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Finale del racconto "Gioventù" di J.Conrad - al MARE e a chi l'ama -

Oscar Mondadori - trad. Goffredo Miglietta

 

 

Al mio amico G.

 

...Nonostante la sua dogmaticità in fatto di opinioni, egli non è una persona invadente. Frequenta le mie ore di solitudine, quando, in silenzio, ragioniamo insieme in gran conforto e armonia; ma quando ci separiamo alla fine di un racconto, non sono mai certo che non sia per l'ultima volta. Tuttavia non credo che a nessuno di noi due importerebbe molto di sopravvivere all'altro. Nel caso suo, a ogni modo, la sua occupazione andrebbe in fumo, ed egli soffrirebbe di una tal fine, perchè lo sospetto capace di qualche vanità. Non intendo vanità nel senso salomonico. Di tutta la mia gente lui è l'unica persona che non abbia mai provocato molestia al mio spirito. Un uomo assai discreto e comprensivo...

[...] Esco fuori con questa dichiarazione non a causa di una latente tendenza alla megalomania, ma, al contrario, quale uomo che non nutre illusioni molto cospicue sul proprio conto. Seguo gli istinti di vanagloria e di umiltà naturali a tutto il genere umano, poichè difficilmente si potrà negare che non è dei loro meriti che gli uomini menano maggior vanto, quanto piuttosto della loro prodigiosa ventura, della loro meravigliosa fortuna: di quello, nelle loro vite, per cui grazie e sacrifici debbono offrirsi sugli altari degli dèi imperscrutabili.

 

[...] 'Gioventù' è un atto della memoria. E' una testimonianza di esperienza vissuta; ma quell'esperienza, nei suoi fatti, nella sua interiorità e nel suo colorito esteriore ha inizio e fine in me stesso [...]

 

(1917) Josep Conrad - dalla nota dell'autore (a proposito dell'uomo Marlow).

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Uploaded on May 26, 2009
Taken on May 25, 2009