Back to photostream

Grrr

:: di Umberto Gorini ::

 

Le 11 e 11.Questi quattro numeri uguali che ricorrevano – con le 22 e 22 – due volte nell’arco delle 24 ore, erano dapprima state un semplice caso ma poi pian piano questa sequenza di cifre, era diventata, se non una piccola fissazione, un’innocente idiosincrasia che lo conduceva più o meno coscientemente a fissare appuntamenti, incontri e altri avvenimenti sempre a un orario a quattro cifre, dove quello più importante della giornata era rappresentato per l’appunto dalle undici e undici. La sua personale kabala tralasciava i quattro zeri della mezzanotte. Lo zero non era per lui.

 

Una piccola venatura di irrazionalità in Gioacchino che doveva il suo nome un po’ all’antica alla melomania dei suoi genitori, ma tutti in agenzia e in privato lo chiamavano Joe. Si alzò dalla comoda poltrona del suo ufficio ovattato e silenzioso, grazie al perfetto isolamento acustico, che aveva ottenuto adducendo l’esigenza di concentrarsi al massimo e visti i suoi successi era stato accontentato, in tutto e per tutto.

 

Era arrivato il momento e “Joe” era pronto. Si guardò allo specchio.

 

Il pizzetto ben curato, tenuto cortissimo. I lineamenti del viso leggermente irregolari con quegli zigomi sporgenti. I capelli lievemente brizzolati e l’intensità dei suoi occhi cerulei, tanto velati di malinconia quanto spesso attraversati da una tensione interna, rimandavano a un volto vissuto, ma da eterno ragazzo.

 

stefanoangelo.it/grrr/

30 views
0 faves
0 comments
Uploaded on February 1, 2021