Dottorini.com
ECONOMIA. DOTTORINI (IDV): REGIONE DIMENTICA ALTOTEVERE, NECESSARIO SCATTO D'ORGOGLIO DELLE FORZE SANE E LIBERE
"Solo parate e tagli di nastro, ma interi comparti sono in crisi. E il Dap regionale li dimentica totalmente. Unire le forze per rivendicare ruolo di motore economico"
"Per gli amministratori regionali l'Altotevere sembra far parte di un'altra regione. Al di là di parate e tagli di nastri su iniziative fittizie, l'attenzione per uno dei territori più dinamici della regione è impercettibile. Basti pensare che nella bozza di Documento annuale di programmazione, già distribuita alle parti sociali, sono totalmente ignorate la crisi del mobile, della grafica e di altri settori trainanti, puntando tutto su presunti poli nautici a Terni, sul centro per la protezione civile di Foligno e su progetti caratterizzanti che vedono l'Alta Umbria presente solo con la meccatronica, come se ci fosse ancora bisogno di dimostrare il fallimento di certa imprenditoria. In questo modo l'economia locale muore e, senza uno scatto d'orgoglio delle forze sane e libere del territorio, vedremo tramontare ogni possibilità di ripresa". Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dell'Italia dei Valori e presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni, interviene con queste parole per fare il punto sulla situazione economica dell'Altotevere alla vigilia della presentazione del Dap (Documento annuale di programmazione), che "dimentica totalmente l'Altotevere e le sue potenzialuità ricordandosi soltanto dei soliti imprenditori".
"E' necessaria un'azione sinergica - spiega Dottorini - che eviti le parate interessate di assessori regionali e sindaci in pectore e metta in primo piano la necessità di recuperare a Città di Castello e all'Altotevere il ruolo di primo piano nelle politiche economiche regionali. Il grido d'allarme che giunge dal comparto del legno, con la necessità di rilanciare il consorzio Smai a servizio dell'intero settore, unite alle difficoltà della grafica, della meccanica e dell'agricoltura innovativa e di qualità, dovrebbero indurre tutti ad andare oltre le appartenenze partitiche per serrare invece le fila di un territorio che sta pagando molto cara la presunta autoreferenzialità degli amministratori locali in questi anni. Per quanto ci riguarda, abbiamo già presentato proposte di modifica del Documento annuale di programmazione per evitare che le risorse regionali vadano a finire sempre nelle solite tasche e per indurre il governo regionale a prendere in considerazione le difficoltà oggettive in cui versano alcuni comparti economici. Voglio sperare che ci sia una capacità di fare squadra che eviti all'Altotevere ulteriori prese in giro. Non è più pensabile - conclude il consigliere regionale - di procedere con gli annunci sui lavori della E78 dati ad ogni vigilia di elezione, con accordi sui rifiuti che danneggiano il territorio e l'economia locale, con progetti infrastrutturali inadeguati e offensivi, come nel caso della Piastra logistica. In un'ottica regionale policentrica Città di Castello e l'Altotevere devono rivendicare il ruolo di motore economico e culturale della Regione abbandonando i timori reverenziali che in questi anni hanno mortificato ogni ambizione e ogni sviluppo delle realtà più innovative e libere".
ECONOMIA. DOTTORINI (IDV): REGIONE DIMENTICA ALTOTEVERE, NECESSARIO SCATTO D'ORGOGLIO DELLE FORZE SANE E LIBERE
"Solo parate e tagli di nastro, ma interi comparti sono in crisi. E il Dap regionale li dimentica totalmente. Unire le forze per rivendicare ruolo di motore economico"
"Per gli amministratori regionali l'Altotevere sembra far parte di un'altra regione. Al di là di parate e tagli di nastri su iniziative fittizie, l'attenzione per uno dei territori più dinamici della regione è impercettibile. Basti pensare che nella bozza di Documento annuale di programmazione, già distribuita alle parti sociali, sono totalmente ignorate la crisi del mobile, della grafica e di altri settori trainanti, puntando tutto su presunti poli nautici a Terni, sul centro per la protezione civile di Foligno e su progetti caratterizzanti che vedono l'Alta Umbria presente solo con la meccatronica, come se ci fosse ancora bisogno di dimostrare il fallimento di certa imprenditoria. In questo modo l'economia locale muore e, senza uno scatto d'orgoglio delle forze sane e libere del territorio, vedremo tramontare ogni possibilità di ripresa". Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dell'Italia dei Valori e presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni, interviene con queste parole per fare il punto sulla situazione economica dell'Altotevere alla vigilia della presentazione del Dap (Documento annuale di programmazione), che "dimentica totalmente l'Altotevere e le sue potenzialuità ricordandosi soltanto dei soliti imprenditori".
"E' necessaria un'azione sinergica - spiega Dottorini - che eviti le parate interessate di assessori regionali e sindaci in pectore e metta in primo piano la necessità di recuperare a Città di Castello e all'Altotevere il ruolo di primo piano nelle politiche economiche regionali. Il grido d'allarme che giunge dal comparto del legno, con la necessità di rilanciare il consorzio Smai a servizio dell'intero settore, unite alle difficoltà della grafica, della meccanica e dell'agricoltura innovativa e di qualità, dovrebbero indurre tutti ad andare oltre le appartenenze partitiche per serrare invece le fila di un territorio che sta pagando molto cara la presunta autoreferenzialità degli amministratori locali in questi anni. Per quanto ci riguarda, abbiamo già presentato proposte di modifica del Documento annuale di programmazione per evitare che le risorse regionali vadano a finire sempre nelle solite tasche e per indurre il governo regionale a prendere in considerazione le difficoltà oggettive in cui versano alcuni comparti economici. Voglio sperare che ci sia una capacità di fare squadra che eviti all'Altotevere ulteriori prese in giro. Non è più pensabile - conclude il consigliere regionale - di procedere con gli annunci sui lavori della E78 dati ad ogni vigilia di elezione, con accordi sui rifiuti che danneggiano il territorio e l'economia locale, con progetti infrastrutturali inadeguati e offensivi, come nel caso della Piastra logistica. In un'ottica regionale policentrica Città di Castello e l'Altotevere devono rivendicare il ruolo di motore economico e culturale della Regione abbandonando i timori reverenziali che in questi anni hanno mortificato ogni ambizione e ogni sviluppo delle realtà più innovative e libere".