Salvo.M77
Scarpine
Sulle rive del Danubio, a Budapest, non lontano dal palazzo del Parlamento Ungherese, sono allineate sessanta paia di scarpe dall’aria vissuta, che ricordano la moda degli anni ’40. Ci sono scarpe da donna, da uomo e da bambino, lasciate lì, vicino all’acqua, abbandonate in modo disordinato, come se i loro proprietari se le fossero appena tolte. Se si guarda più da vicino, si vede che le scarpe sono arrugginite, di ferro, e fissate nel calcestruzzo del molo. E’ l’inquietante e triste memoriale in onore degli ebrei ungheresi che, nell’inverno del 1944-45, furono uccisi sulle rive del Danubio dai miliziani del Partito delle Croci Frecciate.Tuttavia, la maggior parte delle vittime – soprattutto i bambini – morivano subito perché l’acqua era gelida. Durante i giorni dell’orrore, nell’inverno del 1944-’45, il Danubio era conosciuto come “il cimitero ebraico”.
Scarpine
Sulle rive del Danubio, a Budapest, non lontano dal palazzo del Parlamento Ungherese, sono allineate sessanta paia di scarpe dall’aria vissuta, che ricordano la moda degli anni ’40. Ci sono scarpe da donna, da uomo e da bambino, lasciate lì, vicino all’acqua, abbandonate in modo disordinato, come se i loro proprietari se le fossero appena tolte. Se si guarda più da vicino, si vede che le scarpe sono arrugginite, di ferro, e fissate nel calcestruzzo del molo. E’ l’inquietante e triste memoriale in onore degli ebrei ungheresi che, nell’inverno del 1944-45, furono uccisi sulle rive del Danubio dai miliziani del Partito delle Croci Frecciate.Tuttavia, la maggior parte delle vittime – soprattutto i bambini – morivano subito perché l’acqua era gelida. Durante i giorni dell’orrore, nell’inverno del 1944-’45, il Danubio era conosciuto come “il cimitero ebraico”.