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La verità è sempre quella,

la cattiveria degli uomini

che ti abbassa

e ti costruisce un santuario di odio

dietro la porta socchiusa.

Ma l'amore della povera gente

brilla più di una qualsiasi filosofia.

Pacifica signs the creativity of the whole image of the Red Bull Music Academy 2011 Porto Hub. It is responsible for developing the identity of the event and all the associated communications.

 

Pieces:

-"O Conspirador" Journal

-Custom-made Mupi

-Poster

-Flyers

- Art Catalogue

- Press Kit

- ID Booklet

- E-news

And on...

Tokyo, Japan

December 19th, 2025

 

All photos © Joshua Mellin per the guidelines listed under "Owner settings" to the right.

 

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The Redbull Music Academy (RBMA) represents the strength of the culture of original music and returned in 2011 to Porto, after in 2009 and 2010 at Lx Factory in Lisbon.The starting point was a universe of ownership and traditional elements present in the industrial culture of downtown, contextualized in the use of two themes: Typographic and Fabric Warehouse. On this basis we shape (literally) the image and creative principle of the whole event re-inventing a contemporary language based on a traditional approach. We explored the fabrics not only as subject but as part of physical and usable objects, twisting and writing elements and materials in the pieces of com­mu­ni­cation, as laces,

fabrics and screen print­ing. The re-interpretation of these el­e­ments reinforced the creative character of the factors taken into disuse and out­dated.

 

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-"O Conspirador" Journal

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Scattata in Aprile 2009 durante l'occupazione del Rettorato dell'Università di Bologna da parte degli studenti del collettivo Bartleby. ( foto )

 

Chi è Bifo

 

Franco Berardi detto Bifo (Bologna, 2 novembre 1949) è uno scrittore, filosofo e agitatore culturale italiano.

 

All'età di quattordici anni si iscrive alla FGCI, ma ne viene espulso tre anni più tardi per "frazionismo". Partecipa al movimento del '68 nella facoltà di lettere dell'Università di Bologna, dove si laurea in Estetica con Luciano Anceschi e aderisce al gruppo extraparlamentare Potere Operaio di cui diviene una figura di spicco a livello nazionale.

 

Nel 1970 pubblica il suo primo libro, Contro il lavoro (edito da Feltrinelli). Nel 1975 fonda la rivista A/traverso, il foglio del movimento creativo bolognese del 1977; nei suoi scritti si definisce il centro della sua analisi, il rapporto tra movimenti sociali e tecnologie comunicative. Nel 1976 partecipa alla fondazione della radio libera Radio Alice e viene arrestato nell'ambito dell'inchiesta contro Autonomia Operaia per i tragici eventi di Argelato dove il carabiniere Andrea Lombardini fu ucciso nel corso di un controllo in cui sorprese alcuni militanti del gruppo che stavano preparando una rapina. Per richiedere la sua scarcerazione, Radio Alice organizza una festa in Piazza Maggiore cui partecipano oltre diecimila persone. Bifo viene scarcerato poco dopo, e diviene il leader dell'"ala creativa" della protesta studentesca bolognese del 1977.

 

Dopo la chiusura della radio da parte della polizia, contro Bifo viene spiccato un mandato per "istigazione di odio di classe a mezzo radio", per sottrarsi all'arresto fugge da Bologna. Si rifugia a Parigi dove frequenta Félix Guattari e Michel Foucault e pubblica il libro Enfin le ciel est tombè sur la terre (ed. Seuil).

 

Negli anni ottanta rientra brevemente in Italia e poi si trasferisce a New York dove collabora alle riviste Semiotexte e Musica 80. Viaggia a lungo in Messico, India, Cina e Nepal. In quel periodo inizia ad occuparsi della crescita delle reti telematiche e preconizza la futura esplosione della rete quale vasto fenomeno sociale e culturale.

 

Alla fine degli anni Ottanta si trasferisce in California dove pubblica alcuni saggi sul cyberpunk. Ritorna a Bologna e partecipa in veste di protagonista al documentario "Il Trasloco" di Renato De Maria, incentrato sulla storia del suo appartamento, prodotto dalla RAI nel 1991.

 

Nel 2000 fonda con Matteo Pasquinelli l'"ambiente di rete" Rekombinant.

 

Nel 2002 fonda Orfeo Tv, la prima televisione di strada italiana. Nel 2005 un suo pamphlet che si scaglia contro le politiche sociali del nuovo sindaco di Bologna Sergio Cofferati viene ripreso con enfasi dalle testate giornalistiche nazionali.

 

Attualmente lavora come insegnante presso l'istituto tecnico industriale Aldini Valeriani di Bologna. Pubblica regolarmente sul quotidiano Liberazione e sulla mailing-list Rekombinant.

 

da Wikipedia

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Nel capoluogo ligure le forze dell'ordine mantengono una presenza discreta

La manifestazione per chiedere la commissione d'inchiesta sui fatti del 2001

Genova, in tanti al corteo per il G8

Slogan, pochi insulti, nessun incidente

 

Genova, in tanti al corteo per il G8Slogan, pochi insulti, nessun incidente

GENOVA - Oltre 50 mila secondo gli organizzatori, 30 mila secondo la Questura. Comunque in tante, le persone che oggi pomeriggio hanno sfilato a Genova, per chiedere verità sui fatti del G8 - in particolare, l'istituzione di una commissione d'inchiesta, bocciata dalla Camera - e per contestare i 225 anni di carcere chiesti per i dimostranti di allora accusati delle devastazioni. Tra loro soprattutto giovani, che hanno chiesto che si faccia luce - "e si faccia subito" - su ciò che avvenne in queste stesse strade nel 2001. E lo hanno chiesto pacificamente, smentendo tutti i timori della vigilia.

 

Agenti "invisibili". Una giornata trascorsa senza particolari problemi, dunque, in cui bambini, giovani e anziani hanno manifestato lungo le vie cittadine. Tante le bandiere rosse, presente anche il comitato "No dal Molin", insieme a tante altre associazioni. Il servizio d'ordine è rimasto ai margini. Nessun uomo in divisa, presenti solo 700 agenti in borghese.

 

Il corteo. E' partito nel primo pomeriggio, intorno alle 15, dalla Stazione Marittima, e la testa è approdata alla meta finale, piazza De Ferrari, verso le 18, col centro storico quasi deserto. A guidare il serpentone di persone è stato Don Andrea Gallo, che giunto a destinazione è sceso dal camion che lo trasportava e ha gridato "giustizia!". Ben più colorite le parole con cui aveva aperto la manifestazione: "Dimostriamo per la democrazia; non lasciatevi provocare dai figli di puttana. Qui se non ci aiutiamo da noi non ci aiuta un cazzo di nessuno e mandate affanculo i profeti di sventura!".

 

Gli slogan più duri. Ma il fatto che la manifestazione sia stata pacifica non vuol dire che non ci siano stati momenti di tensione, o episodi non proprio edificanti. Come la scritta "10-100-1000 Raciti e Nassiiriya, polizia assassina", comparsa su un muro nei pressi del Porto Antico. Tra gli altri slogan forti, "un paese senza giustizia, con un Governo che non è di sinistra"; e "polizia assassina". Sullo striscione dei Carc, c'era scritto "no alle condanne ai compagni di Genova, no alle condanne agli antifascisti di Milano. Solidarietà a tutti i compagni e lavoratori colpiti dalla repressione".

 

Pochi insulti. Sono stati indirizzati contro agenti di polizia e carabinieri, da parte di settori anarchici e dei centri sociali, collocati al centro del corteo. Un gruppetto di ragazzi con sciarpe nere davanti al viso è passato da Via XX Settembre e ha cercato di provocare il cordone di carabinieri che presidiava il Tribunale. Uno di loro con la mano ha fatto il segno della pistola e ha urlato: "E adesso spara, servo, spara". Il gruppetto si è rapidamente allontanato. Alcuni anarchici hanno bruciato una bandiera americana.

 

In ricordo di Giuliani. Senza incidenti anche la commemorazione di Carlo Giuliani. Una cinquantina di manifestanti si sono recati a piazza Alimonda, deponendo dei fiori sul cancello della chiesa vicino al luogo dove il 20 luglio del 2001 morì il ragazzo. Accanto ai fiori, il testo di una canzone di Francesco Guccini intitolata - appunto - Piazza Alimonda. Sul posto è poi giunto anche il padre, Giuliano Giuliani.

 

Le polemica con Trenitalia. Riguarda il trattamento riservato ai manifestantti che hanno raggiunto Genova con i treni charter, provenienti da Padova e Napoli: i convogli sono giunti in ritardo, e le persone a bordo hanno denunciato le poche carrozze, la gente stipata e abbandonata a se stessa. Secondo il leader dei disobbedienti e deputato del Prc, Francesco Caruso, "malgrado gli accordi raggiunti con Trenitalia, e le garanzie date, stanotte per problemi tecnici non c'erano le carrozze aggiuntive a Roma: un viaggio di 14 ore senza nè luce e acqua. Questo significa voler fomentare gli animi".

 

La replica di Trenitalia. "La composizione di questi treni - ha ribattuto l'azienda - ossia il numero di carrozze, è stata predisposta secondo espressa indicazione degli organizzatori in relazione al numero di viaggiatori da loro previsti, come sempre avviene in transazioni commerciali di questo tipo".

 

Ancora scontro sulla Commissione. L'idea di un organo parlamentare sul G8 continua a dividere la politica. "Dopo la manifestazione di oggi è un atto dovuto", sostiene il verde Paolo Cento. "sarebbe paradossale se pagassero solo i manifestanti" aggiunge il segretario del Prc, Franco Giordano. Nello Formisano dell'Idv, partito che ha votato "no" all'istituzione della commissione, ribadisce: "Non siamo contrari, ma a patto che non sia a senso unico, ma che invece indaghi a 360 gradi" (cioè solo sugli errori compiuti dalle forze dell'ordine). Decisamente contrari, come hanno sottolineato anche oggi, sono invece la Lega (Roberto Castelli: "Le devastazioni le fecero i manifestanti) e An.

La Repubblica

Ras Jadir refugee camp. Tunisia

 

Notte del 10 aprile 2011

La giornata è stata lunga. Tunisi è lontana dal confine libico, seicento chilometri dove si alternano terreni coltivati con olivi a terre semi-desertiche. Oggi abbiamo riattraversato con i pullman quei luoghi dimenticati per decenni dal potere centrale e dai media internazionali... [continua a leggere] videodrome-xl.blogautore.repubblica.it/category/movimenti...

 

Tutti gli articoli: globalproject.info/it/tags/carovanaunitiperlalibert%C3%A0...

20 Giugno 2010

Welcome. Indietro non si torna!

 

Indietro non si torna per chi sta cercando di arrivare, ma anche per chi è già qui e può perdere il diritto di restare da un momento all’altro perdendo il lavoro e il permesso di soggiorno.

Indietro non si torna per chi il diritto di restare ce l’ha ancora, ma ogni giorno deve sopportare il razzismo e i veleni di una società alla deriva.

Indietro non si torna anche e soprattutto adesso, che la Crisi viene utilizzata come ricatto individuale e collettivo per impedirci di combattere per ciò in cui crediamo, per non farci parlare di diritti e di dignità, di solidarietà e di opposizione alla guerra.

Indietro non si torna perché, e la Grecia lo dimostra, dove la vita delle persone non vale nulla, dove i profughi non vengono accolti, dove i bambini vengono segregati e abbandonati al loro destino, allora tutto il peggio può succedere.

 

Per una giornata internazionale di lotta in difesa del diritto d’asilo e contro tutti i respingimenti.

Manifestazioni congiunte nei porti dell’Adriatico, Venezia, Ancona, Bari e in quelli di Igoumenitsa e Patrasso in Grecia

 

Ancona - Porto Aperto

Domenica 20 giugno - ore 19.00

 

Il programma delle iniziative che si svolgeranno sulla banchina 14

www.meltingpot.org/articolo15617.html

www.glomeda.org/documenti.php?id=818

www.globalproject.info/it/in_movimento/Welcome-20-giugno-...

 

Scarica e diffondi il manifesto dell'iniziativa

www.globalproject.info/public/resources/pdf/WELCOME-20-GI...

 

Welcome. L'appello e la lista adesioni aggiornata

www.globalproject.info/it/in_movimento/Welcome-Indietro-n...

 

Per info e adesioni dalle Marche: info@glomeda.org

  

Glomeda Comunicazione

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Border between Tunisia and Libya...

Notte del 10 aprile 2011

La giornata è stata lunga. Tunisi è lontana dal confine libico, seicento chilometri dove si alternano terreni coltivati con olivi a terre semi-desertiche. Oggi abbiamo riattraversato con i pullman quei luoghi dimenticati per decenni dal potere centrale e dai media internazionali... continua a leggere

 

Gli articoli su Global Project

 

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Alcuni lo fanno:

€urActiv

MED-ITER-RIGHTS

 

ma Repubblica no...

e neanche Radio Radicale

Border between Tunisia and Libya...

 

Notte del 10 aprile 2011

La giornata è stata lunga. Tunisi è lontana dal confine libico, seicento chilometri dove si alternano terreni coltivati con olivi a terre semi-desertiche. Oggi abbiamo riattraversato con i pullman quei luoghi dimenticati per decenni dal potere centrale e dai media internazionali... [continua a leggere] videodrome-xl.blogautore.repubblica.it/category/movimenti...

 

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Questa foto ha vinto il primo premio al concorso fotografico Oltre il muro

CPA - il Centro di Prima Accoglienza per immigrati a Bari Palese è uno dei primi campi italiani per profughi; situato all'interno dell'aeroporto di Bari, è circondato da filo spinato e guardato a vista dalla polizia e dai carabinieri.

La Croce Rossa si occupa dell'assistenza sanitaria e dell'alimentazione degli immigrati.

 

www.meltingpot.org/archivio1018.html

 

www.globalproject.info/art-9318.html

 

italy.indymedia.org/news/2006/08/1126045.php

 

Das Lager Bari Palese entstand als eines der ersten Abschiebelager in Italien. Wohnwagen und Container

mitten auf dem Brach-Gelände des Militärflughafens von

Bari, bewacht von Polizei und Militär und durch doppelte

Zäune und Stacheldraht gesichert.

Das italienische Rote Kreuz ist für die sanitären Belange und die Ernährung der Einwanderer verantwortlich.

 

This camp at the Bari Palese airport has been one of Italy's first centers of illegal immigration; made of campers and containers, it is under constant police and military control and is surrounded with barbed wire.

The Italian Red Cross is in charge of the immigrants' sanitary attendance and catering.

Un augurio di buon 2010 a chi si batte per un mondo migliore!

  

Pensiero di fine anno dalla Danimarca

Lettera da Copenhagen di Luca Tornatore e degli altri attivisti ancora trattenuti nelle carceri danesi dalle gironate del Cop15

31 / 12 / 2009

 

C'è del marcio (non solo) in Danimarca. E' un fatto assodato che migliaia di persone siano state considerate, senza alcuna prova, una minaccia per la società. Centinaia di queste sono state arrestate e alcune rimangono tuttora detenute, in attesa di giudizio o sotto inchiesta. Tra loro anche noi, i firmatari di questa lettera.Vorremmo raccontarvi la storia dal peculiare punto di vista di chi ancora vede il cielo attraverso le sbarre. Una riunione ONU di importanza cruciale è fallita a causa delle molte contraddizioni e delle tensioni emerse durante COP15. La maggiore preoccupazione dei potenti è stata la gestione del rifornimento energetico nella prospettiva di una crescita infinita. Così è accaduto, sia nel caso dei paesi sovra-sviluppati, come quelli dell'Unione Europea o gli U.S.A., sia nel caso dei cosiddetti paesi in via di sviluppo come la Cina o il Brasile. Al contrario, centinaia di delegati e migliaia di persone nelle strade hanno sottolineato quanto la logica della vita debba essere (ed in effetti è) opposta a quella del profitto. Noi abbiamo affermato con forza la nostra volontà di porre un freno alla pressione antropica sulla biosfera. Una crisi del paradigma energetico è dietro l'angolo. Il meccanismo della governance globale si è rivelato decisamente precario. I potenti hanno fallito due volte. La prima nel raggiungere un accordo di equilibrio interno. La seconda nel mantenere un controllo formale della discussione.Il cambiamento climatico è l'estrema e definitiva espressione della violenza del paradigma della crescita capitalista. In tutto il mondo molte persone stanno esprimendo, con forza sempre maggiore, la loro volontà di ribellarsi contro questa violenza. Lo abbiamo visto in Copenaghen e assieme abbiamo visto la stessa violenza di cui sopra. Centinaia di persone sono state arrestate senza alcuna ragione e senza prove, magari per aver partecipato a manifestazioni pacifiche e legittime. Persino semplici esempi di disobbedienza civile sono stati considerati come una seria minaccia all'ordine sociale. In risposta noi chiediamo: Quale ordine minacciamo e chi lo ha costruito? Si tratta di quell'ordine in cui non siamo più padroni dei nostri corpi? Un ordine ben oltre i termini di ogni ragionevole “contratto sociale” che saremmo disposti a firmare, dove i nostri corpi possono essere presi, governati, costretti e imprigionati senza alcuna prova certa di crimine. Si tratta di quell'ordine in cui le decisioni sono sempre più protette da ogni conflitto sociale? Dove la governance appartiene sempre meno alle persone, nemmeno attraverso il parlamento? In verità, a governare al di sopra di ogni controllo sono organismi non democratici come il WTO, il FMI e i vari G8, G22, G2, ecc. Siamo costretti a notare come il teatro della democrazia crolli non appena ci si avvicini al cuore del potere.Ecco perché pretendiamo che il potere ritorni alle persone. Vogliamo il potere di decidere delle nostre vite. Soprattutto, vogliamo il potere di contrapporre la logica della vita e dei commons a quella del profitto. Forse tutto ciò è stato dichiarato illegale, ma noi continuiamo a considerarlo pienamente legittimo. Visto che nel teatro crollato non rimane alcuno spazio reale, abbiamo costruito la nostra forza collettiva per prendere posizione sulla questione climatica ed energetica. Questione che, secondo noi, comprende nodi critici di giustizia globale, sopravvivenza del genere umano e indipendenza energetica. Lo abbiamo fatto scendendo in strada con i nostri corpi.Noi preferiamo entrare nello spazio chiuso del potere ballando e cantando. Avremmo voluto farlo al Bella Center, per disturbare la sessione assieme a centinaia di delegati. Ma siamo stati, come sempre, violentemente ostacolati dalla polizia. Hanno arrestato i nostri corpi nel tentativo di arrestare le nostre idee. Abbiamo messo a rischio i nostri corpi, tentando di proteggerli solo stringendoci uno all'altro. Noi diamo valore ai nostri corpi: ci servono per fare l'amore, per stare assieme e per goderci la vita. Essi contengono i nostri cervelli, con idee e visioni brillanti. Contengono i nostri cuori pieni di passione e di gioia. Ad ogni modo li abbiamo sottoposti al rischio di finire rinchiusi in prigione. Ma quale sarebbe il valore dei nostri pensieri e dei nostri sentimenti se i nostri corpi non si muovessero? Non fare nulla, “lasciare che accada”, sarebbe la peggiore forma di complicità con il business che ha voluto sabotare il meeting delle Nazioni Unite. Ci siamo mossi al COP 15 e continueremo a farlo.

 

Proprio come l'amore, la disobbedienza civile non può essere raccontata. Dobbiamo farla con i nostri corpi. Altrimenti non penseremmo davvero a quello che amiamo e non ameremmo davvero quello che pensiamo. E' così semplice. E' una questione di amore, giustizia e dignità.

 

Il modo in cui si è concluso il COP15 prova che avevamo ragione. Molti di noi stanno pagando ciò che è inevitabile per una repressione ossessiva, totale e pervasiva: la necessità di trovare un colpevole ad ogni costo o di inventarselo (magari assieme al crimine). Siamo detenuti con accuse evidentemente assurde che riguardano violenze mai avvenute, cospirazioni e organizzazione di azioni contro la legge.

 

Non ci sentiamo colpevoli per avere espresso, in migliaia, la pretesa dell'indipendenza delle nostre vite dal diktat del profitto. Se le leggi si oppongono a questo, allora è stato legittimo violarle pacificamente (seppur con determinazione). Siamo solo temporaneamente trattenuti, pronti a navigare ancora con un vento più forte che mai. E' una questione di amore, giustizia e dignità.

 

Luca Tornatore

 

Natasha Verco - Climate Justice Action

Johannes Paul Schul Meyer

Arvip Peschel

Christian Becker

Kharlanchuck Dzmitry

Cristoph Lang

Anthony Arrabal

 

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Liberiamo Luca Tornatore!

NO BORDERS!

STOP DEPORTATIONS!

 

Manifestazione al porto di Ancona. Il corteo entra nella "zona rossa" del porto

 

La cronaca qui: www.globalproject.info/it/in_movimento/Ancona-Bloccata-la...

Oggi, 27 aprile 2015, le Marche antirazziste e solidali hanno contestato il primo tour in regione di Matteo Salvini, per respingere le sue idee razziste e xenofobe, che non fanno che alimentare il clima di odio e la guerra tra poveri.

 

www.globalproject.info/it/in_movimento/le-marche-non-star...

shane bell does it all. skates vert, tail slides over vert pockets, noseblunts 14 foot bank walls, airs 10 foot channel gaps, cleans the house, sleeps in your bed, and most recently, front boards any flat bar you put in front of him.

Tricks and lies are coming

they try to steal your youth

you don't ever drop your guard

stay alive

wake and scream the truth

don't let them rearrange your mind

they're chainin' up your soul

cause their control is outta control

 

Rit : Keep on creatin' your now generation

pushin' forward culture to be free

rules of business never draw your dreams

keep on checkin' know your enemy

 

::::::::::::::::::::::::::::

 

MANIFESTAZIONE CONTRO L'AMPLIAMENTO DELLA BASE USA A VICENZA

 

SABATO 17 FEBBRAIO 2007

 

io e giack, salvo imprevisti della vita, andiamo.

 

Voi che fate?

 

Un'idea.

Si potrebbe protestare più vicini di quel che capita. Che il calore brucia più di ogni proiettile.

 

Fateci sapere :)

 

::::::::::::::::::::::::::

 

Un pò di >ControInformazione< non guasta mai. Anzi.

>per<

>non<

>essere<

>in balia<

>di nulla<

   

CPA - il Centro di Prima Accoglienza per immigrati a Bari Palese è uno dei primi campi italiani per profughi; situato all'interno dell'aeroporto di Bari, è circondato da filo spinato e guardato a vista dalla polizia e dai carabinieri.

La Croce Rossa si occupa dell'assistenza sanitaria e dell'alimentazione degli immigrati.

 

www.meltingpot.org/archivio1018.html

 

www.globalproject.info/art-9318.html

 

italy.indymedia.org/news/2006/08/1126045.php

 

Das Lager Bari Palese entstand als eines der ersten Abschiebelager in Italien. Wohnwagen und Container

mitten auf dem Brach-Gelände des Militärflughafens von

Bari, bewacht von Polizei und Militär und durch doppelte

Zäune und Stacheldraht gesichert.

Das italienische Rote Kreuz ist für die sanitären Belange und die Ernährung der Einwanderer verantwortlich.

 

This camp at the Bari Palese airport has been one of Italy's first centers of illegal immigration; made of campers and containers, it is under constant police and military control and is surrounded with barbed wire.

The Italian Red Cross is in charge of the immigrants' sanitary attendance and catering.

Giù le mani dal TNT!

 

www.globalproject.info/art-19907.html

 

La libertà non è a norma. Giù le mani dal Tnt

Light pollution from Reykjavik as seen from Þingvellir, about 50 km away. The Imagine Peace tower in Viðey is easily seen. What a waste of energy and money. (http://www.astronomy2009.org/globalprojects/cornerstones/darkskiesawareness/)

Oggi, 27 aprile 2015, le Marche antirazziste e solidali hanno contestato il primo tour in regione di Matteo Salvini, per respingere le sue idee razziste e xenofobe, che non fanno che alimentare il clima di odio e la guerra tra poveri.

 

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CPA - il Centro di Prima Accoglienza per immigrati a Bari Palese è uno dei primi campi italiani per profughi; situato all'interno dell'aeroporto di Bari, è circondato da filo spinato e guardato a vista dalla polizia e dai carabinieri.

La Croce Rossa Italiana si occupa dell'assistenza sanitaria e dell'alimentazione degli immigrati

 

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Das Lager Bari Palese entstand als eines der ersten Abschiebelager in Italien. Wohnwagen und Container

mitten auf dem Brach-Gelände des Militärflughafens von

Bari, bewacht von Polizei und Militär und durch doppelte

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This camp at the Bari Palese airport has been one of Italy's first centers of illegal immigration; made of campers and containers, it is under constant police and military control and is surrounded with barbed wire.

The Italian Red Coss is in charge of the immigrants' sanitary attendance and catering.

NO BORDERS!

STOP DEPORTATIONS!

 

Manifestazione al porto di Ancona. Attivisti bloccano la partenza di una nave della compagnia Superfast che effettua i rimpatri forzati.

Demonstration at the port of Ancona. Activists block the departure of a Superfast ship performing forced returns.

 

La cronaca qui: www.globalproject.info/it/in_movimento/Ancona-Bloccata-la...

CPA - il Centro di Prima Accoglienza per immigrati a Bari Palese è uno dei primi campi italiani per profughi; situato all'interno dell'aeroporto di Bari, è circondato da filo spinato e guardato a vista dalla polizia e dai carabinieri.

La Croce Rossa Italiana si occupa dell'assistenza sanitaria e dell'alimentazione degli immigrati.

 

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Das Lager Bari Palese entstand als eines der ersten Abschiebelager in Italien. Wohnwagen und Container

mitten auf dem Brach-Gelände des Militärflughafens von

Bari, bewacht von Polizei und Militär und durch doppelte

Zäune und Stacheldraht gesichert.

Das italienische Rote Kreuz ist für die sanitären Belange und die Ernährung der Einwanderer verantwortlich.

 

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Giù le mani dal TNT!

 

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La libertà non è a norma. Giù le mani dal Tnt

Oggi, 27 aprile 2015, le Marche antirazziste e solidali hanno contestato il primo tour in regione di Matteo Salvini, per respingere le sue idee razziste e xenofobe, che non fanno che alimentare il clima di odio e la guerra tra poveri.

 

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Venezia 9 giugno 2013. Oggi niente grandi navi in laguna! La fortissima determinazione dei manifestanti veneziani insieme alle delegazioni da tutta Italia, ha conquistato oggi il blocco totale dell'ingresso per terra alle grandi navi. Partito da piazzale Roma il corteo molto partecipato ha raggiunto la zona del porto dove non ha accettato il divieto della polizia e ha conquistato, protetto dai colorati scudi marini, l'ingresso. Oggi a Venezia non si monta sulle grandi navi, è tutto bloccato ed i manifestanti hanno continuato a restare in tutto il piazzale: nessun passeggero è salito a bordo. Dopo 5 ore di blocco si è conclusa la prima parte della lunga giornata di mobilitazione che per mare e per terra vuole bloccare le grandi navi. www.globalproject.info/it/in_movimento/9-giugno-cronaca-m...

NO BORDERS!

STOP DEPORTATIONS!

 

Manifestazione al porto di Ancona. Il corteo entra nella "zona rossa" del porto

 

La cronaca qui: www.globalproject.info/it/in_movimento/Ancona-Bloccata-la...

Oggi, 27 aprile 2015, le Marche antirazziste e solidali hanno contestato il primo tour in regione di Matteo Salvini, per respingere le sue idee razziste e xenofobe, che non fanno che alimentare il clima di odio e la guerra tra poveri.

 

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Oggi, 27 aprile 2015, le Marche antirazziste e solidali hanno contestato il primo tour in regione di Matteo Salvini, per respingere le sue idee razziste e xenofobe, che non fanno che alimentare il clima di odio e la guerra tra poveri.

 

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Manifestazione al porto di Ancona. Il corteo entra nella "zona rossa" del porto

 

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Manifestazione al porto di Ancona. Attivisti bloccano la partenza di una nave della compagnia Superfast che effettua i rimpatri forzati.

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Manifestazione al porto di Ancona. Il corteo entra nella "zona rossa" del porto

 

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sala de proyecciones del tpo

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STOP DEPORTATIONS!

 

Manifestazione al porto di Ancona. Il corteo entra nella "zona rossa" del porto

 

La cronaca qui: www.globalproject.info/it/in_movimento/Ancona-Bloccata-la...

Pacifica signs the creativity of the whole image of the Red Bull Music Academy 2011 Porto Hub. It is responsible for developing the identity of the event and all the associated communications.

 

Pieces:

-"O Conspirador" Journal

-Custom-made Mupi

-Poster

-Flyers

- Art Catalogue

- Press Kit

- ID Booklet

- E-news

And on...

Pacifica signs the creativity of the whole image of the Red Bull Music Academy 2011 Porto Hub. It is responsible for developing the identity of the event and all the associated communications.

 

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-"O Conspirador" Journal

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-Poster

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- Press Kit

- ID Booklet

- E-news

And on...

Pacifica signs the creativity of the whole image of the Red Bull Music Academy 2011 Porto Hub. It is responsible for developing the identity of the event and all the associated communications.

 

Pieces:

-"O Conspirador" Journal

-Custom-made Mupi

-Poster

-Flyers

- Art Catalogue

- Press Kit

- ID Booklet

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And on...

Oggi, 27 aprile 2015, le Marche antirazziste e solidali hanno contestato il primo tour in regione di Matteo Salvini, per respingere le sue idee razziste e xenofobe, che non fanno che alimentare il clima di odio e la guerra tra poveri.

 

www.globalproject.info/it/in_movimento/le-marche-non-star...

Oggi, 27 aprile 2015, le Marche antirazziste e solidali hanno contestato il primo tour in regione di Matteo Salvini, per respingere le sue idee razziste e xenofobe, che non fanno che alimentare il clima di odio e la guerra tra poveri.

 

www.globalproject.info/it/in_movimento/le-marche-non-star...

NO BORDERS!

STOP DEPORTATIONS!

 

Manifestazione al porto di Ancona. Il corteo entra nella "zona rossa" del porto

 

La cronaca qui: www.globalproject.info/it/in_movimento/Ancona-Bloccata-la...

Trying to use up this expired film. I might let the rest sit for another 5 years or so.

 

Holga 120CFN

Expired Kodak Max 400 (2006)

Venezia 9 giugno 2013. Oggi niente grandi navi in laguna! La fortissima determinazione dei manifestanti veneziani insieme alle delegazioni da tutta Italia, ha conquistato oggi il blocco totale dell'ingresso per terra alle grandi navi. Partito da piazzale Roma il corteo molto partecipato ha raggiunto la zona del porto dove non ha accettato il divieto della polizia e ha conquistato, protetto dai colorati scudi marini, l'ingresso. Oggi a Venezia non si monta sulle grandi navi, è tutto bloccato ed i manifestanti hanno continuato a restare in tutto il piazzale: nessun passeggero è salito a bordo. Dopo 5 ore di blocco si è conclusa la prima parte della lunga giornata di mobilitazione che per mare e per terra vuole bloccare le grandi navi. www.globalproject.info/it/in_movimento/9-giugno-cronaca-m...

NO BORDERS!

STOP DEPORTATIONS!

 

Manifestazione al porto di Ancona. Il corteo entra nella "zona rossa" del porto

 

La cronaca qui: www.globalproject.info/it/in_movimento/Ancona-Bloccata-la...

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