quellalì
mu.
Ieri sono stata a una lecture (una conferenza insomma), di una signora piuttosto particolare. La signora in questione e’ Madelon_Vriesendorp, nonche’ co-fondatrice negli anni 70 del gruppo OMA, nonche’ moglie di Rem_Koolhas.
Madelon si e’ occupata delle ilustrazioni di Delirious New York, i due grattacieli che sfiancati da una notte di sesso giacciono sul letto l’uno a fianco all’altro sono proprio suoi. Oltre che illustratrice irriverente la signora_Vriesendorp e’ una eccezionale collezionatrice di oggetti. In particolarmodo, souvenir. Enormi quantita’ di torri, grattacieli, bambole, alieni, oltre che parti di corpi umani, orecchi, labbra, peni e vagine ingombrano la casa, i tavoli ne sono ricoperti, ogni ripiano. La quantita’, la massa trasforma in vibrazione il senso di tutti questi oggetti a forte vocazione simbolica. Per essere un creativo devi avere un buon cervello ed avere un lago di spazzatura attorno, insomma.
Durante la lecture, Madelon ha raccontato un episodio della sua adolescenza, cercando di spiegare in qualche modo l’indole olendese. Di trovare qualche radice, forse per questo estremo senso di attaccamento agli oggetti, per il suo fantasioso collezionismo.
Un’estate la famiglia si era ritirata in un cottage nel nord dell’olanda, una famiglia numerosa, fratelli e sorelle. Una delle sorelle aveva portato con se il fidanzato. La signora avra’ un 60 anni, si sa gli olandesi erano avanti nei costumi. Ebbene, i due ebbero una discussione e lui se ne ando’sbattendo la porta. Era a piedi, in mezzo al nulla della campagna olandese. Comincio’ a camminare, senza voltarsi. In linea retta. Dopo un’ora ancora potevano vederne la figura. Dopo due, era ancora li’. I ragazzi si urlavano per la casa, e’ ancora li’? Si, posso ancora vederlo. Solo dopo ore, e molto lentamente, la figura piano piano scomparve. Eppure, i suoi passi dritti, tutto quel pestare sull’erba. Non aveva cambiato niente. Le sue impronte non cambiavano di una virgola quell’oceano di verde. Un volta scomparso, era come se mai fosse stato li’.
Io ho avuto la fortuna di viverci per un po’ in Olanda, tra le mucche. E l’Olanda e’ un posto che ti rimane nel cuore, affascinante. Certo brutto. Ma tutto quello che c’e’ di bello – e di bello c’e’ tantissimo, e’ stato l’uomo che se l’e’ costruito. Un luogo altamente artefatto. Per questo la cultura del fare, e’ tanto forte e sofisticata, da quelle parti. Forse per costruire qualcosa nel cuore di Madelon ci vogliono grattacieli, e quintali di oggetti polverosi che nessuno spolvera mai.
Io ieri ho pensato per un attimo solo, di alzarmi in piedi e gridare. Un atto panico. Lo sanno tutti che tuo marito ha un amante ad Amsterdam. E’ alta bionda ha vent’anni meno di te e si accompagna con lui ai ristoranti vietnamiti proprio dietro il mio ufficio! Ma la signora era troppo dolce, con i suoi capelli bianchi e gli occhiali da lettura, e la sua collezione troppo curiosa, la voce della figlia troppo gutturale. E io, in fondo ho ancora troppe speranze di finire come lei.
mu.
Ieri sono stata a una lecture (una conferenza insomma), di una signora piuttosto particolare. La signora in questione e’ Madelon_Vriesendorp, nonche’ co-fondatrice negli anni 70 del gruppo OMA, nonche’ moglie di Rem_Koolhas.
Madelon si e’ occupata delle ilustrazioni di Delirious New York, i due grattacieli che sfiancati da una notte di sesso giacciono sul letto l’uno a fianco all’altro sono proprio suoi. Oltre che illustratrice irriverente la signora_Vriesendorp e’ una eccezionale collezionatrice di oggetti. In particolarmodo, souvenir. Enormi quantita’ di torri, grattacieli, bambole, alieni, oltre che parti di corpi umani, orecchi, labbra, peni e vagine ingombrano la casa, i tavoli ne sono ricoperti, ogni ripiano. La quantita’, la massa trasforma in vibrazione il senso di tutti questi oggetti a forte vocazione simbolica. Per essere un creativo devi avere un buon cervello ed avere un lago di spazzatura attorno, insomma.
Durante la lecture, Madelon ha raccontato un episodio della sua adolescenza, cercando di spiegare in qualche modo l’indole olendese. Di trovare qualche radice, forse per questo estremo senso di attaccamento agli oggetti, per il suo fantasioso collezionismo.
Un’estate la famiglia si era ritirata in un cottage nel nord dell’olanda, una famiglia numerosa, fratelli e sorelle. Una delle sorelle aveva portato con se il fidanzato. La signora avra’ un 60 anni, si sa gli olandesi erano avanti nei costumi. Ebbene, i due ebbero una discussione e lui se ne ando’sbattendo la porta. Era a piedi, in mezzo al nulla della campagna olandese. Comincio’ a camminare, senza voltarsi. In linea retta. Dopo un’ora ancora potevano vederne la figura. Dopo due, era ancora li’. I ragazzi si urlavano per la casa, e’ ancora li’? Si, posso ancora vederlo. Solo dopo ore, e molto lentamente, la figura piano piano scomparve. Eppure, i suoi passi dritti, tutto quel pestare sull’erba. Non aveva cambiato niente. Le sue impronte non cambiavano di una virgola quell’oceano di verde. Un volta scomparso, era come se mai fosse stato li’.
Io ho avuto la fortuna di viverci per un po’ in Olanda, tra le mucche. E l’Olanda e’ un posto che ti rimane nel cuore, affascinante. Certo brutto. Ma tutto quello che c’e’ di bello – e di bello c’e’ tantissimo, e’ stato l’uomo che se l’e’ costruito. Un luogo altamente artefatto. Per questo la cultura del fare, e’ tanto forte e sofisticata, da quelle parti. Forse per costruire qualcosa nel cuore di Madelon ci vogliono grattacieli, e quintali di oggetti polverosi che nessuno spolvera mai.
Io ieri ho pensato per un attimo solo, di alzarmi in piedi e gridare. Un atto panico. Lo sanno tutti che tuo marito ha un amante ad Amsterdam. E’ alta bionda ha vent’anni meno di te e si accompagna con lui ai ristoranti vietnamiti proprio dietro il mio ufficio! Ma la signora era troppo dolce, con i suoi capelli bianchi e gli occhiali da lettura, e la sua collezione troppo curiosa, la voce della figlia troppo gutturale. E io, in fondo ho ancora troppe speranze di finire come lei.