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Dietro il bosco

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I’m follet,

 

Per chi mi conosce già, non legga questa prima parte, potreste pensare che rompo, stanco e dico sempre le stesse cose.

Diciamo che ho conosciuto molte persone e che loro non sanno il perché io mi presento ora come folletto.

Sono un folletto, nel senso che fin da bambino mi chiamavano così per via della mia vivacità, fu mia madre per prima in un nostro dialetto a chiamarmi così ; foulet.

In inglese non esiste traduzione, per cui ho preso ad esempio un modo in cui, ai tempi della scuola venivo soprannominato: follet.

Siccome io scrivo, anche racconti fantasy ho deciso di scrivere anche in flickr, dove sono conosciuto come Foll.

La mia non è una forma di pazzia. Mi sono sempre piaciute le fiabe antiche, chiamo le ragazze fate, parlo di Elfi e animali del bosco, ci sono altre cose che scrivo, ma più che altro seguo il filone della fantasia.

Il mio è un personaggio che racconta, non da consigli, non intensifica i difetti, non mette in imbarazzo.

Parlo di un qualcosa di fantasioso nei tempi odierni, libero la fantasia pensando a risoluzioni momentanee verso il benessere dello spirito.

Senza imporre nulla, senza prese in giro, più che altro prendo in giro me stesso, evidenziando figuracce che se voi imitate…

Sono dispettoso, come tutti i folletti.

Tanto dispettoso!

Quello che io scrivo…e questo lo sottolineo, non è cosa che potrebbe essere veramente accaduta, è favola.

La favola non è una bugia, è un racconto, a volte dentro c’è un semino piccolo, si chiama metafora.

 

Ciao a tutti sono Foll,

mi son successe cose da incubo…

Fine.

Ci cascate qualche volta….Ma ora no, lo so.

C’è un mio amico…Si dice sempre così…

A quanti di voi è successo che vi parlino di un amico e poi scoprite che vi stanno parlando di loro?

Sto scherzando, ricomincio.

 

Prima però devo dire che ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale.

 

E’ successo in ufficio, stamattina, sulla scrivania plichi di carte due fogli da vedere scritti a mano, un foglietto è volato giù, lo raccolgo…

 

C’è scritto : "Ing, gentilmente, quando ha terminato i suoi lavori, potrebbe scrivere una piccola cosa di foll? Anonimo"

 

O_O...………………………………………………………………………………………

 

Tanto lo so chi è….

 

A proposito, è arrivata la fata primavera e ci sono fiori dovunque, anche nelle aiuole in città, c’è chi non li guarda, c’è chi toglie le scarpe per non rovinarli, prima era vera ora qualche volta piove.

La primavera è una stagione, dell’anno e della vita, può essere passata, potrebbe passare, con qualche attenzione ci si resta sempre dentro, può piovere…e che piova!

La pioggia fa bene alla campagna.

Bello vero?

E’ come un piccolo tema dellle elementari.

C’è poco da ridere, i bambini dicono le cose più belle, fate attenzione ai bambini, insegnano sempre cose legate al vivere. Gli adulti insegnano solo a sopravvivere.

Avete visto dei filmati dove si mostrano zone del mondo dove bambjni poveri stanno giocando con nulla?

I loro sorrisi illuminano il mondo.

Gli adulti dicono, ma come? Con tutti i problemi che hanno giocano? E in questa frase sta la catastrofe…

A dispetto della razionalità sono entusiasti di esistere.

Quante cose che abbiamo e conserviamo e accatastiamo…

E ci lamentiamo…amo…amo.

Giù il cappello di fronte ad un bimbo!!

E ora mi sono fregato da solo…Commenti sull’egoismo e il non fare, troverò presto un modo, almeno per me! Ma senza rivoluzioni…in silenzio…tranquilli. Tranquilli…

E se poi pensassimo….E se poi, se poi…..E noi invece, e il lavoro e questo e quello?

Anche questo e di quello bisogna parlare e diciamo anche parolacce e ci facciamo ascoltare…

Non serve, serve altro.

Silenzio per ora. Anche io non dico, penso…

Questa non è una storia…

Alla prossima!

Foll

 

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Uploaded on March 23, 2015
Taken on February 28, 2015