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Common Reed Bunting

Tarda mattinata di nebbia e nuvole, capanno mimetico, distanza circa 6 mt.

L’abitudine di scendere spesso a valle dopo il tramonto mi regala a volte dei begli incontri.

 

Camosci al pascolo in una radura a circa 2000, vicino al sentiero che dal rifugio Vittorio Sella porta a Valnontey.

 

Lago di Braies, Dolomites, Italy, June 2022

Nikon D800

Nikon AF-S Nikkor 24-70mm f/2.8G ED

 

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Santa Maria del Fiore, la cui costruzione fu progettata da Arnolfo di Cambio, è la terza chiesa del mondo (dopo San Pietro a Roma, San Paolo a Londra) e la più grande in Europa al momento della sua ultimazione nel '400: è lunga 153 metri, larga 90 alla crociera ed alta 90 metri dal pavimento all'apertura della lanterna. Essa, terza e ultima cattedrale fiorentina, fu intitolata nel 1412 a Santa Maria del Fiore con chiara allusione al giglio, simbolo della città.

Sorse sopra la seconda cattedrale, che la Firenze paleocristiana aveva dedicato a Santa Reparata.

Le notevoli diversità di stile rivelate nelle sue parti sono la testimonianza del variare del gusto nel lungo periodo trascorso fra la sua fondazione ed il completamento.

La prima pietra della facciata venne posta l'8 settembre 1296, su progetto di Arnolfo di Cambio. Egli lavorò per il Duomo dal 1296 al 1302. Ideò una basilica dagli spazi classici, con tre ampie navate che confluivano nel vasto coro dove è posto l'altare maggiore, a sua volta circondato dalle tribune su cui poi si innesterà la Cupola.

Il progetto di Arnolfo era notevolmente diverso dalla struttura attuale della chiesa, come è possibile notare dall'esterno. Sui fianchi dell'edificio, infatti, a nord e a sud, notiamo che le prime quattro finestre sono più basse, più strette e più ravvicinate di quelle verso est, le quali corrispondono, invece, all'ampliamento operato da Francesco Talenti, capomastro a partire dalla metà del '300.

Arnolfo arriva a finire due campate e metà della nuova facciata.

La facciata fu smantellata nel 1587 quando il Granduca Francesco I de' Medici decise di costruirne una nuova modena e le statue superstiti che la decoravano sono oggi esposte nel Museo dell'Opera del Duomo.

Alla morte d'Arnolfo, avvenuta intorno al 1310, i lavori subirono un rallentamento, per riprendere certamente nel 1331 quando i magistrati dell'Arte della Lana si assunsero la cura della costruzione. Nel 1334 fu nominato capomastro dell'Opera Giotto che si occupò prevalentemente della costruzione del campanile e morì tre anni dopo. A Giotto subentrò Andrea Pisano fino al 1348, anno della terribile peste che decimò la popolazione cittadina da 90.000 a 45.000 abitanti.

I lavori proseguirono fra interruzioni e riprese fino a quando, in seguito al concorso bandito nel 1367, fu accettato il modello definitivo della chiesa proposto da quattro architetti e quattro pittori, tra i quali Andrea di Bonaiuto, Benci e Andrea di Cione, Taddeo Gaddi e Neri di Fioravante.

Dal 1349 al '59 la direzione tocca a Francesco Talenti, che completa il Campanile e prepara un nuovo progetto coadiuvato (dal 1360 al '69) da Giovanni di Lapo Ghini. Nel 1378 fu ultimata la volta della navata centrale, e nel 1380 furono terminate le navate minori. Tra il 1380 ed il 1421 furono costruite le tribune e forse anche il tamburo della Cupola.

La catena alpina in un limpido tramonto, così come la posso solo ammirare dai pressi di casa al tempo del coronavirus, sperando che tutto questo possa diventare presto solo un brutto ricordo.

In certi giorni grigi le acque dei bassi fondali lagunari assumono un colore simile a quello del piombo. La loro trasparenza si smorza e il colore del cielo viene restituito più cupo e quasi plastico. Basta tuttavia la presenza di una garzetta perché il suo candore restituisca alle stesse acque vita e luce ..... ..

Le mie azalee sono in piena fioritura, ne approfittano gli insetti pronubi per fare incetta di polline ... gratis.

Fontanone di Goriuda.

The view from inside the grotto was well worth a shower, even if the water was chilly.

Comersee bei Gravedona

Monza - Milano - Lombardia

 

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Analogica, Praktica L ( 1969 ) priva di esposimetro, Helios 44-4 58 mm f 2.0, Fomapan bianco e nero 200 asa, sviluppo con Rodinal.

Santuario Sant'Anna di Montrigone - Borgosesia - Vercelli

 

GIORNATA FAI D'AUTUNNO

  

Il Santuario si inserisce nel sistema dei Sacri Monti prealpini, è “il piccolo Sacro Monte”, piccolo per le dimensioni, ma che va ricondotto per logica e impianto al modello dei Sacri Monti maggiori, emblema del grande afflato di religiosità che caratterizza il Piemonte tra il XVI e il XVII secolo. Percorrendo la salita dal piccolo insediamento di Montrigone al Santuario di Sant'Anna, si incontrano 14 edicole - o stazioni - realizzate nel 1753 dal pittore Lorenzo Peracino, originario della Valsesia. Anche se il Santuario deve la sua fama alle sei cappelle dedicate agli episodi della Vita della Vergine, vanno segnalate le 150 statue in terracotta policroma realizzate dall’architetto Giovanni d'Enrico, attivo anche a Varallo, e da Giacomo Ferro (circa 1644). Nelle cappelle dedicate all’Annunciazione e alla Visitazione parrebbe rintracciabile una certa influenza artistica di Gaudenzio Ferrari.

 

Grazie mille per i gentili commenti.

 

Peonia

 

Mi sono venute le lacrime agli occhi sentendo la notizia di un padre e di una madre che hanno ucciso , qualche giorno fa, i loro piccoli figli.

Ma ho pianto anche sentendo oggi il racconto di Niki, una mamma australiana di 43 anni, che da molti anni gira il mondo, nei posti più belli, con il figlio disabile e cieco sulle spalle.

'... È una cosa spaventosa sentirsi dire che tuo figlio dipenderà da te per il resto della vita, ma questo non significa che la tua vita non sarà fantastica e divertente... Ora sono davvero felice della mia vita, anche se non è stato facile...'

Una mamma coraggiosa, che non si arrende, con pazienza, e cui l' amore ha dato la forza di andare avanti e rinascere ogni giorno nel sorriso del figlio. Perché suo figlio è stato un bambino, oggi un giovane, felice.

 

Mi ha commosso molto anche la storia di una giovane donna afghana, migrante, morta assiderata tra Turchia e Iran : il suo nome non si conoscerà mai : hanno solo mostrato in TV un corpo inerte, disteso tra la neve, coperto finalmente da un telo.

Aveva dato le sue calze ai suoi due bambini ( che si sono salvati), perché si proteggessero le mani dal gelo, camminando a piedi nudi.

Mamme eroine, come lo sono molte mamme, penso. Ma non è sempre così , come essere donna non vuol dire automaticamente essere speciali.... Non è vero che essere mamme significhi sempre amare i propri figli. Questa è retorica, succede nella pubblicità commerciale, o nell 'immaginazione di alcuni.

Ci sono mamme egoiste, che ignorano, sfruttano o usano come mezzi di ricatto verso degli ex i loro figli, e qualche volta li uccidono. Oppure anche mamme soffocanti con la loro possessivita', che scambiano per amore.

E poi esistono mamme meravigliose come queste, che danno la loro vita

 

The heart of a flower.

The story of two wonderful mothers

"È un recinto quadrato, un vaso incassato nella terra. Sul fondo un reticolo di piccoli mattoni porosi, lungo il bordo un canale sottile dove scorreva l' acqua. Siamo a Nemi, castelli romani, sulla riva settentrionale del lago che la leggenda vuole fosse lo specchio di Diana, la dea della caccia e dei giovani che si affacciavano all' età adulta. Quel vaso, sostiene l' archeologo Filippo Coarelli, potrebbe essere l' alloggiamento dell'albero fra i cui rami ce n'era uno che un' altra leggenda racconta fosse d' oro e avesse un potere speciale: la sua storia viene narrata da autori greci e latini e poi giunge fino a James Frazer, l' antropologo e storico delle religioni che intitolò Il ramo d'oro la monumentale opera, scritta fra il 1890 e il 1915, in cui si ragionava di magia, di scienza e dell'origine sacrale della regalità. «Nel santuario di Nemi», scrive Frazer, «cresceva un albero da cui non era lecito spezzare alcun ramo. Soltanto uno schiavo fuggitivo, se ci fosse riuscito, poteva spezzarne uno. In questo caso egli aveva il diritto di battersi col sacerdote e, se l' uccideva, regnava in sua vece col titolo di re del bosco, rex nemorensis ». Frazer racconta culture primitive e rintraccia il ripetersi di alcune costanti negli usi e nei riti di diversi popoli. Il punto di partenza della sua indagine è questo lago di struggente bellezza, al centro di una conca rivestita dai colori duri e intensi di un vulcano spento. Qui Frazer ha soggiornato e ha letto le storie, narrate da Strabone, Pausania, Ovidio e altri ancora, di quel rituale, sanguinario e magico, che affidava a un duello mortale l' investitura del rex nemorensis, sacerdote di Diana e sovrano della comunità (ma un ramo d' oro figura anche nell' Eneide: serve a Enea per scendere nell' Ade). I candidati al duello, per sfidare il possessore del titolo, dovevano impadronirsi del ramo d' oro strappandolo da un albero sacro alla dea.

[ ...]«In questo rituale si riconosce una struttura primitiva che richiedeva al re, capo militare oltre che politico e religioso, straordinaria efficienza fisica. Il duello serviva a confermarla e qualora questa fosse venuta meno, il re era destinato a decadere e morire». Una specie di ordalia, dunque: questo luogo sarebbe poi diventato il centro federale della lega latina, dove i rappresentanti delle comunità si riunivano per le grandi occasioni civili e religiose, e da dove scaturiva la stessa originaria identità latina."

 

Estratto da un articolo di Francesco Erbani pubblicato sul quotidiano “La Repubblica” il 17 febbraio 2010

Primavera

di colori delicati

sboccia

accompagnata

dal vento

che gentile

accarezza le pietre

di una vecchia chiesetta

di campagna 🌸🌷⚘

Marta

bacino artificiale in secca con l antico borgo di Movada

Bocciolo di rosa.

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Per chi non avesse il PC. e fosse interessato al video appena pubblicato

Questo è il link:

www.flickr.com/photos/65831537@N04/48934455446/in/datepos...

 

L’importante è avere un telefonino o Tablet che entri in Internet

Lo si vede con il proprio Browser …

Tipo: “Chrome - Firefox - Internet - Explorer” etc. etc.

Con il mio Tablet - lo apro con il Browser - Chrome,

Parte con la freccetta piccola - (con quella grande NON si vede)

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Buon fine settimana amici cari da Liliana.

Non sempre il nome dei monti presenta un significato. Spesso, anzi, si tratta di toponimi misteriosi, derivati da antichi idiomi e di cui s'è perduto il significato d'origine. In qualche caso però il nome risulta calzante e affascinante, come ad esempio nella Tofana di Rozes, il cui colore rosato all'alba e al tramonto rispecchia fedelmente il nome. Ma anche nel caso del Cristallo, la cui parete nord rifulge limpida e gelida come il cristallo ..... ..

''...Le anime più forti sono quelle temprate dalla sofferenza. I caratteri più solidi sono cosparsi di cicatrici...''

(Kahlil Gibran)

 

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''...Quello che più mi piace, mi sa, è che nel tempo tutto si risolve, si aggiusta, si cicatrizza, indipendentemente da quel che penso o faccio...''

(Charles Bukowski)

 

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Soundtrack

 

Civita di Bagnoregio is an outlying village in central Italy. The only access is a footbridge from the nearby town. Due to its unstable foundation that often erodes, Civita is famously known as "the dying city".

La basilica di Santa Maria Maggiore si trova a Lomello, in provincia di Pavia, ed è una delle più interessanti testimonianze architettoniche del cosiddetto romanico lombardo, segnato profondamente dall'influenza oltralpina dell'architettura ottoniana. In Italia è la chiesa con le volte a crociera più antiche (quelle solo sulle navate laterali, segno di un periodo di transizione).

La chiesa fa parte di un complesso con battistero che fu costruito tra il 1025 e il 1040.

Dopo mesi di Sole praticamente ininterrotto, gli ultimi pessimi capricci del meteo e qualche incomprensione con i compagni di viaggio mi portano ad annullare una spedizione organizzata da tempo in questi meravigliosi posti.

Oggi si parte lo stesso per altri lidi e con pochissime aspettative, ma alla fine le vacanze sono principalmente voglia di rilassarsi con una compagnia piacevole, e questo non mancherà di certo.

pizzo di claro in Wolken

Florence - analogic shot on film 35MM

Parco di Gutturu Mannu

Lago basso di Reganel 1861 s.l.m. Caoria Vanoi Italy

ALLEGRIA DI NAUFRAGI

 

E subito riprende

Il viaggio

Come

Dopo il naufragio

Un superstite

Lupo di mare.

 

G. Ungaretti

Ich mache gerade ein Buch für eine Freundin über eine Kurzreise ins Friaul mit ihr und muss die Kathedralenfotos Mal kurz unterbrechen für diese schöne Stimmung. Wir sind an dem Tag morgens rund um den See gelaufen.Das Bild entstand dann später ,als wir wiederkamen von einem Weg durch die Valcellinaschlucht auf der Vecchia strada della Valcellina.

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Civita di Bagnoregio si trova al confine tra Lazio e Umbria, in provincia di Viterbo ed è soprannominata “la città che muore” data la sua posizione erta su un colle tufaceo, destinato tristemente a crollare a causa dell'erosione che subisce costantemente da vento e pioggia.

Abbazia di San Michele Arcangelo a Passignano

The Badia di Passignano, also called the Abbey of San Michele Arcangelo a Passignano is a historic Benedictine abbey located atop a scenic hilltop, surrounded by cypresses, east of the town of Tavarnelle Val di Pesa, Province of Florence, Italy. The abbey complex is located about 2 kilometres east of the Siena-Florence autostrada. The settlement is also a frazione of Barberino Tavarnelle

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Passeggiando per Roma in compagnia di Freddy

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