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SIMBOLOGIA DEL PETTIROSSO
Si dice che un pettirosso che appare alla finestra annunci l’arrivo del freddo e della neve, questo piccolo uccellino il cui nome scientifico è Erithacus rubecula (Linnaeus, 1758) è un passeriforme della famiglia dei Muscicapidae; il suo canto lo si può udire per tutto l’inverno ed è a detta di molti un simbolo di rinascita in quanto per molto tempo fu l’uccello simbolo dell’anno nuovo.
Bohinj
La pittoresca conca di Bohinj, lunga una ventina di chilometri, ha inizio con una stretta gola che successivamente si dirama nella vallata superiore o Zgornja ed in quella inferiore o Spodnja dolina, che comprende l'abitato di Unec, ai piedi dei monti Komen e Komarča. Il lago di Bohinj è il più esteso lago naturale permanente della Slovenia ed è meta turistica sia estiva che invernale. Bohinj, in senso lato, comprende la cresta delle montagne di Bohinj, con le cime di Črna prst (1844 m), di Rodica (1966 m) e del Vogel (1922 m), l'altipiano carsico di Komna, la vallata dei laghi del Tricorno, l'altipiano di Fusine, che si innalza sul lago, e la parte sud occidentale dell'altipiano del Pokljuka.
Copyright: Gerd Kozik/ Yarin Asanth 2015-Tomorrow
Sorry dear friends, I don't know what had happend. I was walking along the Rhine and gave me into my thoughts and imagination. But suddenly.... wom, bang boing... the Rhine was frozen und the sky looked also a bit strange. Damn, what had I done? Pushed the wrong buttons? The 6D Mark II, a book with 7 seals? Sorry people, I feel guilty about that. I have to try to bring the world in the old balance. But let me shortly walk over the Rhine. Wow... is that great! Once again, come on... man oh man, just wonderful! Come for ice-scating. We meet us under the bridge. Think for coffee! Winter barbecue on the Rhine? Great idea!
I think I repair it after the weekend. Let's have fun. It's weekend folks!
❤️ Yarin
Verdone
Questo fringillide relativamente massiccio e forte, con il piumaggio verde, è spesso difficile da individuare tra gli alberi e i cespugli appena copertisi di foglie, e il suo flebile canto trillante non si nota molto. Il Verdone è meno discreto in inverno, quando visita volentieri le mangiatoie.
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Il merlo (Turdus merula Linnaeus, 1758) è un uccello passeriforme della famiglia dei Turdidi.
Di taglia media, il maschio ha una livrea completamente nera e il becco giallo, mentre la femmina è bruno-nerastra. Monogamo per tutta la vita, vive in coppie isolate, ma tende a diventare più sociale e radunarsi in stormi durante le migrazioni. Onnivoro, durante la stagione riproduttiva predilige una dieta proteica, cibandosi di insetti e loro larve, piccole lumache, vermi, mentre bacche, olive e frutta sono più importanti in autunno e in inverno.
Coderno, frazione di Sedegliano è il paese dove è nato David Maria Turoldo, che immaginava questa pianura come «uno spazio dove gli occhi di tutti noi si fanno azzurri a forza di guardare». La casa natale del frate-poeta ha spessi muri di ciottoli del Tagliamento e mattoni. Coderno dà anche il nome a una celebre latteria sociale, con altri punti vendita sparsi nella pianura friulana.
David Maria Turoldo, al secolo Giuseppe Turoldo, è stato un presbitero, teologo, filosofo, scrittore, poeta e antifascista italiano, membro dell'ordine dei Servi di Maria
La Conca di Portegrandi si sviluppò sul finire del Seicento per controllare i traffici tra la Laguna e il Sile, funzione che, in un certo senso, svolge tutt'oggi. Una lapide in pietra d'Istria riporta il tariffario che i natanti dovevano pagare per oltrepassare le Porte.
In seguito alle bonifiche, il centro vitale di Portegrandi si è spostato poco più a nord, presso la chiesa nuova, e di conseguenza la Conca ha attraversato un periodo di decadenza. Attualmente se ne sta attuando il recupero.
«Dolci sensi celati in chiara sera
fra franti pioppi e salici grondanti
entro il limbo intricato dei canneti,
lungo sciacquii di abbrividente luna
vi ritrovi colei che a cieca sorte
nel mese svelato il guardo soave
trepidamente affisse al fioco annuire
di incerte stelle e inquiete nubi e meste
che a sé traeva per sfiniti vuoti
la vorace vertigine del cielo
via da noi per chiuso nume interdetti
spiriti; per cui remoti vaghiamo
fra esausti salici e spirati pioppi
e inanimate stelle e nubi e siamo[39]»
LUCIANO CECCHINEL
DA . In silenzioso affiorare