Nel bosco dei giganti silenziosi
Le foreste (o boschi) di protezione sono foreste che mitigano o prevengono gli effetti di un pericolo naturale, come la caduta massi, una valanga, l'erosione del suolo, frane superficiali, colate detritiche o esondazioni, sulle persone e sui loro beni nelle aree montane. Nel Bosco Bandito di Timau, appunto uno di questi boschi di protezione, già dai tempi della Repubblica di Venezia (ed ancora oggi) è vietato (bandito) l'utilizzo e la raccolta della legna di faggio. Viene gestito quasi come una sorta di riserva integrale (anche se non è impedito il transito, negli anni ho visto tagliato soltanto un albero caduto sul sentiero CAI che sale a Casera Pramosio). Il resto è lasciato alla natura. Il risultato sono dei giganti silenziosi ultracentenari che punteggiano qua e là un bosco di esili faggi che stentano quasi a crescere, come se non volessero mancare di rispetto ai loro antenati.
Una specie di ambiente incantato nel quale entrare sottovoce, in punta di piedi, quasi per non svegliare i giganti dal loro lungo sonno.
Timau, 14 agosto 2025
Nel bosco dei giganti silenziosi
Le foreste (o boschi) di protezione sono foreste che mitigano o prevengono gli effetti di un pericolo naturale, come la caduta massi, una valanga, l'erosione del suolo, frane superficiali, colate detritiche o esondazioni, sulle persone e sui loro beni nelle aree montane. Nel Bosco Bandito di Timau, appunto uno di questi boschi di protezione, già dai tempi della Repubblica di Venezia (ed ancora oggi) è vietato (bandito) l'utilizzo e la raccolta della legna di faggio. Viene gestito quasi come una sorta di riserva integrale (anche se non è impedito il transito, negli anni ho visto tagliato soltanto un albero caduto sul sentiero CAI che sale a Casera Pramosio). Il resto è lasciato alla natura. Il risultato sono dei giganti silenziosi ultracentenari che punteggiano qua e là un bosco di esili faggi che stentano quasi a crescere, come se non volessero mancare di rispetto ai loro antenati.
Una specie di ambiente incantato nel quale entrare sottovoce, in punta di piedi, quasi per non svegliare i giganti dal loro lungo sonno.
Timau, 14 agosto 2025