My soul in pixel..
Simplonpass (IT-CH) .. e una nota polemica..
(..)
Solo nel XII-XIII secolo le Alpi si aprono al grande traffico mercantile,
quando finalmente alle rotte marittime si aggiungono quelle terrestri, al fiume la strada.
Dall'Oriente all'Europa, passando per centri mercantili floridi come Venezia, Genova o le città toscane, i traffici verso il nord fanno capo a Milano, in crescente espansione a partire dal XII secolo, quando l'asse delle vie dei mercanti lentamente si sposta da ovest a est. (...).
(...)
In questa rivoluzione di rotte e itinerari che cambia il volto dell'Europa medioevale, è fondamentale l' “invenzione” di nuove vie transalpine. Tra queste il Sempione, che compare la prima volta nel 1235, quando è citato in una donazione in favore di frate Bernardo, “magister domus hospitalis de Semplon”. A quel tempo la signoria feudale della valle del Sempione era pacificamente spartita tra tre famiglie lombarde: i Castello e i Biandrate nel tratto inferiore e gli Aosta (in seguito gli Ornavasso, loro eredi) nel tratto superiore, con la valle laterale di Ganter. Fu certamente loro l'iniziativa di insediare lassù, verso la metà del XIII secolo, i coloni walser in terre ancora scarsamente abitate, per lo più sfruttate come alpeggi estivi
L’avvio della colonizzazione walser sui due versanti del valico coincide con l’apertura della strada del Sempione al traffico someggiato. Anzi, la coincidenza temporale tra l’insediamento dei coloni e l’apertura della strada, nonché il suo perfetto parallelismo con l’”invenzione” del San Gottardo, fa pensare all’opera di abili carpentieri walser quali artefici della costruzione di ponti e passerelle in legno nelle gole di Gondo ("Zwischbergenthal" ndr.).i “pericolosi ponti”, di cui parla la relazione del viaggio di Gregorio X attraverso il Sempione nel
1275, altro non sono – secondo un’acuta interpretazione recente di Luigi Zanzi (noto studioso italiano della storia Walser, ndr) – che passerelle in legno appese alle rocce con catene di ferro, sul modello di quelle più famose, e anch’esse walser, che hanno consentito negli stessi anni l’apertura al transito delle some delle gole di Uri, sul versante settentrionale del San Gottardo.
(FONTE: Enrico Rizzi da: "I quaderni de Il Circolo dell'Ossola", in
http://www.luigimanfredi.it/docs/62005%20sempione.pdf.
(...)
Il lavoro é durato sette anni e due mesi, con 39 morti e 33 operai gravemente ustionati; questo é il tributo che la natura ha voluto, come sempre, quando l'uomo cerca di vincerla. Ci sono sempre tremila uomini che vi lavorano, 78 milioni di franchi e lo sforamento é di 8 milioni, circa il 10%. Bell'esempio anche questo di capacità costruttiva e di capacità gestionale.
Il 25 gennaio 1906 - scrive “La Prealpina” - ...“Il primo treno normale, composto da una locomotiva, da un bagagliaio, da una vettura di prima, una di seconda ed una di terza classe, ha attraversato felicemente il tunnel del Sempione. Il treno impiegò mezz'ora a percorrere la galleria e ciò riuscì in ottime condizioni”...
L'inaugurazione ufficiale ha luogo il 2 aprile 1906, mentre il 19 maggio 1906 Vittorio Emanuele III, Re d'Italia, e il Presidente della Confederazione Elvetica Ferrer inaugurano la linea del Sempione che è aperta al pubblico esercizio il primo giugno 1906. E’ nata una grande via!
(FONTE: Francesco Ogliari in "I quaderni de Il Circolo dell'Ossola", in
http://www.luigimanfredi.it/docs/62005%20sempione.pdf.
..Ho riportato i brevi testi qui sopra per coloro, di sicuro pochissimi (!) che condividono con me la passione per la storia locale dell'Ossola e quelle "vicende minori" che poca rilevanza hanno avuto da sempre nella cultura ufficiale del Paese, da sempre concentrata all'esaltazione dei grandi avvenimenti, delle grandi battaglie etc..
L'apertura di una grande strada transalpina e' un momento fondamentale per la storia dell'umanita', perche' avvicina popoli, merci ma anche idee..che prima erano piu' distanti.
Una nota polemica, spero non letta come ideologica (!) : non condivido quanto scritto da F.O., citato nel secondo spezzone, quando considera come inevitabile il tributo di sangue versato da umili lavoratori quando "si sfida la natura" ! E' come quando leggete sui giornali che "la montagna uccide" ...capite, la montagna..non l'imprudenza dell'alpinista e la sua tracotanza!
Gli incidenti sul lavoro non son mai inevitabili...(come il nostro Presidente d. Repubblica ha evidenziato a piu' riprese) ...essi sono il frutto della logica perversa del profitto capitalistico, di enormi interessi economici che sempre prevalgono sul "fattore umano"
Simplonpass (IT-CH) .. e una nota polemica..
(..)
Solo nel XII-XIII secolo le Alpi si aprono al grande traffico mercantile,
quando finalmente alle rotte marittime si aggiungono quelle terrestri, al fiume la strada.
Dall'Oriente all'Europa, passando per centri mercantili floridi come Venezia, Genova o le città toscane, i traffici verso il nord fanno capo a Milano, in crescente espansione a partire dal XII secolo, quando l'asse delle vie dei mercanti lentamente si sposta da ovest a est. (...).
(...)
In questa rivoluzione di rotte e itinerari che cambia il volto dell'Europa medioevale, è fondamentale l' “invenzione” di nuove vie transalpine. Tra queste il Sempione, che compare la prima volta nel 1235, quando è citato in una donazione in favore di frate Bernardo, “magister domus hospitalis de Semplon”. A quel tempo la signoria feudale della valle del Sempione era pacificamente spartita tra tre famiglie lombarde: i Castello e i Biandrate nel tratto inferiore e gli Aosta (in seguito gli Ornavasso, loro eredi) nel tratto superiore, con la valle laterale di Ganter. Fu certamente loro l'iniziativa di insediare lassù, verso la metà del XIII secolo, i coloni walser in terre ancora scarsamente abitate, per lo più sfruttate come alpeggi estivi
L’avvio della colonizzazione walser sui due versanti del valico coincide con l’apertura della strada del Sempione al traffico someggiato. Anzi, la coincidenza temporale tra l’insediamento dei coloni e l’apertura della strada, nonché il suo perfetto parallelismo con l’”invenzione” del San Gottardo, fa pensare all’opera di abili carpentieri walser quali artefici della costruzione di ponti e passerelle in legno nelle gole di Gondo ("Zwischbergenthal" ndr.).i “pericolosi ponti”, di cui parla la relazione del viaggio di Gregorio X attraverso il Sempione nel
1275, altro non sono – secondo un’acuta interpretazione recente di Luigi Zanzi (noto studioso italiano della storia Walser, ndr) – che passerelle in legno appese alle rocce con catene di ferro, sul modello di quelle più famose, e anch’esse walser, che hanno consentito negli stessi anni l’apertura al transito delle some delle gole di Uri, sul versante settentrionale del San Gottardo.
(FONTE: Enrico Rizzi da: "I quaderni de Il Circolo dell'Ossola", in
http://www.luigimanfredi.it/docs/62005%20sempione.pdf.
(...)
Il lavoro é durato sette anni e due mesi, con 39 morti e 33 operai gravemente ustionati; questo é il tributo che la natura ha voluto, come sempre, quando l'uomo cerca di vincerla. Ci sono sempre tremila uomini che vi lavorano, 78 milioni di franchi e lo sforamento é di 8 milioni, circa il 10%. Bell'esempio anche questo di capacità costruttiva e di capacità gestionale.
Il 25 gennaio 1906 - scrive “La Prealpina” - ...“Il primo treno normale, composto da una locomotiva, da un bagagliaio, da una vettura di prima, una di seconda ed una di terza classe, ha attraversato felicemente il tunnel del Sempione. Il treno impiegò mezz'ora a percorrere la galleria e ciò riuscì in ottime condizioni”...
L'inaugurazione ufficiale ha luogo il 2 aprile 1906, mentre il 19 maggio 1906 Vittorio Emanuele III, Re d'Italia, e il Presidente della Confederazione Elvetica Ferrer inaugurano la linea del Sempione che è aperta al pubblico esercizio il primo giugno 1906. E’ nata una grande via!
(FONTE: Francesco Ogliari in "I quaderni de Il Circolo dell'Ossola", in
http://www.luigimanfredi.it/docs/62005%20sempione.pdf.
..Ho riportato i brevi testi qui sopra per coloro, di sicuro pochissimi (!) che condividono con me la passione per la storia locale dell'Ossola e quelle "vicende minori" che poca rilevanza hanno avuto da sempre nella cultura ufficiale del Paese, da sempre concentrata all'esaltazione dei grandi avvenimenti, delle grandi battaglie etc..
L'apertura di una grande strada transalpina e' un momento fondamentale per la storia dell'umanita', perche' avvicina popoli, merci ma anche idee..che prima erano piu' distanti.
Una nota polemica, spero non letta come ideologica (!) : non condivido quanto scritto da F.O., citato nel secondo spezzone, quando considera come inevitabile il tributo di sangue versato da umili lavoratori quando "si sfida la natura" ! E' come quando leggete sui giornali che "la montagna uccide" ...capite, la montagna..non l'imprudenza dell'alpinista e la sua tracotanza!
Gli incidenti sul lavoro non son mai inevitabili...(come il nostro Presidente d. Repubblica ha evidenziato a piu' riprese) ...essi sono il frutto della logica perversa del profitto capitalistico, di enormi interessi economici che sempre prevalgono sul "fattore umano"