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Montenero di Bisaccia (Mundunire in montenerese) è un comune italiano di 6.813 abitanti in provincia di Campobasso, nel Molise. Fino al 1790 era ancora parte integrante dell'Abruzzo Citeriore secondo quanto risulta dalle Carte della Calcografia Camerale e di Giovanni Antonio Rizzi Zannoni.[3][4]
Quanto tempo è occorso per "fabbricare" questa farfallina. Quanto ha impiegato il Sistema Naturale per definire questa specie; quanti millenni e quante mutazioni sono occorse. Tanti, tantissimi, milioni. Questo dovrebbe chiedersi la divinità-uomo ogni qualvolta porta una specie vivente alle soglie dell'estinzione: solo questo ..... ..
Helios 44-2 58mm f/2
m.youtube.com/watch?v=FkTtldGRxMo
L'alba ai granai, filtra di qua dal monte
Piano si accende, striscia e dà vita al cielo
Scende e colora vivida il fiume e il ponte
Oh… è tempo per noi di andare via
Un respiro d'aria nuova
Chiudo gli occhi e sento di già
Che la stagione mia s'innova
Un soffio caldo che va
Un sogno caldo che va
Sogni che a volte s'infrangono al mattino
Spengono l'alba, ci spengono oh pa'…
Ma quanti cani mordono il tuo nostro cammino
Oh… ma i sogni sai non dormono mai
Un respiro d'aria buona
Chiudo gli occhi e sento di già
Che la stagione mia ritrova
Un soffio caldo, libertà
Oh oh oh oh la… libertà
Sotto un cielo d'aria nuova
Apro gli occhi e sento di già
Sento pace nell'aurora
Un soffio caldo, libertà
Un sogno caldo, libertà
Oh oh oh oh la… libertà
(Zucchero - Un soffio caldo)
Qui siamo a Walwis Bay una località balneare a pochi km a sud della città di Swakopmund. In queste baie si radunano enormi quantità di fenicotteri rosa, una delizia per gli occhi e per lo spirito.
Il loro colore mi è tornato alla mente in questi giorni difficili e lo voglio riproporre come augurio per il prossimo futuro.
Finesettimana a Milano in quanto mio marito ha partecipato alla maratona. La cittá con il cielo azzurro azzurro e una tranquillitá inaspettata, mi ha affascinato e sorpreso positivamente.
Se ieri questa metropoli si é mostrata immersa in una giornata meravigliosa che l'ha illuminata, stamattina una spruzzatina di neve sui tetti e una pioggerellina sottile l'hanno resa comunque meravigliosamente malinconica...
Fascino autunnale :)
La stazione é una meraviglia. L'avevo vista diverse volte e anche questa l'ho trovata sempre bellissima.
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Devo ammettere che il panorama da casa mia normalmente non sia un granchè ... talvolta però il cielo regala una tavolozza di colori abbacinanti, come l'alba (si fa per dire in quanto erano circa le 8,30) di qualche giorno fa, quando il cielo ad oriente si è incendiato.
Il fenomeno è durato solo pochi secondi, per fortuna mi ero già alzato (da poco) ed avevo la compattina a portata di mano.
Prima luce, quanto mi eri mancata.....scatto da auto, prima timide apparizioni del becca !
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Não sei quantas almas tenho.
Cada momento mudei.
Continuamente me estranho.
Nunca me vi nem acabei.
De tanto ser, só tenho alma.
Quem tem alma não tem calma.
Quem vê é só o que vê,
Quem sente não é quem é,
(Fernando Pessoa)
A volte l'ambiente che si apre dinnanzi all'osservatore umano, sembra quasi del tutto deserto di forme di vita. Distese desertiche, così come distese d'acque appaiono realtà che esprimono un vuoto incolmabile. Eppure bastano pochi, minuscoli elementi per comprendere quanto sia invece complesso e prezioso l'universo vivente che li popola. Come in questo caso, con un marangone minore e due ciuffi di giunco ..... ..
Quant més pateix més bonica...
Quant més pateix més et necessita...
Cuanto más sufre más bella...
Cuanto más sufre más te necesita...
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The Queen of Spring is also the Queen of legends
La pivoine chez les Grecs
Dans leur culture, la pivoine est bien plus qu’une jolie fleur des beaux jours, elle est d’abord considérée comme une plante médicinale. Cette faculté a par ailleurs nourri un mythe grec, où se mêlent colère des dieux et guérison. Son nom d’après les rumeurs, lui viendrait du médecin Péon, disciple d’Asclépios, dieu de la médecine. Ce dernier aurait trouvé un remède à la douleur des femmes durant leur accouchement. Son maître jaloux de son talent, se dit que finalement, il mériterait bien de mourir celui-ci. Fort heureusement pour Péon et pour nous, Zeus proposa une punition moins dramatique et changea le jeune médecin en la fleur qu’il avait découverte : une pivoine. Aussi réputée pour ses couleurs vives, ses teintes et nuances ont également inspiré une légende qui continue d’exister dans notre monde moderne, à travers l’expression : “rougir comme une pivoine”.
L’histoire parle ici de la nymphe Péone, qui comme la plupart des naïades était d’une incroyable beauté. Courtisée par tous les dieux, elle eut la mauvaise idée d’en faire un peu trop et d’enfreindre le code divin de la pudeur. Un faux pas, provoquant l’indignation des tout-puissants, qui décidèrent alors de la changer en une fleur extraordinaire : une pivoine. Quant à son erreur de jugement, pour l’inscrire à jamais dans l’histoire, ils donnèrent à ses pétales la couleur de la honte, le rouge. D’où l’expression…
La pivoine au pays du Soleil Levant
L’ Asie regorge de mythes et légendes, qui nous en apprennent un peu plus sur notre fleur préférée. La première, raconte en partie pourquoi le printemps est la saison favorite des pivoines. En Chine durant la dynastie Tang, un jour de grand froid d’hiver, l’impératrice Wu Zetian après avoir bu un peu trop de vin, exigea des fleurs de son jardin qu’elles fleurissent pendant la nuit, pour la satisfaire au petit matin. Le calendrier des fleurs était apparemment le cadet de ses soucis...
Son nom signifiant “celle qui discipline le ciel”, cette dernière était persuadée qu’aucune variété fleurie n'oserait lui désobéir. Le lendemain, seule la pivoine avait décidé de n’en faire qu’à sa tête et d’attendre le printemps. La reine de la saison apparaît alors pour la première fois, comme une fleur au caractère bien trempé. Folle de rage, l’impératrice exila toutes les pivoines du pays à Luoyang, où finalement, elles s’épanouirent fièrement, donnant lieu à un merveilleux spectacle fleuri. La ville est depuis la capitale de la pivoine, et organise chaque année un festival qui lui est dédié.
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The peony among the Greeks
In their culture, the peony is much more than a pretty flower for sunny days, it is first and foremost considered a medicinal plant. This faculty also nourished a Greek myth, where anger of the gods and healing mingle. Its name, according to rumors, comes from the doctor Péon, disciple of Asclepius, god of medicine. The latter would have found a remedy for the pain of women during childbirth. His master, jealous of his talent, said to himself that in the end, he deserved to die this one. Fortunately for Peon and for us, Zeus proposed a less dramatic punishment and changed the young doctor into the flower he had discovered: a peony. Also famous for its bright colors, its shades and shades have also inspired a legend that continues to exist in our modern world, through the expression: “blush like a peony”.
The story here is about the nymph Péone, who like most naiads was incredibly beautiful. Courted by all the gods, she had the bad idea to do a little too much and break the divine code of modesty. A false step, provoking the indignation of the all-powerful, who then decided to change it into an extraordinary flower: a peony. As for its error of judgment, to inscribe it forever in history, they gave its petals the color of shame, red. Hence the term...
Peony in the Land of the Rising Sun
Asia is full of myths and legends, which teach us a little more about our favorite flower. The first, partly tells why spring is the favorite season for peonies. In China during the Tang Dynasty, on a very cold winter day, Empress Wu Zetian after drinking a little too much wine, demanded flowers from her garden to bloom during the night, to satisfy her in the early morning. . The flower calendar was apparently the least of his worries...
Her name meaning "she who disciplines the sky", the latter was convinced that no flowering variety would dare to disobey her. The next day, only the peony had decided to do as it pleased and to wait for spring. The queen of the season then appears for the first time, like a flower with a strong character. Mad with rage, the Empress exiled all the peonies in the country to Luoyang, where they finally blossomed proudly, giving rise to a marvelous flowery spectacle. The city has since been the capital of the peony, and organizes a festival dedicated to it every year.
"Arriviamo alla Certosa e iniziamo la visita al Museo, lui ci raggiunge al primo piano e ci fa da guida spiegandoci la storia di tanti giocattoli e di tante cere che vediamo intorno a noi, è uno splendido viaggio nell'infanzia!!...
Finita la visita ci sediamo e comincia a raccontarmi di sè della sua infanzia, del suo lavoro di ceroplasta al museo delle cere di Parigi, del suo ritorno in Sicilia e di tanto altro ancora ..."
www.ilsicilia.it/la-denuncia-di-pietro-piraino-non-fate-m...
Il Museo del giocattolo e delle cere Pietro Piraino è ospitato a Bagheria (PA) nella certosa di Villa Butera in via Dietro Certosa s.n.c.[su siti esterni si parla di Palazzo Cutò]. Il museo espone circa 1600 giocattoli prodotti dal II secolo a.C. al 1900, e 100 opere in cera, risalenti al XVIII e XIX secolo.
Annesso al museo una sala multimediale con affreschi del Velasco, un'aula per la didattica, un laboratorio per il restauro di cere, statue lignee, presepi, giocattoli, un book shop, una caffetteria e un ampio giardino
da: it.wikipedia.org/wiki/Museo_del_giocattolo_Pietro_Piraino
Il museo del giocattolo, frutto di anni di ricerche e di lavoro dello studioso Pietro Piraino Papoff e delle di lui figlie Laila e Lucilla, nasce da un progetto unitario di Advocacy per l'infanzia a più livelli allo scopo di educare i bambini all' interculturalità.
Attraverso il gioco ed "il viaggio virtuale nel tempo", si vuole creare un ponte attraverso il quale possa viaggiare solidarietà ed accettazione delle diversità.
Le collezioni di giocattoli e di cere esposte nei locali del museo sono state poste sotto vincolo dalla Regione Sicilia, Assessorato Beni Culturali, Ambientali e
P.I. , ai sensi del Dgs. 490 del 29/10/1999 e DDG 1017 in quanto dichiarate di enorme valore demo-etno-antropologico.
Rouyn-Noranda. Ce n'est qu'un aurevoir car malgré la grande collaboration de Marie Roy, je n'ai pas réussi à entrevoir le cygne trompette, une autre espèce vedette de l'ouest. Quant à la perdrix à queue fine, elle est très difficile à apercevoir. See you next year.
oil/acrylic on canvas, 40x50 cm
www.instagram.com/p/DUgMPqzDWGn/?img_index=1
Nell'arte astratta, l'utopia non è solo un tema, ma la funzione stessa del linguaggio visivo. Essa opera come metafora di un ordine superiore — spirituale o sociale — che la realtà materiale non riesce a contenere.
L'utopia come metafora nell'arte astratta agisce come un ponte tra il presente caotico e un futuro ideale, usando un linguaggio visivo che è tanto "irraggiungibile" nel mondo materiale quanto "presente" nella forza della visione artistica.
Come dimenticare questa data - l’ora - i minuti…
Avevi 5 anni più di me … e ne sono già passati 4.
Mi accorgo, che sto raggiungendo la tua età.
Ci hai insegnato, come affrontare il dolore,
l’ultimo mese, quella volta nel tuo orto, eri caduto,
addirittura sorridendo, mi hai chiamata:
“Lilly … tirami su !!!”
Si tesoro caro … sei stato un grande esempio per tutti noi!
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Quanto mi consola invece, ricordare quando - da spensierati
la vita ci sorrideva - (per questo i miei piccoli Video)
documentano i nostri preziosi anni da pensionati.
Non per niente Laila per il nostro 55° Anniversario - scriveva:
“il segreto della vostra vita, sta nel avere capito,
che ci possono essere crepuscoli … più radiosi delle aurore
e nell'aver saputo invecchiare uniti e concordi” …
Aveva ragione amore bello!!! - Questa è stata la nostra fortuna!!!
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Amici cari … a tutti voi … un abbraccio davvero affettuoso
da Liliana.
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Comacchio la piccola venezia !!! (Ferrara)
Please no invitations and no multi invitations! Grazie !!
"Quanto tempo faz que a gente não se vê ?
As fotos envelheceram em nós
Sorrisos amarelos em poses tão clichês
A gente se perde sem sentir
Venha-me sonhar, deixe-se viver
Nem tudo que é só é tão ruim
Tanto eu lhe quis, a gente nem se fez
Mas vem me fazer feliz então"
Felixbravo - Lágrimas de nós dois
Meu desânimo pro flickr tá incrível Oo
L'alpe Obre Staful m.1942 è posta su un pascolo panoramico di fronte al versante orientale dei quattromila del Sempione in alta Laggintal: a questa baita è stato dedicato meritatamente il nome di "Bella Vista" !
Alpe Obre Staful m.1942 is located on a panoramic pasture facing the eastern slope of the four thousand meter peaks of the Simplon in the upper Laggintal: this hut was deservedly named "Bella Vista"!
“Quando sei in viaggio ricordati sempre che la strada può portarti molto più lontano di quanto la tua vita possa credere.”
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Quanto più chiudo gli occhi, allora meglio vedono, perché per tutto il giorno guardano cose indegne di nota; ma quando dormo, essi nei sogni vedono te.
(William Shakespeare)☀️🌻
Quanto mi mancano le mie montagne... e il cadore imbiancato dalla neve recente
Speriamo di potervi tornare presto..
Buona giornata, foto dal mio archivio, Valle di Cadore.
#vallecadore #cadore #tramonto #chiesa #sunset #neve #cime #dolomiti #light #rocks #rocce #snow #neve
Quanto bela ti xe, Venezia mia!
Mi no posso finir mai d’amirarte....
Paradiso sul mar, cuna(1) de l’arte,
Viver sempre e morir qua mi voria.
Co’ ti xe tuta piena de alegria
Ti ti me scaldi ’l cuor solo a vardarte;
Co’ ’l çiel xe bruto e par che ’l vogia odiarte,
Sento in tel cuor ’na gran malinconia.
Venezia cara, silenziosa e quieta,
Xe la belezza tua che à sugerio
Versi al zovene cuor mio de poeta;
Venezia, logo che no ga ’l secondo,
Te vogio ben come a ’na mare el fio:
Lontan da ti mi son fora del mondo.
( Antonio Negri - 1877 – 1956)
*1, cuna = culla.
L'uomo si affanna a costruire giardini ridondanti, zeppi di piante artificiose in quanto modellate da lui stesso sui suoi discutibili e pacchiani gusti. Raramente egli osserva e percepisce i suggerimenti della Natura. Basterebbe si sforzasse di farlo e potrebbe realizzare gioielli di essenzialità, buon gusto e raffinatezza supremi. Come questo giardino roccioso con violaciocca ..... ..
E' incredibile quanta inventiva, pazienza e plasticità abbiano i personaggi che decidono di vestirsi in maschera. A prima impressione sembrerebbe che i due nella foto si siano prestati a mettersi in posa assecondando qualche richiesta di fotografi di passaggio... invece vi assicuro che erano loro i registi di questi siparietti... sono i primi a divertirsi e a giocare, come non assecondarli???? ;))
Vide 'o mare quant’è bello, spira tantu sentimento, Comme tu a chi tieni mente, Ca scetato 'o fai sunnà.
Translation:
View the sea, how beautiful it is, it inspires so many emotions, like you do with those you keep in mind, who you dream of while still awake.
Composed in 1894 by Italian musician Ernesto De Curtis to words by his brother, famous Neoplitan poet and painter Giambattista De Curtis.
View is from Sorrento promenade with view of Vesuvio and Torre del Greco on left & Torre Annunziata at right.