Simansi...Preview ( on - off )
genera e crea...
E' risaputo, ma non guasta ripeterlo, che la nostra epoca ha una spiccata tendenza a creare dei miti che, esaurita la loro funzione (miracolistica o catartica), sono poi immolati sull'altare del progresso e distrutti solo perché dalle loro ceneri possano sorgerne altri più nuovi e, in virtù di questo, ricchi di rinnovate proprietà taumaturgiche. Perché il mito si perpetui, sia pure con una ritualità di volta in volta diversa, occorre un sacerdote che ne garantisca la sacralità. Internet, ultimo mito quotidianamente celebrato, in grado di incantare ormai le folle, si è percorsa tanta strada grazie ad una seduzione in più: la promessa che ognuno, al pari dell'altro possa incarnare il ruolo del sacerdote prescelto, di chi conosce la formula magica per realizzare l'incantesimo.
E gli incantesimi sono davvero tanti, in grado di soddisfare le esigenze più svariate, esigenze che l'apparente semplicità del mezzo pone tutte su uno stesso piano: dall'ordinazione di una pizza al sogno, da sempre vagheggiato, di un contenitore universale di tutto lo scibile.
La tecnologia, dunque, al servizio dell'uomo, di un uomo che non ha perso, bensì ritrovato accanto a tanti consumistici aneliti anche quello umanistico alla conoscenza. Fin qui il quadro è idilliaco e sembra avvalorare l'ipotesi che sì, in Internet ci sia veramente già tutto gratis.
Tuttavia se si muta la prospettiva, e si prova a osservare il rovescio della medaglia, ecco che il sogno di un sapere onnicomprensivo, ordinato sistematicamente si trasforma pian, piano fino a trasfigurarsi nell'inquietante visione del labirinto borgesiano: un gioco inesauribile di scatole cinesi o di mondi possibili di cui non è facile riconoscere il migliore.
genera e crea...
E' risaputo, ma non guasta ripeterlo, che la nostra epoca ha una spiccata tendenza a creare dei miti che, esaurita la loro funzione (miracolistica o catartica), sono poi immolati sull'altare del progresso e distrutti solo perché dalle loro ceneri possano sorgerne altri più nuovi e, in virtù di questo, ricchi di rinnovate proprietà taumaturgiche. Perché il mito si perpetui, sia pure con una ritualità di volta in volta diversa, occorre un sacerdote che ne garantisca la sacralità. Internet, ultimo mito quotidianamente celebrato, in grado di incantare ormai le folle, si è percorsa tanta strada grazie ad una seduzione in più: la promessa che ognuno, al pari dell'altro possa incarnare il ruolo del sacerdote prescelto, di chi conosce la formula magica per realizzare l'incantesimo.
E gli incantesimi sono davvero tanti, in grado di soddisfare le esigenze più svariate, esigenze che l'apparente semplicità del mezzo pone tutte su uno stesso piano: dall'ordinazione di una pizza al sogno, da sempre vagheggiato, di un contenitore universale di tutto lo scibile.
La tecnologia, dunque, al servizio dell'uomo, di un uomo che non ha perso, bensì ritrovato accanto a tanti consumistici aneliti anche quello umanistico alla conoscenza. Fin qui il quadro è idilliaco e sembra avvalorare l'ipotesi che sì, in Internet ci sia veramente già tutto gratis.
Tuttavia se si muta la prospettiva, e si prova a osservare il rovescio della medaglia, ecco che il sogno di un sapere onnicomprensivo, ordinato sistematicamente si trasforma pian, piano fino a trasfigurarsi nell'inquietante visione del labirinto borgesiano: un gioco inesauribile di scatole cinesi o di mondi possibili di cui non è facile riconoscere il migliore.