Dionysos e Ampelos Ludovisi, "Das Schönste ist auch das Heiligste." Hölderling- Hyperion,
Il gruppo mostra, a sinistra, Dioniso nudo, stante sulla gamba destra, mentre scarta fortemente di lato la sinistra che poggia su un rialzo roccioso. Il braccio destro poggia sul capo, coronato di edera e pampini, trattenuti da una benda, il sinistro è appoggiato sulla spalla sinistra del satirello; quest'ultimo, di proporzioni assai inferiori, guarda in alto verso il dio cercando di sorreggerlo. La testa del satiro è caratterizzata da una corona di pigne, dalle orecchie a punta e dai ciuffi di peli sulle guance. Indossa una nebride e con la mano destra regge il "pedum". A sinistra di Dioniso è una pantera accosciata che poggia la zampa sinistra su un recipiente rovesciato da cui fuoriesce un grappolo d'uva.
La presenza di consistenti varianti tra un gruppo e l'altro ha indotto alcuni studiosi ad escludere l'esistenza di un originale scultoreo di età classica per cui i gruppi noti sono stati considerati creazioni eclettiche romane ispirate alle opere di Prassitele (la posa sinuosa di Dioniso deriva dall'Apollo Liceo mentre quella del Satiro ricorda il Satiro anapauomenos) e di Skopas (scopadei sono infatti gli occhi infossati nelle orbite e gli zigomi sporgenti del dio) (cfr. Amelung, cit.; Helbog, cit.; Palma in Museo Nazionale Romano. Le Sculture I/5, cit.) o ad opere pittoriche greche raffiguranti la partenza di Arianna (cfr. Lippold, cit.). Il dibattito archeologico sull'argomento è riassunto da Pochmarski che elenca anche le repliche note del tipo (cfr. E. Pochamrski, Dionysische Gruppen. Eine typologische Untersuchung zur Geschichte des Stützmotivs, Wien 1990, p. 196 e ss.).
La molteplicità di repliche di età romana che rappresentano Dioniso sorretto da un Satiro ha dato vita a numerosi tentativi di identificare uno o più archetipi greci a cui le botteghe di copisti si sarebbero ispirate, apportando di volta in volta delle varianti (la posizione delle due figure, talora invertite, la posa degli arti, la varietà dei sostegni o degli attributi). Alcuni studiosi hanno cercato di identificare l'opera modello con realizzazioni ricordate dalle fonti quali i gruppi di Dioniso ed Eros attribuito a Thymilos (cfr. Pausania, I, 20, 2) e quello di Dioniso, Satiro e Methe di Prassitele (cfr. Plinio, XXXIV, 69); altri invece hanno ipotizzato un archetipo realizzato nell'ambito della cerchia prassitelica (cfr. Ducati, cit.) o della produzione di età ellenistica (cfr.Levi citr.; Traversari cit.). Il dibattito archeologico sull'argomento è riassunto da Pochmarski che elenca anche le repliche note del tipo (cfr. E. Pochamrski, Dionysische Gruppen. Eine typologische Untersuchung zur Geschichte des Stützmotivs, Wien 1990, p. 196 e ss.).
Die Rückkehr der Götter.
Berlins verborgener Olymp
The over-lifesize marble Dionysus with Panther and Satyr in the Palazzo Altemps, in Rome, has a copy in Berlin. The Roman work of the 2nd century CE, found in the 16th century[2] on the Quirinal Hill at the time foundations were being dug for Palazzo Mattei at Quattro Fontane.[3] The statue was purchased for the Ludovisi collection, where it was first displayed in front of the Palazzo Grande, the main structure of the Villa Ludovisi, and by 1641 in the gallery of sculptures in the Casino Capponi [4] erected for Cardinal Ludovico Ludovisi in the villa's extensive grounds. By 1885, it had been removed to the new Palazzo del Principe di Piombino, nearby in via Veneto. With the rest of the Boncompagni-Ludovisi collection, which was open to the public on Sundays and covered in the guidebooks,[5] and where it had become famous,[6] it was purchased in 1901 for the City of Rome, as the Ludovisi collection was dispersed and the Villa's ground built over at the end of the 19th century.
The formula, with somewhat exaggerated contrapposto, the god's right hand resting on his head, is based on the Apollo Lyceus, which is variously attributed and dated. This ivy-crowned Dionysus is accompanied by the panther that signalises his numinous presence, and a satyr of reduced size, a member of his retinue. Long locks of his hair fall girlishly over his shoulders and in his left hand he holds a bunch of grapes, emblematic of his status as god of wine.
Dionysos e Ampelos Ludovisi, "Das Schönste ist auch das Heiligste." Hölderling- Hyperion,
Il gruppo mostra, a sinistra, Dioniso nudo, stante sulla gamba destra, mentre scarta fortemente di lato la sinistra che poggia su un rialzo roccioso. Il braccio destro poggia sul capo, coronato di edera e pampini, trattenuti da una benda, il sinistro è appoggiato sulla spalla sinistra del satirello; quest'ultimo, di proporzioni assai inferiori, guarda in alto verso il dio cercando di sorreggerlo. La testa del satiro è caratterizzata da una corona di pigne, dalle orecchie a punta e dai ciuffi di peli sulle guance. Indossa una nebride e con la mano destra regge il "pedum". A sinistra di Dioniso è una pantera accosciata che poggia la zampa sinistra su un recipiente rovesciato da cui fuoriesce un grappolo d'uva.
La presenza di consistenti varianti tra un gruppo e l'altro ha indotto alcuni studiosi ad escludere l'esistenza di un originale scultoreo di età classica per cui i gruppi noti sono stati considerati creazioni eclettiche romane ispirate alle opere di Prassitele (la posa sinuosa di Dioniso deriva dall'Apollo Liceo mentre quella del Satiro ricorda il Satiro anapauomenos) e di Skopas (scopadei sono infatti gli occhi infossati nelle orbite e gli zigomi sporgenti del dio) (cfr. Amelung, cit.; Helbog, cit.; Palma in Museo Nazionale Romano. Le Sculture I/5, cit.) o ad opere pittoriche greche raffiguranti la partenza di Arianna (cfr. Lippold, cit.). Il dibattito archeologico sull'argomento è riassunto da Pochmarski che elenca anche le repliche note del tipo (cfr. E. Pochamrski, Dionysische Gruppen. Eine typologische Untersuchung zur Geschichte des Stützmotivs, Wien 1990, p. 196 e ss.).
La molteplicità di repliche di età romana che rappresentano Dioniso sorretto da un Satiro ha dato vita a numerosi tentativi di identificare uno o più archetipi greci a cui le botteghe di copisti si sarebbero ispirate, apportando di volta in volta delle varianti (la posizione delle due figure, talora invertite, la posa degli arti, la varietà dei sostegni o degli attributi). Alcuni studiosi hanno cercato di identificare l'opera modello con realizzazioni ricordate dalle fonti quali i gruppi di Dioniso ed Eros attribuito a Thymilos (cfr. Pausania, I, 20, 2) e quello di Dioniso, Satiro e Methe di Prassitele (cfr. Plinio, XXXIV, 69); altri invece hanno ipotizzato un archetipo realizzato nell'ambito della cerchia prassitelica (cfr. Ducati, cit.) o della produzione di età ellenistica (cfr.Levi citr.; Traversari cit.). Il dibattito archeologico sull'argomento è riassunto da Pochmarski che elenca anche le repliche note del tipo (cfr. E. Pochamrski, Dionysische Gruppen. Eine typologische Untersuchung zur Geschichte des Stützmotivs, Wien 1990, p. 196 e ss.).
Die Rückkehr der Götter.
Berlins verborgener Olymp
The over-lifesize marble Dionysus with Panther and Satyr in the Palazzo Altemps, in Rome, has a copy in Berlin. The Roman work of the 2nd century CE, found in the 16th century[2] on the Quirinal Hill at the time foundations were being dug for Palazzo Mattei at Quattro Fontane.[3] The statue was purchased for the Ludovisi collection, where it was first displayed in front of the Palazzo Grande, the main structure of the Villa Ludovisi, and by 1641 in the gallery of sculptures in the Casino Capponi [4] erected for Cardinal Ludovico Ludovisi in the villa's extensive grounds. By 1885, it had been removed to the new Palazzo del Principe di Piombino, nearby in via Veneto. With the rest of the Boncompagni-Ludovisi collection, which was open to the public on Sundays and covered in the guidebooks,[5] and where it had become famous,[6] it was purchased in 1901 for the City of Rome, as the Ludovisi collection was dispersed and the Villa's ground built over at the end of the 19th century.
The formula, with somewhat exaggerated contrapposto, the god's right hand resting on his head, is based on the Apollo Lyceus, which is variously attributed and dated. This ivy-crowned Dionysus is accompanied by the panther that signalises his numinous presence, and a satyr of reduced size, a member of his retinue. Long locks of his hair fall girlishly over his shoulders and in his left hand he holds a bunch of grapes, emblematic of his status as god of wine.