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s.s.2

this was included in an exhibition in Roma, Galleria Studio S, may 2004, I used to sign as "magnethic.it "

 

 

 

APPUNTI PER LA DEFINIZIONE DI UNA

DIDATTICA ANTIENTROPICA

(1988)

 

 

"...Mais la masse n'est pas un lieu de négativité ni d'explosion, c'est un lieu d'absorption et d'implosion."

Jean Baudrillard

 

 

1- Se l'atto di comunicazione nel sistema dei media di massa è un fatto anergetico ed entropico, un atto che lo alteri, capovolga, cancelli, annulli o neghi è fondamentalmente antientropico.

 

2- La negazione di un atto di comunicazione di massa è un atto antientropico.

La negazione estetica di un atto di comunicazione di massa è un atto artistico antientropico.

 

3- L'arte antientropica può concretizzarsi nell'alterazione, nello stravolgimento o nella negazione di elementi tratti dalla comunicazione di massa.

 

 

Dalla massa implosiva dell' "arte" che accomuna rigurgiti di linguaggi ormai assimilati, è necessario negare alcuni elementi, ed è la mancanza in sè che diviene messaggio.

Nel caos sonoro, un attimo di silenzio è il segnale più comunicativo.

 

 

 

PER UNA DEFINIZIONE DI ARTE ANTIENTROPICA

 

"...Nell'arte non si tratta di elementi formali, ma di un desiderio (=contenuto) interiore, che determina in modo imperioso la forma."

Wassily Kandinsky, 1912

 

"E' facile trovare un pubblico per le opere eclettiche. Facendosi kitsch l'arte lusinga il disordine che regna nel "gusto" dell'amatore...

La ricerca artistica e letteraria è due volte minacciata...il consiglio che viene dato... è quello di produrre opere che siano in primo luogo relative a soggetti che esistano agli occhi del pubblico..."

Jean-François Lyotard, 1982

 

 

Il processo indicato da Kandinsky è evidentemente esplosivo ed antientropico, laddove esso si rivolge in senso contrario a quello stigmatizzato da Lyotard.

Sinteticamente, l'arte come esigenze interiore che si proietta all'esterno è fondata su un imperativo spirituale; mentre quella parte dell'arte attuale che si fonda sul volontario ammiccamento e compiacimento ad uso del fruitore, segue evidentemente il processo inverso, implosivo ed entropico, poichè "va a pescare" all'esterno seguendo un processo di collasso attorno all'agire dell'artista.

In definitiva possiamo essere in accordo con Kandinsky nel definire l'arte una necessità interiore, che solo "interiormente" può essere distinta in quanto sincera (antientropica) oppure di comodo (entropica).

Infine, questo abbozzo di analisi non ci conduce ad un mezzo "scientifico" e sicuro per distinguere, nella marea di messaggi, l'arte sincera (antientropica) e l'arte di comodo (entropica).

L'unico processo antientropico che che si può considere razionalmente "fattivo" al momento è quello della negazione della comunicazione di massa, giacchè muove da un presupposto concettuale dichiaratamente e programmaticamente antientropico.

Del resto, gli artisti antientropici si incontrano e si comprendono senza necessità di teorizzazioni, marginalizzando gli altri per un processo naturale che allontana particelle dominate da forze di origine e direzione differente. Il fenomeno può essere considerato anche in senso inverso, poichè gli artisti entropici sono assurti in molti casi agli onori delle cronache: quali cronache non importa, giacchè nella comunicazione di massa la differenziazione delle fonti nella considerazione del fruitore diviene sempre più sfumata.

Evidentemente siamo costretti ad annotare l'ovvia considerazione che la velenosa mercificazione dell'arte non contribuisce al suo ruolo antientropico.

 

Gennaio-Aprile 1988

 

ANTIENTROPIC LEAGUE

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Uploaded on February 16, 2005