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Anziani e canone Rai: la beffa dell'esenzione per gli over 75

Sull’esenzione del canone Rai per gli anziani con più di 75 anni si profila l’ennesima beffa. A più di due anni dall’approvazione della norma, infatti, resta ancora in alto mare la questione della sua applicazione pratica.

La vicenda inizia nel dicembre 2007, quando in fase di stesura della legge finanziaria per il 2008 (governo Prodi), nel testo fu inserito un comma che prevedeva la possibilità di esenzione del canone per i cittadini con più di 75 anni e un reddito non oltre un determinato limite.

Purtroppo quello che poteva essere un giusto e utile sgravio per molti anziani e pensionati con pensioni basse si è, nei fatti, rivelato impraticabile a causa di un doppio errore: uno nella scrittura della norma, l’altro nella sua possibile applicazione.

Il primo errore deriva dal fatto che il provvedimento fa riferimento al reddito (quello del 2001) piuttosto che alla normativa (legge 28 dicembre 2001, n. 448, art. 38) che lo definisce. Nel caso specifico, il reddito mensile individuato è di 516,46 euro per tredici mensilità, corrispondente a quelle prestazioni di carattere assistenziale che, beneficiando della cosiddetta maggiorazione sociale, durante la XIV legislatura (centrodestra) furono portate a un milione di lire al mese. Ma nel corso degli anni queste prestazioni sono state rivalutate e al 2010 ammontano a 597,91 euro mensili, per cui per rendere operativa realmente l’esenzione occorrerebbe modificare la norma, adeguando i limiti reddituali agli importi vigenti.

E qui si innesta la seconda questione, quella dell’applicabilità. Alle richieste di chiarimento dello Spi, subito attivatosi per rendere operativa la norma, il ministero dell’Economia rispose che questa rimaneva tale e che comunque occorreva un decreto attuativo per rendere esigibile l’esonero del canone.

Ora, dopo due anni si scopre – grazie a un’interrogazione parlamentare alla quale ha risposto il sottosegretario all’Economia, Daniele Molgora – che il decreto attuativo non è necessario e che quanto stabilito dall’articolo 1, comma 132, della legge n. 248 è già applicabile. A tale proposito va detto che non si comprende perché il sottosegretario Molgora abbia atteso due anni per dare questo chiarimento, visto che è stato sottosegretario anche nella legislatura 2001-2006. In questi due anni, sindacati e associazioni dei consumatori hanno inoltrato numerose richieste di applicazione della norma sull’esenzione, ma a quanto pare Molgora non se n’è mai accorto.

Va infine fatta chiarezza sul fatto che anche avendo i requisiti, il richiedente non avrà diritto all’esenzione del canone bensì a un rimborso. Infatti, come specificato anche sul sito internet della Rai, i soggetti in possesso dei requisiti reddituali devono in ogni caso versare il canone, che successivamente sarà rimborsato dall’azienda.

Insomma, una procedura burocratica macchinosa che danneggia soprattutto le persone che spesso hanno problemi di salute e una scarsa mobilità.

Se davvero si vuole intervenire con sgravi sul canone Rai sarebbe molto più logico individuare la platea dei beneficiari della carta acquisti, avendo a riferimento gli ultrasettantenni con reddito Isee, fissato per il 2010 in 8.313,80 euro.

A quanto pare il governo, ha altri interessi sulla Rai che non riguardano l’esenzione del canone, bensì la cancellazione dal palinsesto delle trasmissioni che non piacciono al cavaliere.

 

 

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Uploaded on April 26, 2010
Taken on April 26, 2010