michele masiero
Troia La Cattedrale ( Il Rosone), The Cathedral (Rose Window)
Troia Puglia Italia ©2015All rights reserved
Nikon coolpix p 7100
Fotosketcher lively
La concattedrale della Beata Vergine Maria Assunta in Cielo, già cattedrale, è il principale luogo di culto cattolico di Troia, in provincia di Foggia,La chiesa è un edificio a croce latina dalle importanti peculiarità e dall'indubbio interesse architettonico sito a Troia, in provincia di Foggia, e costruito tra il 1093 e il 1125. L'edificio è dedicato alla Beata Maria Vergine Assunta in Cielo ed è costruita secondo lo stile romanico, per quanto nella sua realizzazione abbia risentito dello stile pisano-orientale. È uno dei capolavori dell'architettura romanica in Capitanata, non tanto per le proporzioni quanto per l'armonia della costruzione.La facciata è larga 19 metri ed è alta (alla cuspide) 28,5 metri. Dalla soglia all'abside la concattedrale è lunga 54 metri. In totale la costruzione occupa una superficie di circa 1325 m².Nel marzo del 1958 papa Pio XII l'ha elevata alla dignità di basilica minore La chiesa venne costruita sulla base di un preesistente edificio bizantino e con materiali riutilizzati, ricavati dall'antica città romana. I lavori per la costruzione della cattedrale vennero patrocinati e finanziati dal vescovo Guglielmo II a partire dal 1106. Nel 1119 venne posta la porta di bronzo costruita da Oderisio da Benevento la cui funzione, oltre al completamento stilistico della facciata, era quella di celebrare le glorie del vescovo e la sua abilità nel mediare i rapporti tra la Santa Sede ed i baroni normanni. Appena otto anni dopo questo avvenimento, nel 1127, la costruzione di una porta laterale sempre ad opera di Oderisio da Benevento e sempre su ordine di Guglielmo II è il simbolo della mutata situazione politica della zona e della città: la nuova porta è più piccola e più semplice, andando a riflettere la situazione economica difficile e una più immediata velocità di esecuzione e condivisione del messaggio da trasmettere.
Il rosone è un eccelso esempio di tecnica scultorea a traforo: composto da undici colonne (di uno stile simile all'ordine corinzio) che si irradiano dal centro dello stesso secondo angoli uguali (32,72°), a loro volta connesse con un gioco di archi che fanno da cornice, è suddiviso in undici "spicchi". Questi ultimi sono decorati con diaframmi traforati diversi tra loro e diversi dalla decorazione degli archi, creando così ben ventidue decorazioni differenti ottenute esclusivamente con la tecnica del traforo, facendo apparire il rosone come un ricamo merlettato.Al centro del rosone le undici colonnine poggiano su un cerchio di pietra lavorata a squame, a determinare una decorazione che ricorda una corda che si chiude o un serpente che si morde la coda, simbolo dell'eternità, della morte e resurrezione, oltre ad essere di forma circolare, simbolo della perfezione. Il centro del rosone, dunque, simboleggia la figura di Gesù Cristo. Poiché le colonnine sono in numero dispari (11), il rosone appare asimmetrico. La scelta di questo numero di colonnine, però, non è casuale: bisogna notare il fatto che il numero 11 ha un forte significato simbolico. Quest'ultimo, infatti, è il numero degli apostoli senza considerare Giuda Iscariota, il traditore, che viene escluso proprio per sottolineare che chi pecca veramente non è più innestato su Gesù. Gli archi che sormontano le colonne, per ricoprire l'intero rosone, sono undici. Partendo dall'apice di una colonna e seguendo l'andamento degli archi, per tornare al punto di partenza è necessario compiere due giri del rosone. Quest'ultimo, cioè, è composto da una serie di 6 + 5 archi che si rincorrono. Anche in questo caso si ha un significato simbolico nascosto ma molto importante: sei e cinque rappresentano rispettivamente macrocosmo e microcosmo, Cielo e Terra. Il numero undici, essendone la somma, rappresenta l'unione tra queste due realtà, tra ciò che è terreno e ciò che è divino.Sopra ogni colonna e come cornice di ogni arco è presente una forma composta da tre lobi. Oltre all'indubbio fine estetico, anche in questo caso siamo di fronte ad un simbolo: questa forma, generata dall'intersezione di tre cerchi distinti e separati, simboleggia la Trinità.Il rosone, in definitiva, è la sintesi di diversi influssi stilistici, prodotto unico ed originale di raffinatezza stilistica, priva di esemplari con cui possa essere paragonato. I danni arrecati dal terremoto del 1731 e del sisma più recente del 31 ottobre 2002 hanno seriamente messo a rischio la statica del rosone che ha subito nel tempo delle deformazioni fuori del piano. A tale dissesto si è posto rimedio negli anni 2005-06 con un intervento innovativo di restauro statico messo a punto dagli ingegneri Domenico Liberatore e Nicola Masini, docenti dell'Università della Basilicata.
Troia Cathedral (Italian: Concattedrale di Troia; Cattedrale di Santa Maria Assunta) is the cathedral of Troia in Apulia, Italy, dedicated to the Assumption of the Blessed Virgin Mary. Built in the first quarter of the 12th century, it is reckoned a masterpiece of Apulian Romanesque architecture[1] and is particularly noted for the rose window and the bronze doors of the west front. Formerly the seat of the Bishops of Troia, it is now a co-cathedral in the diocese of Lucera-Troia. The church is located in the centre of Troia on the Via Regina Margherita. The principal façade, orientated to the north-west, looks onto a small forecourt. The dedication to the Assumption of the Virgin Mary was taken over from the predecessor building, which has been partly incorporated into the present structure. A Byzantine church formerly stood on the site, apparently constructed largely from the remains of Roman buildings. Work on a new cathedral began in the last quarter of the 11th century. The year 1073 is often given[1] but the exact date of the start of construction is in fact unconfirmed.[4] Excavations in the 1950s were at one time believed to have established that the present transept was originally the nave of the previous church building, but this is now contested.[5] It is however certain that the cores of the two western pillars of the crossing date from the very first building phase, and possibly served the same purpose in the original church.The church received its present groundplan however in the first quarter of the 12th century through the substantial enlargements of Bishop William II of Troia, who from 1093 had the present nave built. The construction of the present apse may well also date from this period.[7] An inscription on the bronze doors of the main portal indicates that this was finished in 1119, by which time the construction of the nave was clearly more or less completed. In 1107 work began on the lower part of the west front. Further works, particularly on the upper part of the west front, took place in the 13th century. The sacristy and the two arms of the transept received their present form in the 17th and 18th centuries; the eastern arm of the transept still contains older material in its external walls. The present bell tower also stands in part on walls of the 11th century.
Rose window
The rose window is famous as one of the most beautiful in Apulia.[9] It consists of eleven slender columns assembled in a wheel, the spaces between them filled with decorative carved stone grilles (transenne), a very rare form of the rose window.[8] Each transenna is differently worked, and some have an Oriental effect. The surround consists of overlapping arches, with the interstices pierced by trefoils. Also remarkable are the carvings of the inner of the two arches overhanging the window, consisting of a multiplicity of animals and human forms, among them a boy relieving himself. These arches are supported by double columns on the backs of lions.
Troia La Cattedrale ( Il Rosone), The Cathedral (Rose Window)
Troia Puglia Italia ©2015All rights reserved
Nikon coolpix p 7100
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La concattedrale della Beata Vergine Maria Assunta in Cielo, già cattedrale, è il principale luogo di culto cattolico di Troia, in provincia di Foggia,La chiesa è un edificio a croce latina dalle importanti peculiarità e dall'indubbio interesse architettonico sito a Troia, in provincia di Foggia, e costruito tra il 1093 e il 1125. L'edificio è dedicato alla Beata Maria Vergine Assunta in Cielo ed è costruita secondo lo stile romanico, per quanto nella sua realizzazione abbia risentito dello stile pisano-orientale. È uno dei capolavori dell'architettura romanica in Capitanata, non tanto per le proporzioni quanto per l'armonia della costruzione.La facciata è larga 19 metri ed è alta (alla cuspide) 28,5 metri. Dalla soglia all'abside la concattedrale è lunga 54 metri. In totale la costruzione occupa una superficie di circa 1325 m².Nel marzo del 1958 papa Pio XII l'ha elevata alla dignità di basilica minore La chiesa venne costruita sulla base di un preesistente edificio bizantino e con materiali riutilizzati, ricavati dall'antica città romana. I lavori per la costruzione della cattedrale vennero patrocinati e finanziati dal vescovo Guglielmo II a partire dal 1106. Nel 1119 venne posta la porta di bronzo costruita da Oderisio da Benevento la cui funzione, oltre al completamento stilistico della facciata, era quella di celebrare le glorie del vescovo e la sua abilità nel mediare i rapporti tra la Santa Sede ed i baroni normanni. Appena otto anni dopo questo avvenimento, nel 1127, la costruzione di una porta laterale sempre ad opera di Oderisio da Benevento e sempre su ordine di Guglielmo II è il simbolo della mutata situazione politica della zona e della città: la nuova porta è più piccola e più semplice, andando a riflettere la situazione economica difficile e una più immediata velocità di esecuzione e condivisione del messaggio da trasmettere.
Il rosone è un eccelso esempio di tecnica scultorea a traforo: composto da undici colonne (di uno stile simile all'ordine corinzio) che si irradiano dal centro dello stesso secondo angoli uguali (32,72°), a loro volta connesse con un gioco di archi che fanno da cornice, è suddiviso in undici "spicchi". Questi ultimi sono decorati con diaframmi traforati diversi tra loro e diversi dalla decorazione degli archi, creando così ben ventidue decorazioni differenti ottenute esclusivamente con la tecnica del traforo, facendo apparire il rosone come un ricamo merlettato.Al centro del rosone le undici colonnine poggiano su un cerchio di pietra lavorata a squame, a determinare una decorazione che ricorda una corda che si chiude o un serpente che si morde la coda, simbolo dell'eternità, della morte e resurrezione, oltre ad essere di forma circolare, simbolo della perfezione. Il centro del rosone, dunque, simboleggia la figura di Gesù Cristo. Poiché le colonnine sono in numero dispari (11), il rosone appare asimmetrico. La scelta di questo numero di colonnine, però, non è casuale: bisogna notare il fatto che il numero 11 ha un forte significato simbolico. Quest'ultimo, infatti, è il numero degli apostoli senza considerare Giuda Iscariota, il traditore, che viene escluso proprio per sottolineare che chi pecca veramente non è più innestato su Gesù. Gli archi che sormontano le colonne, per ricoprire l'intero rosone, sono undici. Partendo dall'apice di una colonna e seguendo l'andamento degli archi, per tornare al punto di partenza è necessario compiere due giri del rosone. Quest'ultimo, cioè, è composto da una serie di 6 + 5 archi che si rincorrono. Anche in questo caso si ha un significato simbolico nascosto ma molto importante: sei e cinque rappresentano rispettivamente macrocosmo e microcosmo, Cielo e Terra. Il numero undici, essendone la somma, rappresenta l'unione tra queste due realtà, tra ciò che è terreno e ciò che è divino.Sopra ogni colonna e come cornice di ogni arco è presente una forma composta da tre lobi. Oltre all'indubbio fine estetico, anche in questo caso siamo di fronte ad un simbolo: questa forma, generata dall'intersezione di tre cerchi distinti e separati, simboleggia la Trinità.Il rosone, in definitiva, è la sintesi di diversi influssi stilistici, prodotto unico ed originale di raffinatezza stilistica, priva di esemplari con cui possa essere paragonato. I danni arrecati dal terremoto del 1731 e del sisma più recente del 31 ottobre 2002 hanno seriamente messo a rischio la statica del rosone che ha subito nel tempo delle deformazioni fuori del piano. A tale dissesto si è posto rimedio negli anni 2005-06 con un intervento innovativo di restauro statico messo a punto dagli ingegneri Domenico Liberatore e Nicola Masini, docenti dell'Università della Basilicata.
Troia Cathedral (Italian: Concattedrale di Troia; Cattedrale di Santa Maria Assunta) is the cathedral of Troia in Apulia, Italy, dedicated to the Assumption of the Blessed Virgin Mary. Built in the first quarter of the 12th century, it is reckoned a masterpiece of Apulian Romanesque architecture[1] and is particularly noted for the rose window and the bronze doors of the west front. Formerly the seat of the Bishops of Troia, it is now a co-cathedral in the diocese of Lucera-Troia. The church is located in the centre of Troia on the Via Regina Margherita. The principal façade, orientated to the north-west, looks onto a small forecourt. The dedication to the Assumption of the Virgin Mary was taken over from the predecessor building, which has been partly incorporated into the present structure. A Byzantine church formerly stood on the site, apparently constructed largely from the remains of Roman buildings. Work on a new cathedral began in the last quarter of the 11th century. The year 1073 is often given[1] but the exact date of the start of construction is in fact unconfirmed.[4] Excavations in the 1950s were at one time believed to have established that the present transept was originally the nave of the previous church building, but this is now contested.[5] It is however certain that the cores of the two western pillars of the crossing date from the very first building phase, and possibly served the same purpose in the original church.The church received its present groundplan however in the first quarter of the 12th century through the substantial enlargements of Bishop William II of Troia, who from 1093 had the present nave built. The construction of the present apse may well also date from this period.[7] An inscription on the bronze doors of the main portal indicates that this was finished in 1119, by which time the construction of the nave was clearly more or less completed. In 1107 work began on the lower part of the west front. Further works, particularly on the upper part of the west front, took place in the 13th century. The sacristy and the two arms of the transept received their present form in the 17th and 18th centuries; the eastern arm of the transept still contains older material in its external walls. The present bell tower also stands in part on walls of the 11th century.
Rose window
The rose window is famous as one of the most beautiful in Apulia.[9] It consists of eleven slender columns assembled in a wheel, the spaces between them filled with decorative carved stone grilles (transenne), a very rare form of the rose window.[8] Each transenna is differently worked, and some have an Oriental effect. The surround consists of overlapping arches, with the interstices pierced by trefoils. Also remarkable are the carvings of the inner of the two arches overhanging the window, consisting of a multiplicity of animals and human forms, among them a boy relieving himself. These arches are supported by double columns on the backs of lions.