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IL CANTASTORIE.

  

Figura ormai scomparsa, il cantastorie era un intrattenitore ambulante che girava per le strade dei villaggi recitando o cantando composizioni poetiche popolari, accompagnandosi con la chitarra, l'organetto o un altro strumento musicale. Spesso era un cieco educato sin dalla nascita all'arte del canto, e per questo in Sicilia era detto 'orbo'

  

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LA CASETTA NEL BOSCO

  

Il foliage è il momento in cui i boschi si trasformano in un mosaico vibrante di colori, dove perdersi nella natura, assaggiare castagne, bere buon vino e gustare specialità gastronomiche. Autunno è immergersi nella meraviglia del foliage. Boschi che diventano tavolozze di sfumature calde, dal rosso all'arancione, dal giallo al marrone; fantastici, da fiaba, con un grande fascino, avvolti da un'atmosfera tranquilla, e ad ogni passo lo scricchiolare delle foglie calpestate.

L’altopiano del Cansiglio, con la sua foresta millenaria, si trova nell’alta Marca Trevigiana. E' un enorme bosco di oltre 7.000 ettari di faggi e abeti rossi. L’autunno è il momento perfetto per visitarlo, grazie al contrasto di colori creato da conifere e faggeti. E' un paesaggio unico da fotografare, basta imboccare uno dei tanti sentieri per trovarsi a camminare tra pennellate di rosso, giallo e ocra.

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THE HOUSE IN THE WOODS

  

The foliage is the moment when the woods are transformed into a vibrant mosaic of colors, where you can get lost in nature, taste chestnuts, drink good wine and enjoy gastronomic specialties. Autumn is immersing yourself in the wonder of foliage. Woods that become palettes of warm shades, from red to orange, from yellow to brown; fantastic, fairytale-like, with great charm, surrounded by a peaceful atmosphere, and the crunching of trampled leaves at every step.

The Cansiglio plateau, with its millenary forest, is located in the upper Marca Trevigiana. It is a huge forest of over 7,000 hectares of beech and spruce trees. Autumn is the perfect time to visit, thanks to the contrast of colors created by conifers and beech trees. It is a unique landscape to photograph, just take one of the many paths to find yourself walking among brushstrokes of red, yellow and ocher.

  

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Looking towards Angle from Freshwater West on the Pembrokeshire Coastal Path

Taken By Mobile Xiaomi Redmi Note4

January 30-31: On a trip to Iowa to volunteer for the Bernie Sanders campaign!

 

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IL CIMITERO DELLA PIEVE DI SAN PIETRO A ZUGLIO.

  

Posta a 429 m nella valle del But, lungo la strada che porta al passo di Monte Croce Carnico e fondata nel I secolo a.C., l’antica città romana di Iulium Carnicum, fu vicus, municipium e quindi colonia romana.

In età tardoromana, gota e longobarda, fu anche sede episcopale (IV-VIII secolo).

Nel comune di Zuglio, a circa tre chilometri dall’abitato, si trova la Pieve di San Pietro in Carnia, fra le più antiche del Friuli e a più riprese sede episcopale nell’alto Medioevo.

  

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PANORAMA DI PIGNANO DI RAGOGNA VISTA DALLA PARROCCHIALE.

  

La parrocchiale di Pignano, alla quale si accede attraverso una lunga scalinata costituita da 90 gradini, presenta una struttura tipicamente tardo settecentesca, con la facciata a salienti e, all’interno, un’unica navata. Il campanile, realizzato in pietra di Ragogna, è invece del 1510 (restaurato nel 1883). La chiesa conserva interessanti, anche se molto rovinati, affreschi di Gianfrancesco da Tolmezzo del 1502 (nel muro di fondo dell’abside, dietro l’altare) e di Domenico Fabris (1863).

  

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TRA LA PIANURA ED I MONTI.

  

La città di San Daniele del Friuli è situata su un colle a ridosso del Monte di Ragogna, a 252 m. sul livello del mare. Come una pietra preziosa è perfettamente incastonata in un paesaggio che si estende tra colline, fiumi e laghetti e che rappresenta una delle zone più suggestive dell’anfiteatro morenico a nord di Udine. Il clima, particolarmente temperato in ogni stagione, ha reso San Daniele del Friuli meta di turismo internazionale e territorio ideale alla maturazione del caratteristico prosciutto famoso in tutto il mondo .

Il tessuto produttivo locale è formato da oltre 600 aziende operanti nei settori della libera professione, delle consulenze, del commercio, del turismo, dei servizi, dell’artigianato e della piccola e media industria che fanno di San Daniele un polo importante e assolutamente all’avanguardia in grado di soddisfare particolari esigenze non solo locali, ma anche a livello internazionale.

 

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THE MAN IS ON A LUNCH BREAK.

  

Per il tema proposto da Macro Mondays "Transportation" avevo preparato la foto precedente,quella con il fanalino rosso di una bici ma è stata eliminata in quanto non sufficientemente "macro".

Non voglio aprire una sterile polemica....rimedio immediatamente proponendo questa MACRO, aggiungendo anche la fonte della mia ripresa certificando la bontà delle proporzioni richieste.(Sperando che un escavatore possa essere considerato un mezzo di trasporto,aahahaahh ahhha hhaahh !!!!!)

  

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driving my lovely parents to the airport at 4 am.

a very cold and windy evening

LA STRADA DI CASA E' ANCORA LONTANA....

  

L’Altopiano del Cansiglio (circa m 1000 s.l.m) e l’omonima foresta, solo in parte amministrativamente nella provincia di Treviso, è ciò che resta dei fitti boschi che sin dall’epoca preistorica rivestivano questi monti fino alla pianura ed e’ ritenuto uno dei piu’ vasti e ben conservati che esistono in Italia.

In epoca medioevale era considerato “Bosco Regio” ed era severamente tutelato sia per i diritti di regalia, della caccia, come per lo sfruttamento del legname. Viene menzionato sin dal 932 d.C. quando il Re d’Italia Berengario lo diede ad Ajmone Conte Vescovo di Belluno.

Il bosco fu selvaggiamente sfruttato dalla dominazione napoleonica con devastazioni che ne ridussero sensibilmente il perimetro agli attuali 6.500 ettari di cui circa 5.000 a superficie boscata.

  

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The Edersee is one of the biggest water reservoirs in germany. Panoramic view over the Lake with "Schloss Waldeck" on the left and the Edersee dam on the right

No es una maravilla, pero fue una captura en el segundo exacto con mi Note4. Me gusta.

PP in snapseed on Note4

My entry for the Bloggers Photography Club - street photography

LE FESTE STAN FINENDO....

  

Piazza della Libertà è la più antica piazza della città di Udine, ne rappresenta il cuore ed è ritenuta la più bella piazza veneziana sulla terra ferma nonché il luogo più noto del capoluogo friulano.

Piazza della Libertà sorge ai piedi del Castello di Udine ed costituita da un gruppo di palazzi in stile rinascimentale che si armonizzano perfettamente tra loro, splendidi nelle loro forme di chiara matrice veneta.

Tanti sono gli edifici che si affacciano sulla Piazza e che potrete ammirare in tutta la loro bellezza, tutti meritano attenzione perché davvero sono uno più bello dell’altro:

la quattrocentesca Loggia del Lionello, affascinante nel suo stile gotico-veneziano i cui lavori iniziarono nel 1448 su progetto dell’orafo Nicolò Lionello;

la Torre dell’orologio, opera di Giovanni da Udine, con le due statue dei mori che scandiscono il tempo;

l’arco Bollani, disegnato da Palladio, che presenta sulla sua sommità un Leone Marciano;

il Monumento alla Pace, voluto da Napoleone per commemorare il trattato di Campoformido, dimenticato e mai esposto a causa delle varie successioni delle dominazioni ed esposto solo dal 1819;

la fontana rinascimentale del Carrara, opposta al monumento Napoleonico, accompagnata dalla Colonna di San Marco, della prima metà del 1500 e la Colonna della Giustizia eretta nel 1614;

Di fronte alla Loggia di Lionello si trovano la Loggia e Tempietto di San Giovanni, ora dedicato a tempio dei caduti;

Infine, verrete sicuramente attratti dalle due statue gemelle di Ercole e Caco, poste sul terrapieno, che volgono lo sguardo alla Loggia del Lionello e che con familiarità gli udinesi chiamano Florean e Venturin; le due opere vennero poste presso la Piazza della Libertà dopo la demolizione del Palazzo della Torre, in piazza XX settembre, dove erano collocate.

  

FOTOCOMPOSIZIONE di 19 immagini

 

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BOTTECCHIA CON LA RUGGINE.

  

1909, Teodoro Carnielli di Vittorio Veneto è un artigiano, che ripara e costruisce biciclette e, sostenitore prima e presidente poi dell’Associazione Ciclistica locale, riconosce subito nel giovane Ottavio Bottecchia un talento eccezionale.

Dopo la consacrazione su Bici Automoto, dell’incredibile e magnifico talento di Bottecchia, Carnielli, con gran fiuto per gli affari, gli propone di sfruttare il momento mettendo in produzione una bici Bottecchia; il ciclista ne avrebbe guadagnato delle royalties. Nel corso degli anni, la piccola officina Carnielli diventa un’industria; tra il 1930 e il 1940, i dipendenti sono circa un centinaio e costruiscono le biciclette Bottecchia, le moto Trionfo e più avanti le moto Vittoria. La bici Bottecchia è prodotta in grandi numeri e in diverse versioni; quella che dà più soddisfazioni, però, è il modello da corsa.

 

Teodoro Carnielli, sempre più fanatico di competizioni su due ruote, inizia a sponsorizzare delle squadre ciclistiche che usano le biciclette Bottecchia. Nel 1951 Guido Carnielli ha una grande idea: una bici da usare stando sul posto, utilissima per la riabilitazione fisica: nasce la CYCLETTE la prima ciclocamera al mondo. Nei primi anni Sessanta, a Guido viene un’altra intuizione rivoluzionaria. In Italia sono gli anni del boom economico, ed è sempre maggiore il numero di italiani che si possono permettere l’acquisto di un automobile; e allora perché non creare una bicicletta pieghevole, con ruote piccole adatta a essere trasportata in auto? Per la produzione di quel modello, la ditta Carnielli sostiene un grande sforzo economico. La GRAZIELLA, che prende il nome dal periodico della Mondadori che la pubblicizza per primo, è disegnata nel 1963 da Rinaldo Donzelli, la prima bicicletta pieghevole prodotta di serie diventa un successo mondiale. Sul finire degli anni Sessanta, il vecchio Teodoro cede il testimone ai figli Guido e Mario, che riprendono a valorizzare il ciclismo con le bici Bottecchia e arrivano per loro altre vittorie e tanti allori.

  

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MINIMAL LIGHT.

  

Di fronte alla Loggia del Lionello si trova la rinascimentale Loggia di San Giovanni, iniziata nel 1533 e terminata 10 anni dopo, opera di Bernardino di Morcote. Esternamente presenta sette archi laterali posti su esili colonne, metre al centro, un arco trionfale segna l’entrata alla cappella di San Giovanni; quest'ultima dagli inizi del 1900 è tempietto dedicato ai caduti in guerra (progetto di Raimondo D’Aronco).

All’interno è invece collocata una statua rappresentante la Vittoria, opera dello scultore Aurelio Mistruzzi.

L’elegante cancello in ferro battuto è di Alberto Calligaris.

  

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This picture is taken from synergy farm's Sikakunda, Chittagong!

CENTO LINGUE,CENTO BANDIERE.

  

A prescindere dal vostro orientamento politico ne converrete che in Italia c’è un problema con l’immigrazione. Tantissimi sono infatti rifugiati che approdano e poi si stabiliscono nello Stivale. E non solo per la nostra posizione geografica, bagnata al sud dal Mediterraneo vicino all’Africa e dall’Asia Occidentale ma vicina, al nord, alle vere mete dei migranti. L’Italia in questa situazione sta mancando di pianificazione, programmazione, progettazione.

La meta ultima da raggiungere, come detto, non è l’Italia, eppure tanti migranti ci rimangono, intrappolati in una legislazione mai all’altezza del problema e orfana di un modello di integrazione.

  

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Lamp on our table at TGI Fridays in Manchester that kind of looks like a jelly fish.

1st time shooting with new mobile Samsung Note4

LE RENNE DI BABBO NATALE.

  

Nelle vicinanze di Treviso,a Lancenigo, c'è una mega serra che nei mesi di novembre e dicembre presenta un reparto vastissimo ed altamente spettacolare dedicato agli articoli natalizi....è un viaggio incantato tra addobbi e decorazioni natalizie, alberi di ogni dimensione, ghirlande e festoni, luci e luminarie, il presepe animato Lemax, presepi e statuine della tradizione e tante idee regalo.

Sono diversi anni che vado con la famiglia ad ammirare questa incredibile esposizione ed ogni volta lo stupore supera quello provato l'anno precedente....

  

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L'època geològica més important per als Cingles de Perer és la terciària, quan van originar-se i la podem dividir en dues etapes. A l'inici d'aquest període (paleocè, eocè) el mar va tornar a inundar la nostra terra, pujant des les terres de l'Ebre fins a la Catalunya interior, el que va originar noves sedimentacions marines. Un nou plegament alpí, en una primera etapa en la qual les forces laterals de l'escorça es contraposaven i causaren la ruptura del sòcol granític per la zona de Bigues, va enlairar aquests nous materials fins a les posicions que coneixem actualment, formant els Cingles de Bertí. Així, doncs, es tracten de capes calcàries, conglomerats, margues i altres materials descompostos. En una segona etapa, unes forces de distensió (pressió del centre cap a les vores) van ocasionar l'ensorrament del granit al fons d'actual depressió del Vallès.

 

Els materials de l'eocè inferior són conglomerats rojos, que són els que provoquen les tonalitats roges de la part baixa. El color blanc de la part alta ve donat pels estrats marins de l'eocè mitjà gràcies a les capes calcàries que contenen nummulites. Aquests sectors són rics en fòssils marins, on cal destacar mol·luscs, corals i algun crustaci. Les roques calcàries són poc favorables a la vegetació i a l'agricultura, pels seus components i perquè l'erosió afavoreix la formació de cingleres verticals. Al fons de les valls, quan es descomponen amb el contacte amb l'aigua, formen la terra vermella, com pot veure's clarament a la vall de Riells. Cap al Serrat de la Codina i el castell de Centelles, els materials són margues sorrenques i gresos de l'eocè superior.

 

A Google Maps.

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