Bernard van Orley e Jan e William Dermoyen - Fuga dei francesi e diserzione dei picchieri svizzeri - Arazzi della battaglia di Pavia - 1528-1531 (o 1533) - Tecnica lana, seta, filo d'oro e d'argento dimensioni 440×870 cm. - Museo di Capodimonte, Napoli
Bernard van Orley and Jan and William Dermoyen - Flight of the French and desertion of the Swiss pikemen - Tapestries of the battle of Pavia - 1528-1531 (or 1533) - Technique wool, silk, gold and silver thread dimensions 440 × 870 cm . - Capodimonte Museum, Naples
Nei sette arazzi sono raccontati gli episodi salienti della battaglia di Pavia, combattuta nel 1525 per il dominio in Italia tra le truppe del re di Francia Francesco I di Valois e quelle imperiali di Carlo V d’Asburgo. Gli arazzi, di manifattura fiamminga, sono stati realizzati a Bruxelles su disegni di Bernard van Orley, famoso pittore e cartonista di arazzi e vetrate, probabilmente tra il 1528 e il 1531 come suggerisce la presenza della sigla dell’arazziere, William Dermoyen, lungo la bordura di due dei sette arazzi.
Donati nel 1531 all’Imperatore Carlo V dagli Stati Generali di Bruxelles, dopo vari passaggi ereditari, entrano a far parte grazie al legato testamentario del giovane don Carlos, figlio di Filippo II, delle collezioni di Francesco Ferdinando d’Avalos, diretto discendente dell’omonimo eroe di Pavia, morto per le ferite riportate in battaglia.
The seven tapestries tell the salient episodes of the battle of Pavia, fought in 1525 for the dominion in Italy between the troops of the French king Francis I of Valois and the imperial troops of Charles V of Habsburg. The Flemish tapestries were made in Brussels on designs by Bernard van Orley, a famous painter and cartoonist of tapestries and stained glass windows, probably between 1528 and 1531 as suggested by the presence of the tapestry maker William Dermoyen, along the border of two of the seven tapestries.
Donated in 1531 to Emperor Charles V by the General States of Brussels, after various hereditary passages, they become part thanks to the testamentary legacy of the young don Carlos, son of Philip II, of the collections of Francesco Ferdinando d'Avalos, direct descendant of the homonymous hero of Pavia, died from the injuries sustained in battle.
Bernard van Orley e Jan e William Dermoyen - Fuga dei francesi e diserzione dei picchieri svizzeri - Arazzi della battaglia di Pavia - 1528-1531 (o 1533) - Tecnica lana, seta, filo d'oro e d'argento dimensioni 440×870 cm. - Museo di Capodimonte, Napoli
Bernard van Orley and Jan and William Dermoyen - Flight of the French and desertion of the Swiss pikemen - Tapestries of the battle of Pavia - 1528-1531 (or 1533) - Technique wool, silk, gold and silver thread dimensions 440 × 870 cm . - Capodimonte Museum, Naples
Nei sette arazzi sono raccontati gli episodi salienti della battaglia di Pavia, combattuta nel 1525 per il dominio in Italia tra le truppe del re di Francia Francesco I di Valois e quelle imperiali di Carlo V d’Asburgo. Gli arazzi, di manifattura fiamminga, sono stati realizzati a Bruxelles su disegni di Bernard van Orley, famoso pittore e cartonista di arazzi e vetrate, probabilmente tra il 1528 e il 1531 come suggerisce la presenza della sigla dell’arazziere, William Dermoyen, lungo la bordura di due dei sette arazzi.
Donati nel 1531 all’Imperatore Carlo V dagli Stati Generali di Bruxelles, dopo vari passaggi ereditari, entrano a far parte grazie al legato testamentario del giovane don Carlos, figlio di Filippo II, delle collezioni di Francesco Ferdinando d’Avalos, diretto discendente dell’omonimo eroe di Pavia, morto per le ferite riportate in battaglia.
The seven tapestries tell the salient episodes of the battle of Pavia, fought in 1525 for the dominion in Italy between the troops of the French king Francis I of Valois and the imperial troops of Charles V of Habsburg. The Flemish tapestries were made in Brussels on designs by Bernard van Orley, a famous painter and cartoonist of tapestries and stained glass windows, probably between 1528 and 1531 as suggested by the presence of the tapestry maker William Dermoyen, along the border of two of the seven tapestries.
Donated in 1531 to Emperor Charles V by the General States of Brussels, after various hereditary passages, they become part thanks to the testamentary legacy of the young don Carlos, son of Philip II, of the collections of Francesco Ferdinando d'Avalos, direct descendant of the homonymous hero of Pavia, died from the injuries sustained in battle.