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ritorno di fiamma per il b\n
D90 + Nikkor 70-210mm f4-5.6 D @170mm - f/8 - 1/2000 - iso 200 - hand held
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Collection Of Replica Furnitures
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Models and Rendering by Boyd MeeJi
BRESCIA - SAN GIOVANNI MARIGNANO
PALLAVOLO FINALE COPPA ITALIA VOLLEY A2-F 2021-2022
16-04-2022 VILLAFRANCA DI VERONA (VR)
FOTO FILIPPO RUBIN / LVF
La foto fa parte della collezione "Pedalando in bicicletta": una raccolta di scatti che raccontano le mie pedalate.
La particolarità , la mia "firma" sulle foto, è la presenza almeno in parte della mia bicicletta.
Villanovaforru 5 maggio 2008
Il simulacro della Madonna di Bonaria ha fatto tappa a Villanovaforru. La partecipazione dei fedeli è stata numerosa e sentita.
Foto realizzata da Antonio Scano.
Il profilo della città di Vignola si identifica con la sua celebre Rocca, uno degli esempi più interessanti di architettura fortificata della Regione.
Citata già nel secolo IX, la tradizione la vuole fondata da Sant'Anselmo abate di Nonantola, come presidio a difesa dei territori dell'Abbazia.
Soggetta nel X secolo al Vescovo di Modena, la Rocca divenne successivamente proprietà dell Comune di Modena nel 1227, per passare dopo diverse vicissitudini militari agli Estensi che nel 1401 la donarono a Uguccione Contrari.
Francesco Agello
Primatista mondiale di velocità aerea, il 10 aprile 1933, sul Lago di Garda, si aggiudicò il primato mondiale assoluto di velocità ad una media di 683,403 km/h sull'idrovolante Macchi-Castoldi M.C.72, dotato di un motore FIAT AS. 6 da 2500 HP.
Poco più di un anno dopo, il 23 ottobre 1934, superò il suo stesso primato raggiungendo la media di 709,202 km/h: la prova si svolse ancora sul Garda e con il medesimo idrovolante, ma con un motore più potente, un Fiat AS. da 3100 HP. Agello aveva conseguito il brevetto di pilota militare nel 1924 e quattro anni dopo veniva assegnato al Reparto Alta Velocità della Regia Aeronautica che aveva sede a Desenzano del Garda.
The first November, in Sicily, begin the festivity that will lead us to the Christmas. It is custom for the festivity, called "i morti", to make, in house, cakies of almond flour (Marzipan), called "frutti di martorana"; the cakies are hands-made and painted with colors vegetables, in such way to be like to the true fruit (The cakies have been made from my wife).
Il primo novembre, in Sicilia, iniziano le festività che ci condurranno al Natale. è usanza per la festa de "i morti" fare in casa dei dolci di farina di mandorla (Marzapane) chiamati "frutti di martorana"; i dolci sono lavorati a mano e dipinti con colori vegetali in modo tale da somigliare alla frutta vera (I dolci sono stati fatti da mia moglie).
Trieste, Italy
Miramare Castle (Italian: Castello di Miramare) is a 19th-century castle near Trieste in Italy. It was built from 1856 to 1860 for Austrian Archduke Ferdinand Maximilian and his wife, Charlotte of Belgium, later Emperor Maximilian I and Empress Carlota of Mexico, based on a design by Carl Junker.
The castle's grounds include an extensive cliff and seashore park of 22 hectares (54 acres) designed by the archduke. The grounds were completely re-landscaped to feature numerous tropical species of trees and plants.
Miramare Castle and its park were built by order of Ferdinand Maximilian (1832–1867), of the House of Habsburg - younger brother of Franz Joseph, Emperor of Austria. In 1850, at the age of eighteen, Maximilian came to Trieste with his brother Charles and, immediately afterwards, he set off on a short cruise toward the Near East. This journey confirmed his intention to sail and to get to know the world. In 1852 he was appointed an officer and in 1854 he became Commander in Chief of the Imperial Navy. He decided to move to Trieste and to have a home built facing the sea and surrounded by a park worthy of his name and rank.
Built in 13 B.C. The apartments on top were part of a palace built in the 1300s and are still in use today.
Il bacino di San Giacomo fu iniziato nel 1940 e fu terminato nel 1950 quando vennero ripresi i lavori sospesi in occasione del secondo conflitto mondiale.
Il suo bacino è alimentato dal canale Spòl, dai torrenti Alpe, Gavia, Frodolfo, Zebrù, Braulio e Forcola e, in parte anche dal fiume Adda che sorge poco lontano.
La diga di Cancano fu invece ultimata nel 1956 ed è alimentata dal torrente Viola e dalle acque di svaso della diga di San Giacomo.
In particolari condizioni, quando l’invaso di Cancano non è totalmente pieno, è ancora possibile vedere affiorare il primo sbarramento realizzato nel 1922 e successivamente sommerso con la realizzazione della nuova diga. In tali occasioni si può anche ammirare dall’alto la prima piccola centrale idroelettrica che un tempo era posta ai piedi della diga d San Giacomo e che venne anch’essa successivamente sommersa.
Veneregommosa in concerto allo Slam Dunk Festival di Bellaria-Igea Marina foto di Andrea Ripamonti per www.rockon.it