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Sur le palier du rez-de-chaussée d'une simple maison de ville, de drôles de choses traînent.

Un caddie de supermarché ?

Une trottinette ?

C'est original. Comme la rue l'est toujours...

(serie)

Purtroppo era chiuso, bisogna prendere appuntamento per visitarlo.

Sul sito ove già esisteva una chiesa e altre costruzioni del IX secolo, il priorato fu fondato nel 1083 da una comunità di Agostiniani, con una cinta fortificata e una chiesa carolingia.

Cadde poi e fu lasciato in abbandono fino al 1980, quando, poco dopo essere stato consacrato all'allevamento di maiali, tutto un villaggio si dedicò per 20 anni alla sua restaurazione.

Una volta ripulito e rimesso in sesto, i proprietari sono riusciti a far venire una comunità religiosa e in estate ospitano un festival musicale al fine di far rivivere questo antico monastero.

Villelongue-dels-Monts - Rossiglione - Francia

 

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PS: Mi scuso con gli amici e i visitatori, ma sono costretta a venirvi a trovare solo un po' per volta, oggi un pacchetto di voi, domani un altro eccetera...

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Sorry, to me is very difficult to visit people that always only leave a fav without commenting...

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Merci à vous pour vos visites et commentaires toujours très appréciés. Thank you so much for your visits and comments, highly appreciated

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on est foutus on achète trop …

consumption in the red

B15

Caloundra Music Festival 2015

Caddo Lake

Tomada el 21 de Noviembre de 2022

Edited book cover, We Are Australians by Duncan Smith and Nicole Godwin. Paintings by Jandamarra Cadd (a Yorta Yorta and Dja Dja Warung descendent).

 

Sydney

Come già accennato altrove, negli interessi che coltivo sono un'autodidatta, anzi una dilettante allo sbaraglio. Di alcuni argomenti ho conoscenze parziali, di altri cerco di seguire le orme, uno fra tanti la poesia; da adolescente avevo dedicato a queste mie ricerche, che oggi potrei definire d'anima, un quaderno foderato di bianco per distinguerlo da quelli scolastici. Lì ricopiavo poesie e pensieri vari alla ricerca di un qualcosa che potesse dare lenimento alla vena di malinconia che mi seguiva come un'ombra ovunque andassi. Ricordo di aver annotato e amato alcune poesie di Rainer Maria Rilke, non le capivo del tutto, però parlavano una lingua che nella confusione in cui vivevo riuscivano a mitigare punture di ferite nascoste.

Il quaderno si è perduto nei vari falò cui la soffitta della mia casa natia è andata incontro, mia madre ogni tanto per fare spazio eliminava, bruciandoli, giornali, riviste, persino libri. Poiché in quelle annotazioni speravo di ritrovare e forse comprendere la ragazza infelice che ero stata, l'ho cercato per molto tempo, soprattutto nelle scatole che nascondevo sotto il comò nel tentativo di sottrarle alla vista di familiari indiscreti, ma con dispiacere ho dovuto rassegnarmi alla sua perdita.

Ho continuato nel tempo a cercare, specializzandomi sempre di più nel capire cosa volessi, è stato un lavoro pieno di deviazioni e di strade tortuose, infine, con l'ostinazione che mi distingue, sono riuscita a creare una biblioteca di oltre quattromila libri.

In una di queste indagini, alcuni anni fa, scoprii in rete i frammenti di un piccolo poema di Peter Handke “Canto alla durata” che mi aprì alcune porte finora rimaste socchiuse; parlavano della dimensione del tempo, di come lo percepiamo, del senso da dare al nostro esserci, di quelle sensazioni vaghe che ad un tratto ci fanno sentire svegli e con tutti i sensi vigili. Il libro non era più in vendita, lo andai a cercare in una biblioteca pubblica e lo fotocopiai, eccone alcuni brani:

 

“Quante volte ho avvertito la durata

nei primi segni di primavera alla Fontaine Sainte-Marie,

nel vento notturno della Porte d'Auteil,

nel sole estivo del Carso,

nell'incamminarmi all'alba verso casa dopo un'intesa.

Quel senso di durata, cos'era?

Era un periodo di tempo?

Qualcosa di misurabile? Una certezza?”

 

[…]

 

e mi venne così di descrivere

la sensazione della durata

come il momento in cui ci si mette in ascolto,

il momento in cui ci si sente raggiungere

da cosa? Da un sole in più,

da un vento fresco,

da un delicato accordo senza suono,

in cui tutte le dissonanze si compongono e si fondono assieme.

 

[…]

 

la durata ha a che fare con gli anni,

con i decenni, con il tempo della nostra vita:

ecco, la durata è la sensazione di vivere.”

 

I primi segnali di primavera, un vento notturno, un'alba solitaria mentre ci si incammina verso casa, la luce del sole, un alito di vento, sensazioni fugaci che destano la comprensione del nostro esserci nel corpo e nell'anima; sentire che tutto è in movimento e mutamento; in quei rari attimi di grazia siamo un tutt'uno con lo spazio e con il tempo, riusciamo quasi ad avvertire il movimento della terra, l'instancabile astronave che ruotando e “rivoluzionando” ci fa vivere il giorno e la notte, i mesi e gli anni. Il suo andare è il nostro andare, anche se non lo percepiamo, sappiamo che lei è viva, ci trasporta nello spazio, ci fa vivere stagioni e anni.

Canto alla durata fu pubblicato nel 1986, un anno dopo uscì l'indimenticabile film di Wenders “Il cielo sopra Berlino” cui Handke aveva collaborato per la sceneggiatura. Anche se il canto è passato quasi inosservato e non ha certo l'impatto del film, entrambe le opere sono connotate da un sentimento nostalgico del tempo e di quello che “succede” nel tempo stesso. Il film in parte ispirato dalle elegie duinesi di Rilke, prese in prestito da queste il volo degli angeli, inoltre, come dichiarò il regista stesso egli si ispirò alla quantità di statue di angeli disseminate nella città divisa da un muro; solo il cielo univa le due parti e in questo cielo Wenders immaginò due angeli, Bruno Ganz e Peter Falk, che osservano dall'alto la vita delle persone, ne percepiscono i pensieri, i sentimenti, i desideri, le speranze, spesso scendendo fin dentro le case, gli uffici, le biblioteche, seduti accanto agli umani assorti, in ascolto delle loro mute parole, pieni di compassione e di comprensione.

Il muro, chissà, forse anche grazie a questo film, cadde due anni dopo, nel 1989; sono rimaste impresse nel nostro immaginario le sequenze televisive delle migliaia di persone che si riversavano incredule e felici attraverso i varchi.

 

In questo collage di foto, scattate durante la visita alla mostra L'Istante e l'Eternità, due potenti figure stanno a rassicurare gli umani con la loro presenza simbolica, un po' come succede ne “Il cielo sopra Berlino”. A sinistra, Osiride Chronokrator avvolto dalle spire di un serpente - il fluire del tempo per i Romani - è fermo, solenne; egli è il creatore del tempo e come tale sovrintende al ciclo delle stagioni e dei lavori agrari.

A destra una giovane figura alata simile, ma più complessa e più esplicita nella distribuzione dei numerosi attributi. Si tratta di Aion, il tempo eterno, e in quanto tale, completamente avvolto dalle spire di un serpente, vale a dire quel tempo che non ha fine, il tempo dell'eternità.

Simbolo antichissimo il serpente attraversò tutta l'antichità portando con sé una molteplicità di significati; col suo strisciare sembrava nascere dalla terra e fu onorato come personificazione della Terra stessa; con il mutare della pelle rappresentava il mutamento ciclico - morte e rinascita - e con la rapidità e la sinuosità del suo procedere illustrava magnificamente lo scorrere del tempo. Nella evoluta società minoica del secondo millennio avanti Cristo, fu trovata, nel 1800, nel palazzo di Cnosso, una statuetta raffigurante la dea madre con un abito che le scendeva fino ai piedi ornato di balze e il seno scoperto; la dea teneva in entrambe le mani un serpente. Un millennio più tardi la dracena, ovvero la pitonessa, il serpente femmina, ancestrale oracolo di Gea, la Madre Terra avente sede a Delfi, fu uccisa da Apollo, testimoniando, con la sua fine, l'avvento del patriarcato; nell'Olimpo si era già insediato Zeus, ma la potenza oracolare della pitonessa doveva essere annientata dal “luminoso” e crudele dio della logica e del pensiero razionale.

La statua dell'angelo (sarebbe più corretto chiamarlo dèmone) Aion/Phanes, in cui convergono miti di origine orfica e mitraica, è al centro dell'ovale - l'uovo cosmico da cui nasce l'orfico Phanes, il protogonos ovvero il “primo nato” - circondato dai segni delle costellazioni; il cielo, altro grande laboratorio, per gli antichi, dentro cui codificare lo scorrere del tempo. Ai quattro angoli teste raffiguranti personificazioni dei venti, anch'essi simbolo di movimento, mentre al centro del torace di Aion emerge la testa di un leone, simbolo del tempo divorante, ai lati del quale una testa d'ariete e una di capro rappresentano la forza e la potenza animale. Il dio poggia su un recipiente a forma di mezzo uovo da cui scaturiscono fiamme, così come dal suo capo si irraggiano lingue di fuoco che alludono alla smisurata energia della stella che ci tiene in vita, il sole da cui il tutto emerge fin dalle origini, l'astro al centro del culto mitraico importato dall'oriente e molto diffuso a Roma dal primo secolo dopo Cristo in poi.

L'Osiride Chronokrator e l'Aion/Phanes si situano in un periodo storico dove la forza dell'immaginazione si appoggiava al desiderio di conoscere, dando forma ad opere dense di significato che sapevano parlare alla gente stimolandone rispetto e devozione verso ogni forma di manifestazione della natura; sentimenti che dovremmo recuperare per non finire travolti dai nostri miserabili rifiuti, sparsi ovunque a significare la totale ignoranza raggiunta contemporaneamente al benessere.

  

Le caddie pleure. Pleure-t-il de joie, de tristesse, de douleur, d'inquiétude ?

Pleure-t-il pour ses camarades broyés sous les roues des voitures ? Pour ses frères estropiés sans roue ?

 

...En tout cas il pleure.

Caddo Lake.

En este lago los amaneceres son un espectáculo de colores.

Los arboles tienen entre 400 y 600 años hace un tiempo dejaron de crecer solo sus raíces crecen.

Sciacca. Al limite della Cadda

ATP, 5th-7th December 2008, Minehead, England

 

this image is copyright © 2008 James Hugh Cadden. This photo may not be used under ANY circumstances without written consent. Please contact cadd69@gmail.com for usage rights

En pleine rue, un caddie.

En pleine rue, un Foutographe.

Et, quelques heures plus tard...

 

...Un caddie au carré !

Quels sombres mystères mathématiques ont créé cet artefact photographique bizarre, étrange et ésotérique ?

 

Non, en fait c'est une simple photo de rue, tout compte fait.

Caddo Lake

Esta ubicado entre Texas y Louisiana.

Es un lago y pantano de 25,400 acres (10,300 ha)

Los amaneceres son mágicos cuando el solo iluminado los cipreses y le dan ese color naranja.

Crowd shot

 

Connect Festival, Inverary, 31/08/07

quante volte avevo provato, caddi nuovamente. Seguirli non potevo, il tempo mi aveva rapito anni fa. Sarei tornato l’indomani ma…

 

Digital Primitives, ATP (All Tomorrows Parties), Minehead, England, 28/04/07

Montpellier 2009 / On explore #437

vinyl and cds bought 16th and 17th February 2009

 

Glasgow, Scotland

...caddi anch'io in tentazione... Foto di rito! e Amen (+Filtro CIR-PL UV)

Cat Power, ATP (All Tomorrows Parties), Minehead, England, 29/04/07

Jacques a dit que les caddies n'allaient pas dans l'eau... Attendez... Quelqu'un a lu "Jacadi" ? Visiblement, il existe quelques oublieux peu soigneux ni très respectueux des biens d'autrui... Sans parler du respect envers l'environnement...

Photo prise le 10 août 2018 à la Fuie des Vignes, à Alençon, en Normandie.

"Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura.

Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi, i miei sensi semplicemente si staccano, si stancano: lascio perdere.

Sono educato.

Faccio segno di si.

Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno.

Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l'anima a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali.

Non importa...

Il mio cervello si chiude.

Ascolto.

Rispondo.

E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono"

- Charles Bukowski

Portishead

 

The Corn Exchange, Edinburgh, 12/04/08

2009

 

Glasgow, Scotland

Magnolia Electric Co, ATP (All Tomorrows Parties), Minehead, England, 28/04/07

11th October 2009

 

Glasgow, Scotland

Ra Ra Riot, Indian Summer, Glasgow, 14/07/07

Connect Festival, Inverary, Scotland, 31st August 2008

Caddo Lake Louisiana

Should have cropped this, took another four at closer range and every one of them tilted to one side or the other :-)

Pour faire ses courses en toute "discrétion" ! :-)

Caddo Lake Louisiana

Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi, i miei sensi semplicemente si staccano, si stancano: lascio perdere. Sono educato. Faccio segno di si. Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno. Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l’anima a fettucce, ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali.”

 

— Charles Bukowski

 

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12th June 2010

 

Glasgow, Scotland

 

Cadde tanto in basso -nella mia considerazione

che lo udii battere in terra-

e andare a pezzi sulle pietre

in fondo alla mia mente

 

ma rimproverai la sorte che lo abbattè-meno

di quanto denunciai me stessa,

per aver tenuto oggetti placcati

sulla mensola degli argenti-

 

(Emily Dickinson)

"Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura.

Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi,

i miei sensi semplicemente si staccano,

si stancano: lascio perdere.

Sono educato.

Faccio segno di si.

Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno.

Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai.

Cercando di essere gentile con gli altri spesso

mi ritrovo con l'anima a fettucce, ridotta

ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali.

Non importa...

Il mio cervello si chiude.

Ascolto.

Rispondo.

E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono..."

 

[ bUkoWsKi ]

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