world aids day
L'AIDS non è un problema solo di chi l'ha!
Ricordatevi che la prevenzione è fondamentale per la sicurezza di tutti.
La LILA (Lega Italiana per la Lotta contro l'AIDS) promuove la campagna a sostegno del world aids day.
La LILA dice:
Quest’anno, secondo le stime mondiali Unaids/Oms, la prevalenza a livello mondiale dell’HIV (considerando le persone viventi sieropositive) si è stabilizzata e il numero di nuove infezioni è diminuito là dove sono stati attuati programmi di lotta contro il virus. Tuttavia la stima di 33,2 milioni di persone che vivono con l’HIV, di 2,5 milioni di nuove infezioni e di 2,1 milioni di decessi per Aids non è certo un dato positivo. Com’è naturale, inoltre, la differenza tra le varie aree del mondo è grande: l’Africa subsahariana infatti copre da sola il 68% del numero mondiale di persone hiv+. E se è vero che un dato si è stabilizzato, è però anche vero che il numero delle persone viventi hiv+ aumenta in quanto vi sono sempre nuove infezioni e la speranza di vita è più lunga in una popolazione generale che cresce con continuità. Inoltre, pur cominciando a vedere un ritorno degli investimenti, le 6800 nuove infezioni e gli oltre 5700 decessi giornalieri a causa dell’aids non possono che far intensificare gli sforzi per ridurre in modo più significativo l’epidemia. Senza contare che a tutt’oggi mancano politiche mirate alle fasce di popolazione più vulnerabili che contano al loro interno un numero crescente di persone sieropositive. Anche per quel che riguarda l’accesso ai farmaci l’interpretazione è duplice; da una parte il numero delle persone che hanno bisogno di trattamenti anti Hiv e che sono riuscite a ottenerlo è circa il doppio rispetto all'anno precedente, ma comunque rappresenta solo il 28% del totale, e anche in questo caso la mappa geografica dell'accesso alle cure non è uniforme.
Per quel che riguarda l’Italia, le statistiche del Centro Operativo Aids (COA) ribadiscono un trend positivo rispetto ai decessi e uno stabilizzarsi dei nuovi casi di Aids, ma è sempre più evidente come l’epidemia si stia diffondendo tra la popolazione non socialmente marginale e a causa di rapporti sessuali non protetti. Buona parte dei nuovi contagi riguarda infatti persone eterosessuali, benestanti, tra i 30 e i 50 anni, e con una vita sessuale di coppia stabile. Tuttavia i rapporti occasionali (sia che avvengano tra singles sia al di fuori della coppia fissa esistente) non vengono protetti e in seguito non si considera di aver avuto un comportamento a rischio. La conseguenza è non sottoporsi al test, non proteggere il partner fisso e arrivare a scoprire la propria sieropositività solo al momento dell’essere ormai in Aids.
Qui trovate l'elenco delle varie iniziative in programma oggi nelle città italiane.
world aids day
L'AIDS non è un problema solo di chi l'ha!
Ricordatevi che la prevenzione è fondamentale per la sicurezza di tutti.
La LILA (Lega Italiana per la Lotta contro l'AIDS) promuove la campagna a sostegno del world aids day.
La LILA dice:
Quest’anno, secondo le stime mondiali Unaids/Oms, la prevalenza a livello mondiale dell’HIV (considerando le persone viventi sieropositive) si è stabilizzata e il numero di nuove infezioni è diminuito là dove sono stati attuati programmi di lotta contro il virus. Tuttavia la stima di 33,2 milioni di persone che vivono con l’HIV, di 2,5 milioni di nuove infezioni e di 2,1 milioni di decessi per Aids non è certo un dato positivo. Com’è naturale, inoltre, la differenza tra le varie aree del mondo è grande: l’Africa subsahariana infatti copre da sola il 68% del numero mondiale di persone hiv+. E se è vero che un dato si è stabilizzato, è però anche vero che il numero delle persone viventi hiv+ aumenta in quanto vi sono sempre nuove infezioni e la speranza di vita è più lunga in una popolazione generale che cresce con continuità. Inoltre, pur cominciando a vedere un ritorno degli investimenti, le 6800 nuove infezioni e gli oltre 5700 decessi giornalieri a causa dell’aids non possono che far intensificare gli sforzi per ridurre in modo più significativo l’epidemia. Senza contare che a tutt’oggi mancano politiche mirate alle fasce di popolazione più vulnerabili che contano al loro interno un numero crescente di persone sieropositive. Anche per quel che riguarda l’accesso ai farmaci l’interpretazione è duplice; da una parte il numero delle persone che hanno bisogno di trattamenti anti Hiv e che sono riuscite a ottenerlo è circa il doppio rispetto all'anno precedente, ma comunque rappresenta solo il 28% del totale, e anche in questo caso la mappa geografica dell'accesso alle cure non è uniforme.
Per quel che riguarda l’Italia, le statistiche del Centro Operativo Aids (COA) ribadiscono un trend positivo rispetto ai decessi e uno stabilizzarsi dei nuovi casi di Aids, ma è sempre più evidente come l’epidemia si stia diffondendo tra la popolazione non socialmente marginale e a causa di rapporti sessuali non protetti. Buona parte dei nuovi contagi riguarda infatti persone eterosessuali, benestanti, tra i 30 e i 50 anni, e con una vita sessuale di coppia stabile. Tuttavia i rapporti occasionali (sia che avvengano tra singles sia al di fuori della coppia fissa esistente) non vengono protetti e in seguito non si considera di aver avuto un comportamento a rischio. La conseguenza è non sottoporsi al test, non proteggere il partner fisso e arrivare a scoprire la propria sieropositività solo al momento dell’essere ormai in Aids.
Qui trovate l'elenco delle varie iniziative in programma oggi nelle città italiane.