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this is the room

101-

la fabbrica di idee.

7.8 ottobre 2006

un happening ( illegale ) a Milano

 

 

Prime luci: alba di sabato. La fabbrica comincia a respirare, liberata minuziosamente dalla polvere e dalla sporcizia.

Ci accoglie una giornata autunnale, pioggerellina fine che non vuole smettere di cadere da un cielo plumbeo e pesante, di quelli che che solo Milano sa regalare.

Dopo un paio di ore appare il sole, e con lui i primi artisti, carichi di ogni attrezzatura. Alcuni vengono da lontano, portate da treni che parlano di Genova, Torino, Vicenza, Roma.

Giusto il tempo delle presentazioni, e le terrazze già esplodono di colori, rulli, odori acri di vernici.

Silhouettes morbide che si susseguono sui tetti in controluce, come piccole formichine, lasciando scie di colore dietro di loro.

A mezzogiorno il luogo, rimasto segreto a chiunque fino a poche ore prima, già brulica di creatività.

Si respira empatia, collaborazione, stimoli, contatto, confronto, si corre avanti e indietro sistemando metri e metri di prolunghe, poco a poco tutte le stanze si svegliano dal buio, appaiono, sbadigliano, raccontano, gridano. Luci, colori, suoni, video, rumori, installazioni.

Nell' angolo più buio si sente un monitor sussurrarci scossoni di suoni gracchianti nel nero, un neon fucsia crea atmosfere terse, a intermittenza, ogni tanto svanendo. Buio. Luce. Di nuovo buio.

Proiezioni narrano di un viaggio, dentro questa odissea noi piccoli Ulisse ci addentriamo, lasciandoci inghiottire dentro alle immagini.

Il tramonto delicato annuncia l' attesa trepidante per lo spettacolo teatrale tribale post atomico danzante, creature di acciaio sputano fuoco e lo maneggiano nell' aria.

Dopo di lì è il delirio, la folla, il tutto.

Mezzanotte di luna piena e gru stilizzate nel cielo nero porta un fiume di 2000 persone affollate nei corridoi e sulle scale, attraversate da action paiters, performances, live set e proiezioni, che continueranno fino a notte fonda, per ricominciare la domenica.

Piu di duemila persone sono accorse.

101 artisti hanno partecipato.

Sono state consumate innumerevoli bombolette di vernice e moltissime lattine di birra.

Di notte è la festa che nasce spontanea, si riappropria della fabbrica per darle il ritmo notturno.

Ma all' alba tutto torna giallo e oro.

Domenica di cielo azzurro terso e sole forte.

Nuovi writers arrivano carichi di spray e ricominciano a dipingere. Continuano ad arrivare curiosi, fotografi, famiglie, visitatori, amici.

I bambini rom che abitano in un ala della fabbrica corrono in mezzo alla gente, aiutano a pulire, alcuni dipingono insieme a noi.

Tutto è unico e non c'è piu distinzione tra nulla. L' arte ha braccia cosi grandi da accogliere e fondere e mescolare.

La fabbrica di nuovo pulsa di energia, ma terminerà quando il buio, di nuovo la inghiottirà.

Ma non verrà dimenticata.

Seppure le ruspe la vorranno abbattere. Seppure tra un anno uffici scintillanti ne prenderanno il posto.

Resterà sempre l' odore forte delle vernici

E, in lontananza, assieme il fischio dei treni, si udirà l' inarrestabile grido dell' arte.

 

 

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Uploaded on October 11, 2006
Taken on June 24, 2006