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Situato sulle rive dell'omonimo lago nel Trentino occidentale, sorge ai piedi delle Dolomiti di Brenta e del massiccio della Paganella, all'estremità orientale del parco naturale Adamello-Brenta.
Il parco, il lago e l'accesso privilegiato alle cime delle Dolomiti di Brenta ne fanno da più di un secolo una rinomata località turistica. Tra gli ospiti illustri il re del Belgio Alberto I, il poeta Antonio Fogazzaro, l'ingegnere ed esploratore Umberto Nobile, lo scrittore Alberto Moravia.
Il Touring Club Italiano ha conferito alla località di Molveno il riconoscimento della bandiera Arancione per la qualità dell'accoglienza e dei servizi turistici.
Nel 2011 è stato premiato da Legambiente e dal TCI con il marchio di qualità ambientale "5 vele" per la qualità dell'acqua, della spiaggia, dei servizi e della sicurezza
"La sala I inaugura il percorso della mostra con affreschi riproducenti scene augurali di putti festosi disposti lungo tutto l’asse della cornice nella quale predomina il gioco della tecnica tromp l’oeil. Gli angoli adorni da bassorilievi di putti a cavallo in oro zecchino delimitano il soffitto da un’architettura geometrica contrassegnata da piccoli triangoli floreali che attirano lo sguardo verso il centro, nel tondo aureo di un putto volante. Il soffitto affrescato da una calda aurea blu riprende le tappezzerie decorative in lampasso damascato che abbellivano gli interni delle più nobili residenze francesi neoclassiche del XVIII e XIX secolo. "
"Palazzo Bonocore (XVI sec.) si affaccia tra la monumentale fontana di Piazza Pretoria, la chiesa di Santa Caterina (1566-1596) e Palazzo Bordonaro (XVI sec). Le evidenze architettoniche testimoniano la successione temporale che tale struttura ha subito nel corso dei secoli. Al piano terra sono infatti ancora evidenti alcuni paramenti bugnati, valida espressione dell’architettura tardo manierista del sec. XVI. Diversi e numerosi furono i proprietari del palazzo. Le prime testimonianze risalgono al 1547 quando Giovanni Lo Valvo decise di vendere la sua abitazione a Francesco Di Carlo. Successivamente, in un periodo compreso tra la seconda metà del XVI sec. e il primo ventennio del XVII, il palazzo fu proprietà del pisano Stefano Conte e del figlio Francesco. Da quel momento, i piani dello stabile verranno divisi tra vari e illustri proprietari. Solo nel 1716 Francesco Gastone, Presidente del Tribunale di Palermo e figlio di Ignazio, già in parte proprietario del palazzo, riesce ad acquistare l’intera struttura. Durante la permanenza della famiglia Gastone, il palazzo subì un ampliamento consistente tale da renderlo una delle più austere dimore aristocratiche di Palermo, descritta da P. La Placa come “un palagio dalle vistose forme di un teatro”. Divenuto dimora patrizia, il palazzo acquisisce una certa notorietà per merito di un evento importante quali le nozze tra la figlia di Francesco Gastone Margherita e Francesco Antonio Lo Faso IV, Duca di Serradifalco, nominati eredi, nel 1740, di tutto l’edificio. A tal proposito la famiglia Lo Faso contribuì in maniera determinante alla cura artistica del palazzo, affidata alla figura di Domenico Lo Faso architetto, letterato e membro nel 1827 delle Commissioni di Antichità e Belle Arti di Palermo. Al Lo Faso si deve infatti la realizzazione della facciata in stile neoclassico, progettata tra 1810 e il 1843, le cui linee riprendono lo stile del Teatro alla Scala di Milano, città in cui il Lo Faso studiò architettura. Nel 1875 Giulietta, l’ultima erede dei Lo Faso, vende il suo palazzo al ricco banchiere palermitano Salvatore Bonocore (Buonocore). Durante la proprietà dei Buonocore (1875-1912) lo stabile fu sottoposto ad ulteriori interventi di restauro che interessarono proprio la facciata neoclassica precedentemente progettata dai Lo Faso. Dal 1912 il palazzo sarà nuovamente frazionato fra diversi proprietari: il piano nobile sarà donato da Giovanna Giacalone, erede Bonocore, alla Curia Arcivescovile di Palermo di cui tutt’ora ne è proprietaria e concesso, infine, all’Associazione I World che adibisce il maestoso e affrescato piano nobile alla Mostra “ Le Oasi delle Identità” e del Patrimonio Culturale Immateriale di Sicilia, permettendo di rendere nuovamente fruibili uno dei più rappresentativi monumenti storici della città di Palermo."
Atrani: Panorama, a small center of ancient and noble origins, today a holiday resort on the Amalfi Coast.
C'è chi pensa che le pianure siano tutte uguali. Grandi distese planari in cui lo sguardo di perde fra tralicci, linee sospese e opere dell'uomo. In realtà è l'orizzonte a fare la differenza. Nella Pianura Veneta Orientale, ad esempio, le brutture dei capannoni, delle autostrade e delle periferie vengono magicamente cancellate da un orizzonte di leggendaria bellezza. Sono le Alpi Orientali a rendere nobile questa pianura ..... ..
Villa Airoldi è un’antica e prestigiosa residenza nobiliare, eretta nel 1700 nel cuore di Palermo, a ridosso dello storico parco cittadino "la Favorita".
La residenza aristocratica, cominciata all'inizio del '700 da Girolamo Reggio, marchese della Ginestra, fu completata nella seconda metà del '700 dal presidente della Gran Corte, Stefano Ajroldi.
www.leviedeitesori.com/05-villa-airoldi/
"Al primo piano sono alcuni eleganti saloni; i principali sono ornati da affreschi di Giuseppe Crestadoro con la Presentazione di Psiche a Giove e il Concilio degli dei, attorniati da eleganti figurazioni di gusto neoclassico; altre decorazioni pittoriche si trovano lungo le pareti del salone da ballo."
da: "palermo la città ritrovata - itinerari fuori le mura" di Adriana Chirco - Dario Flaccovio Editore
"Il palazzo Forcella de Seta (o Baucina) è un palazzo della città di Palermo edificato in stile neogotico alla metà del XIX secolo dai marchesi Forcella.
Sorge al di sopra delle mura cittadine, sui resti del bastione Vega e sulla porta dei Greci, affacciato sulla strada Colonna (attuale Foro Italico).
Dal cancello sulla rampa di Santa Teresa, con lo stemma de Seta, si accede alla scala per il piano nobile, che giunge ad un vestibolo con finestre ad arco a sesto acuto, decorato con un mosaico con fiere.
A destra del vestibolo si apre la "Grande galleria", alta due piani (con due file di finestre a sesto acuto e colonne sovrapposte negli angoli), decorata all'interno su ispirazione del'Alhambra di Granada. Parallelamente a questa si apre una seconda galleria, rivestita di marmi e mosaici che richiamano le decorazioni dei palazzi normanni e con iscrizione in greco. Molti particolari decorativi sono citazioni colte, da opere letterarie o artistiche dell'antichità classica."
... l'Epatica Nobilis, également appelée anémone hépatique ou encore hépatique noble , est une petite plante sauvage de sous-bois dont la joyeuse floraison bleu-roi annonce souvent l'arrivé du printemps. Les fleurs émergent avant l'apparition des nouvelles feuilles trilobées de couleur vert olive.
- Le mois de mars a ses secrets. il nous prépare doucement
l'arrivé du printemps .- Bonjour petite fleur !
Car le printemps est annoncé .
Toute la nature est en émoi,
Enfin le beau temps est là.
Dévoile aujourd'hui tes belles couleurs
C'est le moment tant attendu
Car le printemps est revenu.
Pour voir plus d'images de ma 1 ère galerie www.flickr.com/photos/131526630@N02
Il faggio è tra le specie arboree più nobili delle montagne italiane. Protagonista dei paesaggi forestali di Alpi e Appennini, questa specie forma suggestive foreste plurisecolari, immerse nella luce umida e tenue che le chiome lasciano filtrare. E' comunque in autunno che il Faggio esprime tutta la sua splendida e rifulgente bellezza ..... ..
Opulenta, sontuosa e ricca come una nobile dama in grande sfarzo, sicura della sua bellezza. Così si presenta quella che molti definiscono come la rosa più bella del mondo, la rosa ‘Pierre de Ronsard’, creata dal francese Meilland e spesso denominata non a caso ‘Eden Rose’.
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Villa Faraggiana è una dimora storica del Settecento, in Albissola Marina, Liguria.
Edificata nel XVIII secolo come dimora della nobile famiglia dei Durazzo, la proprietà è oggi possedimento del Comune di Novara come da lascito testamentario dell'ultimo proprietario Alessandro Faraggiana datato al 1961, ma aperta al pubblico per visite e mostre dal 1968.
Quel giorno non era aperta.
Inoltre sono scappata di corsa poché stava tuonando, ho schivato un forte acquazzone per pochi secondi ;-)
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Non tutti i colombi torraioli sono uguali. Alcuni, in particolare quelli che vivono nelle grandi città da secoli, sono nobili. Quello ritratto, ad esempio, è un colombo della Laguna di Venezia e sosta, con flemmatica nobiltà, su una bricola della laguna di Pellestrina. Dal suo osservatorio sembra dire al fotografo che, nei secoli, i suoi antenati hanno visto cose che noi umani nemmeno possiamo immaginare ..... ..
CERVINO MOUNT/ MATTERHORN. The most noble rock in Europe was defined by the English poet John Ruskin, in the Aosta Valley dialect it is called Gran Becca, meaning "Great Mountain". Cervinia, Valtournenche Valley, Aosta Valley, ITALY - SWITZERLAND.
Oggi,
dopo tanto tempo (in pratica dalla scomparsa di papà),
son tornato in Chiesa ad ascoltare messa...
avevo tanto a cui pensare, da capire, da chiedere...
dovevo chiedere perdono...
e, come per un disegno imperscrutabile, il Vangelo di oggi era la pagina di Giovanni,
quella sul pane di vita ....
ascoltarlo ha richiamato alla mia memoria un brano dei Promessi Sposi ...
Lo confesso, quando al ginnasio ho studiato l'opera di Alessandro Manzoni, non l'ho trovata di mio gusto.
Tanto mi ha appassionato La Divina Commedia quanto mi aveva annoiato la storia di Renzo e Lucia.
Molti anni dopo ho ripreso in mano il romanzo e rileggendo alcuni brani ne ho scoperto il valore.
Un capitolo in particolare, in quella mia rilettura più matura, mi ha colpito e commosso
“Il Padre Cristoforo non era sempre stato così, né sempre era stato Cristoforo”.
Il frate cappuccino, uno dei coprotagonisti del romanzo, si era convertito dopo un fatto drammatico; il suo vero nome era Ludovico ed era figlio di un ricco mercante.
“Sentiva un orrore spontaneo e sincero per le angherie e pei soprusi”, e il Manzoni ci racconta di come si batteva a difesa dei più deboli.
Questa sua indole lo avrebbe messo nei pasticci;
infatti accadde che per un banale diverbio sul diritto di passaggio in un vicolo, si trovò a duellare con un nobile arrogante.
Il duello prende una piega drammatica allorché il maggiordomo di Ludovico, di nome Cristoforo, intervenuto in sua difesa, viene ucciso dal nobile.
Ludovico, fuori di sé vedendo la morte del suo fedele servitore, uccide l’avversario e si rifugia in un convento di cappuccini.
Qui ha modo di meditare sull’orrore della vicenda e decide di abbracciare la vocazione religiosa alla quale già aveva pensato in passato.
Prende il nome di Cristoforo in ricordo del servo, morto per difenderlo.
Poi, per trovare la pace interiore, riconcialiarsi con se stesso e con chi ha offeso, decide di andare nel palazzo del fratello del nobiluomo che aveva ucciso, per chiedere perdono.
Per l’occasione, l’arrogante padrone di casa ha
invitato tutto il parentado, per mostrare pubblicamente il suo trionfo e l’umiliazione del frate.
Ma Padre Cristoforo si presenta con un atteggiamento così umile, esprimendo un così sincero pentimento, che tutti ne restarono toccati.
Il nobiluomo lo perdona, abbracciandolo commosso, tra l’emozione e la pietà dei presenti.
Ma che cosa c’entra il pane con tutto questo, chiederete voi?
Dopo la solenne riappacificazione, il nobile offre cibi prelibati al frate cappuccino. Questi rifiuta il banchetto raffinato ma formula una richiesta: «Ma tolga il cielo che io rifiuti i suoi doni. Io sto per mettermi in viaggio: si degni di farmi portare un pane, perché io possa dire di aver goduto la sua carità, d’aver mangiato il suo pane, e tenuto un segno del suo perdono».
Giunge così un servitore con un pane su un vassoio d’argento... Padre Cristoforo lo mette nella sporta e si congeda.
Più tardi “egli mangiò con una specie di voluttà del pane del perdono: ma ne risparmiò un tozzo, e lo ripose nella sporta onde serbarlo come ricordo perpetuo”.
Alla fine del romanzo si scopre che il frate ha conservato quel pezzo di pane per tutta la vita: Padre Cristoforo, mentre a Milano infuria la peste, incontra Renzo e Lucia nel lazzaretto e dona loro “una scatola di legno ordinario ma tornita e lustrata con una certa finezza” dove è conservato quel pezzo di pane: “«Lo lascio a voi altri: serbatelo; fatelo vedere ai vostri figlioli. Verranno in un tristo mondo, in tristi tempi, in mezzo ai superbi e ai provocatori: dite loro che perdonino sempre, sempre! Tutto ! …»
E porge la scatola a Lucia, da cui viene presa con riverenza, come se si trattasse di una una reliquia.”
Ci vuole forza per perdonare, e ce ne vuole anche di più per chiedere perdono.
Buona Domenica !!!
Villa La Magia è una splendida dimora medicea nel cuore della Toscana. Da giugno 2013 iscritta nella Lista del Patrimonio UNESCO, sito seriale "Ville e Giardini Medicei in Toscana"
La Villa fu acquistata da il granduca Francesco I de 'Medici, il Buontalenti sii occupa della ristrutturazione della villa e della realizzazione del lago artificiale. La Magia diviene quindi importante punto d’appoggio per le battute di caccia nel vicino Barco Reale. E' al ritorno da una battuta di caccia, che l’imperatore Carlo V si reca in visita alla Magia nel maggio del 1536. E’ il 1645 quando la Villa e la fattoria della Magia vengono vendute da Ferdinando II de’ Medici a Pandolfo di Ottavio Attavanti, membro di una nobile casata di Castelfiorentino.
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Villa La Magia is a splendid Medici residence in the heart of Tuscany. From June 2013 registered in the UNESCO World Heritage List, serial site "Villas and Medici Gardens in Tuscany"
The Villa was purchased by the Grand Duke Francesco I de 'Medici, while Buontalenti took care of the renovation of the villa and the construction of the artificial lake. The Magic becomes therefore an important support point for hunting parties in the nearby Barco Reale. It is back from a hunt that Emperor Charles V visits the Magic in May 1536. It is 1645 when the Villa and the Farm of Magic are sold by Ferdinando II de 'Medici to Pandolfo di Ottavio Attavanti, member of a noble house of Castelfiorentino.
Basilica di Santa Maria presso San Satiro
Il sacello dedicato al culto di S. Satiro, fratello di S. Ambrogio, fu edificato alla fine del IX secolo accanto a un ospizio per pellegrini, per volere dell’arcivescovo Ansperto. Al suo interno si può oggi ammirare, sopra l’altare della cappella principale, la Pietà, gruppo di 14 figure in terracotta colorata, a grandezza naturale, opera quattrocentesca di Agostino de’ Fondutis. Tra il 1476 e il 1482 il sacello venne inglobato nella chiesa di S. Maria, costruita per custodire un'icona ritenuta miracolosa. Si tratta di un affresco votivo raffigurante la Madonna col Bambino che, colpito da un giovane vandalo con un pugnale, avrebbe sanguinato. L'opera all'origine del miracolo, risalente al xiii secolo, è collocata sull'altare maggiore, a lato delle raffigurazioni del duca Galeazzo Maria Sforza, committente iniziale della chiesa, con la moglie Bona di Savoia. Il successivo sostegno di Ludovico il Moro, le offerte dei fedeli e dei nobili del tempo consentirono il completamento dell’edificio che deve la sua maggiore notorietà al finto presbiterio, opera di Donato Bramante. L'artista, pur avendo a disposizione un'area di piccole dimensioni, profonda soltanto 97 cm, diede all’edificio un respiro monumentale mediante l’ illusione prospettica ottenuta grazie all’apparente volta a botte cassettonata, in stucco, sopra l’altare maggiore, che simula una profondità inesistente.
(notizie raccolte nel sito del Touring Club Italiano)
EXPLORE FP del 20-05-2009
"Non pretendo che la gioia non possa accompagnarsi alla bellezza; ma dico che la gioia è uno degli ornamenti più volgari, mentre la malinconia è della bellezza, per così dire, la nobile compagna, al punto che non so concepire un tipo di bellezza che non abbia in sé il dolore. "
Charles Baudelaire da "Opere postume"
Photo prise de la fenêtre d' une tour de San Gimignano .
Immersion dans les vignobles du Chianti , le plus célèbre des vins italiens dit-on !
Il n'existe pas un seul Chianti mais bien plusieurs tous aussi savoureux les uns que les autres ! Et c'est depuis le XII è siècle que ces vins sont cultivés !
Une vingtaine de recensée....
Chaque village a son Enoteca ( oenothèque )
Autour de San Gimignano , le vignoble est particulier puisqu' il s'arrête aux limites de la commune ce qui fait du Vernaccia l ' un des Chianti les plus rares !
Autre vin recherché : Le Vino Nobile de Montepulciano ..... Le roi des distinctions !
Tchin .....Tchin .....
Un giorno un Cavaliere, tanto nobile quanto solitario, stanco della sua età, aveva deciso di smettere di fare il cavaliere, perchè tutto ciò che aveva avuto dalla sua vita, sebbene gli fosse costata tanta fatica, si dissolveva come nebbia all'orizzonte all'apparire del sole ....e non riusciva a tenere niente per sè.
Il Cavaliere era così deluso che non trovava neanche una strada che lo conducesse dove pensava di poter riposare per ricordare le mille avventure che,
per quanto gli avessero riempito il cuore,
non gli avevano lasciato niente da cullare.
Ma il suo cavallo, ormai privo di morso, si arrestò dove c'era una virgola di mare che, come un seno, si gonfiava dentro una terra misteriosa che il tempo non calpestava più.
Il Cavaliere, colto nei suoi pensieri, guardò dall'alto della falesia erosa dal sale e dalle maree, isole di acqua, trapassate dalla luce, come l'aria.
Quando gli occhi gli restituirono alla mente ciò che il controluce gli negava, scorse lontana una figura che raccoglieva il mare con le mani.
Allora, lentamente, percorse i sentieri che, ardui ed impietriti, lo conducevano giù fino a raggiungere quell'ombra.
Poi, quando le fu prossimo, vide dietro di lei il tempo che nasceva, mentre l'ultima lacrima del giorno le cambiava il colore della pelle e le stringeva gli occhi.
Così, nel silenzio del mare che disegnava quelle rocce, la figura si svelò, perchè il Cavaliere le stava accarezzando i capelli con le sue parole.
Era una principessa di schiuma, tanto rarefatta che uno sguardo che si fosse posato su di lei per molto tempo l'avrebbe dissolta restituendola, come polvere d'argento, al mare a cui apparteneva.
Il Cavaliere, uso alle imprese audaci non si arrese e cercò di portarla via con sè.
La principessa di schiuma sapeva che si sarebbe annullata se ciò fosse avvenuto, ma quel cavaliere stanco e sconfitto era tanto deciso che lei si innamorò.
Allora trovò il sentiero per raggiungere la terra e dolcemente si avventurò per partire con lui.
Ma quando erano prossimi e la luna riempiva il cielo cancellando ogni luce, il Cavaliere,
che sentiva la fatica di quel viaggio,
si fermò a guardare il posto magico da cui si allontanava.
Quando si riprese, il cammino davanti a lui era vuoto come i margini del sogno, perchè Schiuma di Mare, che seguiva il suo destino,
era ritornata per sempre da dove era venuta senza destare alcun suono.
Il Cavaliere rimase a guardare dall'alto della falesia brandelli di luce illuminati di niente, come se avesse visto una principessa raccogliere il mare con le mani..
LA NOBILE GIOVANE RIBELLE
Riuscirà (?) ad ascoltare la disperazione legata alla ragione….
Riconoscere (?) le illusioni che la circondano, e che le rendono
difficile l’abbandonarsi al tempo….
Saprà difendere la nuova appartenenza?
I segni dell’esistenza e non i gesti dell’illusione?
Nell’essere riuscita a riagganciare il rituale, sente di aver
ri-conquistato qualcosa…
S.B.
House of flying daggers - Lovers
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Perchè sono fiera di te
immensamente
Perchè ti voglio bene
immensamente
Perchè spero che tutti i tuoi segni si realizzino
sempre
Perchè 1+1=2
sempre
Evidente e desolante abbandono nella vecchia villa-fattoria, un tempo residenza nobiliare.
www.youtube.com/watch?v=Azzc5odj9V4
Evident and distressing abandonment in the old villa-farm, once a noble residence.
La chiesa di Santa Maria di Nazareth, o chiesa degli Scalzi, è un edificio religioso della città di Venezia dei primi del XVIII secolo. Opera di Baldassarre Longhena è situata nel sestiere di Cannaregio in prossimità della stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia.
La facciata, finanziata dal nobile Gerolamo Cavazza, venne eretta da Giuseppe Sardi, fra il 1672 e il 1680. Lo stile è un tardo barocco veneziano, diviso in due ordini e scandito da colonne binate. Le quattro statue del primo ordine, la Madonna col Bambino collocata sul fastigio, e Santa Caterina da Siena nella nicchia a sinistra della Madonna sono di Bernardo Falconi. La nicchia a destra era occupata da una statua di San Tommaso d'Aquino dello stesso Falconi.
The church of Santa Maria di Nazareth, or church of the Scalzi, is a religious building of the city of Venice from the early eighteenth century. Work by Baldassarre Longhena is located in the Cannaregio district near the Venice Santa Lucia railway station.
The facade, financed by the noble Gerolamo Cavazza, was erected by Giuseppe Sardi, between 1672 and 1680. The style is a late Venetian Baroque, divided into two orders and punctuated by twin columns. The four statues of the first order, the Madonna and Child placed on the fastigium, and Saint Catherine of Siena in the niche to the left of the Madonna are by Bernardo Falconi. The niche on the right was occupied by a statue of St. Thomas Aquinas by Falconi himself.
Meglio conosciuta come "Villa Dugnani", la residenza si trova in parte da fabbricati rustici e dall'alto muro di cinta con funzione di terrapieno che la rende un caso singolare nelle ville del Naviglio Grande. Il complesso risale con tutta probabilità nelle sue origini al quattrocento e sembrerebbe testimonianza meritevole di tale affermazione la facciata verso via Mazzini, che presenta infatti due finestre dalle cornici in cotto in tipico stile rinascimentale. La struttura come la si può ammirare oggi, però, venne edificata nella sua parte principale nel corso della prima metà del XVI secolo ad opera della famiglia Cittadini che si impegnò ad opere di ristrutturazione ed ampliamento successive come ad esempio la costruzione di un oratorio nel 1632, voluto da Gerolamo Cittadini e dedicato ai SS. Gerolamo e Onofrio. Nel 1760, dal Catasto Teresiano dell'area di Robecco sul Naviglio, apprendiamo che la casa da nobile era passata in proprietà alla famiglia Dugnani che era entrata in possesso anche di molti terreni adiacenti. La villa venne quindi ceduta dal Cardinale Antonio Dugnani all’orfanotrofio femminile di Milano e quindi acquistata dalla famiglia Benini-Bossi. La struttura della villa è interamente in mattoni a vista ad eccezione di un gustoso porticato seicentesco con vista sul Naviglio che consente anche di accedere all'area rialzata del giardino.
Fonte: Comune di Robecco sul Naviglio
Thank you all for the comments, the awards and the favorites ... off for two weeks ...see you soon ...
Salisbury Cathedral è un enorme edificio in stile gotico inglese che risale al XIII secolo.
Anche se viste le dimensioni può sembrare incredibile, il corpo principale è stato costruito in soli 38 anni, dal 1220 al 1258. E' praticamente senza fondamenta. Infatti qui il terreno è umido e argilloso, scavi profondi sarebbero inutili e perciò tutta la struttura è ancorata per poco più di un metro.
In pratica la Cattedrale è come una grossa zattera che galleggia, e questo galleggiamento è garantito dall'acqua che impregna l'argilla sottostante. Il personale controlla periodicamente l'altezza della falda acquifera sotterranea, tramite un pozzetto che si trova proprio nel pavimento interno della chiesa .
Qualora il livello scendesse oltre un certo limite verrebbero aperte apposite chiuse, facendo affluire acqua da canali circostanti: se l'argilla si seccasse la costruzione sprofonderebbe irrimediabilmente.
La Cattedrale di Salisbury si trova in un close, cioè uno spazio recintato, che è il più grande del Regno Unito. Nell'area del close vi è un grande prato che tutta la cittadinanza può usare: per giocare, per passeggiare, per prendere il sole.
All'interno della cattedrale , nella Chapter House , è conservata una della quattro copie originali ancora esistenti della Magna Charta, l'unica ancora perfettamente leggibile. Per chi non lo sapesse, la Magna Charta è la più antica costituzione del mondo, promulgata nel 1215 dal famoso Re Giovanni Senzaterra.
In realtà questo bill of rights [elenco di diritti] fu estorto dai nobili di allora al sovrano inglese, ma contiene l'importante e fondamentale principio che il potere del re non è arbitrario ma anch'esso sottoposto alla legge. La Charta diventerà poi la base legale del mondo anglosassone, e il modello di importanti costituzioni come quella degli USA.
Per chi è appassionato di storia, è impossibile descrivere l'emozione di trovarsi a pochi centimetri da una tale reliquia, separati solo da un vetro e, comunque, anche da un sofisticato sistema d'allarme ...
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Villa Airoldi è un’antica e prestigiosa residenza nobiliare, eretta nel 1700 nel cuore di Palermo, a ridosso dello storico parco cittadino "la Favorita".
La residenza aristocratica, cominciata all'inizio del '700 da Girolamo Reggio, marchese della Ginestra, fu completata nella seconda metà del '700 dal presidente della Gran Corte, Stefano Ajroldi.
L'amore è nutrito dall'immaginazione, che ci fa diventare più saggi di quanto sappiamo, migliori di come ci sentiamo, più nobili di come siamo... Solo ciò che è delicato, e concepito con delicatezza può dare nutrimento all'Amore. Invece all'Odio tutto dà nutrimento.
O. Wilde
"Salire al piano nobile del palazzo Forcella De Seta è come fare un viaggio di qualche migliaio di chilometri per ritrovarsi in uno dei luoghi più incantevoli del mondo: l’Alhambra di Granada, in Andalusia. Già, perché alla destra del vestibolo si apre la “Grande galleria”, alta due piani (con due file di finestre a sesto acuto e colonne sovrapposte negli angoli), decorata all’interno su ispirazione del capolavoro arabo-moresco spagnolo.
Non basta ancora? E allora c’è il portale neocatalano, i mosaici neonormanni, le fontane orientali. Insomma, in uno dei punti più suggestivi della città, con una vista privilegiata sul mare e un’altra sulla Kalsa, c’è un Palazzo che è una summa degli stili architettonici che hanno caratterizzato l’Isola nel corso del tempo, reinterpretati secondo i modi del XIX secolo.
Edificato sulle antiche mura, laddove nel Seicento si trovava un palazzetto poi distrutto durante i moti del 1820, il Palazzo passò nel 1833 al marchese Enrico Carlo Forcella che avviò ristrutturazioni e sopraelevazioni a opera degli architetti Emmanuele Palazzotto e Nicolò Puglia. Nella seconda metà del XIX secolo il Palazzo passò al principe Biagio Licata di Baucina che ne ampliò il fronte con il castelletto neogotico e, nei primi anni del XX secolo, venne acquisito dal marchese Francesco De Seta, prefetto di Palermo, divenendo uno dei salotti più fastosi della Belle Epoque di Palermo, frequentato dall’aristocrazia e dell’alta borghesia. Oggi è di proprietà dell’Ance di Palermo, l’Associazione Nazionale Costruttori Edili."
Somma Lombardo
Il Castello Visconti di San Vito, edificato nel XIII secolo con funzione di rocca di difesa, assume nel corso degli anni l’architettura di grande residenza Viscontea, incominciando nel 1448, dopo la proclamazione della Repubblica Ambrosiana e l’insediamento di Francesco e Guido Visconti...un’ampia trasformazione fino al tardo 1500. La nobile dimora, ricca di storia legata alla Famiglia Visconti, è uno scrigno d’arte, vanto della provincia di Varese e della Lombardia.
Grazie per i gentili commenti
... quando torno ne assaporo gli odori
odori di foglie che tappezzano il lungotevere sotto i miei passi...
odori di suoni d'altri tempi che mi accompagnano lungo le viuzze del centro
non le strade affollate da turisti, dalle mille vetrine scintillanti
ma i vicoli meno battuti e, per questo, più veri,
dove si respira ancora l'aria della Roma di qualche secolo fa...
qui non si ha difficoltà ad immaginare carrettieri e nobili matrone, guitti e principi, cardinali e prostitute ...
la prossima volta che capitate a Roma fatevi un giro tra i vicoli, quelli nella zona di Via dei Banchi Vecchi ... potreste provare le sensazioni che ho descritto ... e, magari, potremmo incontrarci, inconsapevoli gli uni degli altri ...
Roma nel cuore
La Ruta del vino…Aquí va un campo bordado de viñedos!! De entre todas las rutas del Vino de la Toscana una de las más visitadas es la de la zona de Montepulciano ya que fue una de las primeras rutas, con más de 10 años operando en la región y ofreciendo al viajero la posibilidad de conocer de primera mano todos los secretos de uno de los vinos más degustados de la Toscana. La pequeña y bonita Montepulciano, ha sido escenario también de algunas de las más famosas películas sobre la Toscana, como “Bajo el Sol de la Toscana” .
Amigos en esta corta vida no podemos dejarlo par después… Hay que ir a degustar alguno de sus vinos… desde su famoso y celebre Chianti hasta el alabado Nobile de Montepulciano o el exquisito y apreciado Brunello de Montalcino, que es un vino degustado en la enóteca del castillo y acompañado de un buen queso de la zona.
Buen domingo para toooooooooodos!!!
Robecco sul Naviglio - Palazzo Archinto
Spesso identificato con il nome di Castello, il palazzo prospetta di fronte al portone di Villa Gandini, ma non ha alcun legame con costruzioni risalenti all'epoca medievale. Esso fu il sogno irrealizzato del nobile banchiere Carlo Archinto, cui non mancavano i desideri di grandezza, ma che finì in bancarotta prima che il progetto venisse ultimato.
Oggi infatti solo le incisioni di Marc'Antonio Dal Re (1726) possono documentare l'ardita costruzione, iniziata a cavallo tra il XVII ed il XVIII secolo su disegni di Carlo Federico Pietrasanta: doveva essere un complesso di quattro grandi palazzi, con un nucleo centrale elevato di cinque piani e quattro ali laterali uncinate della medesima altezza (le due rivolte verso il Naviglio erano concluse da quattro torri merlate); verso il paese una grande esedra avrebbe dovuto accogliere le carrozze, verso il naviglio due pontili, di cui uno coperto, i barconi provenienti dalla città.
Di tutto ciò rimane oggi solo il blocco terminale di una delle quattro ali, con le due torri merlate, recentemente restaurato con una grandiosa opera che ha riportato la costruzione a un antico splendore. Attualmente il palazzo ospita la biblioteca comunale e il locale Museo del Naviglio Grande.
Fonte Wikipedia
Cenni storici
La Villa Reale di Marlia, con origini altomedioevali, è stata la residenza di nobili famiglie e di grandi mecenati d'arte che l'hanno resa nel corso dei secoli un vero e proprio capolavoro paesaggistico.
All'inizio dell'800 la sorella di Napoleone, principessa Elisa Baciocchi, ampliò il grandioso complesso. Modernizzò secondo il gusto della sua epoca l'antica Palazzina dell'Orologio e fece costruire le Palazzine Gemelle all'ingresso, ma lasciò intatti gli splendidi giardini del'600, come il Teatro di verzura intagliato nella vegetazione più antico d'Europa oppure il Giardino dei limoni con più di 200 vasi di agrumi; introdusse inoltre il Viale delle Camelie, di particolare pregio per le numerose varietà rare risalenti all'800.
Dopo la caduta di Napoleone, altre famiglie reali si succedettero fino all'arrivo dei conti Pecci-Blunt che commissionarono ad un famoso architetto francese, Jacques Greber, il rinnovo del giardino: crearono il Giardino Spagnolo, la Piscina in stile liberty, boschi, ruscelli e un lago a complemento alla serie di giardini classici italiani del tempo degli Orsetti. Tra gli ospiti illustri del passato vanno ricordati il violinista e compositore Paganini, esponenti di Case Reali di tutta Europa e il pittore americano John Singer Sargent, che dipinse acquarelli di scene nella Villa.
Nel 2015 una giovane coppia, essendosi perdutamente innamorata del complesso ormai trascurato, acquistò la proprietà accettando la sfida di riportare la Villa Reale di Marlia al suo antico splendore commissionando importanti ed enormi lavori di restauro sia degli edifici che dei giardini: dal 2019 è infatti possibile visitare anche gli interni in stile impero della Villa Reale e dal 2021 il museo eclettico delle collezioni Pecci Blunt (all'Orologio).
Come quell’ enormi sfingi distese per l’eternità in nobile posa nel deserto sabbio, essi scrutano il nulla senza curiosità, calmi e saggi.
(Charles Baudelaire)
Built by Ferdinand of Austria in 1777 and designed by Arch. Piermarini( former collaborator of Arch. Vanvitelli in the construction of the Royal Palace of Caserta ) .
This Villa was very popular with the Archdukes of Austria and the Milanese Patrician .
Remember the villa : The Court Theatre.The entrance consist of two stairs which lead to the noble floor .It remember the Salone d'Onore, the Hall of Tapestries. The Living Japanese ,the Hall of Mirrors and the apartment Umberto I°
Fatta costruire da Ferdinando d'Austria nel 1777 su disegno dell'Arch. Piermarini ( già collaboratore dell'Arch.Vanvitelli
nella costruzione della Villa di Caserta.) Molto frequentata dagli Arciduchi d'Austria e dal Patriziato Milanese.
Da ricordare della villa il Teatro di Corte.L'ingresso della villa è costituito da due scale che introducono al Piano Nobile.
Ricordiamo il Salone d'Onore,
la Sala degli Arazzi ,il Salotto Giapponese ,la sala degli Specchi e l'Appartamento Umberto I°