LordFly
offal / here is the old mechanical world
"Santoddio - sbottò all'ennesima caduta del cacciavite - questa vite di merda non vuole entrare."
Da almeno un quarto d'ora, tempo medio di Greenwich, stava cercando di riparare con alterni risultati una presa elettrica andata in fumo. La puzza di plastica fusa e altro materiale elettrico non pervenuto misto all'acre odore di ozono ancora imperversava allegramente all'interno della cucina.
"Ma ricordami quanto sono belle le case vecchie. Chissà nella nuova come andrà. Avrà gli impianti a norma o, non appena attaccherò la lavatrice, provocherò un bel fungo atomico tipo RDS-220? Dai, che la sfiga ci vede sempre benissimo."
Il gatto appollaiato sul lavabo al suo fianco rispose con un'occhiata perplessa, il suo modo di interpretare un frenetico lavorio accompagnato da rumori curiosi e invitanti come un qualcosa di estremamente interessante, nella misura in cui si fosse concluso con una generosa ciotola riempita fino all'orlo.
"Puoi anche rispondere, eh, non mi offendo!"
"Maaoo!"
"Ecco, da bravo, così mi piaci, sempre sul pezzo e attento ai discorsi. Ora vedi di non spaccarmi ulteriormente le palle prima che abbia finito con questa vite... troia!"
La vite cadde dietro la lavastoviglie, rimbalzò diverse volte emettendo ticchettii metallici, in modo da illudere il più possibile su un suo possibile ritrovamento e sparì inghiottita dal nulla. Provò a cercarla spostando la torcia, ma solo per darle la soddisfazione di essere riuscita a nascondersi egregiamente. Le viti spesso amano giocare a nascondino, sfido chiunque a ritrovarne una su pavimenti realizzati con granulati fini. Si divertono così, poverette, in fondo mai nessuno si domanda quanto possa essere noioso essere avvitati in un qualunque supporto e lì restare per anni, decenni o peggio, a rischio di rotture, ossidazioni, ruggine, trapani, cacciaviti sbeccati. Non c'è da stupirsi se poi, una volta libere, si vadano subito a nascondere. Qualcuno ha sostenuto di aver udito un distinto risolino quando ciò è avvenuto, ma la scienza non ha ancora avuto il coraggio di approfondire questa tematica, preferendo accettare come verità storica la Sacra Sindone.
"Troia, lo stesso - le disse con spirito vendicativo - tanto ne ho un'altra manciata da parte."
Intanto trattenne il gatto che, indossata l'espressione da cacciatore con la pupilla dilatata, già cercava di avventurarsi nei meandri di interstizi ostili tra parete e elettrodomestici per andare a recuperare la piccola ribelle.
"Lasciala illudere, al prossimo giro la raccolgo con l'aspirapolvere."
E tornò ad imbracciare l'artiglieria: un cacciavite pozidriv che aveva vinto gloriose battaglie, ma tutte in un lontano nonché avventuroso passato. Nel presente faceva cagare e basta. Il gatto si sedette nuovamente, la coda ordinatamente disposta davanti alle zampe anteriori, un'espressione incuriosita dipinta sul muso, gli occhi vispi pronti ad intercettare il minimo accenno di divertimento, possibilmente foriero di cibo.
"Senti, ma tu faresti mai transitare il collegamento elettrico del frigorifero attraverso questa presa? In tutta onestà mi sembra ridicolo. E senza saperlo, qui ci abbiamo attaccato sopra la lavastoviglie, roba da esplosione termonucleare. No, per quella ci penserò domani io nella mia nuova casa. Magari ti invito il giorno che faccio i fuochi pirotecnici, come la vedi, interessa l'evento? Solo per te un bel biglietto gratuito in prima fila, ma fai attenzione a non bruciarti i baffi."
Si spostò e baciò il gatto sulla testa, lui si mosse nella sua direzione per intercettare la tenerezza, sicuramente intesa come gradito preliminare di pappa. Cominciò a ronfare sommessamente.
"Sembra di avere un motore arduino come sottofondo, ti ringrazio per la gradita colonna sonora, mentre son qui a cristare contro questa placchetta di merda. Ma come hanno fatto a farli entrare i cavetti? E poi potresti provare a spellarli tu con le tue unghiette sante, visto che la plastica fusa è un pelo difficile da rimuovere. E ovviamente tutto succede quando? Alle sei di sera, che fa buio, mica di mattina."
Il gatto si alzò a sedere, la coda sempre davanti alle zampe anteriori, il capo lievemente piegato di lato. Sbadigliò.
"Eh, bravo, sbadiglia. Io sto facendo aerobica per entrare qui sotto e tu sbadigli. Lunedì ti mando al collocamento per vedere di trovarti un bel lavoro nella cantieristica stradale, che ne dici? Tu lavori e altri due stanno a guardare..."
Il gatto andò a strofinarsi contro la sua spalla, proprio mentre un cavetto gli sfuggiva dalle dita, poi transitò contro la lampada, spostandola. Infine tornò a sedersi composto, ansioso di veder corrispondere a cotanta dimostrazione di affetto una copiosa ciotola piena di cibo.
"Stronzetto - gli disse mettendo a posto la lampada - fai il paio con quella vite appena caduta, sappilo. Siete fatti della stassa pasta. Ma almeno tu hai fiducia in me, mi rispetti in quanto portatore di pappa, un portatore sano, ecco. Pensa, c'è chi alleva serpi al proprio fianco, che accendono desideri ed elettrodomestici utili come questo frigorifero, oppure del tutto inutili come questa affettatrice. Sì, li accendono come fiammiferi, e come fiammiferi li gettano via non appena terminano l'altrui vita utile. Guarda questa cazzo di presa annerita e fusa, sovraccaricata da chi ha preteso troppo dalle sue terrene forze."
Il gatto sonnecchiava, le palpebre tendevano al chiuso galoppante. Ma lui incurante continuò.
"E dopo aver superato la soglia della rottura non resta più nulla, la presa è bruciata, ma la corrente non può più passare, tutto si ferma, scatta il salvavita e boom. Via ogni sogno di agio e benessere... Et voilà!"
Si alzò di scatto dalla presa sostituita e il gatto si svegliò di soprassalto spaventandosi e temendo l'eventualità di una ciotola negata. Lo rassicurò con una carezza sulla testa, ammirò per un momento la sua opera, incrociò le dita e si allontanò dalla cucina.
Il gatto restò solo, ascoltò il rumore della porta di casa che si apriva e accolse l'arrivo della corrente elettrica con un nuovo sbadiglio. Si alzò stiracchiandosi non appena l'altro rientrò in cucina.
"Oh, perfetto, il frigo si è rimesso a funzionare, l'effetto ponte va alla grande, ora facciamo la prova del nove."
Così dicendo attaccò la ciabatta alla presa e la lavastoviglie riprese a girare.
"Magnifico, dovevo fare l'elettricista, metterò in conto anche questo lavoro tra i mille altri che avrei dovuto fare..."
"Maaaooo!"
Il gatto con fare perentorio lo riportò bruscamente alla realtà, osservandolo composto con un'espressione di disapprovazione neppure troppo velata.
"Ah, già, ora vuoi il contentino, la pappa, eh? Stai con me e tutto ha un prezzo. Cazzo, mi sembra una storia già vista. Il volto del male. Ma almeno tu sei micio, vero?"
Gli grattò il mento e ricevette un paio di strofinamenti, mentre il motorino delle fusa prese a girare vorticosamente.
"Almeno tu sei impastato con l'amore, andiamo a prendere la ciotola, te la sei meritata la pappa questa volta."
Spense la torcia e si diresse verso il bagno seguito da un gatto grigio assai felice che camminava con la coda dritta in alto. In quel preciso istante dalla presa appena riparata fuoriuscì un lampo azzurrino e la corrente andò via, chissà dove.
"Porca puttana" si udì dal buio.
"Maaaaoooo!" fu la risposta.
Primus
Tommy the Cat
offal / here is the old mechanical world
"Santoddio - sbottò all'ennesima caduta del cacciavite - questa vite di merda non vuole entrare."
Da almeno un quarto d'ora, tempo medio di Greenwich, stava cercando di riparare con alterni risultati una presa elettrica andata in fumo. La puzza di plastica fusa e altro materiale elettrico non pervenuto misto all'acre odore di ozono ancora imperversava allegramente all'interno della cucina.
"Ma ricordami quanto sono belle le case vecchie. Chissà nella nuova come andrà. Avrà gli impianti a norma o, non appena attaccherò la lavatrice, provocherò un bel fungo atomico tipo RDS-220? Dai, che la sfiga ci vede sempre benissimo."
Il gatto appollaiato sul lavabo al suo fianco rispose con un'occhiata perplessa, il suo modo di interpretare un frenetico lavorio accompagnato da rumori curiosi e invitanti come un qualcosa di estremamente interessante, nella misura in cui si fosse concluso con una generosa ciotola riempita fino all'orlo.
"Puoi anche rispondere, eh, non mi offendo!"
"Maaoo!"
"Ecco, da bravo, così mi piaci, sempre sul pezzo e attento ai discorsi. Ora vedi di non spaccarmi ulteriormente le palle prima che abbia finito con questa vite... troia!"
La vite cadde dietro la lavastoviglie, rimbalzò diverse volte emettendo ticchettii metallici, in modo da illudere il più possibile su un suo possibile ritrovamento e sparì inghiottita dal nulla. Provò a cercarla spostando la torcia, ma solo per darle la soddisfazione di essere riuscita a nascondersi egregiamente. Le viti spesso amano giocare a nascondino, sfido chiunque a ritrovarne una su pavimenti realizzati con granulati fini. Si divertono così, poverette, in fondo mai nessuno si domanda quanto possa essere noioso essere avvitati in un qualunque supporto e lì restare per anni, decenni o peggio, a rischio di rotture, ossidazioni, ruggine, trapani, cacciaviti sbeccati. Non c'è da stupirsi se poi, una volta libere, si vadano subito a nascondere. Qualcuno ha sostenuto di aver udito un distinto risolino quando ciò è avvenuto, ma la scienza non ha ancora avuto il coraggio di approfondire questa tematica, preferendo accettare come verità storica la Sacra Sindone.
"Troia, lo stesso - le disse con spirito vendicativo - tanto ne ho un'altra manciata da parte."
Intanto trattenne il gatto che, indossata l'espressione da cacciatore con la pupilla dilatata, già cercava di avventurarsi nei meandri di interstizi ostili tra parete e elettrodomestici per andare a recuperare la piccola ribelle.
"Lasciala illudere, al prossimo giro la raccolgo con l'aspirapolvere."
E tornò ad imbracciare l'artiglieria: un cacciavite pozidriv che aveva vinto gloriose battaglie, ma tutte in un lontano nonché avventuroso passato. Nel presente faceva cagare e basta. Il gatto si sedette nuovamente, la coda ordinatamente disposta davanti alle zampe anteriori, un'espressione incuriosita dipinta sul muso, gli occhi vispi pronti ad intercettare il minimo accenno di divertimento, possibilmente foriero di cibo.
"Senti, ma tu faresti mai transitare il collegamento elettrico del frigorifero attraverso questa presa? In tutta onestà mi sembra ridicolo. E senza saperlo, qui ci abbiamo attaccato sopra la lavastoviglie, roba da esplosione termonucleare. No, per quella ci penserò domani io nella mia nuova casa. Magari ti invito il giorno che faccio i fuochi pirotecnici, come la vedi, interessa l'evento? Solo per te un bel biglietto gratuito in prima fila, ma fai attenzione a non bruciarti i baffi."
Si spostò e baciò il gatto sulla testa, lui si mosse nella sua direzione per intercettare la tenerezza, sicuramente intesa come gradito preliminare di pappa. Cominciò a ronfare sommessamente.
"Sembra di avere un motore arduino come sottofondo, ti ringrazio per la gradita colonna sonora, mentre son qui a cristare contro questa placchetta di merda. Ma come hanno fatto a farli entrare i cavetti? E poi potresti provare a spellarli tu con le tue unghiette sante, visto che la plastica fusa è un pelo difficile da rimuovere. E ovviamente tutto succede quando? Alle sei di sera, che fa buio, mica di mattina."
Il gatto si alzò a sedere, la coda sempre davanti alle zampe anteriori, il capo lievemente piegato di lato. Sbadigliò.
"Eh, bravo, sbadiglia. Io sto facendo aerobica per entrare qui sotto e tu sbadigli. Lunedì ti mando al collocamento per vedere di trovarti un bel lavoro nella cantieristica stradale, che ne dici? Tu lavori e altri due stanno a guardare..."
Il gatto andò a strofinarsi contro la sua spalla, proprio mentre un cavetto gli sfuggiva dalle dita, poi transitò contro la lampada, spostandola. Infine tornò a sedersi composto, ansioso di veder corrispondere a cotanta dimostrazione di affetto una copiosa ciotola piena di cibo.
"Stronzetto - gli disse mettendo a posto la lampada - fai il paio con quella vite appena caduta, sappilo. Siete fatti della stassa pasta. Ma almeno tu hai fiducia in me, mi rispetti in quanto portatore di pappa, un portatore sano, ecco. Pensa, c'è chi alleva serpi al proprio fianco, che accendono desideri ed elettrodomestici utili come questo frigorifero, oppure del tutto inutili come questa affettatrice. Sì, li accendono come fiammiferi, e come fiammiferi li gettano via non appena terminano l'altrui vita utile. Guarda questa cazzo di presa annerita e fusa, sovraccaricata da chi ha preteso troppo dalle sue terrene forze."
Il gatto sonnecchiava, le palpebre tendevano al chiuso galoppante. Ma lui incurante continuò.
"E dopo aver superato la soglia della rottura non resta più nulla, la presa è bruciata, ma la corrente non può più passare, tutto si ferma, scatta il salvavita e boom. Via ogni sogno di agio e benessere... Et voilà!"
Si alzò di scatto dalla presa sostituita e il gatto si svegliò di soprassalto spaventandosi e temendo l'eventualità di una ciotola negata. Lo rassicurò con una carezza sulla testa, ammirò per un momento la sua opera, incrociò le dita e si allontanò dalla cucina.
Il gatto restò solo, ascoltò il rumore della porta di casa che si apriva e accolse l'arrivo della corrente elettrica con un nuovo sbadiglio. Si alzò stiracchiandosi non appena l'altro rientrò in cucina.
"Oh, perfetto, il frigo si è rimesso a funzionare, l'effetto ponte va alla grande, ora facciamo la prova del nove."
Così dicendo attaccò la ciabatta alla presa e la lavastoviglie riprese a girare.
"Magnifico, dovevo fare l'elettricista, metterò in conto anche questo lavoro tra i mille altri che avrei dovuto fare..."
"Maaaooo!"
Il gatto con fare perentorio lo riportò bruscamente alla realtà, osservandolo composto con un'espressione di disapprovazione neppure troppo velata.
"Ah, già, ora vuoi il contentino, la pappa, eh? Stai con me e tutto ha un prezzo. Cazzo, mi sembra una storia già vista. Il volto del male. Ma almeno tu sei micio, vero?"
Gli grattò il mento e ricevette un paio di strofinamenti, mentre il motorino delle fusa prese a girare vorticosamente.
"Almeno tu sei impastato con l'amore, andiamo a prendere la ciotola, te la sei meritata la pappa questa volta."
Spense la torcia e si diresse verso il bagno seguito da un gatto grigio assai felice che camminava con la coda dritta in alto. In quel preciso istante dalla presa appena riparata fuoriuscì un lampo azzurrino e la corrente andò via, chissà dove.
"Porca puttana" si udì dal buio.
"Maaaaoooo!" fu la risposta.
Primus
Tommy the Cat