Cesare Tamaroccio, pittore italiano della scuola bolognese, allievo di Francesco Francia, attivo all'inizio del XVI secolo - Madonna col Bambino e san Giovannino (1500-1550) - tempera su tavola 57 x 42.4 cm - Museo Poldi Pezzoli, Milano
Cesare Tamaroccio, Italian painter of the Bolognese school, pupil of Francesco Francia, active at the beginning of the 16th century - Madonna and Child with little St. John (1500-1550) - tempera on panel 57 x 42.4 cm - Poldi Pezzoli Museum, Milan
La Vergine rivolge lo sguardo verso lo spettatore, mentre tiene in grembo Gesù, che si rivolge al piccolo San Giovanni Battista. Cesare Tamaroccio, ha lasciato la propria firma sul lembo esterno del manto di Maria. In passato l’iscrizione è stata talvolta ritenuta apocrifa, quindi non originale, ma un recente intervento di restauro (2005) ne ha confermato l’autenticità. Si tratta di un dato non di poco conto, poiché quella qui descritta risulta l’unica opera firmata del pittore. Lo stile di questa Madonna rivela i caratteri tipici della pittura a Bologna alle soglie del Cinquecento. E’ probabile che il Tamaroccio fosse originario della città e che avesse partecipato alla decorazione dell’oratorio di Santa Cecilia, il cantiere più vitale della pittura bolognese di inizio Cinquecento (1505-1506), alla cui affrescatura presero parte, tra gli altri, Lorenzo Costa, Francesco Francia e Amico Aspertini. In questa tavola Tamaroccio segue con fedeltà modelli di Lorenzo Costa, ma con una delicatezza nel modellare gli incarnati e con un’attenzione al paesaggio tipici del primo decennio del Cinquecento. Il volto sereno della Vergine, la veduta peruginesca sulla destra e dettagli alla moda come il velo viola, che si dipana in una lunga fascia fino a coprire il bambino, rivelano un dialogo molto stretto con la pittura bolognese.
The Virgin turns her gaze toward the viewer, while holding Jesus in her lap, who turns to the little St. John the Baptist. Cesare Tamaroccio, left his signature on the outer edge of Mary's mantle. In the past, the inscription was sometimes considered apocryphal, therefore not original, but a recent restoration (2005) has confirmed its authenticity. This is a not insignificant fact, since the one described here is the only signed work of the painter. The style of this Madonna reveals the typical characteristics of painting in Bologna on the threshold of the sixteenth century. It is probable that Tamaroccio was a native of the city and that he had participated in the decoration of the oratory of Santa Cecilia, the most vital site of Bolognese painting at the beginning of the sixteenth century (1505-1506), in whose frescoes took part, among others, Lorenzo Costa, Francesco Francia and Amico Aspertini. In this panel Tamaroccio faithfully follows the models of Lorenzo Costa, but with a delicacy in modeling the flesh tones and with an attention to the landscape typical of the first decade of the sixteenth century. The serene face of the Virgin, the view of Perugia on the right and fashionable details such as the purple veil, which unfolds in a long band to cover the child, reveal a very close dialogue with Bolognese painting.
Cesare Tamaroccio, pittore italiano della scuola bolognese, allievo di Francesco Francia, attivo all'inizio del XVI secolo - Madonna col Bambino e san Giovannino (1500-1550) - tempera su tavola 57 x 42.4 cm - Museo Poldi Pezzoli, Milano
Cesare Tamaroccio, Italian painter of the Bolognese school, pupil of Francesco Francia, active at the beginning of the 16th century - Madonna and Child with little St. John (1500-1550) - tempera on panel 57 x 42.4 cm - Poldi Pezzoli Museum, Milan
La Vergine rivolge lo sguardo verso lo spettatore, mentre tiene in grembo Gesù, che si rivolge al piccolo San Giovanni Battista. Cesare Tamaroccio, ha lasciato la propria firma sul lembo esterno del manto di Maria. In passato l’iscrizione è stata talvolta ritenuta apocrifa, quindi non originale, ma un recente intervento di restauro (2005) ne ha confermato l’autenticità. Si tratta di un dato non di poco conto, poiché quella qui descritta risulta l’unica opera firmata del pittore. Lo stile di questa Madonna rivela i caratteri tipici della pittura a Bologna alle soglie del Cinquecento. E’ probabile che il Tamaroccio fosse originario della città e che avesse partecipato alla decorazione dell’oratorio di Santa Cecilia, il cantiere più vitale della pittura bolognese di inizio Cinquecento (1505-1506), alla cui affrescatura presero parte, tra gli altri, Lorenzo Costa, Francesco Francia e Amico Aspertini. In questa tavola Tamaroccio segue con fedeltà modelli di Lorenzo Costa, ma con una delicatezza nel modellare gli incarnati e con un’attenzione al paesaggio tipici del primo decennio del Cinquecento. Il volto sereno della Vergine, la veduta peruginesca sulla destra e dettagli alla moda come il velo viola, che si dipana in una lunga fascia fino a coprire il bambino, rivelano un dialogo molto stretto con la pittura bolognese.
The Virgin turns her gaze toward the viewer, while holding Jesus in her lap, who turns to the little St. John the Baptist. Cesare Tamaroccio, left his signature on the outer edge of Mary's mantle. In the past, the inscription was sometimes considered apocryphal, therefore not original, but a recent restoration (2005) has confirmed its authenticity. This is a not insignificant fact, since the one described here is the only signed work of the painter. The style of this Madonna reveals the typical characteristics of painting in Bologna on the threshold of the sixteenth century. It is probable that Tamaroccio was a native of the city and that he had participated in the decoration of the oratory of Santa Cecilia, the most vital site of Bolognese painting at the beginning of the sixteenth century (1505-1506), in whose frescoes took part, among others, Lorenzo Costa, Francesco Francia and Amico Aspertini. In this panel Tamaroccio faithfully follows the models of Lorenzo Costa, but with a delicacy in modeling the flesh tones and with an attention to the landscape typical of the first decade of the sixteenth century. The serene face of the Virgin, the view of Perugia on the right and fashionable details such as the purple veil, which unfolds in a long band to cover the child, reveal a very close dialogue with Bolognese painting.