Back to photostream

Sabato

Il risveglio

 

Una sottile lama di luce solare che filtra dallo spiraglio della tapparella non completamente abbassata mi sveglia, facendomi uscire dal torpore notturno che ancora mi avvolge. Appena aperti, gli occhi insonnoliti, osservano meccanicamente ciò che mi sta intorno. La mente rifiuta di mettersi in moto, di prendere atto della realtà: un nuovo giorno è iniziato, un giorno uguale a quelli precedenti, irto dei soliti problemi che la vita, questa vita, mi ha riservato.

No… oggi è diverso!

Oggi è sabato, non mi devo alzare in fretta e correre subito al lavoro.

Posso ancora crogiolarmi nel letto, non avendo cose urgenti da svolgere, nelle mie intenzioni oggi tutto si sarebbe svolto molto più lentamente del solito e avrei fatto in modo di prolungare indefinitamente questa giornata.

Già, quanto sarebbe stato bello poter fermare il tempo, fissarlo eternamente in questo attimo di pace escludendo per sempre il mondo esterno con tutti i suoi problemi.

Ecco… ecco che il pensiero rivolto ai problemi viene a turbare questo momento di quiete. Non voglio pensarci, non ancora, adesso esisto solo io e l’accogliente tepore del letto che sono così restia ad abbandonare.

Scaccio dalla mente, con un senso di fastidio, tutto ciò che, contro ogni mio volere, cerca di farmi uscire da quel senso di pace e di beatitudine che ho provato solo pochi attimi prima.

Potrei anche riaddormentarmi?

Sì… ancora qualche minuto, ancora un momento di oblio completo per poi riaprire gli occhi di nuovo e riprovare quella sensazione di pace che era così velocemente scomparsa.

Dovrei anche evitare di pensare a tutte le cose negative che mi circondano, di pensare al mondo carico di problemi che sta al di là della porta di casa. Se solo potessi chiuderla indefinitamente, quella porta, impedendo così alla realtà di tutti i giorni di penetrare nel mio mondo privato. Come vorrei restarmene per sempre qui, isolata da tutto e ignorata da tutti, galleggiando in una dimensione impenetrabile agli altri.

Ma ciò non è possibile, non riuscirò mai a estraniarmi totalmente dalla realtà, è la mente che si rifiuta di farlo, richiamandomi al presente tutte le volte che la coscienza inizia a fluttuare libera in un luogo miste-rioso, privo di connotati, colmo di nulla, ma pieno di pace.

Anche ora, mentre cerco di riprendere sonno, ecco arrivare i soliti pensieri: il lavoro, i soldi che non bastano mai, le bollette da pagare, il fare la spesa evitando accuratamente ogni cosa superflua… la vita!

È da troppo tempo che si va avanti così.

Ho cercato in vari modi di capovolgere la situazione, tentando molte strade, usando mille espedienti, accumulando insuccessi e frustrazioni fino a non avere più la voglia di agire, fino ad abbandonarmi al flusso degli eventi rinunciando a combattere. Non ho però mai smesso di sperare che prima o poi qualcosa sarebbe accaduto, qualcosa di bello, di inaspettato, che improvvisamente avrebbe mutato il corso ineluttabile delle cose.

A un certo punto avevo anche smesso di sperare e mi ero arresa all’evidenza che nulla sarebbe mai cambiato.

Lo avevo fatto, ma non lo avevo mai riconosciuto con me stessa, mi ero sempre detta che stavo combattendo, che stavo agendo per modificare quello stato di cose inaccettabile. Mentivo anche a me stessa, a quarantadue anni mi dicevo ancora le bugie, ma era l’unico modo che avevo per tirare avanti senza dover sempre provare quella terribile angoscia.

Improvvisamente irritata scalcio via la coperta, sento l’aria fresca del mattino accarezzarmi la pelle. È una sensazione piacevole, ma mi ha svegliata del tutto e ora sono costretta a mettermi in piedi e a fare qualche cosa.

Fare… fare… fare… basta!

Questa giornata deve essere solo mia, tutta mia, devo goderla fino in fondo. Mi siedo sulla sponda del letto, mi guardo attorno e vedo il solito panorama di tutte le mattine. Anche quella vista così familiare ora mi dà quasi un senso di fastidio.

Con un impeto, che nasce dal grande desiderio di rivalsa che provo nei confronti della vita, decido che questa è una giornata buona per iniziare a cambiare tutto.

Devo dare una svolta alla mia esistenza, devo di nuovo combattere per realizzarmi e lo devo fare da subito, immediatamente. Devo fare dei piani, devo decidere come muovermi, devo giocare la carta vincente.

Mi distendo nuovamente e sento il lieve tepore lasciato dal mio stesso corpo nell’incavo scavato nel letto.

Quanto è piacevole starsene qui!

Chiudo gli occhi con la consapevolezza che solo pochi attimi prima avevo deciso di stabilire una linea d’azione, quella che mi avrebbe cambiato l’esistenza.

Per un lungo istante annullo ogni pensiero trovandomi immersa in un vuoto totale poi, quasi provando un dolore fisico, tangibile, torno alla realtà.

No, non ho voglia di pensare, è sabato, questa giornata deve essere solo mia!

Sollevo la coperta fin sopra la testa e mi immergo nel buio totale, un buio protettivo in cui mi sento al sicuro.

-Se non posso vedere il mondo, il mondo non può vedere me!

E poi… di certo accadrà qualcosa di positivo.

Ma non oggi. Oggi la giornata è solo mia.

Forse… domani… vedremo…

FB

 

618 views
0 faves
16 comments
Uploaded on November 3, 2012
Taken on September 23, 2012