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18-19-20/08/2017: Gonfalone di Arpino.
Il palio tradizionale delle contrade di Arpino (FR).
The "Gonfalone" is a traditional challenge among the quarters of Arpino (Italy).
Alba a lido di Spina (foto fatta dalla mia ragazza)
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Per favore nei commenti non inserite immagini ne loghi, solo commenti Grazie
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Not sure whether this is land reclamation at the end of Lido di Venzia or works in connection with new flood defences.
Il Cammino di Santiago di Compostela è il lungo percorso che i pellegrini fin dal Medioevo intraprendono, attraverso la Francia e la Spagna, per giungere al santuario di Santiago di Compostela, presso cui ci sarebbe la tomba dell'apostolo Giacomo il Maggiore.
Le strade francesi e spagnole che compongono l'itinerario sono state dichiarate Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.
GIORGIA @ MEDIOLANUM FORUM DI ASSAGO (MI) 24.03.2017
© Fabiana Photography (Se prendete le foto, siete gentilmente invitati a LASCIARE LA FIRMA e a CITARE LA FONTE.. GRAZIE!)
Photogallery sul blog > fabianaphotography.wordpress.com/2017/03/25/giorgia-medio...
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Ciao Ciano...ci mancherà la tua interpretazione della natura, dei nostri paesaggi e delle piccole cose che acquistavano significato grazie ai tuoi scatti..ma più di tutto il sorriso che regalavi a chiunque....
• Italia, Liguria: San Terenzo •
2010 6667lr
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......e come un girasole giro intorno a te
che sei il mio sole anche di notte
tu non mi basti mai prendimi l’anima e non mi basti
e come un girasole mi aprirò per te
chiedimi tutto anche quello che non c’e
e come un girasole io ti seguirò
e ancora ti dirò che non mi basti mai
non mi basti mai
e mille volte ancora io te lo direi
che non c’e’ nessun altro al mondo che vorrei
e come un girasole io ti seguirò
e mille volte ancora mi innamorerò....
[Photo Explore]
59° Premio Bice Bugatti – Giovanni Segantini
A cura di Martina Corgnati
La 59° edizione del Premio Internazionale Bice Bugatti – Giovanni Segantini è dedicata al tema della memoria, la memoria della pittura, la memoria della parete, due nozioni intorno alle quali si è articolata gran parte della ricerca artistica di Franco Guerzoni (Modena, 1948), cui viene conferito il premio alla carriera. In mostra vengono esposte circa venti opere eseguite dal 1973 ad oggi; dai primi Affreschi, stampe fotografiche trattate con pigmenti e scagliola, un’opera della serie Scavi superficiali (1987), due Impossibili restauri e tre esempi dal Museo Ideale (2011) oltre a alcuni grandi Strappi d’affresco (2016) e altre opere recenti su carta, tela e tavola. Come artista, Guerzoni ha corteggiato con insistenza le vecchie pareti scrostate, sia nell’aspetto visuale sia nei materiali, negli intonaci e nei rigonfiamenti, nella precarietà evidenziata da crepe e graffi, affioramenti, muffe e salnitri. Negli ultimi decenni queste operazioni sono state condotte in termini pittorici ma in precedenza, alla fine degli anni Sessanta, anche in forme concettuali: allora Guerzoni faceva fotografare dall’amico Luigi Ghirri pareti di case parzialmente abbattute e dirute, quelle pareti che ancora conservavano la traccia delle divisioni fra le diverse stanze pitturate a colori differenti, come un quadro astratto- geometrico. In questi paesaggi di superficie, sottratti a un’utilità o a una funzione abitativa, l’artista individuava un promettente punto di partenza, il luogo di una mise à nu dove la composizione si era fatta da sola, lasciando affiorare una possibile archeologia (così, infatti, aveva intitolato quella serie), una stratigrafia ricchissima di storie possibili, anzi virtualmente infinite. Poi, dal 1980 circa, Franco Guerzoni ha voluto guardare più lontano entro al senso delle cose, per quel tanto che esse contengono di tempo, umanità, storia, nulla di particolare insomma ma invece di universale. Lavorando dunque su tele e tavole con gli strumenti del pittore, l’artista evoca il tempo trascorso, costruendo pareti immaginarie, quadri che potrebbero apparire raffinatissimi intonaci, rovine e decorazioni che non rappresentano nulla, sono soltanto memoria, rimando, risonanza. Come se Guerzoni avesse compiuto, forse persino involontariamente, un cammino all’inverso: spostandosi dall’immaterialità dell’immagine verso la materialità ritrovata dell’opera fosse riuscito a spogliarne il racconto, svuotarne le circostanze sino a una soglia di illimitato, di incondizionato; evocazione pura, appunto, fatta di tracce, pigmenti, gessi rilevati, intonaci, graffiature, slabbrature, un colore lavorato non, apparentemente, dalla mano ma dal passaggio del tempo. La parete perduta e ritrovata da Guerzoni si confronta con la memoria, una memoria lirica e sottile, indefinita e plurale: quella della pittura, del testo, del libro.
Giugno 2018
Villa Brivio, Nova Milanese
L’Italia è sempre stato un paese di eccessi, di grandi santi e incalliti peccatori, di virtù eccelse e di vizi altrettanto macroscopici. La seconda edizione de "La Gardesana" affronta dal 29 agosto al 5 settembre "I 7 vizi capitali dell’Italia di oggi”. E’ una manifestazione di nuova concezione pronta a mettere sul palcoscenico autorevoli personaggi della cultura, del pensiero e dell'opinione nazionale.
La Gardesana 2014, ideata da Giovanni Terzi e Gianfranco Scancarello con la collaborazione di Giuseppe Di Piazza e Camilla Baresani, realizzata grazie al sostegno e al contributo del Comune di Desenzano del Garda e della Camera di Commercio di Brescia, si articola in otto serate.
Tema della manifestazione è stabilire il rapporto degli italiani con i 7 vizi capitali, analizzare come si sono trasformati nei secoli attraverso la tecnologia e la comunicazione e come vengono affrontati oggi.
La Gardesana 2014 parte proprio da qui e intende costruire dibattiti provocatori e indagare su fatti e misfatti italiani.
Piazza Malvezzi, Desenzano del Garda (Bs).
Dal 29 agosto al 5 settembre alle ore 21.15 (venerdì 5 settembre inizio alle ore 21.45)
Tutti gli appuntamenti sono gratuiti. Info su www.lagardesana2014.com
Fotografie a cura dell'Ufficio Stampa del Comune di Desenzano del Garda.
questo barattolo conteneva i pocket coffee, ma la forma ovale mi piaceva tanto.. l'ho dipinta color cuoio e l'ho decorata con tulipani in stile tirolese (+ o -).
Basilicata - Italy
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The Sassi originate from a prehistoric troglodyte settlement and are suspected to be among the first human settlements in Italy. There is evidence that people were living here as early as the year 7000 BC.
The Sassi are houses dug into the calcarenitic rock itself, which is characteristic of Basilicata and Apulia, locally called "tufo" although it is not volcanic tuff or tufa. Many of these dwellings are really only caverns, and the streets in some parts of the Sassi often run on top of other houses. The ancient town grew up on one slope of the ravine created by a river that is now a small stream. The ravine is known locally as "la Gravina".
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Matera is the only place in the world where people can boast to be still living in the same houses of their ancestors of 9,000 years ago.
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La prima costruzione del castello sembra dovuta ai Chiaramonte, conti di Modica nel XIV secolo.
Nel 1648 fu acquistato da Vincenzo Arezzo-La Rocca, già barone di Serri o Serre, che ne fece una masseria fortificata. Nel corso del tempo si trasformò in casina neoclassica e in castello neogotico. La maggior parte della costruzione si deve nell'Ottocento al discendente, il barone Corrado Arezzo, eclettico uomo di studi e politico.