Cane Billi ®
Camalli in processione
un Confratello "camallo" in processione ad Albisola Superiore in occasione della festa di S. Nicolò. Il termine “camallo” definisce una figura, ormai scomparsa a seguito dell’avvento della meccanizzazione e dei containers, tipica delle aree portuali: era l’uomo di fatica che, con l’ausilio di una cinghia di cuoio e appena il conforto di un sacco ripiegato a protezione delle spalle, trasportava lungo le banchine, cioè “camallava” solo con le proprie forze, colli più o meno pesanti da caricare o scaricare dalle navi mercantili. La definizione si allargò con il tempo fino a intendere il “portatore” in senso lato. Ma l’aspetto più interessante, pittoresco, sentito e, se vogliamo, la vista più bella sono in realtà gli splendidi crocifissi di legno portati dai confratelli più abili, i quali utilizzano grosse bretelle in cuoio che sul punto vita presentano un “bicchiere” robustissimo nel quale viene inserita la base della croce (i “crocchi”). In tal modo il crocifisso rimane più alto rispetto all’altezza media dei partecipanti alla processione e, specialmente nelle giornate limpide o al primo imbrunire, l’immagine che se ne ricava è molto suggestiva.Questi crocifissi sono lignei e intarsiati di argento; alcuni da più di due secoli guardano i fedeli dalle navate degli oratori; altri sono dell’inizio del Novecento, altri ancora sono più recenti (la Confraternita di Loano ne sfoggia uno nuovissimo con la croce addirittura in fibra di carbonio, più leggera del legno). Alcuni sono di dimensioni normali, altri sono molto grandi e possono arrivare anche ad una estensione di nove metri quadrati per più di 150 kg. di peso. Alcuni hanno l’immagine di Gesù quasi a grandezza naturale, altri hanno delle splendide immagini di Cristo nere; quasi tutti presentano ornamenti argentei ai lati della croce (i cosiddetti “canti”, il cui nome una suggestiva tradizione popolare vuole far derivare dal “canto” che il portatore oppure il vento stesso fa loro emettere ondeggiando durante il cammino) grandi quasi come la croce stessa.
E non si creda che portare, o meglio, “camallare” queste meraviglie dell’arte sia cosa semplice..... (Testo tratto da: "Ponente Ligure: processioni, camalli, crocifissi" di Paolo Rebagliati)
Camalli in processione
un Confratello "camallo" in processione ad Albisola Superiore in occasione della festa di S. Nicolò. Il termine “camallo” definisce una figura, ormai scomparsa a seguito dell’avvento della meccanizzazione e dei containers, tipica delle aree portuali: era l’uomo di fatica che, con l’ausilio di una cinghia di cuoio e appena il conforto di un sacco ripiegato a protezione delle spalle, trasportava lungo le banchine, cioè “camallava” solo con le proprie forze, colli più o meno pesanti da caricare o scaricare dalle navi mercantili. La definizione si allargò con il tempo fino a intendere il “portatore” in senso lato. Ma l’aspetto più interessante, pittoresco, sentito e, se vogliamo, la vista più bella sono in realtà gli splendidi crocifissi di legno portati dai confratelli più abili, i quali utilizzano grosse bretelle in cuoio che sul punto vita presentano un “bicchiere” robustissimo nel quale viene inserita la base della croce (i “crocchi”). In tal modo il crocifisso rimane più alto rispetto all’altezza media dei partecipanti alla processione e, specialmente nelle giornate limpide o al primo imbrunire, l’immagine che se ne ricava è molto suggestiva.Questi crocifissi sono lignei e intarsiati di argento; alcuni da più di due secoli guardano i fedeli dalle navate degli oratori; altri sono dell’inizio del Novecento, altri ancora sono più recenti (la Confraternita di Loano ne sfoggia uno nuovissimo con la croce addirittura in fibra di carbonio, più leggera del legno). Alcuni sono di dimensioni normali, altri sono molto grandi e possono arrivare anche ad una estensione di nove metri quadrati per più di 150 kg. di peso. Alcuni hanno l’immagine di Gesù quasi a grandezza naturale, altri hanno delle splendide immagini di Cristo nere; quasi tutti presentano ornamenti argentei ai lati della croce (i cosiddetti “canti”, il cui nome una suggestiva tradizione popolare vuole far derivare dal “canto” che il portatore oppure il vento stesso fa loro emettere ondeggiando durante il cammino) grandi quasi come la croce stessa.
E non si creda che portare, o meglio, “camallare” queste meraviglie dell’arte sia cosa semplice..... (Testo tratto da: "Ponente Ligure: processioni, camalli, crocifissi" di Paolo Rebagliati)