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il sempre per cui navighi

Quando ti metterai in viaggio per Itaca

devi augurarti assai lunga la strada,

tra campi d'avventure ed esperienze.

Non temere Lestrigoni e Ciclopi,

Nettuno imbizzarrito; non è questo

il genere d'incontri che farai

se guardi un po' più alto del pensiero

e fermo è il polso del tuo corpo e guida

il tuo spirito il suo saper sentire.

Né Ciclopi o Lestrigoni, nemmeno

Netturno il tempestoso incontrerai

se non li porti dentro,

se non li sveglia contro te il tuo cuore.

 

Augurati solo una lunga strada,

molti estivi mattini quando terra

nei porti della terra toccherai

-l'animo stanco dalla gioia-

come toccasti terra alla tua nascita.

Sosta a lungo e fa' acquisti negli empori fenici:

madreperle coralli ebano ambre,

tutta merce sottile, lavorata dall'uomo,

i profumi che penetrano il tempo.

Respira coi respiri dei millenni,

visita città egizie, ascolta e impara

dai maestri il viaggiare.

 

Sia Itaca la mente, il tuo pensiero,

il sempre per cui navighi, il viaggio

senza fretta. Che duri a lungo,anni, che da vecchio

ti sia dato di mettere il tuo piede

su quell'isola, ricco

del niente accumulato per la strada

senza aspettarti ricchezze da Itaca.

 

Itaca ti ha donato ciò che hai visto nel viaggio.

Senza di lei mai avresti immaginato

d'incamminarti: che altro ti aspetti?

 

Se scoprirai ch'è povera,comunque

non resterai deluso, perché saggio

ti avrà fatto il cammino, l'esperienza

messa nella bisaccia. Avrai capito

che Itaca è tornare, che è il viaggio

e il suo significato.

(K. Kavafis)

 

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Uploaded on March 9, 2014
Taken on March 7, 2014