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SPERT D'ALPAGO. VIA DEI GIOVANI.

LA FATTORIA DEGLI ANIMALI.

 

 

Fino ai primi anni del ‘900 la popolazione dell’Alpago era dedita soprattutto all’allevamento delle pecore di razza Alpagota, attività nel corso dei secoli molto fiorente a cui seguiva la produzione dei prodotti caseari. L’allevamento ovino era praticato ad integrazione di quello bovino.

Gli agnelli erano venduti ad allevatori nel bellunese e nel trevigiano, la lana era impiegata dalle singole famiglie contadine per confezionare abiti, tessuti e biancheria, calze e calzettoni, maglie e maglioni.

Molta attenzione era dedicata alla lavorazione della lana che, dopo la tosatura delle pecore, lavata, asciugata era inviata alle manifatture di Serravalle di Vittorio Veneto per essere trasformata in filato raccolto in matasse. La lana lavorata riprendeva la via del ritorno in Alpago per esser colorata e avviata alla confezione per i nuovi capi d’abbigliamento. Una parte del filato poteva essere oggetto di scambio e commercio. Sotto i portici e sui poggioli delle abitazioni era consuetudine osservare giovani e anziane filare lana all’arcolaio.

 

 

CANON EOS 600D con ob. SIGMA 10-20 f./4-5,6 EX DC HSM

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Uploaded on December 12, 2017
Taken on October 28, 2017