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Gli occhi di un gatto sono due finestre
dietro le quali una divinità misteriosa
ci osserva in silenzio.
(Fabrizio Caramagna)
A cat's eyes are two windows
behind which a mysterious deity
he watches us in silence.
(Fabrizio Caramagna)
Walking with my friend Nespyxel
Emerald Eye - Cormorant : Pentax-K1 + HDPentax-DFA450mmf/5.6 EDDCAW , Focal Length 576mm ( 24x24mm Format ) : Handheld , Distance 50mt
Adoro le maldicenze che riguardano gli altri, ma quelle che mi riguardano non mi interessano. Non hanno il fascino della novità.
Memoria dell'occhio - Memory of the eye. Foto Lino Cannizzaro.
S’incontrano passanti d’ogni genere. Vi sono coloro che non guardano attorno a sé e hanno fretta d’arrivare in un luogo preciso e coloro che distrattamente attraversano il mondo o da lui si lasciano attraversare. Ma preferiremmo far parte di coloro che si soffermano sulle cose, sui luoghi in continua metamorfosi dove ci si perde per meglio ritrovarsi. Perché siamo consapevoli di vivere nella “multifonia” del nostro immaginario, sotto il sole delle fresche mattine di primavera e contemporaneamente sull’orlo dell’abisso. L’occhio, nei momenti d’ozio creativo, cercherà non la forma perfetta delle cose ma la bellezza della sua imperfezione, la sua complessità, la “sbavatura”, per usare un termine caro al filosofo Merleau-Ponty.
On rencontre des passants de tout genre. Il y a ceux qui ne regardent rien autour d’eux et n’ont qu’ un désir, celui d’arriver vite à un endroit précis et ceux qui traversent distraitement le monde où se laissent traverser par le monde. Mais nous préférons faire partie de ceux qui s’arrêtent sur les choses, sur les lieux en perpétuelle métamorphose, là où l’on se perd pour mieux se retrouver. Car nous sommes conscients de vivre dans la « multiphonie » de notre imaginaire, sous le soleil des frais matins de printemps ainsi qu’au bord de l’abîme. L’œil, dans les moments d’oisiveté créative cherchera non pas la forme parfaite des choses mais la beauté dans ce qu’elle a d’imparfait, dans sa complexité, dans la « bavure », comme dirait le philosophe Merleau-Ponty.
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