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Aircraft information

ModeS

478481

Registration

LN-NOC

Type code

B738

Type

Boeing 737-81Q

S/N

30785

Airline

Norwegian (Ole Bull livery)

Frontline buses of Lichfield acquired a couple of ex WMT vehicles Fleetlines and nationals in the early 90s and was used on competion on 94/96 against WMT.

 

Location: Smiths Wood

June 1992

 

This Kit fox with prey was caught on a game cam in Emery County. The BLM sensitive Kit Fox is a nocturnal hunter. It primarily hunts small rodents like kangaroo rats, but can be seen here with what is most likely a desert cottontail rabbit in its mouth.

 

Public lands are home to many flying, running, and swimming creatures. This album includes photos of animals you may see on public lands in the Price Field Office, located in central Utah. Watching wildlife can be a lot of fun, and when you see animals on public lands remember three things: 1. Keep a safe distance, 2. Don't chase, harass, or feed them, and 3. Do your best not to disturb their habitat.

 

Photo by Kegen Benson, BLM Wildlife Biologist.

Seattle, WA - South Lake Union

NOC Abandoned Plymouth

 

NOC Abandoned Plymouth

 

West Midlands PTE Fleetline 6600 NOC 600R at Wythall on 27.08.07.

NS GP38-2 #5311 leads a CASO local past the Edison station shortly after nightfall.

Pride of the Clyde

 

Some scans of recently discovered old 6 x 4 prints taken by myself back in the 1980s and 1990s. These were taken with my trusted Canon AE1 camera and at the time I didn’t think some of them were good enough to use however, I thought some might find them interesting and that I would now share them.

Ver todo el trabajo gráfico y fotos en: www.nocproject.com/

Minimal Playing Cards

Minimal Playing Cards

Minimal Playing Cards

Minimal Playing Cards

Questo delizioso ristorante è immerso nel verde del Parco Regionale dei monti Simbruini. Sono presenti sia gazebi per godere del panorama esterno,del contatto con la natura cullati dalla musica del fiume Simbrivio , che di posti a sedere all'interno nella calda e ricca atmosfera della sala al coperto. Superba la cucina ed ottimo il servizio amichevole.Oltre che visitare Vallepietra ed il suo famoso Santuario della Santissima si può ammirare anche nelle immediate vicinanze la cascata di Trevi nel Lazio (Fr) che è un autentico spettacolo della bellezza e della poesia della natura.

 

Vallepietra is a comune (municipality) in the Province of Rome in the Italian region Lazio, located about 60 km east of Rome.Vallepietra borders the following municipalities: Camerata Nuova, Cappadocia, Filettino, Jenne, Subiaco, Trevi nel Lazio.Vallepietra (825 metres) is encircled from high mountains covered from forests where dominate in the higher zones the beech and the maple tree and in the low part the oak and the elce. Its territory is limited from the mount Tarino (m 1986) that separates it from the territory of Filettino, from the mount Author (m 1853) that it separates it from Camerata and Subiaco, the Capitello that marks the border with Jenne, from the plateau of Faito that limits the borders with Trevi and from the plateau Field of the Stone that separates it from Cappadocia (Abruzzo). Small country in the valley of the Simbrivio River, affluent of the Aniene, can be caught up both passing for Jenne leaving from Subiaco and for Trevi leaving from Altipiani of Arcinazzo or from Filettino. The small village is rendered famous from the Sanctuary of the Saintest Trinità , that it recalls in the summer period a great number of pilgrims. The Vallepietra name in the ancient documents is called Vallis Pretarum and also Val de Preta: still today the old shepherds and mountain dwellers in call it Valle preta. Its more ancient part is around to the castle and the parochial church, while the modern part stretches to extend towards the road that connect to the Sanctuary. On the main public square, today Italy Public square, rises the parochial church and the rests of a baronial palace, represented currently from the tower and some premises incorporated in the town hall. The palace was wide and it extended to the current buildings of the schools and the municipium, until S. Francisco's square. The tower, restored in recent years, can be considered the symbol of the country; it introduces a square shape, it is high approximately twenty meters and it finishes with the merlons; it in origin was in the center of the palace and served like extreme shelter and defense.The entrance was situated up, with one small door that gives income to the inside; over the door there is the marble coat of arms of the Caetani of the branch of Filettino, sayings then exactly of the Tower or of Anagni; the origin of this coat of arms is in the year 1299, when Roffredo III Caetani married Giovanna dell'Aquila: in sign of this union the Caetani quartered the white eagles (aquile, in italian) on blue background of dell'Aquila with own two twin waves in field gold. The inner plans of the tower completely are separated. There is a single window that watches the public square, while in sides the characteristic embrasures of defense appear. Currently under the merlons, in the side that regard the church of S. Francisco and in that one turned towards the Italy Public square has been placed the quadrants of the new public clock. The country conserve still two doors: the door of the Sun that opened on the road for Rome and that Neapolitan one on the way for Naples

 

Vallepietra è un comune di 323 abitanti della provincia di Roma. Sorge al centro dell'appennino ad un'altitudine di 824 metri sul livello del mare, arroccato su uno sperone del monte Faito. A meno di 100 metri dal fondo della valle del Simbrivio, è incorniciata dai Monti Simbruini con montagne alte fino a 2000 metri, come i monti Tarino, Tarinello, Autore e Tagliata.Dall'arco montuoso della Valle sorgono numerosissimi torrenti che forniscono acqua a moltissimi comuni, tanto da essere il bacino di sorgenti d'acqua più esteso d'Europa. Il torrente più grande è quello del Simbrivio, che riceve affluenti da tutta la valle e affluisce all'Aniene, che a sua volta solca l'omonima valle, attraversando i comuni di Subiaco, Tivoli e Roma. Una volta la diga Acea navigabile a fondo valle raccoglieva le acque del torrente.Dal fondo valle a 750 metri, interamente coltivato negli 11 secoli dell'esistenza del paese si sale agli 800 metri, arricchiti dal verde dei fitti boschi di latifoglie e conifere, oltre i 1300 metri i fitti boschi lasciano il posto ai radi pascoli erbosi e alle rocce nude rivestite di muschi e licheni.Negli ultimi anni le specie animali stanno nuovamente aumentando grazie allo spopolamento del paese, e all'abbandono delle attività agricole e pastorizie a causa dello sviluppo tecnologico e all'inurbamento nelle città più ambite dagli ex montanari, come Roma e le città dell'agro pontino. Sono presenti mammiferi erbivori come la Marmotta montana ad alte quote, onnivori come il cinghiale e l'orso Marsicano e carnivori come il tasso a fondo valle e il lupo appenninico, sono presenti rapaci come il falco pellegrino, l'aquila reale e la Quagliana dalla coda rossa.Il monumento più rilevante di Vallepietra è senza dubbio il santuario della Santissima Trinità, probabile insediamento rupestre neolitico, luogo di antico culto popolare collegato agli insediamenti benedettini di Subiaco, ancor oggi mèta di pellegrinaggi di intere comunità - spesso condotti a piedi.La sua collocazione ne fa il punto di convergenza di antichi percorsi di transumanza che collegavano i territori e le comunità montane di una parte rilevante delle odierne province di Roma e Frosinone, il che spiega la sua perdurante popolarità nonostante l'apparente isolamento del sito.Ancora oggi il santuario, che è parte di un eremo, è aperto solo dal 1º maggio al 31 ottobre.Il centro del culto popolare è un affresco della Trinità (detta popolarmente "la Santissima") databile attorno al XII secolo, che, come gli altri del santuario e delle sue catacombe, denota forti connotazioni bizantine.La festa della Santissima è mobile, cadendo la domenica dopo la Pentecoste, cioè circa 2 mesi (8 settimane) dopo Pasqua.Vallepietra (825 m s.l.m.) è circondata da alte montagne ricoperte da boschi dove dominano nelle zone più alte il faggio e l'acero e nella parte bassa il carpino, la quercia e l'elce. Il suo territorio è limitato dal monte Tarino (m 1986) che lo separa dal territorio di Filettino, dal monte Autore (m 1853) che lo separa da Camerata e da Subiaco, dal Capitello che segna il confine con Jenne, dall'altipiano di Faito che limita i confini con Trevi e dall'altipiano Campo la Pietra che lo separa da Cappadocia (Abruzzo).Piccolo paese nella valle del Fiume Simbrivio, affluente dell'Aniene, può essereraggiunto sia passando per Jenne partendo da Subiaco e sia per Trevi parten do dagli Altipiani d'Arcinazzo o da Filettino. Il paesino è reso famoso dal Santuario della Santissima Trinità, che richiama nel periodo estivo un gran numero di pellegrini. Il nome Vallepietra nei documenti più antichi è chiamato Vallis Pretarum e anche Val de Preta: ancora oggi i vecchi pastori e montanari in dialetto la chiamano Valle preta. La sua parte più antica è intorno al castello ed alla chiesa parrocchiale, mentre la parte moderna tende ad estendersi verso la strada che porta nei pressi del Santuario. Sulla piazza principale, oggi Piazza Italia, sorgono la chiesa parrocchiale ed i resti di un palazzo baronale, rappresentati attualmente dalla torre e da alcuni locali incorporati nel municipio. Il palazzo era ampio e si estendeva agli attuali edifici delle scuole e del comune, fino a Piazza S. Francesco. La torre, restaurata in questi ultimi anni, può considerarsi il simbolo del paese; presenta una forma quadrata, è alta circa venti metri e termina con i merli; essa in origine era nel centro del palazzo e serviva come estremo rifugio e difesa.

L'entrata era situata in alto, con una piccola porta che dà ingresso all'interno; al di sopra della porta vi è lo stemma marmoreo dei Caetani del ramo di Filettino, detti poi appunto della Torre o di Anagni; l'origine di questo stemma risale al 1299, quando Roffredo III Caetani sposò Giovanna dell'Aquila: in segno di questa unione i Caetani inquartarono le aquile bianche su sfondo azzurro dei dell'Aquila con le proprie due onde gemelle in campo oro. I piani interni della torre sono completamente separati. Vi è una sola finestra che guarda la piazza, mentre nei lati appaiono le caratteristiche feritoie di difesa. Attualmente al di sotto dei merli, nel lato che riguarda la chiesa di S. Francesco e in quello rivolto verso la Piazza Italia sono stati posti i quadranti del nuovo orologio pubblico. Il paese conserva ancora due porte: quella del Sole che si apriva sulla strada per Roma e quella Napoletana sulla via per Napoli; entrambe presentano lateralmente grosse cavità dove entrava il trave per sprangarle dal di dentro.

 

www.flickr.com/photos/luigistrano/4933521975/in/photostream/

 

www.youtube.com/watch?v=en6JNFrigd8

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