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Cornelis Schut (Anversa, 13 maggio 1597 – Anversa, 29 aprile 1655) incisore delle scene e cartonista - allegoria della Musica - lana/ lavorazione a telaio; seta - Misure: 448 cm x 380 cm Pinacoteca del Castello Sforzesco

Cornelis Schut (Antwerp, May 13, 1597 - Antwerp, April 29, 1655) engraver of the scenes and papermaker - allegory of Music - wool/loomwork; silk - Measurements: 448 cm x 380 cm Pinacoteca del Castello Sforzesco

 

Al centro dell'arazzo vi è la personificazione della Musica: una donna che suona il liuto. Alla sua destra, un giovane vestito con un'armatura sta suonando un'arpa. Sulla sinistra invece una figura femminile di spalle imbraccia il violino ma non lo sta suonando, forse perchè è intenta a leggere uno spartito posto vicino a lei. Un giovane ricciuto suona il violoncello ma è nascosto da una fontana decorata con sculture di una sirena e di un tritone. In primo piano sono sparsi a terra degli strumenti musicali (oboe, concertina e triangolo) e un libro di spartiti. Alle spalle dei suonatori vi è una figura femminile col capo decorato di fiori (il personaggio sembra indicare la fontana). Assiste alla scena un giovane appoggiato alla balaustra di un portico di un palazzo, sulla sinistra dell'arazzo. Sulla destra dell'arazzo vi è un vaso con garofani.

 

Notizie storico-critiche: In questo arazzo, come nell'arazzo della Grammatica, piuttosto che una rappresentazione allegorica, sembra di trovarsi di fronte ad una scena realista, tratta dalla realtà. Tuttavia non mancano colte allusioni: il giovane abbigliato con un'armatura potrebbe essere Davide o Orfeo (con evidenti riferimenti all'ambito musicale). La sirena scolpita nella fontana alluderebbe alla dolcezza del canto.

Altre colte citazioni erano previste dallo Shut se si osserva l'incisione di cui questo arazzo è copia, con alcune varianti: nell'arazzo è aggiunto un quarto suonatore (il violoncellista); i fiori raccolti nel vaso posto sulla balaustra nel'insione sono narcisi e non garofani; la figura femminile appoggiata alla balustra è alata nella stampa dello Shut. Probabilmente era immagine di Eco, ninfa amata da Narciso, condannata a ripetere ciò che le viene detto. Il fatto che nell'arazzo non ci siano narcisi ma garofani e che la figura femminile appoggiata alla balaustra non sia alata, fa perdere la colta citazione mitologica.

Sono note sei repliche del cartone.

 

At the center of the tapestry is the personification of Music: a woman playing the lute. To her right, a young man dressed in armor is playing a harp. On the left instead, a female figure with her back to her is holding a violin but is not playing it, perhaps because she is intent on reading a score placed near her. A curly-haired young man is playing the cello but is hidden by a fountain decorated with sculptures of a mermaid and a triton. In the foreground are scattered musical instruments (oboe, concertina and triangle) and a book of sheet music. Behind the players is a female figure with a head decorated with flowers (the figure seems to be pointing to the fountain). Attending the scene is a young man leaning against the balustrade of a portico of a palace, on the left of the tapestry. On the right of the tapestry there is a vase with carnations.

 

Historical-critical news: In this tapestry, as in the Grammar tapestry, rather than an allegorical representation, it seems to be in front of a realistic scene, taken from reality. However, there is no lack of learned allusions: the young man dressed in armor could be David or Orpheus (with obvious references to the musical world). The mermaid sculpted in the fountain would allude to the sweetness of the song.

Other learned quotations were provided by Shut if one observes the engraving of which this tapestry is a copy, with some variations: in the tapestry a fourth player is added (the cellist); the flowers picked in the vase placed on the balustrade in the inscription are narcissus and not carnations; the female figure leaning on the balustrade is winged in the print of Shut. She was probably the image of Echo, a nymph loved by Narcissus, condemned to repeat what she is told. The fact that in the tapestry there are no daffodils but carnations and that the female figure leaning against the balustrade is not winged, makes the learned mythological quotation lost.

Six replicas of the cartoon are known.

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Uploaded on December 27, 2021
Taken on May 20, 2017