondo; che la nostalgia può essere rivolta in avanti e non all’indietro. I luoghi, i paesi, i centri storici, le città, le periferie non potranno rinascere se non si inventa una nuova idea dell’abitare e della rigenerazione, se non si ristabilisce un rapporto con la terra, il paesaggio, il mondo animale, i luoghi della produzione, le persone.
Vito Teti
www.youtube.com/watch?v=3Gb1HG_J5-E
Mi è da subito piaciuto, almeno per quel che si vede nei film, il modo in cui negli Stati Uniti ci si trova insieme nell’immediatezza di un trapasso per ricordare il caro estinto.
Quel momento conviviale, caratterizzato da composta mestizia, sentimento così caro alle corde del mio cuore, mi ha fatto pensare a quanto sia bello potersi incontrare e stare insieme, con la “occulta” regia di chi è partito per il suo viaggio, e poter chiacchierare, spiluccando qualcosa, di fatti, aneddoti e ricordi che riguardano la persona cara.
Nei film americani, in questi cammei, c’è sempre qualcuno che sorride, qualcuno che trattiene a stento le lacrime, qualcuno che, a torto o a ragione, ha qualcosa da rimproverare al protagonista, assente giustificato, di quella giornata di ricordi.
Ecco, ho deciso.
Anche io vorrei che, all’atto del mio viaggio, venisse organizzata una giornata così…e che si sorridesse, più che altro, ascoltando i fatti e gli episodi che mi hanno riguardato …
Magari qualcuno tirerà fuori, tra gli altri, il racconto di quando mio fratello Antonello, al tempo in cui eravamo adolescenti, mi fece un brutto dispetto, dandosi subito dopo a precipitosa fuga.
Io, arrabbiato e frustrato, preso un piccolo sassolino, lo scagliai con tutta la mia forza in alto in alto nel cielo in direzione del presumibile punto di transito di mio fratello..
Dopo alcuni secondi, mio fratello, a più di 20 metri da me e certo di essere in salvo perché non inseguito, si girò verso di me, e con sguardo tronfio e soddisfatto, iniziò ad accennare al gesto dell’ombrello.
Senonchè …
In modo del tutto inaspettato, e con precisione euclidea, il mio sassolino decise di terminare il suo volo a parabola esattamente al centro della sua testa !!!
Quando ci ripenso ancora mi vien da ridere !!!
A pensarci bene il mutare dell’espressione sul viso di mio fratello (da trionfo a stupore/sorpresa/dolore) ed il magnifico rimbalzo del sassolino sul suo cranio avrebbero meritato una menzione d’onore nell’elenco delle 10 cose più belle ( vi ricordate quella foto di qualche anno fa ? ).
Allora è deciso !
Vorrei che per il mio viaggio si facesse così …
Ah,
e che non manchi la parmigiana di melanzane …
"E quando dico mutati , - continua Qgwgq, - non intendo una singola mutazione che ti cambia quella singola proteina e non ti fa nemmeno il solletico … Intendo milioni e milioni di mutazioni … tante che alla fine stenti a riconoscere te stesso … e ti chiedi come sia potuto succedere che mentre tu ti crogiolavi nel ricordo di Priscilla che ti nuotava davanti nel mare delle origini, le ere passavano e nulla era più uguale a ieri …
E’ proprio per questo che le cose sono andate così male e Priscilla è diventata un’estranea che nemmeno volta più il capo quando mi sente arrivare … seduta in cima ad una scala resta assorta e silenziosa, immersa nel coacervo di contraddizioni che le nostre cellule hanno creato di mutazione in mutazione …"
Sirad "Plagiando Calvino", 2011
La foresta montana d'estate è un singolare motivo di elementi verticali separati da luci e ombre. Un regno silenzioso in cui i raggi del sole riescono a stento a farsi largo tra le chiome degli alberi e ad illuminare elementi che interrompano la continuità stessa dell'ombra. Immutabile da millenni, la foresta ascolta, percepisce, avverte sul proprio vastissimo corpo i mutamenti impercettibili che l'uomo sta causando ..... ..
E' il titolo di un romanzo di Rolly Marchi, ed. Mondadori.
"E ancora la neve" è il racconto autentico di una lunga esistenza, un intenso dialogo con la natura, a volte tenero, a volte duro: la neve e la roccia, la fatica, la montagna con i suoi incanti e le sue tragedie, l'amore per le cose semplici e un attaccamento appassionato alle proprie radici. La vita di Rolly Marchi prende l'avvio da un'Italia lontanissima, quando il fascismo cercava di radicarsi nelle città e, più a stento nelle campagne, e si conclude ai giorni nostri, all'alba di un Mondo Nuovo. Un'interminabile arrampicata e tanti compagni di cordata: Dino Buzzati, Gianni Brera, Leni Rifenstahl, Renato Guttuso, Federico Fellini, Alida Valli, e sullo sfondo Hitler con i suoi gerarchi e Mussolini giovane socialista. (dal web)
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In effetti, l'immagine richiama l'idea della totale assenza d'acqua e della vita stentata che, a causa di questo, le piante devono affrontare. In questo caso, tuttavia, c'è un'aggravente, rappresentata dal sale. Su questo basso fondale di laguna, finito in secca, si nota infatti l'affioramento di cristalli di Cloruro di Sodio. Il che rende la vita delle piante ancora più difficile ..... ..
Scatto da auto..fra capanno chiusi e calamità naturali la stagione stenta a partire...giusto il tempo di scalare il diaframma e via ripartitaaa
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Praga…. Una città unica nel suo genere!
Sorprendente per la sua architettura, offre scorci straordinari ricchi di un fascino d’altri tempi e stenta ad accostarsi al moderno.
Camminando per le sue strade, si rimane stupiti per i contrasti che si vivono… città romantica che sembra uscita da un libro di favole, al tempo stesso città di locali notturni che convivono con una realtà fiabesca!
Nel salutare la città rimane addosso il suo profumo fatto di ricordi e voglia di tornare…
una città indimenticabile!
Anche i calanchi, i fossati,
i borri vuoti
si sentono pervasi e amati
quando scoppiano i tuoni e i fulmini.
Sono difficili da coltivare i sentimenti,
stentano, è difficile alimentarli, non crescono,
o dilagano infestanti.
Cesare Viviani da “Osare dire”, ediz. Einaudi
Variegated Ladybird (Hippodamia variegata)
Spotted in the garden today.
We have good news today, Di will not be needing open heart surgery. Stents and some minor 'plumbing' work will be done in coming weeks.
And a reminder to my Aussie friends, except those in Queensland and Western Australia, to move your clocks forward one hour for Summer time tonight.
... nel Villaggio Fantasma di Gairo Vecchio, sulla strada per Olbia.
Interno di una delle case di Gairo Vecchio, piccolo centro dell'Ogliastra, abbandonato in seguito a ripetute alluvioni di cui l'ultima, nel 1951, segnò i trasferimento definitivo degli abitanti e l'abbandono delle case pericolanti che oggi costitiscono un'attrazione turistca in questo borgo fantasma.
Il paese, il cui nome ha origine dalle parole greche "ga" e "roa", cioé "terra che scorre", per la sua precaria condizione idro-geologica, inizialmente era chiamato Gairo Vecchio, ma l'abitato colpito a più riprese da disastrose alluvioni, fra cui la più drammatica fu quella del 1951, e minacciato da progressivi cedimenti del terreno, è stato ormai abbandonato del tutto e l'intera popolazione si è trasferita nel nuovo paese, che, sorto più a monte, con il nome di Gairo S. Elena,
Questo Vecchio Centro, oramai disabitato dal 1963, è un importante esempio di archeologia riguardante gli insediamenti abitativi della Sardegna Centro Orientale.
Addentrandosi nel vecchio borgo si nota immediatamente la tecnica costruttiva delle stradine e dei vicoli intorno ai quali si sviluppava.
Il fondo stradale era costituito prevalentemente da terra battuta o selciato ed i dislivelli esi-stenti tra le vie, conseguenza diretta dell’ubicazione montana del centro, vengono superati grazie alla realizzazione di scale o viottoli pedonali o mulattiere.
Tratto da www.ogliastraontheweb.it/gairo.htm
Non rifugiarti nell'ombra...
Non rifugiarti nell'ombra
di quel folto di verzura
come il falchetto che strapiomba
fulmineo nella caldura.
È ora di lasciare il canneto
stento che pare s'addorma
e di guardare le forme
della vita che si sgretola.
Ci muoviamo in un pulviscolo
madreperlaceo che vibra,
in un barbaglio che invischia
gli occhi e un poco ci sfibra.
Pure lo senti, nel gioco d'aride onde
che impigra in quest'ora di disagio
non buttiamo già in un gorgo senza fondo
le nostre vite randage.
Come quella chiostra di rupi
che sembra sfilacciarsi
in ragnatele di nubi :
tali i nostri animi arsi
in cui l'illusione brucia
un fuoco pieno di cenere
si perdono nel sereno
di una certezza : la luce
da : 'Ossi di Seppia'
Il 12 ottobre 1896 nasceva a Genova Eugenio Montale
Contemplating the light
Don't take refuge in the shadows (a poem by Eugenio Montale)
''...[Gli imprenditori] Correvano a tuffarsi in tutte le maledette aste senza badare al prezzo a cui se le aggiudicavano, senza accorgersi che a quel punto erano bell'e pronti per consegnarsi alle grandi aziende dell'abbigliamento mondiale così adorate dai giornalisti economici, quei titanici gruppi stranieri che vendono in tutto il mondo i loro cenci senz'anima e senza fantasia, e sono veri beneficiari della globalizzazione; ai padroni del nostro spaurito mondo globale, quelli che credono fermamente giusto che il prezzo ideale di un prodotto lo decida il mercato e solo il mercato, perché il mercato sono loro; quelli che promettono l'illusione della moda al prezzo più basso, Giorgio Armani al costo dell'Upim, che affidano la loro immagine a paginate di giornali e riviste popolate da ragazzini sorridenti e multietnici sprizzanti allegria e giovinezza e colore, i supergruppi di dimensione planetaria che sembrano onorare i nostri piccoli imprenditori coi loro grandi ordini e invece li sfruttano strozzandoli a morte sul prezzo; quelle titaniche aziende globali che si acquattano nei loro quartier generali nuovi e splendenti creati dai loro servi più fedeli, gli architetti di grido: monumenti diacci e sterili fatti d'acciaio e cemento e vetro che riflettono il cielo e le nuvole, dove lavorano solo dirigenti e impiegati perché la produzione dei capi avviene in un'altra parte del mondo, in fabbriche del tutto diverse - credetemi, le ho viste - e da persone del tutto diverse, che non solo non arrivano mai a comparire sulle pagine di una pubblicità, ma non hanno nemmeno i soldi per comprarsi una copia delle riviste su cui compaiono le réclame dei loro generosi datori di lavoro; quei giganti dell'abbigliamento, insomma, che sono quotati in tutte le Borse del pianeta e sono gestiti da mani ferme (e crudeli, quanto mi piacerebbe poter scrivere che hanno mani crudeli), che guadagnano centinaia di milioni di euro ogni anno mentre i loro fornitori italiani, cioè le aziende che producono i tessuti più belli del mondo, devono licenziare la gente e scrivere il falso per poter chiudere il bilancio in pareggio o le banche gli si getteranno addosso come iene.
E nessuno, nessuno, nessuno che spenda una parola per dire quanto sia sbagliato e falso e stupido che il tessuto - la componente di gran lunga più importante di ogni capo d'abbigliamento, la sua sostanza ed essenza, la sua materialità e la sua prima immagine, ciò che per primo si vede e si tocca, la ragione principe per cui si decide se comprare o no - sia così svilito da rappresentare solo una minima parte del costo del capo, mentre la parte di gran lunga preponderante è rappresentata dall'utile del confezionista dalle mani crudeli e dai costi della pubblicità dei ragazzini sorridenti!
È così che si entra nella fase terminale della storia della piccola imprenditoria tessile italiana, quando alla fisiologica concorrenza, alla sana lotta per il guadagno si sostituisce una furibonda battaglia per assicurarsi niente più che una sopravvivenza tiepida e sempre più stenta; quando gli imprenditori si sentono consolati dal solo fatto di poter continuare ogni giorno a dirsi e farsi chiamare industriali quando invece non fanno altro che scimmiottare il loro recente passato, senza accorgersi di avviare a somigliare agli zombi di Romero, quelli che da morti continuavano ad andare al supermercato perché si ricordavano d'aver fatto solo questo in vita...''
(Edoardo Nesi)
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I costoni rocciosi si abbassano dal versante della montagna verso il fondovalle. Un lungo processo di colonizzazione vegetale li ha ricoperti di ispidi mughi, mentre il bosco stenta ad affermarsi per l'esposizione alle valanghe. Incerte schiere di larici crescono sulle affilate dorsali degli stessi costoni e l'autunno alpino li incendia d'arancione, come decorazioni di un paesaggio di fascino ancestrale ..... ..
Oggi, 4 giugno, Giornata Internazionale per i bambini innocenti, vittime di aggressioni.
Fu istituita nel 1982 dall' Assemblea generale delle Nazioni Unite durante un seminario speciale sulla questione della Palestina (!) , nel corso della quale emerse in tutta la sua drammaticità il numero di vittime della violenza bellica.
Ricordiamo in questo giorno gli enormi danni e sofferenze causati ai bambini attraverso le varie forme di violenza, in tutto il mondo, per promuovere una cultura di pace, per il rispetto dei diritti umani.
I bambini sono le vere vittime, le più innocenti ed indifese dei vari abusi non solo fisici, ma anche mentali ed emotivi. Abusi nella famiglia innanzitutto.
I bambini, i giovani, sono anche i grandi dimenticati dalla società, che si ricorda di loro spesso per trarne un profitto economico o sfruttarli, nei Paesi più poveri.
E poi la guerra... Enorme sofferenza che li priva, oltre che della vita, di un futuro, degli affetti, dei loro diritti. Guerra che talvolta è camuffata col nome di pace o in nome di un presunto progresso.
'... Abolire la guerra è l' unica speranza per l'uomo...'
( Discorso di Gino Strada, per la consegna del 'Right Livelihood Award nel 2015).
Molte sono le Giornate mondiali contro la violenza, a favore dei bambini, ma sembra che nulla cambi.
Sono già 261 i bambini uccisi dalla guerra
in Ucraina, e ogni giorno 2 bambini muoiono sotto i bombardamenti, e circa 4 sono feriti.
Circa 15.000 I bambini morti in Afghanistan da inizio anno per malnutrizione e stenti.
Ci sarebbero tanti altri dati da cercare. Bambini morti nelle varie guerre, bambini affogati in acqua o uccisi dal freddo alle frontiere....
Bambini soldato che non sono più bambini...
Loro ci guardano.
They are looking at us
International Day for innocent children, victims of aggression
A destra l'entrata di una delle 52 Gallerie. Furono scavate durante la prima guerra mondiale come tragitto alternativo per cercare di sottrarre le camionnette di materiali e viveri al tiro dei fucili e bombe austriaci.
Si snodano nella roccia del monte Pasubio, scavate principalmente con esplosivi in meno di un anno.
Fu una guerra molto cruenta. In questi monti morirono circa 20.000 soldati. Morivano principalmente per l'esplosione delle mine. La temperatura arrivava anche a 35 gradi sottozero e altri 50.000 morirono di malattie e stenti.
È commovente calpestare questo suolo, che è stato dichiarato sacro, e pensare al sacrificio di tanti giovani che hanno versato qui il loro sangue.
Mi sono domandata che senso ha il mio essere pacifista : se non avessero combattuto strenuamente gli Austriaci sarebbero avanzati sino alla pianura Padana e al mare. Non ci sarebbe la nostra bella Italia...
Tornando, fra l'altro, verso Rovereto , ho visto che nei paesi parecchie case esponevano la bandiera austriaca.
Io amo l'Austria , ma in questi luoghi mi è sembrato quasi un insulto.
È la guerra che è una cosa assurda. Non bisognerebbe mai iniziarla.
Lu jornu ca cantavanu li manu,
dintra li vrazza non tornerà, e…
parru ca la lingua rumpi l’ossa;
ciumi di stenti, cori a metà.
E tu m’ha lassari e ti n’ha ghiri,
m’ha lassari e ti n’ha ghiri.
Tu m’ha lassari e ti n’ha ghiri,
amuri, amuri.
Iu t’ha lassari e mi n’ha ghiri,
t’ha lassari e mi n’ha ghiri.
Iu t’ha lassari e mi n’ha ghiri,
amuri, amuri.
Dissi ca puru ’nta st’unfernu
l’avia a ’ncucciari lu ciatu me;
e tannu comu c’avia crirutu,
e ora mi sfardi comu cu è ghiè.
Tu m’ha lassari e ti n’ha ghiri,
m’ha lassari e ti n’ha ghiri.
Tu m’ha lassari e ti n’ha ghiri,
amuri, amuri.
Iu t’ha lassari e mi n’ha ghiri,
t’ha lassari e mi n’ha ghiri.
Iu t’ha lassari e mi n’ha ghiri,
amuri, amuri.
M’ha lassari e ti n’ha ghiri,
m’ha lassari e ti n’ha ghiri,
m’ha lassari e ti n’ha ghiri,
amuri, amuri.
Iu t’ha lassari e mi n’ha ghiri,
t’ha lassari e mi n’ha ghiri,
t’ha lassari e mi n’ha ghiri,
amuri,
amuri.
Traduzione...
Il giorno in cui cantavano le mani
Tra le braccia non tornerà
E parlo con la lingua che rompe le ossa
Fiume di stenti, cuore a metà
Tu devi lasciarmi e te ne devi andare
Devi lasciarmi e te ne devi andare
Tu devi lasciarmi e te ne devi andare
Amore, amore
Io devo lasciarti e me ne devo andare
Devo lasciarti e me ne devo andare
Io devo lasciarti e me ne devo andare
Amore, amore
Dicevo che pure in questo inferno
Dovevo sbatterci contro,
il mio fiato
E allora, come ci avevo creduto!
E ora mi tratti come una qualsiasi
Tu devi lasciarmi e te ne devi andare
Devi lasciarmi e te ne devi andare
Tu devi lasciarmi e te ne devi andare
Amore, amore
Io devo lasciarti e me ne devo andare
Devo lasciarti e me ne devo andare
Io devo lasciarti e me ne devo andare
Amore, amore
Ecco come si presentava Genova stamattina : coperta da banchi di nubi, soffici come cotone. Una coltre bianca che copriva anche il mare, una cosa mai vista.
Già ieri sera si stentava a vedere,.. sembrava che la città fosse stata invasa dalla polvere o da fumo bagnato : molta gente ha telefonato ai pompieri pensando che ci fosse da qualche parte un incendio . Fenomeni magari consueti sulla Pianura Padana, ma mai visti qui. Anche l'aeroporto e il porto sono stati bloccati
A thick fog, low clouds. An unusual event in Genoa
I was shocked at the temperature this morning!
Mum's bypass is in and she managed some ice cream yesterday. Her first food for over a month. Biopsy results still not in. Mum also had a stent put in one of her kidneys. It's a difficult time x
Capitolo 6
Album completo: Cuba 6: Verso Trinidad
L'ANIMA E' RIMASTA IN AFRICA...
Non c'è dubbio, Cuba, è un'insieme multiforme di etnie, succedutesi nei secoli, dall'avvento degli Spagnoli in poi...
Un'ampia porzione di questo popolo, così particolare,
sono gli afrocubani.
Con l'avvento della massiccia produzione di tabacco,
cotone e canna da zucchero, le braccia,
in epoca preindustriale, non bastavano mai...
Ed ecco comparire, la piaga dello schiavismo,
il più bieco e crudele, che si possa conoscere.
La storia, la sapete tutti, ed è zeppa di dolore...
Quel dolore che ora,
sembra non affiorare,
sul sorridente volto di questa bella ragazza.
Il suo nome, era tutto un programma...
ESPERANZA...
Così la madre la chiamò, in ricordo dei nonni suoi,
che morirono di stenti e percosse,
sui campi assolati dell'isola.
L'augurio, era, appunto, la speranza che questo,
non accadesse mai più....
Il volto, così luminoso, si velò di pacata tristezza...
Poi, la voce, come un sussurrar alla luna...
Mi raccontò una storia, così commovente,
che non riuscii a trattenere le lacrime...
Nelle notti lontane di Cuba, tra gli schiavi,
un solo pensiero... l'Africa...
E la sua savana sconfinata...
Dove, le anime degli avi,
vagavano libere da ogni costrizione...
Nessuna catena, a cingere le caviglie...
Tra le piantagioni la pietà, non albergava per niente,
i corpi dei morti, straziati e offesi,
venivano seppelliti in fretta e furia...
Non c'era tempo per le lacrime... ne per i ricordi...
Lentamente, quel dolore, divenne un canto che cominciò a volare tra i campi...
Permeando l'aria di dolcissime melodie.
Più che un canto, sembrava un lamento... languido... soave... struggente...
Gli schiavi, lo intonavano nella loro lingua madre,
in ricordo dell'amata terra.
E le giornate... sembravano meno faticose...
Uno stralcio da un testo, più o meno, diceva così:
" o dolce luna, cullami nelle tue notti argentate, così che la mia anima, possa addormentarsi serena..."
Esperanza, prima di andare... concludendo mi confessò:
" La mia anima è in Africa... è laggiù che voglio andare...
Prima o poi.
Come... non augurarglielo...
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L'immobilismo trentennale, gli orizzonti di una difficile ripresa.
Genova , la marmorea Superba, la bella, che si arrampica in verticale, città chiusa, attorcigliata su se stessa, come il budello del suo centro storico, dove la luce stenta a farsi spazio.
L'Italia si è fermata a Genova, sempre più vecchia e stanca, città sospesa, metafora di un Paese.
Ripresa dalle alture del Righi, in un giorno di tempesta ( poco dopo un forte acquazzone, o meglio un diluvio ), in cui le strade erano bloccate da una manifestazione, una delle tante, e avevo dovuto raggiungere Sampierdarena con un lungo percorso sulle alture
Genoa, a still city
Wind Generators just east of Idaho Falls, Idaho.
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Explore / Interestingness #232 - 29 May 2007 - Thank you! This image also had a brief stent on the Explore front page on the same date.
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E' detto quasi tutto;
e come niente,
storia, ti disponi
proprio lì sul confine
dove si fanno i fuochi
e le danze di rito,
qui dove le mele e il pane
sanno d'inverno
e di mestizia,
per le diritte strade
che ho disceso
con il sollievo intrepido
dello sparviero,
per i remoti grumi
di pietre nei sentieri del Carso.
E' detto quasi tutto
ma resta un groppo nero
un fascio d'anni e stenti
che si ritrae ancora
se tento di guardarlo.
da 'Dialoghi con la vita e con la morte' P.L. Venilia editrice, Padova 2001.
Ten years ago today I had open Heart surgery. Thanks to good Doctors,nurses and a few stents later I am able to celebrate another beautiful spring. A very Happy fence Friday to everyone.
Bottrop
Ruhrgebiet
NRW
„Astrid, würde ich wirklich jemals meine Autobiographie zusammenhängend niederschreiben, würde ich sie selbst nicht lesen wollen. Kennst Du dieses Gefühl, am Ende eines Tages nicht glauben zu wollen, dass Du selbst diesen Tag wirklich gelebt hast? Ich glaube, dieses Gefühl kennst Du. Ja, das glaube ich wirklich. Jeder erlebt solche Tage. Sie gehören zu unserem Leben. Und dieses Gefühl, wenn Kummer, Sorgen und Tränen vergehen wie sich auflösende Regenwolken ist ebenso tröstend wie das Sonnenlicht, das einen Regenbogen erstrahlen lässt... Aber bei mir gab und gibt es so oft diese Schleifen, in denen sich Ereignisse wiederholen.... Meine Mutter ist im Spätsommer 2015 nach einer langen Agonie und einem dahinvegetieren im Wachkoma endlich erlöst worden. Das habe ich hier schon einige Male in meinem Tagebuch erwähnt. Seit einem Jahr habe ich nachts oft diesen einen Traum, in dem ich in ihrem Zimmer sitze und ihr beim Sterben zusehe. Und höre, wie sich ihre Lungen langsam mit Schleim füllen. Egal, wie oft wir ihn auch absaugen. Dieses Geräusch verfolgt mich heute. Und lässt mich Nachts aufschrecken, oft schweißgebadet. Die Entscheidung, sie nicht mehr ins Krankenhaus zu bringen, habe ich alleine getroffen. Nein, nicht ganz alleine. Meine Frau war an meiner Seite und dafür bin ich ihr so dankbar... Am Freitag haben wir Marions Mutter in ihrem Schlafzimmer gefunden. Nach einem Hirnschlag. Wir wohnen hier alle sehr nahe beieinander. Marions Mutter, ihr Bruder und wir beide. Wir haben zusammen auf den Krankenwagen gewartet, der sie ins Krankenhaus gebracht hat... Die erste OP war noch am Freitag Abend. Ein Stent im Gehirn... Samstag waren wir noch bei ihr. In der Nacht zu Sonntag ist dann die Naht in ihrem Kopf gerissen und sie musste ein zweites Mal operiert werden. Noch auf dem OP-Tisch wurde sie reanimiert... Jetzt warten wir darauf, wie sich die Dinge entwickeln. Und ich fühle mich so, als würde in meinem Kopf der Film mit meiner Mutter vor vorne ablaufen... Darum habe ich am Freitag und Samstag die Türen in mir aufgerissen und habe Dinge Preis gegeben, die ich vielleicht besser für mich hätte behalten sollen. Auf dem Buchcover hier steht kein Genre. Ich schreibe mein Leben nieder und ihr lest die Sätze ohne Vorwarnung. Ohne, dass ich euch überhaupt gefragt habe, ob ihr diese Handlung wirklich lesen wollt. Aber ich muss Platz machen. In mir. Weil der Druck sonst zu groß wird und ich vor diesem einen Moment Angst habe, an dem es mein Innerstes zerreißt... Ich habe für mich Wege gefunden, mit meinen Emotionen umzugehen. Oft gelingt mir das auch. Und mir hilft es ungemein, darüber zu schreiben, was in mir vorgeht. Warum ich das hier öffentlich mache? Weil ich nichts von euch erwarte. Aber ich euch trotzdem für einfühlsame, verständnisvolle Kontakte halte. Und ja, sogar für Aufrichtige gar... Dafür muss ich 'Danke' sagen... Und mehr noch... Und wenn ich hier offen über meine Depressionen schreibe, dann eigentlich nur aus einem Grund: Vielleicht liest das hier irgend jemand, den ich nicht kenne und den ich davor bewahre, an der Dunkelheit in seiner Seele zu ersticken. Ich kann niemanden mit meinen Worten retten. Aber ich kann vielleicht diesen einen Gedanken erwecken, dass es immer einen Grund gibt, nicht die Endgültigkeit zu suchen. Nicht wegzuwerfen und nicht aufzugeben...“
perdersi nel paesaggio.
gli occhi, avidi di spazi aperti dopo mesi di vita cittadina, stentano a contenere questa meravigliosa visione e ne fanno scorta.
adesso, mi basta chiudere gli occhi e sono di nuovo li', tra vento nuvole e prati.
Nel mese di marzo del 1306 Dolcino e i suoi seguaci sono ormai stremati dalla fame e dagli stenti e fuggono dalla Parete Calva, sopra Rassa in Valsesia; valicano le montagne che separano la Valle di Rassa dalla Valsessera, e attraverso sentieri ricoperti dalla neve, dopo molte difficoltà si stabiliscono su di un monte, sopra Trivero, che poi si chiamerà monte Rubello; qui allestiscono rustiche fortificazioni tentando di resistere ai loro nemici.
Resistono un anno nonostante siano assediati da ogni parte e l'esercito nemico impedisca loro di scendere a valle per i rifornimenti.
Finchè, nel marzo 1307, viene indetta contro di loro una vera crociata: nonostante una strenua resistenza e molto sangue versato da entrambe le parti, i dolciniani perdono la loro ultima battaglia. Su richiesta del papa Clemente V Fra Dolcino, Margherita e il fedele Longino vengono catturati vivi, portati dal vescovo Raineri, nel castello di Biella, processati e condannati a morte. Longino muore sul rogo a Biella; Dolcino e Margherita trasportati a Vercelli e condotti su un carro, visibili a tutti, per le vie della città fino al torrente Cervo. Il 1 giugno dello stesso anno, dopo essere stati orrendamente torturati vengono bruciati sul rogo.
www.supervulcano.it/news/248-13-settembre-2015-sui-passi-...
Una feroce compassione
Dalla stanza dove il respiro secco
ingigantiva il passo della morte
alla soglia stellata dove la parola
prima che mi uscì fu ‘adesso resto io’
era un percorso lungo nella notte
ancora fredda di marzo. Erano stelle
confuse lontanissime il sollievo
di animale che ha sfuggito lo sparo
la fortuna incerta futile di un giorno,
di qualche anno ancora, forse, di sopravvivenza,
l’ebete corsa con lo sguardo
all’orologio – l’una passata - e poi
a due che uscivano dal bar
veloci litigando scontenti
senza curarsi d’essere ancora vivi
e all’improvviso nella notte
avere sonno, ricordarsi l’ostinato refrain
di una canzone idiota, la nascita dei figli,
una cravatta sparita chissà dove,
oscillare
lungo l’orlo di un pozzo senza nome
tiepido nero nauseabondo,
il prima e il dopo,
quella cortina secca opaca in mezzo,
il battito dell’occhio,
ricordarsi la detestazione
gli urli e i silenzi cupi
la sua faccia angosciata alla finestra
-‘non telefoni mai’-
l’affetto suo nevrotico invadente
avvertire poi, di spalle inaspettata
una feroce compassione
dirmi come se fosse un altro a dire
con faticosa
con stentata pena
‘mia madre è morta’.
da 'La mia parte' P.L. 2005
mai, mai più rinunciare a mezza giornata di lavoro il sabato, solo per far contente delle persone. mai. soprattutto con questi chiari di luna ...
perché poi piove...
e allora, visto che ho perso il lavoro di oggi, che diluvi, democraticamente, per tutti: su di me che sono una perfetta idiota e su chi sta in vacanza. ahahahahaha!
ore 9.46.. azz, sono stata presa sul serio.. sta diluviando :))
BETTER DAYS AHEAD - Pat Metheny
[giorni migliori di qui in avanti? a volte stento a crederci :) ]
Percorso dell' Acquedotto storico verso Monte Lago.
Un percorso di 28 km che si snoda tra prati, mulini ad acqua ora adibiti ad abitazioni, uliveti, orti incolti, boschetti di macchia mediterranea, rivi e cascatelle, frazioni abbandonate. Mi raccontavano che in una di queste case sul monte vive un uomo di una cinquantina d'anni solo, come un eremita, circondato dai suoi gatti anch'essi affamati. Ogni tanto qualcuno gli porta qualcosa da mangiare.
La via dell' acqua si snoda in questo paesaggio, tra ponti possenti, gallerie, tratti lastricati di pietra sotto cui continua a scorrere l'acqua, che ha alimentato per secoli il porto e la città Non ci sono però più tracce dell'antico Acquedotto Romano.
Si è immersi nella natura e si stenta a credere che siamo alla periferia di Genova, e poco sotto, nella valle, la Val Bisagno, c'è la città, con i suoi quartieri , caseggiati ammassati l'uno sull 'altro ( S. Siro di Struppa, S. Gottardo, Molassana...). Una parte di Genova a me sconosciuta, che pure ci sono nata e che ora mi appassiona scoprire
The Way of the ancient Aqueduct of Genoa
"E' un' umana (anche se stento a crederlo).
Ama registrare i nostri discorsi, stare nel mezzo delle nostre ombre e rivelare i nostri comportamenti piu' inconsueti."
S. Minutolo da "Versi da capirsi"
Oggi Giornata Mondiale in memoria delle vittime dell'immigrazione, che commemora i 368 migranti scomparsi nel naufragio del 3 ottobre 2013 al largo di Lampedusa. Da quel giorno oltre 20.000 migranti e rifugiati sono morti nel Mediterraneo. Degli studi ( tra gli altri, i dati dell'articolo: 'Un cimitero chiamato Mediterraneo' ), dimostrano che il 'principio' secondo cui a un minor numero di arrivi corrisponderebbe un minor numero d morti non è vero. La questione è molto più complessa e presenta aspetti diversi in base alle rotte prese in considerazione. I dati dimostrano che di fronte alla diminuzione degli arrivi il tasso di mortalità è aumentato ( un morto ogni nove, mentre nel 2017 era uno ogni diciotto).
È un argomento scottante, perché divide non solo l'Italia, ma il mondo intero e che spaventa. Un problema su cui anche io devo riflettere molto perché la soluzione è estremamente complessa, se mai esiste.
Resto perplessa anche davanti alla parola 'accoglienza', detta con facilità : se ho una casa di sei stanze, non posso accogliere centinaia di persone... Bisogna fare i conti con le nostre forze, con la razionalità, al di là dei desideri del cuore. So solo che non si possono lasciar affogare bambini, esseri umani, oppure lasciarli morire di fame e di stenti, o torturati nelle carceri. Lì potremmo esserci anche noi, I nostri figli. Ed è l'ingiustizia che costringe molti migranti a lasciare le loro terre, non dimentichiamolo.
Le soluzioni, oltre a non essere facili, richiederanno molto tempo, e non possono essere costruire muri, chiudersi nel proprio piccolo recinto, guerre... La cosa principale è di non perdere la nostra umanità, di superare l'egoismo, di non chiudere i occhi, per un'accoglienza diffusa e mirata di tutte le Nazioni, a seconda delle loro possibilità reali, e un aiuto concreto ai Paesi più poveri, spesso sfruttati.
Piccoli passi in questi giorni con il tentativo del superamento del Trattato di Dublino,
Genova, un signore 'bianco' aiuta una piccola bambina 'nera' a entrare in acqua
I will help you
Today World Day for the victims of immigration
I have been overwhelmed with family health problems, our older son had a stroke, I Also had little accident in the house fell and hit my head-on the marble floor, the ambulance took me to the hospital and found out I had blockage they put me a stent and i am good as new,
both me and my son doing fine thank God!
Vico agli orti di Banchi
Le case sembrano quasi appoggiarsi l'una con l'altra, mentre la luce penetra a stento.
All'angolo una delle numerose edicole religiose della città, posta qui nel '700. È dedicata al fervente predicatore, domenicano di Valencia, Vincenzo Ferreri, che visse nella seconda metà del' 300.
L'iscrizione rievoca i suoi miracoli e la sua generosità.
Genova, centro storico verso Piazza Banchi
Lanes, historical centre of Genoa
In pandemic times...
C'era davvero troppa folla sulla passeggiata Anita Garibaldi, di Genova Nervi, si riusciva a stento a passare.
L'ultima volta c'ero stata a maggio, dopo la riapertura dal periodo di confinamento e c'erano poche persone. Mi era venuta voglia di rivedere il Roseto, dopo settimane trascorse a casa...non immaginavo una situazione simile. Probabilmente la gente non si rende conto del pericolo incombente, oppure vuole godersi le ultime giornate tiepide di sole, prima di un possibile nuovo lock down. Ho poi visto in TV la gente che si precipitava in stazione per raggiungere le seconde case, dopo la proclamazione della Lombardia e Piemonte Zone Rosse...
Sarebbe stato più saggio rinunciare e tornare indietro, ma era troppa la voglia di vedere un po' di sole, di fiori e di mare. Aspetterò, con un po' di timore, per vedere se compare qualche sintomo. Oppure sarà meglio che pensi ad altro, molto meglio.
Intanto la Liguria si prepara a essere Zona Arancione, o addirittura Rossa...
Genova Nervi
facciamo brindisi.
Ho qui una canzonetta
di fresco data fuori
vivace, graziosa
che gusto vi può dar
Gaetano Donizetti, L' Elisir d'amore. Scena prima
Mentre in Turchia e Siria si sta lottando per la vita, qui uno spettacolo di canzoni insulse e noiose. Forse quest'anno si sarebbe potuto sospendere in segno di solidarietà e inviare i soldi a quelle popolazioni.
Invece per la prima volta partecipa anche il Presidente della Repubblica.
Intanto il numero dei morti sta crescendo inesorabilmente, quasi 8000, la gente è stremata dalle condizioni metereologiche proibitive, da ondate di nuove forti scosse, i soccorsi stentano ad arrivare per le strade impraticabili, mancano luce e gas e le eventuali proteste per i ritardi dei soccorsi sono represse duramente dal Regime.
In Siria la situazione è ancora più tragica, disperata : i soccorsi qui non arrivano, si scava con le mani tra la neve.
Con milioni di persone ammassate alle frontière, abbandonate, dopo 12 anni di guerra e di dure sanzioni da parte di Stati Uniti e UE, qui arriva solo qualche aiuto da parte di Russia e Iraq.
Intanto cantiam, che ci dobbiamo rallegrare
Non ho sentito il discorso di Benigni, che a me piace molto. L'ho letto : istituzionale, diverso dal solito. Meno male che ha detto che l'Italia è contro la guerra.
Bello il minuto di silenzio per la Turchia. Ma la Siria....?
The number of victims of the earthquake rises in Turkey and Syria...
Nella fustaia del bosco di montagna la luce filtra a stento. In questo caso, tuttavia, essa si colloca su una sponda lacustre e questo consente all'osservatore umano di cogliere la luce che filtra dall'esterno. Luce che porta con sé le trasparenze e i toni cromatici smeraldo delle acque alpine. Il margine del bosco, dunque si trasforma in un sipario interrotto da suggestive trasparenze ..... ..
Don't forget to.
"i sogni hanno bisogno di sapere che siamo coraggiosi"
"Abbi cura di te. Ogni volta in cui, crescendo, avrai voglia di cambiare le cose sbagliate in cose giuste, ricordati che la prima rivoluzione da fare è quella dentro se stessi, la prima e la più importante. Lottare per un'idea senza avere un'idea di sé è una delle cose più pericolose che si possano fare.
Ogni volta che ti sentirai smarrita, confusa, pensa agli alberi, ricordati del loro modo di crescere. Ricordati che un albero con molta chioma e poche radici viene sradicato al primo colpo di vento, mentre in un albero con molte radici e poca chioma la linfa scorre a stento.
Radici e chioma devono crescere in egual misura, devi stare nelle cose e starci sopra, solo così potrai offrire ombra e riparo, solo così alla stagione giusta potrai coprirti di fiori e di frutti. [...] E quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e va' dove lui ti porta."
(Susanna Tamaro- Va dove ti porta il cuore)
libri random dalla libreria e cioccolata calda
Walking Calgary, Alberta's Bow River pathway a photo of the cool Peace Bridge is not easy to pass up - why not take more than one shot?
Some people think Santiago Calatrava’s Peace Bridge resembles a giant Chinese “finger trap", others call it a "twizzler” and some cardiologist call it, “the stent.”
Calatrava defines the bridge structure as a helix developed over an oval cross section with two clearly defined tangential radii creating an architectural space within - got that?
No matter what you call it, it is a striking piece of sculpted steel. The bridge opened 24 March, 2012.
Calatrava is a structural engineer, born in 1951 in Valencia, Spain and is renowned for his bridges; train stations and museums.
Parliament Hill, in Ottawa, Ontario
West Block. It now hosts Canada’s members of Parliament in its interim House of Commons Chamber. In 1859, architects Thomas Stent and Augustus Laver designed the West Block in a Gothic High Victorian style.
A Gaza non esiste il silenzio : nonostante la tregua continua ad esserci il rumore assordante delle bombe, le urla di chi vede morire e sta morendo. Di fame, di freddo, di stenti.
Dall'altra parte c'è il silenzio assordante dei media e il silenzio internazionale che copre una situazione sempre più disperata .
Non si sente più parlare neppure dei gruppi 'pro Pal'.
Tutto sembra essere offuscato dalle luminarie del Natale, dalla gente che si affretta a scegliere gli ultimi regali, a scambiarsi auguri, a fare preparativi di pranzi o vacanze.
Forse laggiù il silenzio c'è in qualche cuore di bambino, che non riesce più nemmeno a piangere
The silence of Gaza
Das Owschlager Moor, etwas nördlich des Flusses Sorge, ist durch mehrere reizvolle Wanderwege erschlossen. Es steht unter Naturschutz.
www.outdooractive.com/de/wanderung/binnenland-schleswig-h...