Sputo
Shot the Penguins
C’è voglia di anticlericalismo, in giro. Si sente la necessità di riprendere con serietà e decisione una battaglia che storicamente appartiene a più di un filone culturale e politico: ai socialisti come ai repubblicani, ai liberali come ai radicali, ai massoni come alle religioni “minori” (valdesi, ebrei, ecc.) e anche a noi anarchici. A ciascuno con la sua specificità, certo, ma con la comune necessità e volontà di difendersi dall’irrefrenabile “espansionismo” di Santa Madre Chiesa e dalla sua connaturata esigenza di controllare l’intera società civile.
Le recenti vicende dei Dico, del Family day, della vicenda Bagnasco e mille altre ancora sono tutti segnali potenti e prepotenti di questa presenza sempre più ingombrante e condizionante del Vaticano.
Più ancora che sui privilegi e i comportamenti arroganti della Chiesa – abilissima, peraltro, a farsi passare da vittima del “laicismo” – la nostra attenzione si appunta sul servilismo di tutti quei “laici” (e sono la quasi totalità) che quotidianamente si prostrano alle gerarchie ecclesiastiche. Basti vedere le reazioni scomposte alle poche ed educate affermazioni critiche con la Chiesa espresse da un presentatore nel corso della manifestazione sindacal-musicale dello scorso 1° maggio a Roma.
A - Rivista Anarchica
Shot the Penguins
C’è voglia di anticlericalismo, in giro. Si sente la necessità di riprendere con serietà e decisione una battaglia che storicamente appartiene a più di un filone culturale e politico: ai socialisti come ai repubblicani, ai liberali come ai radicali, ai massoni come alle religioni “minori” (valdesi, ebrei, ecc.) e anche a noi anarchici. A ciascuno con la sua specificità, certo, ma con la comune necessità e volontà di difendersi dall’irrefrenabile “espansionismo” di Santa Madre Chiesa e dalla sua connaturata esigenza di controllare l’intera società civile.
Le recenti vicende dei Dico, del Family day, della vicenda Bagnasco e mille altre ancora sono tutti segnali potenti e prepotenti di questa presenza sempre più ingombrante e condizionante del Vaticano.
Più ancora che sui privilegi e i comportamenti arroganti della Chiesa – abilissima, peraltro, a farsi passare da vittima del “laicismo” – la nostra attenzione si appunta sul servilismo di tutti quei “laici” (e sono la quasi totalità) che quotidianamente si prostrano alle gerarchie ecclesiastiche. Basti vedere le reazioni scomposte alle poche ed educate affermazioni critiche con la Chiesa espresse da un presentatore nel corso della manifestazione sindacal-musicale dello scorso 1° maggio a Roma.
A - Rivista Anarchica